Un lungo declino

Pubblicato il 7 Maggio 2019 da Veronica Baker

Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza.

Albert Einstein


I problemi sono sicuramente complessi per tratteggiare completamente un lungo declino così come lo stiamo vivendo.
Ed è troppo semplice pensare di poter cambiare in breve tempo la mentalità di un popolo che ormai è la brutta copia di quello che era un tempo.

Le nuove generazioni non solo non sono all’altezza di quelle passate.
Ma soprattutto sono presuntuose all’inverosimile.

Si ritengono acculturate nonostante siano in massima parte totalmente incapaci di usare la propria testa in modo autonomo.

A mio avviso il nocciolo è semplicemente uno : il (triste) declino dell’intelligenza umana.
Quella individuale e quella collettiva.

Quella inconscia che guida l’istinto di sopravvivenza.
Quella conscia che guida la facoltà di capire, apprendere, giudicare.
E quindi distinguere il bene dal male.

Globalmente la gente è meno lucida, meno sveglia di quando non aveva quello che serve (o che dovrebbe servire) a coltivare l’intelligenza.
Scuola accessibile a tutti, abbondanza e immediatezza delle informazioni, internet, tecnologia che rende la vita più facile.

Prima occorreva risolvere tutto da soli.
Ragionare e pensare con la propria testa.

Oggi no.
Anche nelle piccole cose quotidiane la società fornisce soluzioni già pronte.
Decisioni già prese, pensieri già elaborati confezionati pronti all’uso come cibo precotto.

Basta pensare a Google ed alle sue funzioni di correzione automatica delle parole di ricerca.
Oppure all’utilizzo dei social network.
O a Wikipedia ed il suo progetto di sapere “comune”.

Ancora peggio, ai traduttori in rete.
Correggono gli errori ed addirittura forniscono suggerimenti.
Rendendo la comprensione di un testo in lingua straniera.
Ed esentando dal dovere di conoscere la “consecutio temporum” e l’ortografia.

Sgravandoti da ogni senso di responsabilità.
Ma portandoti all’ottusità.

Ergo, la gente non pensa più.
Anzi (peggio) pensa, ma senza pensare con la propria testa.

Un lungo declino

Un lungo declino
Sarà la storia che vi giudicherà…

Chiaro quindi che in Italia in particolare il cattocomunismo  – miscela di due ideologie altamente negative come comunismo e cattolicesimo (romano) – abbia avuto da noi vita sempre più facile.

E con gli anni si sia incancrenito e metastatizzato nel tessuto sociale dell’intero paese.

Spesso nella sua accezione più infida – e diffusa globalmente – che è il pensiero progressista radical-chic.
Buonista con coloro che ritengono inferiori.
E classista contro coloro che detestano.

Invadendone in modo irrimediabile tutti i gangli dello stato : industria, pubblica amministrazione, giustizia, sanità, istruzione.

Basta guardare la superficialità di milioni di italiani che continuano a non capire che cosa stia accadendo veramente intorno a loro (ma ne percepiscono le conseguenze).

E che soprattutto hanno paura di sentirsi dire le cose come stanno realmente.

Una situazione dove si intrecciano la mancanza di comprensione degli argomenti chiave e la disinformazione.
Uun humus creato ad arte per anni dai mass-media prezzolati dal Vero Potere (del “Club”) che ha rincoglionito persone ormai incapaci di discernere le notizie giuste da quelle scorrette.

Il ben noto metodo della cosiddetta bulimia dell’informazione.
Che paradossalmente colpisce più le persone con grado d’istruzione superiore (laureati) che quelle semplici “senza cultura”.
Le uniche ancora capaci ancora di ragionare con la propria testa proprio perchè meno acculturati e quindi indottrinati.

La piovra oramai ha invaso ogni angolo

Ormai è impossibile estirparla.

I cittadini veramente onesti devono ormai purtroppo temere lo stato, la giustizia ed il fisco.
Possono fare a pezzi chiunque in qualunque momento.
Come in un qualsiasi regime autarchistico.


Aprile 21, 2013


PD finito
PDL inutile
M5s comunismo/maoismo 2.0 del nuovo millennio (con spruzzate qua e là di parafascismo nemmeno malcelato)
Italia fallita
Unione Europea fallita
Banche fallite
Una miseria economica che cresce portandosi dietro gli individui validi su ordine dello stato (democrazia secondo il comunismo)

Visto che:

Sono onesta
Non mi riconosco in questo stato
Non mi sento rappresentata da nessuno di questi pagliacci da circo di periferia
Sono in grado di badare a me stessa
Voglio essere libera e non schiava di nessuno, tantomeno di qualcuno (stato) che decide al posto mio
Non rubo niente a nessuno, nè faccio del male a nessuno
Non sono meno importante di qualunque altro individuo
Sicuramente ho molto più rispetto dei sacri principi di molti altri
Arricchisco la società perché lavoro e produco
Scambio ricchezza con altri miei simili che lavorano e producono
Non ammetto scambi forzati (furti), nè ammetto imposizioni
Non ammetto che mi si raccontino palle, nè racconto a mia volta palle
Voglio avere l’esclusiva del godimento del risultato delle mie azioni
Voglio decidere io con chi condividere quel risultato
Tollero qualunque altra azione umana purché rispetti la proprietà privata e l’individuo

Per questo motivo mi sembra coerente e normale non farmi rapinare (dallo stato).

Per quelli che sono ancora titubanti nell’abbandonare definitivamente lo stato e di rimanere in questo pantano.
La rielezione del comunista (Napolitano, N.d.A.) dovrebbe essere un ottimo stimolo per prendere una saggia decisione…



StrongerthanDestiny


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