Vite

Pubblicato il 26 Dicembre 2009 da Veronica Baker

[…]Un transessuale brasiliano di 34 anni […] si è impiccato con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua stanza nel Cie di via Corelli.
Era stato bloccato domenica scorsa perchè irregolare e portato al Centro di identificazione ed espulsione del capoluogo lombardo.A dare l’allarme è stato sabato attorno alle 15.30 un altro immigrato trattenuto nel centro. Secondo la prima ricostruzione, il transessuale sarebbe entrato nella sua stanza attorno alle 14.

Quindi nessun segnale fino a quando è stato notato il suo cadavere appeso. Subito sono stati chiamati i soccorsi, è stato portato in infermeria dove sono iniziate, senza esito, le manovre rianimatorie.
Poi, quando è arrivata l’ambulanza, il rianimatore non ha potuto che constatarne la morte. Per ora non si sa quale sia stata la causa del suicidio.[…]

Il solito comunicato anonimo, al solito irrispettoso  – ma oramai qui ci sono tristemente abituata – del genere  anche quando succedono situazioni tristi e drammatiche come questa.

Togliersi la vita il giorno di Natale ha un significato ben preciso , al di là di tutte le fredde considerazioni che si possono fare.

Pagine di diari mai scritti.

Scatti e fotografie di ricordi mai vissuti.

Vite al limite.
Due volte l’anno mi reco presso il cimitero di Lambrate a visitare una lapide anonima, dislocata nella zone delle fosse comuni.

Nessuno mai si reca a mettere un fiore , nè tantomeno un lume, nè a visitarla.

Un nome anonimo , due date , ed una piccola, fredda pietra grigia.

Non l’ho mai conosciuta ,se non dai brevi racconti della mia migliore amica ( per me una sorella maggiore ) : si è addormentata quasi venti anni fa nell’assoluta indifferenza di tutti, in una fredda corsia di ospedale.

Vite…non vite…

Lì ho visto per la prima volta la morte.

L’ indifferenza .

Le ingiustizie.

Le malattie, prima dell’anima più che del fisico.

Vite estreme.

Personaggi straordinari e tanto amore pur in quelle agghiaccianti condizioni.

Ho conosciuto la vera emarginazione , il vero razzismo, uno spaccato di vita reale che in tutti i modi si vuole raccontare in un certo modo.

Il destino della vita , visto come un qualcosa da cui non si può sfuggire.

Ed allo stesso tempo la speranza di un futuro migliore.

Come molte che ho tristemente conosciuto, e di cui non potrò mai scordare l’esistenza.

Una rosa bianca , un piccolo lume, una piccola preghiera.

Una goccia nell’oceano, un simbolo personale per non dimenticarmi mai di tutto ciò che ha contribuito a forgiare il mio carattere.

Questa è stata per me la palestra di vita , quello che mi ha fatto crescere e diventare – soprattutto caratterialmente – quella che sono .

Prima di giudicare , occorre conoscere .

E fare qualche cosa di concreto .

Ed ecco perchè la sottoscritta – che, in fondo, avrebbe semplicemente potuto abiurare tutto questo, essendo sempre stata anni luce lontana sia come stile di vita , sia come estrazione sociale    – non solo non lo farà mai, ma orgogliosamente  si schiera a fianco della propria – della mia – gente.

A causa di questo fatto ho perso lettori nel blog ?

Ho perso alcune amicizie ?

Poco male, anzi, molto meglio così !

Sono molto cresciuta negli ultimi mesi interiormente, ed ho fatto una precisa e netta scelta di campo.

Le persone intelligenti capiranno immediatamente il perchè.

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