Un processo indisturbato

Pubblicato il 26 Gennaio 2020 da Veronica Baker

Siamo al declino dell’intelligenza.
Quella individuale e quella collettiva.
Quella inconscia che guida l’istinto di sopravvivenza e quella conscia che guida la facoltà di capire, apprendere, giudicare, e quindi distinguere il bene dal male.

Eh, sì.
Paradossalmente siamo meno intelligenti di quanto lo fossimo quando non sapevamo volare, andare su Marte, cercarvi l’acqua.
O riattaccarci un braccio, cambiarci il cuore, clonare una pecora o noi stessi.

Siamo meno lucidi, meno svegli, di quando non avevamo quel che serve o dovrebbe servire a coltivare l’intelligenza.
Cioè la scuola accessibile a tutti anzi obbligatoria, l’abbondanza e l’immediatezza delle informazioni, l’internet, la tecnologia che rende la vita più facile.

E il benessere che toglie l’assillo della fame, del freddo, del domani, che placa l’invidia.
Quando questo bendidio non esisteva, bisognava risolvere tutto da soli.

Quindi sforzarci a ragionare, pensare con la propria testa.
Oggi no, perché anche nelle piccole cose quotidiane la società fornisce soluzioni già pronte.

Oriana FallaciLa Forza della Ragione


Un processo indisturbato

Un processo indisturbato
Un nuovo, bellissimo mondo…

Indurre gli stati ad indebitarsi affinchè non siano mai più competitivi.
Un processo che è andato avanti indisturbato dagli anni ’70 del secolo scorso ad oggi.

Sono state messe le mani ovunque.
Ma proprio ovunque.

A vantaggio non della qualità, nè della produzione, nè della cultura aziendale.

L’obiettivo è stato raggiunto perfettamente.
Qual era il fine ?

Un nuovo, bellissimo mondo.
In cui non si capisce (o meglio, lo si capisce molto bene) chi tiene le fila del tutto.

Essendo nascosto ed occultato in funzioni pubbliche e private.
Sempre giustificate e applaudite.

E, come se non bastasse, c’è anche da assistere allo spettacolo imbarazzante di chi plaude.

Questa volta non finisce mica bene…



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