Vestita di bianco

Pubblicato il 23 Ottobre 2021 da Veronica Baker

E voglio guardare per l’ultima volta
Gli alberi, i fiori, lo sai, è primavera
Adesso la sera arriva più tardi
E i giorni già sono più caldi

Ma adesso se vuoi possiamo anche andare
Ho fatto le cose che avevo da fare
Ho detto le cose che avevo da dire
Adesso io posso
Adesso io voglio venire

Michele Pecora – Vestita di bianco”


Vestita di bianco

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Stiamo vivendo è una vera e propria guerra psicologica contro la intera umanità.

Purtroppo c’è ancora tanta – troppa ! – gente che nonostante le menzogne continuamente perpetrate, continua a fidarsi sia delle cosiddette “autorità” dello stato, sia del mainstream.

Senza comprendere che quella che stiamo vivendo è una vera e propria guerra contro la intera Umanità.

In questo momento è assolutamente necessario mettersi in testa che occorre fare sempre al contrario di tutto ciò che viene detto dalle cosiddette autorità, che mentono spudoratamente ormai su tutto.

Ma l’atteggiamento della massa (che dobbiamo assolutamente ignorare)  è purtroppo diverso :

In momenti di paura la gente cerca esclusivamente certezze.

Quindi se qualcuno riesce ad essere abbastanza convincente, saranno in molti a credere in lui (o lei).
Prendere persone in momenti particolari della loro vita significa averli letteralmente in pugno.

Ecco perchè molti (soprattutto la grande massa cieca e soprattutto senza cultura) preferiscono una bella bugia ad una cruda verità.



Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Almeno di chiunque voglia capire.

Costoro giocano esclusivamente sulle nostre paure.
E su tutto ciò che in passato hanno inculcato nel nostro inconscio.

Riusciremo a sconfiggerli.
Ma non dobbiamo assolutamente avere alcun timore di morire !

Talvolta vedo troppa timidezza, troppa paura.
Paura di agire in prima persona.



The night has reached its end
We can’t pretend
We must run
It’s time to run

Take us away from here
Protect us from further harm
Resistance !

Forse perchè la stragrande maggioranza della gente oggi non ha mai sofferto veramente.
Non ha visto addormentarsi la persona più cara per uno scempio medico.
O spegnersi amiche fra le sofferenze più atroci.
Nè ha mai subito atti di razzismo o di mobbing.

Ma molto più spesso vedo una Umanità che nella maggior parte dei suoi individui soffre della cosiddetta Sindrome di Stoccolma.

Un stato paranoico di dipendenza psicologica (e talvolta pure) affettiva che si manifesta nelle vittime di episodi di violenza fisica, verbale o più frequentemente psicologica.
Chi soffre di questo disturbo, durante i maltrattamenti subiti tende a provare un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore.
Che in taluni casi si spinge fino alla totale sottomissione volontaria.
Instaurando un’alleanza (e spesso anche solidarietà) tra vittima e carnefice.

Il problema è che questa volta quando si risveglieranno potrebbe essere troppo tardi.
Perchè rischiano per davvero di rinunciare in modo volontario a ciò che di più prezioso ci ha donato Madre Natura.

La Vita.

Love is our resistance
They keep us apart and they won’t stop breaking us down
And hold me, our lips must always be sealed

Ma oggi la maggior parte delle persone non sa più amare.
E quindi inesorabilmente imboccano la strada sbagliata.

L’autodistruzione.

Ma anche per loro c’è ancora una speranza.
Arrivare a vedere l’erba dalla parte delle radici.

Metafora per rappresentare un’esperienza davvero drammatica.

Guardare in faccia la morte.
Che solitamente appare vestita di bianco.
L’unico vero momento in cui un uomo fa il proprio impietoso esame di coscienza.



Vestita di bianco


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