Un equilibrio imperfettamente perfetto

Pubblicato il 31 Marzo 2021 da Veronica Baker

Ecco il mio segreto.
E’ molto semplice : non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.

Antoine De Saint ExuperyLe Petit Prince


Un equilibrio imperfettamente perfetto

Un equilibrio imperfettamente perfetto
Misure oramai desuete quelle di una volta…

Guardando i canoni della moda – e le misure delle modelle di un tempo – mi è venuto spontaneo fare un paragone fra le diverse epoche.

Misure oramai desuete quelle di una volta.
Con cui si può facilmente confrontare un mondo molto diverso da quello attuale.

Il confronto con le anoressiche mannequins contemporanee è inevitabile.

Un paragone fra le due epoche pare quasi essere una allegoria fra le diverse società, e racchiude nelle misure la chiave di lettura di un ben più vasto orizzonte sociale.

Forme abbondanti e rassicuranti – coronamento di gambe altrettanto solide, proporzionate come le colonne di un tempio classico – davano l’idea di una società solida e concreta, che aveva nell’insieme valori condivisi in ogni ambito : economia, lavoro, onestà, rispetto.

Quelle delle modelle moderne sono invece quasi inconsistenti, poggiano su due gambe decisamente precarie, e la loro figura lascia solo il posto all’immaginazione ed al virtuale.
Coerente con l’azzeramento moderno di valori come la solidità e la concretezza, e con l’esaltazione del futile e del virtuale.

Le forme hanno perso consistenza e sostanza.
La dignità delle persone ha subito la stessa sorte.

La seguente vicenda dall’aria vagamente deandriana – invero di diversi anni fa, ma oggi attuale più che mai  – è eloquente :

Sta facendo notizia la notizia dell’insegnante Michela Roth che lavora e vive a Castello di Serravalle, in provincia di Bologna.
La donna è sotto accusa per alcune foto nelle quali posa come modella e ha partecipato ad alcuni concorsi di bellezza.

La rivelazione non è stata digerita da alcune famiglie che hanno così deciso di far cambiare asilo ai propri figli, scandalizzati dalla scoperta.
“Mi hanno sostenuta in molti, non ho fatto nulla di male.
Casi di violenza su bambini e io attaccata perché lavoro di tanto in tanto come modella !”

Intervistata la donna ha raccontata come è nato il tutto :
“Mi sono iscritta al concorso Miss Mamma, compatibile fra l’altro sia al mio stato familiare che alla mia professione e l’ho fatto in modo trasparente, postando la partecipazione anche su Facebook.
Nessuno se n’è accorto fino ad Agosto.

Due bambini sono stati ritirati immediatamente dall’asilo ed un altro circa due mesi dopo.
Sono una donna come tante, un’educatrice come tante, una mamma come tante.

Qualcuno pensa che dovrei essere una suorina, ma nel tempo libero posso fare ciò che preferisco se resto nella legalità e rispetto me stessa.
Ci sono maestre che picchiano i bambini, casi di maltrattamento da far rabbrividire…e la mia professionalità viene messa a repentaglio da un concorso di bellezza ?”

E i bambini che sono stati ritirati ?
“Non li abbiamo neppure potuti salutare.
Non sono più venuti e basta.

L’unica cosa che mi interessa ora è continuare a lavorare in piena serenità.
E in un momento così critico per il tema del lavoro, le mamme che lavorano dovrebbero essere salvaguardate.

Noi diamo un servizio alle mamme.
Ricordiamoci che alcune donne vengono lasciate a casa quando comunicano la gravidanza.”

L’insegnante specifica di aver avuto il sostegno delle sue colleghe e anche di diverse famiglie che l’hanno sostenuta in questo momento di critiche gratuite.
E c’è il tempo di sdrammatizzare con una battuta dallo sfondo un po’ amaro :
“A breve porteremo i bambini in piscina.
Comunico che indosserò un costume intero olimpionico, niente bikini.”

Una storia che non mi sorprese proprio per nulla.

La bellezza e la competenza – soprattutto se unite ad un ingrediente velenosissimo e sempre letale come il pregiudizio – sono due qualità che nella mentalità comune non possono coesistere praticamente in nessun ambito lavorativo considerato “serio” dalla mentalità comune “benpensante”.

Nel caso in questione, il ragionamento che ha fatto molta gente, frutto soprattutto delle campagne ipocritamente moralizzanti che si sentono sempre di più frequentemente, è il seguente :

“Non c’è nulla di male nel fare la modella e partecipare ad un concorso.
Ma chi cura così la propria immagine estetica – in tempi di recessione come questi – è più concentrata sulla bellezza che sul valore effettivo di una persona.

Quindi per i miei figli non vorrei mai una maestra così.
Dato che non voglio far pensare loro che è più importante la bellezza esteriore di quella interiore.“

In realtà chi si maschera dietro la dignità della donna oggetto non è altro che l’oggetto vero e proprio da sfruttare :

Quelle usate solo come cameriere, come operaie.
Quelle con cui non si fa sesso perchè brutte e grasse, spettatrici delle Venere bellissime, corteggiate da tutti.

La verità è che sono solamente invidiose.
Invidiose delle donne belle.

Anoressiche quando in realtà sono più in salute di loro.
Superficiali quando vivere bene lo vorrebbero tutte.
Troie perchè sono ammirate dagli uomini.

Ma sono le stesse che si buttano al collo del primo che solamente le guarda.

Questo è il vero dramma :

L’invidia che cresce dentro e divora come un morbo.

Un equilibrio imperfettamente perfetto

Inutile naturalmente cercare di farsi apprezzare da gente che non ti amerà mai.

Per quando mi riguarda, il finale (ovvio) – a quei tempi – fu la rinuncia a tutti i miei progetti iniziali.
Unito ad un deciso cambiamento nel mio lifestyle.
In questo modo riuscii a trovare un equilibrio imperfettamente perfetto.

La libertà e soprattutto la dignità – se si rispettano la legalità e l’etica – non hanno mai prezzo.

Per tutto il resto c’è Mastercard.
O forse Goldman Sachs ?


StrongerthanDestiny


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