Uno spaccato reale

Pubblicato il 8 Settembre 2019 da Veronica Baker

La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente.

Albert Einstein


Liberamente ispirato a “Reminiscence of a stock operator” di Edwin Lefebre.


Agosto 26, 2011


Uno spaccato reale

Uno spaccato reale
Uno spaccato reale…

Il giorno 11 settembre 2001 ero a terminale, come tutti i giorni.

Ricevevo i dati ancora via satellite.
Mentre per l’immissione degli ordini avevo una piattaforma interfacciata in rete con tecnologia push, allora considerata la migliore.

Si potevano trattare su internet solo azioni e future.
Le opzioni erano intermediabili solo via telefono.

Dopo pranzo (erano circa le  ore 14,00) tornai al pc.

Si veniva da una settimana di vendite continue, incessanti, senza pausa, cui non si riusciva a dare una spiegazione logica.
I settori più venduti erano stati soprattutto il settore assicurativo e le linee aeree, dopo un agosto già largamente negativo.

Pochi giorni prima avevo liquidato in stop loss le poche posizioni long che ormai detenevo in portafoglio (le oramai defunte Bipop-Carire e Mondadori), mentre avevo deciso di mantenerei delle long put che però iniziavano a scottare perchè erano raddoppiate o triplicate di valore in pochissimi giorni.

Ad esempio Mediolanum veniva da 3 giorni consecutivi in cui era stata sospesa più volte per eccesso di ribasso alla soglia del 10% (che allora esisteva) passando in meno di una settimana da 12€ a circa 8€ (avevo allora una Put con strike 10€ e scadenza Settembre).
Le altre opzioni che avevo in portafoglio erano su IntesaBCI  appena a ridosso dello strike (sempre put 2.8€ scadenza Settembre) e Generali (non mi ricordo perfettamente qua lo strike, mi pare 27.5€ , scadenza sempre Settembre).

Alla apertura i mercati partirono al galoppo, con un gap up di circa il 2%, rimanendo poi completamente fermi per tutto il resto della mattinata.

Pareva delinearsi finalmente un’ inversione almeno di breve.
Infatti il giorno precedente gli indici principali avevano disegnato una classica hammer (la lunga candela dal corpo lungo con apertura e chiusura vicine fra loro).

Il Dax era collassato senza sosta in poco più di un mese : da 5900 a 4700 circa (quindi circa il 20%).
Tutti davano la colpa allo scoppio della bolla tech che aveva appena travolto il Neuer Markt fra scandali contabili vari.
Ma il Nasdaq – ed in generali tutti i listini tech mondiali – era già collassato del 70%  in un solo anno e mezzo (da 4900 a 1500 circa).

Intorno alle 14.10 decido di iniziare a prendere profitto su una parte delle put.
Telefonai allora al broker per il take profit sulla put su Mediolanum.
Ma sbaglio a comunicare il numero di lotti, anzichè 1 dico 2, e dopo poco vedo allo schermo aggiornata la mia posizione con una put venduta.

Immediatamente richiamai per chiudere immediatamente con un ordine a mercato la posizione, rimettendoci commissioni e spread ask/bid (circa il 3% del controvalore della operazione).

Credevo di avere fatto un terribile errore e di avere ceduto all’impulsività.
Invece mai operazione fu più saggia.

Dopo 5 minuti circa si scatenarono improvvisamente le vendite su Milano.
Generali precipitò del 5% (le seguivo attentamente insieme a IntesaBCI perchè erano le uniche posizioni che avevo in portafoglio e decisamente “taglienti”) ed a ruota le altre blue-chips (allora termometro del mercato italiano erano considerate le Telecom e tutta la “galassia” delle sue controllate).

Pochi minuti dopo tutti gli indici all’improvviso passarono simultaneamente da +2% a -8% in soli 2 minuti.

Cercai aggiornamenti Reuters, ma non ne trovai.
Accesi allora la tv.
E capii.

Soprattutto iniziai a comprendere le vere dinamiche che stanno dietro ai mercati ed all’andamento dei loro indici.

Il mercatino italiano, ed in generale tutti quelli periferici  – da allora li definisco tali – fu liquidato prima degli altri (15 minuti circa).
Qualcuno – i soliti noti – ovviamente già sapeva quello che sarebbe successo.

Ed infatti in seguito fu scoperto che nei giorni precedenti all’attacco erano state aperte montagne di posizioni ribassiste lunghe (Long Put) su KLM ad Amsterdam e su SwissAir allo SMI (che poi fallì anche a causa della sua già traballante situazione debitoria).



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