Un quadro incontrovertibile

Pubblicato il 25 Gennaio 2019 da Veronica Baker

Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo.

Adriano Olivetti


Un quadro incontrovertibile
Perchè spingere così tanto sul credito, se non per far girare l’industria ?

Perchè spingere così tanto sul credito, se non per far girare l’industria ?

Se è vero che ci sono speculazioni e bolle finanziarie, è anche vero che il fondamento è una crisi dei consumi correlata ad un problema demografico non più gestibile.

Più gente c’è, più si consuma.
Maggiormente si consuma, più si produce.
Più si produce, più si deve smaltire e recuperare, perchè le risorse non sono infinite.
Maggiormente si produce, più si consumano risorse energetiche e materiali che si apprezzano incrementalmente a ritmi sincronici della produzione.

Questo apprezzamento è in parte ammortizzato dall’adeguamento dei prezzi al consumo, in parte dall’abbassamento dei salari.
Il risultato finale è che non c’è la possibilità di assorbimento della produzione.

Non perchè non ci sia a chi venderlo.

Alla sostituzione meccanizzata della forza lavoro è infatti mancato un dispositivo economico che permettesse l’assorbimento produttivo su vasta scala.

Da decenni l’introduzione dei processi di automazione ed informatici e le tecnologie in generale falcidiano posti di lavoro.
E sin dagli anni ’90 studi legati alla “New Economy” rilevavano un rapporto di depauperamento sia posizionale che d’impiego da 1 a 8 nel corso dei decenni successivi.

Eppure era persino ovvio.
Se una persona non lavora, con cosa compra cosa ?

Con il credito al consumo ?
E con che garanzie ?
L’ottimismo ?

Tasselli di un mosaico che disegnano un quadro incontrovertibile.



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