Un finale atteso

Pubblicato il 17 Dicembre 2020 da Veronica Baker

L’uomo è per natura un animale sociale.

Aristotele


Un finale atteso
I primi appuntamenti stanno diventando virtuali…

Il mondo sta cambiando più velocemente che mai.
Nulla tornerà mai più come prima.
L’isolamento e l’allontanamento sociale modificheranno la società nella fondamenta.

Anche trovare un potenziale partner per un appuntamento è diventato difficile.
Impossibile un incontro in un locale notturno, la presentazione da parte di un amico a una festa, o la conoscenza sul posto di lavoro alle conversazioni su internet.

I primi appuntamenti stanno diventando virtuali.

Per passare il tempo, per noia.
Non certo per interesse.

Le videoconferenze imperano.
Essendo diventate (attualmente) l’unico modo per conoscere qualcuno.

Questa sarebbe conoscenza, senza guardarsi negli occhi, sentire il tono di voce, vedere uno sguardo, un gesto, una postura ?

La distanza sociale distruggerà i locali notturni, i bar, ristoranti, ed anche i pub.

Così facendo si svuota la gente della propria spiritualità e della propria anima, creando un esercito di individui senza testa pensante e soprattutto senza cuore.

Ballerine, cameriere, parrucchieri, agenti immobiliari e personale di vendita al dettaglio sono tutti senza lavoro.
Solitamente senza alcun diritto ad avere alcun sussidio di disoccupazione.

Il settore turistico è ormai morto, e questo fatto irrimediabilmente porterà alla distruzione economica di tutta l’Europa Meridionale.
Una distruzione per motivi esclusivamente politici.

Dato che le fila sono proprio tenute da questi Think Tank (che non sono altro dei mostri di degrado culturale) non ci può aspettare altro che il crollo degli standard educativi, del deterioramento del senso civico, dello svuotamento e della spersonalizzazione delle persone.

Per quanto mi riguarda, non sono mai stata interessata (e non lo sarò mai) a conoscenze virtuali di nessun genere.
Fra le altre cose, non ho mai utilizzato alcun social network.

Vengo da una generazione in cui quando mi trovavo con gli amici per uscire non chattavo contemporaneamente con WhatsApp mandando messaggi in continuazione con lo Smartphone.

Quando andavo a cenare fuori mi catapultavo subito sul piatto per mangiare e non facevo prima la foto della pietanza per condividerla su Pinterest o su Instagram.
Se conoscevo una persona interessante ci parlavo insieme e non cercavo il suo nome e cognome su Facebook per chiedergli l’amicizia.

Mi innamoravo davanti ad un tramonto e non dopo un cuoricino rosa mandato in una chat.
Per salutare una cara amica la abbracciavo e non le mandavo una email.

Quello che viviamo oggi non è altro che una conseguenza di tutto questo.

Ma questa non è conoscenza.
Ma paranoia.

In poche parole, la nostra spersonalizzazione che porta a considerarci tutti “uguali”.
Sì, certo, tutti uguali.
Ma nella mediocrità.

Un finale atteso

Per quanto mi riguarda, ho già preso le contromisure da tempo.

Perchè questo è un trend che dura da moltissimo tempo.
Che si invertirà solo quando la gente comprenderà che forse è meglio unirsi e condividere piuttosto che dividersi.

Questo video è del 2014.
Già preannunciava il finale cui stiamo assistendo oggi.



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