Un muro di gomma

Pubblicato il 2 Febbraio 2019 da Veronica Baker

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima.

José Saramago


Un muro di gomma
Perché, talvolta, l’essenziale è invisibile agli occhi…

Da quando mi sono resa realmente e completamente conto della mia essenza interiore, la mia vita è profondamente cambiata.

C’era qualcosa che non andava e non capivo cosa.
Una confusione continua a cui non riuscivo a dare una spiegazione.

Mi rendevo conto della mia ansia, del mio disagio interiore.
Ma non riuscivo a ricondurlo ad un fatto, ad una situazione ben precisa.

Eppure erano anni che la soluzione era davanti a me.
Ma non volevo vederla.

Perché, talvolta, l’essenziale è invisibile agli occhi.

Quando tutto è divenuto chiaro, tante piccole cose, tanti indizi si sono magicamente ricondotti verso il filo conduttore della mia vita.
Era come se stessi cantando in una tonalità sbagliata, che non era la mia.

Ricordo benissimo la mia primissima infanzia.
Figlia unica, coccolata tantissimo soprattutto dalla mia mamma.

Una famiglia felice

Non eravamo benestanti.
Ma in fondo non ci mancava niente.
Io avevo un carattere molto esuberante, ma allo stesso tempo mite.

Preferivo più di ogni altra attività leggere libri.
Li divoravo, da Salgari a Topolino, ai libri di favole.

Inventavo nuovi giochi, con personaggi di fantasia, di cui io prendevo le sembianze immedesimandomi.
Arrivata intorno agli otto – nove anni, iniziò a nascere la mia passione per la musica.

Che ha sempre avuto un significato profondo nel corso della mia vita.
Dalla mia mente al mio cuore.
Emozioni, ricordi, immagini.
Un momento per fantasticare, per sognare.
Quindi fu naturale che io mi innamorassi della musica a prima vista.

Si cresce…

I miei genitori mi iscrissero ad una scuola media privata, rigidamente cattolica, di quelle il cui credo era la parola di Monsignor Milani.
In un tale ambiente non mi trovavo affatto bene.
I miei problemi di comunicazione con gli altri aumentarono.

Come conseguenza di tutto ciò mi rifugiavo nel mio mondo di fantasia.
Io volevo avere dei flirt, ed effettivamente talvolta capitavano.
Ma, fatalmente, era molto più facile che io avessi delle belle amicizie e nulla più.

Per me era naturale che tenessi un diario dove scrivere i miei pensieri.
C’era di tutto.

Testi delle mie canzoni preferite, risultati sportivi, fotografie.
Ma soprattutto i miei pensieri più intimi.

E ricordo tuttora la grande tristezza quando venni a sapere che i miei genitori leggevano quello che scrivevo.
Mi sentii molto triste, quasi violentata.
Da quel momento per un anno non scrissi più nulla.

Nel vestire usavo cose normalissime.

Adoravo le T-shirt con figure stampate.
Mi piaceva indossare camicie lunghe, che poi annodavo poco sotto l’ombelico.

La prima adolescenza

Nel periodo dell’adolescenza tutti i problemi che avevo avuto negli anni precedenti si ripresentarono in modo più acuto.
Soprattutto l’ansia che avevo dentro.

Un senso di insicurezza, di vuoto, che poteva prendermi in qualsiasi momento.
Anche se avevo un ottimo rendimento scolastico ed ero ben vista da tutti nel mio paese, dove tutti o quasi mi conoscevano, non ero affatto contenta.

Spesso capitava che io mi mettessi ad ascoltare musica od a suonare, ed a perdermi in navigazioni con la mente.

Gli anni dell’università

Cambio continuamente compagnie di amici, perché non mi trovo mai bene.
Non riesco a confidarmi, e fatalmente mi chiudo in me stessa.

Non vado molto d’accordo nemmeno a casa.
Sono sempre un po’ nervosa ed insofferente.
Rifugiandomi in me stessa, fatalmente.

Non riesco a trovare feeling con la gente.
Sentivo di poter dare affetto, di voler aiutare, di volere amare, di voler dialogare.

Ma era come se un muro di gomma fosse intorno a me.
Invalicabile.

Un muro di gomma
Una vacanza a Vigo di Fassa…

Erroneamente credo di poter risolvere questo mio desiderio iscrivendomi ad una associazione di volontariato.
Ragazzi della mia età, che si occupavano di aiutare le nuove generazioni e le persone più sfortunate e che ogni anno organizzavano due settimane di vacanze in montagna.

Finalmente una compagnia ideale per me, pensai.
Iniziai l’avventura con tanto entusiasmo.

Una vacanza a Vigo di Fassa.

Bellissimi ricordi riguardo il posto, la gente locale ed i ragazzi che avevamo accompagnato in gita.
Ma totalmente delusa dalla gran parte della compagnia che era con me.

In particolare i cattolicissimi organizzatori.
Fra cui in fondo c’ero anche io.

Addirittura mi sentii dire da due seminaristi che sarebbe stato meglio isolare dal resto della compagnia un ragazzo più o meno della mia età, con difficoltà motorie dovute ad una forma abbastanza grave di spasticità, solo perché aveva un carattere difficile.

Ma soprattutto era di peso nelle escursioni più impegnative.

Naturalmente io cercai in tutti i modi di diventare sua amica.
Ci riuscii facilmente, visto che era snobbato dal resto della compagnia.

E, nei limiti delle sue possibilità, lo accompagnai a fare le medesime escursioni degli altri.

Poco tempo dopo doveva capitare un punto di svolta fondamentale nella mia vita.
Che da questo momento in poi cambierà radicalmente.



StrongerthanDestiny


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