Un presidente dimezzato ?

Pubblicato il 25 Ottobre 2020 da Veronica Baker

In un popolo generalmente corrotto, la libertà non può esistere a lungo.

Edmund Burke


Sono emersi documenti che mostrano in modo schiacciante i finanziamenti ricevuti da Hunter Biden (figlio di Joe Biden, candidato alla presidenza USA) da parte del Partito comunista cinese.

Tutti i social media e le principali televisioni naturalmente si rifiutano di riferire alcuna notizia a riguardo.
Sia Facebook che Twitter hanno censurato immediatamente tutto.
Il motivo addotto è che “dubitano della autenticità”.

In realtà la situazione appare chiarissima.
Un suo ex-socio in affari – Tony Bobulinski – amministratore delegato di una società (Burisma) fondata in Ucraina insieme allo stesso Hunter Biden – ha confermato invece la veridicità della notizia.



Un presidente dimezzato ?

Un presidente dimezzato ?
Tutte queste prove sono già molto dannose…

Il fatto che Hunter Biden abbia ricevuto così tanti soldi da un’azienda di cui era socio, ma nella quale non ha mai svolto alcuna mansione è decisamente sospetto.
Burisma sembra proprio una classica Shell Company.

Per di più con sede legale in Ucraina.
Uno stato piombato in una guerra civile “sponsorizzata” proprio dagli USA quando il padre era vice-presidente.

Inoltre non c’è alcun dubbio che il padre Joe Biden in seguito abbia fatto pressioni per rimuovere il magistrato ucraino che stava indagando per corruzione.

La narrativa ufficiale afferma che nel 2019 sono stati ritrovati documenti molto compromettenti in un portatile di proprietà di Hunter Biden portato in un centro di riparazioni situato nello stato del Delaware (The Mac Shop).

Tale hard disk conteneva delle e-mail molto compromettenti tra Hunter e Burisma.
Il cui contenuto riguardava richieste e promesse varie di “assistenza” alla società da parte di Joe Biden.

Un HD “messo sotto sequestro” da parte dell’FBI.
E poi in seguito “passato” al New York Post.

Inoltre il suddetto disco rigido conteneva pure foto e video “hard” di Hunter Biden stesso.
Un altro elemento che dà ulteriore credito alla autenticità del contenuto trapelato.

Tutte queste prove sono già molto dannose per la reputazione del 78enne candidato Democratico alla presidenza USA.
Anche se Biden vincesse le elezioni, una procedura di impeachment nei suoi confronti potrebbe essere ben presto inevitabile.
Esattamente come nello scandalo Watergate ai tempi di Richard Nixon.



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