Una pubblicità singolare

Pubblicato il 11 Novembre 2021 da Veronica Baker

Ogni altra parola è superflua.

Veronica Baker


Una pubblicità singolare

Vediamo il perchè.


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Questa è la brochure informativa, impeccabile (almeno in apparenza).



Giustissime osservazioni.
Lo sviluppo di un farmaco sicuro richiede come noto dai 10 ai 15 anni.


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Ma fra i loro principali finanziatori e soprattutto fornitori di farmaci sperimentali troviamo Pfizer (pagina 3 della brochure), ed allora iniziano i dubbi…


 

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E nel footer del sito internet si comprende ancora meglio il perchè di una pubblicità singolare come questa.


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In poche parole, come minimo (sì, sono sempre molto diplomatica) esiste un evidente conflitto di interesse.
La DMD e BMD sono naturalmente patologie davvero molto gravi, ed è questo ciò che rende l’intera vicenda ancora più triste.

Le distrofie muscolari di Duchenne (DMD) e di Becker (BMD) sono due varianti, rispettivamente più e meno grave, della stessa malattia neuromuscolare caratterizzata dall’assenza, carenza o alterazione di una proteina chiamata distrofina.

Queste condizioni, definite in generale distrofinopatie, portano a degenerazione del tessuto muscolare e quindi alla progressiva perdita di forza e riduzione delle abilità motorie.

Entrambe le forme sono causate da alterazioni del gene codificante per la distrofina, localizzato sul cromosoma X : a seconda del tipo di alterazione si potrà avere la forma di Duchenne o di Becker.

Dove sta il confine fra etica, scienza e medicina ?

E se proprio vogliamo credere nella assoluta buona fede di una pubblicità singolare come questa (io no, ma è noto che sia una “cattivissima complottista”, ma non sono certo “contraria” alla medicina tradizionale, lo sono diventata a causa della mancanza di etica della medicina moderna)…

…e soprattutto mettendoci nei panni di quei poveri genitori i cui figli stanno soffrendo di questa terribile malattia che è la distrofia di Duchenne e Becker, è bene ricordare che Pfizer ha richiesto l’anno scorso la approvazione di “emergenza” (quindi saltando a piè pari la normale durata di un trial clinico di sviluppo) per un cosiddetto “vaccino” (chiamiamolo così…) che in questo momento nel mondo sta causando decine di migliaia di morti (e ne causerà fra pochi mesi milioni).

I cosiddetti “negazionisti” sono invitati a guardare nelle cosiddette “pagine della vergogna” (ad oggi siamo solo a 63) quante volte è stato citato il nome di Pfizer : migliaia e migliaia di casi (ed oggi è arrivata la notizia dell’improvviso decesso di una delle candidate al titolo di Miss Mondo, ovviamente “esclusa qualsiasi correlazione” ; certo, come no).

Questo è solo l’ultimo di oggi…




E se tutto questo non fosse sufficiente, consiglio di leggere il documento ufficiale del cosiddetto rapporto del Dr. Pablo Campra sulle questioni relative alla presenza dell’ossido di grafene (ed altre varie sostanze non dichiarate nel bugiardino ufficiale) nei cosiddetti “vaccini” (non solo Pfizer in questo caso).



Ricordo che la presenza del grafene nei cosiddetti “vaccini” (non solo quelli Pfizer, ovviamente) provocherà in almeno il 42-46% della popolazione europea di razza bianca (ecco, così ora oltre che “complottista”, “negazionista”, “no-vax” sono pure secondo la pubblicità “razzista”, ah, dimenticavo che sono pure allora anche “omofoba”) tutta una serie di patologie più o meno gravi, di cui alcune non si consoce ancora la esistenza.

La mutazione MTHFR è un difetto genetico che colpisce l’enzima metilen-tetraidrofolato reduttasi.
Quest’aberrazione è correlata all’iperomocisteinemia (elevati livelli di omocisteina nel plasma) e si ripercuote sul metabolismo dei folati.

La mutazione del gene MTHFR è trasmessa con modalità autosomica recessiva ed è responsabile di una riduzione dell’attività dell’enzima per cui codifica.
Questo fenomeno è stato identificato come fattore di rischio per lo sviluppo di trombosi, malattie coronariche, aborti spontanei e difetti nel tubo neurale.

La frequenza genica in Europa della mutazione è del 3-3,7% che comporta una condizione di eterozigosi in circa il minimo 42-46% della popolazione e di omozigosi pari al 12-13%.



Ogni altra parola è a mio parere superflua.



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