Una mistificazione della realtà

Pubblicato il 9 Settembre 2019 da Veronica Baker

Sorriso tenero di verde foglia
Dai suoi capelli sfilo le dita
Quando le macchine puntano i fari
Sul palcoscenico della mia vita

Fabrizio de Andrè – Prinçesa


Ho visto più puttane nei salotti che sui marciapiedi.

Sui banchi del parlamento vendendo la dignità della gente.
Nelle fabbriche arricchendosi sfruttando chi stava alla catena di montaggio.
Nei cantieri gonfiando i loro portafogli con il lavoro di uomini sconosciuti caduti dalle impalcature.
Nell’indifferenza, negli occhi abbassati, nelle spalle girate di chi preferisce la sicurezza dell’anonimato o di chi vede, ma fa finta di non vedere.

Ridere sulle tragedie altrui.
Denigrare chi non aveva niente, se non se stesso.

Ho visto tante puttane nell’anima.
Più (di noi) vere puttane.

Una mistificazione della realtà.


December 1, 2009


In questo post il linguaggio talvolta potrà essere assai crudo.
Talvolta sconveniente.

Una mistificazione della realtà
Il linguaggio talvolta potrà essere assai crudo…

Ma il compito di questo blog è sempre quella di dare una informazione corretta in ogni frangente.
Anche in quelli che possono risultare più sconvenienti.

A riguardo riporterò integralmente un articolo pubblicato dalla testata “Il Giornale” in data 26 Novembre 2009 – stranamente pubblicato in versione esclusivamente cartacea1 – scritto dalla deputata Melania Rizzoli, di professione medico.

Sorprende la sua scarsissima preparazione sull’argomento, talmente lacunosa ed al limite del ridicolo che quasi sembra che l’articolo in questione sia stata scritto in tal modo “su commissione”.

La dott.ssa Rizzoli inoltre è ritenuta una “progressista” del cosiddetto PdL, una persona dalle idee libere.

Già l’incipit è davvero degno dell’articolo che seguirà.

I trans ? Altro che donne, sono uomini che si prostituiscono.

Al di là dell’uso del maschile – che lo ripeto ancora non è solo una questione di scherno e di derisione ma è proprio un errore scientifico che un qualsiasi medico non dovrebbe mai fare – è la generalizzazione del peggior luogo comune esistente sulla faccia della terra.

Una volta c’era Eva Robin’s, transessuale dal corpo armonico e delicato di ragazza, androgino, longilineo, pelle lisce, lunghi capelli , seno e gambe tornite, broncio pronunciato e sguardo malizioso.
Ma si trattava di un risultato farmaceutico spettacolare dal punto di vista scientifico, prodotto dal sapiente mix di di ormoni femminili assunti da un uomo, alla nascita chiamato Roberto, che producevano una coabitazione in quel corpo di organi sessuali femminili e maschili in una irresistibile armonia che ne fece all’epoca un famoso fenomeno.

Una vera e propria mistificazione della realtà.
L’anno scorso mi sono recata presso una clinica di Milano2 per un check-up di routine.

Faccio presente che fino a quel momento non avevo mai avuto problemi di tolleranza della cura ormonale.
Al limite avrei dovuto iniziare a calare i dosaggi che fino a quel momento erano stati assai aggressivi in quantità.

Allora mi propongono di prendere (esclusivamente) antiandrogeni.
Per di più il famigerato Androcur che da almeno un decennio è stato bandito dalla FDA americana per effetti collaterali pericolosissimi come insonnia e stati depressivi che in taluni casi hanno portato alcune pazienti al suicidio.

E gli estrogeni ?
Spariti e sostituiti con altri di origine sintetica.

Bene, questa era la cura “moderna”, come il dottore mi ripeteva continuamente, e non quella “vecchia” che stavo seguendo.

Una mistificazione della realtà
Rispetto, sempre e comunque…

Oggi abbiamo le Natalie, le Michelle, le Barbara, sudamericani maschi travestiti da femmine, in corpi massicci con seni e natiche gigantesche, sproporzionati esiti interventi di chirurgia plastica e di errati e sballati dosaggi di estrogeni che producono grottesche caricature di transessuali, esasperate da una volgare isteria, dal persistere in quei fisici di voci, di muscoli e di aggressività maschile, che si chiamano fra di loro con nomi di donna e si parlano al femminile, mentre si prostituiscono in stivali di vernice taglia 44/45 e tacco 12.

Quindi secondo la dott.ssa Rizzoli tutte le trans sudamericane sono solo delle caricature di uomini che hanno assunto ormoni “sballati”, sproporzionate, volgari, isteriche, aggressive.

Purtroppo quando vivi ai margini della società è tristemente facile perdersi nell’alcool e nella droga, che naturalmente hanno effetti distruttivi sia sul fisico, sia sull’umore ed il carattere.

Ed è vero, la modulazione della voce spesso può condannare.
Ma le trans sudamericane solitamente prendono ormoni sin dall’età adolescenziale.

In tal modo immediatamente fanno effetto nell’organismo modellando sin da subito il corpo, con risultati molto spesso sublimi esteticamente.
La chirurgia poi aiuterà nei ritocchi successivi.

La madre del tristemente famoso Brenda ha chiesto di riavere il corpo del “figlio”…lei ha partorito un maschio e per lei sarà sempre tale.

La prima cosa chi mi è venuta in mente leggendo questa frase choccante è stata Prinçesa, la famosa canzone di De Andrè ispirata alla triste vita reale di Fernanda Albuquerque.

Rispetto per le persone, sempre e comunque.
Poi quando si tratta del dolore di una madre che vuole dare degna sepoltura a chi ha portato in grembo ed ha fatto nascere si dovrebbe semplicemente rimanere in silenzio.



I transgender, i transessuali, i travestiti, i viados, sono comunque degli uomini che si atteggiano da donne, che si sentono psicologicamente femmine, che cercano di diventarlo con terapie e chirurgie varie. Ma sono nati uomini, hanno precisi geni e cromosomi maschili nel loro corredo, hanno testicoli e pene, hanno prostata e vescicole seminali.
I transgender che arrivano alla chirurgia degli organi sessuali sono pochi, perchè sanno che avranno fattezze esterne solo simili ai genitali desiderati.

Harry Benjamin ha scritto il suo primo trattato nel 1966.
Dott.ssa Rizzoli, legga qualche pagina di questo blog e la sua mente potrà finalmente illuminarsi.

Le posso però già anticipare – visto che parla di ”fattezze simili” – che ormai fanno parte della letteratura scientifica i casi in cui i ginecologi non hanno riscontrato al primo esame alcuna “anomalia”.

Inoltre il genere di una persona risiede nel cervello, e non negli organi genitali.
Il discorso dei cromosomi è invece assolutamente irrilevante, perchè si devono correggere gli errori che Madre Natura talvolta compie.

Molte sono le cosiddette varianti sessuali denunciate e sbandierate. Ma i sessi in natura sono sempre stati due mentre gli altri sono soprattutto varianti di natura psicologica, senza una base genetica e scientifica.

Di basi scientifiche ce ne sono talmente tante che sono stati scritti centinaia di trattati sin dagli anni ’70.

Solo gli ermafroditi veri possono “vantare” dalla nascita di un cromosoma sessuale alterato, un’anomalia che produce la disarmonica coesistenza nello stesso individuo di organi ed ormoni sessuali dei due sessi, e difficilmente trattabile sia terapeuticamente che chirurgicamente.
Inoltre gli ermafroditi veri non si mettono in mostra non si prostituiscono, perchè sono consci della loro patologia.

L’ermafrodita è una creatura mitologica e non esiste tra gli esseri umani.
Infatti nessuna persona ha al tempo stesso organi genitali completi sia maschili, sia femminili.

L’uso di questi termini allude ad aspetti “mostruosi” che suscitano esclusivamente la morbosità dei lettori.

Una mistificazione della realtà
Il senso di trasgressione…

I transessuali, i travestiti, i viados, sono invece uomini che si prostituiscono, per denaro, in genere con gli uomini, e spesso non sono nemmeno omosessuali.
I loro clienti invece, spesso sono degli omosessuali latenti, che negano a loro stessi di esserlo, che hanno ancora una sessualità incerta, e si convincono di aver bisogno di emozioni forti, che non provano con le donne, ma che ricercano in persone acconciate da iper femmine, che però hanno un ruolo attivo nei rapporti sessuali consumati.

In un qualsiasi legame sentimentale fra uomo e donna le possibili varianti ed i giochi nel rapporto privato possono essere diversi e cambiare esattamente come in una qualsiasi altra coppia.

L’immaginario erotico a livelli parabolici, il senso di trasgressione e del proibito contribuiscono poi ad alimentare le leggende metropolitane di cui spesso si sente parlare.

I frequentatori dei trans, infatti, non vanno mai con gli omosessuali dichiarati, perchè rifiutano di esserlo o di poterlo divenire loro stessi, considerano la loro trasgressione forte di pura sessualità maschia.
I clienti dei trans si rifugiano nel rapporto breve e fugace , anche se ripetuto con frequenza nel tempo , proprio perchè non ammettono la propria indole omosessuale. Il loro ruolo nel rapporto sessuale è spesso passivo e spesso viene aiutato da alcool e stupefacenti.
Sono rari i casi di uomini non omosessuali che frequentano i trans per sapere cosa più gli piace.

Un uomo che cerca una trans – in un rapporto mercenario o meno – non cerca per nulla un rapporto gay.

Desidera la iperfemminilità che non trova fra le mura domestiche.
Oppure vuole solamente confidarsi e trovare ciò che non ha a casa sua.

Raramente è omosessuale latente, il più delle volte è etero con venature bisessuali.
Talvolta – ma davvero raramente – può avere conflitti interiori sulla propria identità di genere.

Le donne non vanno con i trans. Le donne che riconoscono la propria omosessualità scelgono le loro simili senza remore e senza paure.

Falso. Solo nel corso di questo anno la sottoscritta ha avuto avances (rifutate) da parte di due donne.

Molti uomini, invece, ad un certo punto della loro vita sono trascinati da un impulso compulsivo : il rapporto trasgressivo con una “donna munita di genitali maschili attivi”.
Naturalmente non ne parlano, ed apparentemente questi uomini possiedono una cosiddetta stabilità affettiva familiare.

Non ne parlano in pubblico semplicemente perchè avrebbero immediatamente finito una qualsiasi carriera nel mondo “normale”.
Esattamente come a noi capita quasi sempre, tranne rarissime eccezioni.

Per cui o riesci ad avere un lavoro autonomo come freelance, oppure finisci (metaforicamente o meno, poco cambia) sulla pubblica via senza passare nemmeno da Vicolo Corto e da Corso Impero3.

Oggi è diventato normale accettare e riconoscere come normale ciò che normale non è.
I transessuali venivano chiamati pervertiti, invertiti, femminielli o ermafroditi, o peggio malati.
Oggi siamo pieni di neologismi che non esistono né sui vocabolari né sui trattati scientifici (vedi transgender) ma dei quali parliamo con naturalezza e competenza.
Quello che dovrebbe colpire, invece, è l’aumentata fragilità del maschio, le sue debolezze dichiarate, la sua ricerca di certezze e di affettività, sempre di più esercitata alla larga delle donne. Quelle stesse donne che comunque continuano a partorirli.

Persone malate ?
Ma perchè non fanno mai parlare in pubblico qualche esperta della tematica come ad esempio la Dr. Ribàli Gelli4 (che ho conosciuto personalmente) ed invece danno voce a gente come la Mussolini, Gasparri, Carlucci, Morelli, oppure ad anchorman e presentatori come Vinci, Vespa ed altri personaggi simili ?

Povera Italia, che fine hai fatto.


Note

1 I Trans ? Sono solo uomini che si prostituiscono, Il Giornale, 26 Novembre 2009

2 Si tratta della clinica privata Humanitas a Rozzano, centro dell’hinterland milanese

3 Due celeberrime stazioni nella versione italiana di Monopoly, classico gioco da tavolo creato da Elizabeth Magie all’inizio del XX secolo

4 Pioniera italiana riguardo lo studio delle tematiche inerenti all’identità di genere



StrongerthanDestiny


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