Un difetto di base

Pubblicato il 9 Giugno 2021 da Veronica Baker

L’insegnante mediocre dice.
Il buon insegnante spiega.

L’insegnante superiore dimostra.
Il grande insegnante ispira.

William Arthur Ward


Il sistema scolastico andrebbe progettato da capo e riformato dalle fondamenta.

Il vero problema – da praticamente sempre – è che viene semplicemente insegnato a senso unico un solo credo politico.

Il marxismo.

Questo non è certo diverso dal catechismo che dovevo seguire obbligatoriamente (ai tempi) in preparazione alla Prima Comunione ed alla Cresima.

Non è certo una metodologia di insegnamento corretta affermare che la ragione è solo ed esclusivamente da una parte e che tutte le altre ideologie sono sbagliate.

Sia che si tratti di politica fra destra e sinistra, sia che si tratti di religione fra cattolici e musulmani (od una delle molte altre presenti nel mondo), sia che si tratti di qualunque altra questione od opinione.

La crescita individuale – particolarmente importante quando si tratta di bambini, ragazzi od adolescenti, perché si tratta di formare le persone che un domani saranno al centro del nostro mondo – non può prescindere dalla conoscenza delle diverse opinioni (o situazioni) presenti nella vita di tutti i giorni.

Una questione annosa (ed anche un po’ noiosa)

Un difetto di base
Il sistema scolastico andrebbe riformato…

Prendiamo ad esempio l’economia e la secolare discussione fra capitalismo e comunismo.

La sinistra insiste da sempre sul fatto che per raggiungere i propri obiettivi ogni opposizione deve essere ad ogni costo soppressa.

Già questo principio è assolutamente illiberale nei confronti di tutte le altre persone che la pensano diversamente da loro.

Un motivo sufficiente – almeno dal mio punto di vista – per essere contro questa insana ideologia che soffoca ogni istinto alla libertà e quindi alla vita.

Ma questo non significa che io abbracci acriticamente tutti i principi della destra, che per certi versi – soprattutto le frange più estreme – ha gli stessi tratti salienti del comunismo.

Anzi sono proprio uguali fra di loro.
Dato che il Comunismo/Socialismo ha la medesima matrice ideologica del Nazismo (=NazionalSocialismo).

Secondo costoro per raggiungere la cosiddetta “uguaglianza” tutti quelli che amano lavorare più degli altri – e che soprattutto possiedono più talento – devono essere letteralmente derubati del frutto del proprio lavoro (e del proprio talento personale, quindi della propria creatività) per ridistribuirlo ad altri che non hanno nessuna voglia di lavorare o che non possiedono le medesime capacità.

Quindi – secondo questa idea balzana – quando giocavo a scacchi (disciplina tanto cara ai “marxisti”, ecco perchè purtroppo li ho conosciuti bene…) avrei dovuto risentirmi nei confronti del mega-milionario Kasparov (il campione del mondo di allora).
Perchè oltre ai premi di decine di migliaia di $ cui poteva competere nei tornei cui partecipava, percepiva pure degli ingaggi milionari (oltre ovviamente a sponsorizzazioni pubblicitarie decisamente corpose).

Secondo i “marxisti” un fatto profondamente ingiusto nei confronti di tutto il resto dei giocatori del globo terrestre.
Perchè crea una profonda “disuguaglianza” nella ridistribuzione dei premi.
Quindi anche nei confronti di quella modesta spingi legnetti come poteva essere (allora) la sottoscritta.
Che infatti come premi annuali guadagnati non è mai arrivata a superare i 2000 $ complessivi.

Peccato che – visto il ben poco talento che possedevo – nessuno avrebbe mai pagato un centesimo per vedermi giocare dal vivo.
E non mi sono mica mai sentita “oppressa” da Kasparov.

Ed (altrettanto ovviamente) non ho mai nemmeno mai chiesto – o pensato – che gli ingaggi milionari di Kasparov dovessero essere “ridistribuiti” nei confronti di tutti gli altri “spingi legnetti” del globo come me.

Qualcosa non torna, vero ?
In realtà il problema è semplice.

Persone che vivono fuori dal mondo reale

Tutti questi personaggi – la maggior parte accademici od in ogni caso “professori” – pretendono di insegnare la loro visione della vita senza conoscere nulla di come funzioni il mondo reale.
Proprio non lo conoscono, non lo hanno mai toccato con mano.

Vivono nella loro torre di avorio, si incontrano esclusivamente fra di loro.
Parlano solo con chi la pensa esattamente come loro.

Perchè – nemmeno malcelatamente – si ritengono superiori moralmente a tutti noi che facciamo parte del mondo reale.
E se qualcuno di noi desidera scambiare una qualche opinione con loro – dobbiamo accettare le “loro” condizioni.
Perchè in fondo “non siamo in grado di badare a noi stessi” ed in ogni caso “siamo troppo stupidi per capire ciò che è meglio per noi”.

Una spiacevolissima esperienza personale

Ho già raccontato più volte delle sgradevoli esperienze che mi sono capitate spesso in questo tipo di ambienti.

Una fra le peggiori è quella che è capitata circa una ventina di anni fa (anzi no, solamente sedici) con una accademica di basso livello, mia lontana parente (cugina di primo grado della mia mamma).

Un difetto di base
La mia risposta fu lapidaria (e leggendaria, dal mio punto di vista) …

Ebbene, un bel giorno all’improvviso ebbe il coraggio di dirmi che – se volevo ancora la sua amicizia e la sua “solidarietà” (in quel momento stavo vivendo un momento assai delicato della mia vita) – avrei dovuto tesserarmi immediatamente per il “partito” e soprattutto cambiare al più presto professione perchè senza alcuna ombra di dubbio ero una “sporca capitalista che viveva alle spalle della gente povera e bisognosa”.
Altrimenti la sua amicizia sarebbe “finita”.
Ovviamente tutto questo non mi fu detto di persona, ma telefonicamente.

Tralasciamo il fatto che lei in quel momento possedeva la bellezza di quattro appartamenti di pregio (più un pingue conto in banca) contro il mio unico immobile, che per altro non avevo ancora finito di pagare.
Però secondo la sua “particolare” opinione io ero una “sporca capitalista”, e lei una “pulitissima immobiliarista”.

Ma ciò che mi aveva fatto raggelare le vene era la sua affermazione sulla sua “solidarietà” solo se mi fossi iscritta al “partito”.

Ovviamente la mia risposta fu lapidaria (e leggendaria, dal mio punto di vista)  : gli ho sbattuto violentemente il telefono in faccia.
E da allora non la ho più sentita.
Nè so che fine abbia fatto.

Non voglio commentare il suo comportamento.
Perchè a mio avviso si commenta da solo.

Ma è interessante notare come certi personaggi assai “sinistri” hanno sempre e comunque la medesima tristissima abitudine.
Sono sempre e comunque intolleranti nei confronti di chi ha un’opinione diversa dalla loro.

Inoltre guardano coloro che ritengono “inferiori” con malcelato disprezzo.
Possono negarlo all’infinito che non sia così.
Ma il loro comportamento li inchioda.

In questo particolare caso ad esempio la sig.na Morella Massa (questo il suo nome) non si è mai sposata perchè il padre – almeno finchè è rimasto in vita – ha sempre fatto in modo che si lasciasse con tutti i suoi (pochi) fidanzati perchè “non gli piacevano”.

Questo anche quando lei aveva sui 35-40 anni.
Non certo una adolescente alle prime cotte.

In poche parole, tutte queste persone indottrinate da tale ideologia malsana pretendono che – siccome loro hanno sempre preso ordini gerarchici da una autorità “superiore” – allora anche tutti gli altri debbano prendere ordini (da loro).
Accettando di diventare tutti dei loro servi della gleba sotto le loro direttive e le loro folli ideologie “tappandoci la bocca”.

Ancora una volta qualcosa non torna.

Un altro esempio

Sempre dallo stesso paese, Rosignano Marittimo.
Piccola cittadina in una regione (Toscana) ed in particolare in una provincia (Livorno) ormai irrimediabilmente distrutta da 75 anni di pensiero a senso unico marxista.

Una ragazza sui 40 anni dal nome Adele, impiegata all’anagrafe (e sindacalista del “partito”) in un comune non proprio vicinissimo (Casciana Terme), diventata mia amica dopo avermi conosciuta – in modo del tutto casuale – nel mio vecchio blog che tenevo una decina di anni fa (Metropolis).

Una delle prime cose che mi raccontò è che si era sposata con suo marito non certo per amore.
Ma perchè era del “partito”.
E quindi aveva in comune con lui qualcosa di “veramente importante”.

Naturalmente fra di loro non avevano nemmeno mai avuto rapporti.
Nè da fidanzati, nè da sposati.
Però (almeno) andavano in bicicletta insieme.
Probabilmente discutendo del “partito” e dei comizi dei loro leader.

Ovviamente ben presto anche lei iniziò a cercarmi di convincere sulla “bontà” delle loro idee ed a fare una vera e propria propaganda politica nei miei confronti.
Il finale fu il medesimo.

Anche se stavolta ci fu prima una discussione abbastanza animata (pubblica) sul mio vecchio blog riguardo una questione decisamente spinosa.

Di questo fatto sicuramente ne riparleremo in futuro.

Un difetto di base

Purtroppo il mondo dell’insegnamento è viziato da questo difetto di base.
Il concetto di uguaglianza che viene insegnato è esclusivamente di stampo marxista.

Certamente dobbiamo essere tutti uguali nei diritti umani.
Ma non siamo dotati tutti dello stesso talento e delle stesse capacità.

Nell’esempio che ho fatto precedentemente, nessuno avrebbe all’epoca pagato nemmeno 1 $ per vedere una mia partita a scacchi o per invitarmi in un torneo di alto livello, dove ovviamente avrei perso velocemente tutte le partite.

Ciò nonostante, non significa che Kasparov mi abbia “oppressa” a causa dei suoi ingaggi ultramilionari che allora percepiva.

La nostra società dovrebbe garantire invece ben altri diritti inalienabili.
Come la Vita, la Libertà e la (propria) ricerca della Felicità.
Al contrario non fa altro che opprimerli.

Desiderando – soprattutto in questo momento – isolamento e distanziamento.
Inutile ripetere che il finale per i marxisti questa volta sarà davvero molto triste.



StrongerthanDestiny


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