Un baraccone da circo

Pubblicato il 4 Gennaio 2022 da Veronica Baker

Li avete presi per il culo.

E adesso (per loro) è troppo tardi per salvarsi.
Ed avere solo la speranza di avere un futuro.

Veronica Baker


Un baraccone da circo

Su questo argomento potrei scrivere un romanzo.
Perchè quello che racconto da sempre è molto diverso da quello che si legge normalmente in rete.
Molto difficilmente chi fa parte (od ha fatto parte) di questo ambiente dirà infatti la verità.


Un baraccone da circo
Naturalmente i banksters conoscono molto bene questo giochetto…

Molti operatori finanziari leggono e si informano da mattina a sera.

Ma l’informazione è dannosa.
Statisticamente dato il seguente campione di investitori :

Coloro che ricevono informazioni di diverso genere oltre all’andamento delle quotazioni.
Coloro che ricevono esclusivamente l’andamento delle quotazioni senza sapere niente del titolo, indice, cambio, o materia prima (nemmeno il nome).

Chi utilizza il secondo metodo ha risultati assai migliori dei primi.

Un fatto di psicologia comportamentale stabilito.

Le informazioni sono semplicemente dannose, distraggono e confondono le idee.
Osservare le quotazioni pure e semplici è il sistema che è statisticamente dimostrato funzionare meglio.

Gossip catastrofista

La stragrande maggioranza degli investitori “dilettanti” è facilmente influenzabile.
Naturalmente i banksters conoscono molto bene questo giochetto.

Ormai basta solo un Tweet per causare panico (od euforia) collettiva.

Per questo motivo basta diffondere al momento opportuno notizie ad hoc – ovviamente molto negative – che “devono” fare scendere gli indici per un giorno o due (al massimo una o due settimane) quel tanto che basta per poter spremere i “piccoli ribassisti”.

In questo modo i mercati salgono semplicemente per forza di inerzia grazie alle ricoperture da short squeeze dei piccoli.

Naturalmente prima o poi il violentissimo sell-off arriva sempre.
Ma quando nessuno ormai se lo aspetta più.

Come nella favola di Esopo “Lo scherzo del pastore”.


Sotto il vestito nulla

Cerchiamo prima di tutto di non fare di ogni erba un fascio.
Esistono persone che dedicano tempo prezioso a scrivere blog in modo completamente disinteressato.
Chi generalizza, semplicemente ha invidia.
E l’invidia semplicemente toglie la obiettività.

Ma il panorama è davvero molto desolante.
Ecco alcuni importanti esempi.

Nel passato (non recente) ho letto spesso blog finanziari che dimostravano una grande vena narrativa.
Certo, è una bella dote.

Ma in questo mondo, è inutile.
E pure controproducente.

Non basta scrivere narrativamente in modo brillante, utilizzando un linguaggio aulico, paventando scenari di eticità morale senza mai nemmeno una volta sbilanciarsi realmente su alcuna opinione.

Studi scopiazzati qua e là, una parvenza di salvatore della patria, un aureola di buon samaritano.

Il contro-altare è invece dato da chi promette mari e monti.
Ricchezza immediata tramite acquisti di immobili in paradisi tropicali.
Oppure investimenti “verdi”.
Millantando ritorni stratosferici negli anni successivi.

Sì, ma per loro.
Ma i soliti gonzi che ci cascano ci sono sempre.
E’ dai tempi di Collodi e di Pinocchio – con la celeberrima pantomima de “Il Gatto e la Volpe” – che questi personaggi sono noti.
Ed è sempre facilissimo beccarli.

Per altro, è molto più facile guadagnare alla spalle degli altri piuttosto che faticare di tasca propria.

Poi ci sono coloro che millantano obiettività ed indipendenza.
Ma che poi scopri essere a capo di importanti divisioni di asset management per istituzionali.

E quindi di informazione obiettiva ne possono dare poca.
Perchè in fondo legati a doppio filo con coloro che tirano le fila del vapore.

Sotto il vestito nulla
Se si desidera diffondere il panico…

E se ad esempio ai piani alti si desidera diffondere il panico – per i motivi già spesso spiegati – allora si scriveranno post catastrofisti.

In questo modo si riuscirà a creare un ambiente adatto.
Quello voluto ai piani superiori.

E se – naturalmente – si vuole invece rassicurare, ecco che magicamente appariranno post positivi ed ultra-ottimistici.
Anche se magari la sorpresa è dietro l’angolo.

Ecco, questa è l’informazione che in rete si professa “indipendente” ed obiettiva.
E’ un vero cartello che di fatto controlla tutto.

Nulla di nuovo, naturalmente.

C’è una finta concorrenza – come capita in ogni ambiente –  ma si sorreggono fra di loro facendosi pubblicità positiva e linkandosi vicendevolmente.

In modo da detenere la stragrande maggioranza dei lettori interessati al settore.

Ma non è certo informazione libera.

Ed hanno anche la arroganza di chiedere un piccolo contributo per il tempo dedicato.
”Fate la carità ad un povero bancario !”

Ma se realmente facessero trading – e soprattutto guadagnassero degli utili operativi – non chiederebbero donazioni per un lavoro che – alla fin fine – per loro è solo pubblicità e promozione di loro iniziative.

E’ sempre e comunque marketing, vendita dell’immagine.
Ma nulla di più.

Io non ho mai chiesto nulla in cambio di quello che scrivo in questo blog.
Semplicemente, al limite, solo condivisione e qualche intervento in più costruttivo.

Una differenza fondamentale fra chi davvero fa qualcosa di tangibile.
E chi invece solo parla.

E che – soprattutto – utilizza la propria testa.
Senza avere paura di sbagliare, come mi capita tutti i giorni.
Nè di sbugiardare la panzane che ogni giorno ci vogliono fare bere.

Un baraccone da circo
Di notizie a riguardo se ne leggono tante, forse troppe…

E’ noto a tutti ad esempio che molti hedge funds sono quasi sempre gestiti in maniera molto sospetta se non proprio fraudolenta.

Di notizie a riguardo se ne leggono tante, forse troppe.
Ma (ovviamente) ciò che sta dietro non viene mai detto dagli addetti ai lavori.

Non tanto e non solo sul loro presunto controllo di quell’entità astratta chiamata “mercato”.
Troppo grande come dimensione per chiunque (tranne le Banche Centrali, per altro controllate sempre dai soliti noti).

Ma soprattutto perchè i loro profitti sono quasi sempre teorici e non pratici.

La loro mortalità (soprattutto a causa della smisurata leva finanziaria utilizzata) è altissima in età “infantile”.

Più del 50% degli hedge funds non sopravvive al primo anno di età.

E quelli realmente profittevoli nel corso degli anni sono pochissimi : il 6% del totale.

Cos’è realmente un hedge fund ?

Un hedge fund nella propria strategia di investimento non è soggetto ad alcun vincolo.
Può quindi operare in qualsiasi mercato e con qualsiasi strumento finanziario.

In particolare :

Vendere allo scoperto.
Operare con strumenti derivati.
Utilizzare la leva finanziaria.

A fronte di tale libertà gli hedge funds hanno solitamente come obiettivo di generare un rendimento svincolato da qualunque benchmark.

Con volatilità contenuta ed in generale un andamento poco correlato agli indici tradizionali.

I rischi connessi all’investimento sono riconducibili alle variazioni di valore della quota.
Che a loro volta risentono delle oscillazioni degli strumenti finanziari in cui sono investite le disponibilità del fondo.

Il mondo degli hedge fund è infatti molto variegato.

Comprende infatti fondi di dimensioni molto diverse, che operano con strategie differenti l’uno dall’altro e che sono caratterizzati da un’amplissima gamma di profili rendimento/rischio.

Alcuni mirano a rendimenti particolarmente elevati e quindi si espongono a rischi altrettanto consistenti.
Altri invece si focalizzano sull’ottenere rendimenti stabili nel tempo con grande attenzione alla preservazione del capitale.

Complessivamente gli hedge funds sono in grado di generare rendimenti positivi indipendenti dall’andamento dei mercati.
Sovraperformando abbondantemente il loro benchmark di riferimento.

Ed il cosiddetto venture capital ?

venture capital
Molte società legate all’IT sono nate grazie ad operazioni di venture capital…

Il venture capital è l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore (di solito istituzionale) per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in un settore ad elevato potenziale di sviluppo.

Un fondo di venture capital è disposto a sopportare il rischio di investimento a fronte di un rendimento futuro atteso altrettanto elevato.

Molte società legate all’ IT sono nate in questo modo.

Esempi famosi sono Google ed Amazon.

Oggi invece – vista la saturazione del mercato e la mancanza di idee fortemente innovative – la maggioranza di questi capitali (anche governativi) non si riversano più nel mondo della economia reale, ma in fondi speculativi di investimento, soprattutto Hedge Funds.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Un sistema finanziario sempre più volatile e – giocoforza – instabile.

Trading reale o piuttosto insider trading ?

Occorre però non lasciarsi ingannare infatti dalle false performance mostrate da fondi gestiti da personaggi noti (tipo George Soros o Ray Dalio) che danno spesso interviste nelle riviste o sui giornali.
Sono personaggi che fanno utili esclusivamente quando manipolano il mercato (per un paio di giorni, od anche per poche ore) tramite le loro pubbliche dichiarazioni.

Naturalmente dopo avere preso posizione nei giorni precedenti nella direzione da loro desiderata.
Una tattica molto vecchia, già utilizzata da Jesse Livermore negli anni ’20-’30 del secolo scorso.

Chi gestisce gli Hedge Funds profittevoli sono personaggi assolutamente sconosciuti al grande pubblico.
Non danno mai interviste, non appaiono mai sui giornali.
Ed accettano pochissimi clienti selezionati, solitamente al momento della fondazione.

Al contrario tutti i consulenti economico/finanziari, dai private bankers ai cosiddetti financial planners (consulenti d’investimento), ai gestori veri e propri (soprattutto quelli famosi e strombazzati da tutti i mass-media) parlano solamente.
Ma non fanno realmente nulla.

E se fanno qualcosa (a titolo personale) non mostrano i risultati reali delle loro performances.
Ma solo quelli teorici.
Una cosa ben diversa.

Infatti il loro reddito non deriva dagli utili ottenuti nei mercati.
Dove invece sono costantemente in perdita, banche comprese.

Ma dai loro articoli (solitamente analisi false ma ineccepibili da un punto di vista formale) pubblicate sui giornali.
Dalle loro conferenze in hotel ed alberghi.
E soprattutto dai loro siti di consulenza in cui vendono segnali per diventare ricchi e famosi.

Ma che però loro non utilizzano.
Perchè se pubblicassero i risultati reali, tutti scoprirebbero la verità che nessuno vuole dire.
Il 94% (minimo) degli operatori del settore economico/finanziario non guadagna nulla.
E di questi il 70-75% è in perdita secca continua.

L’autoconvincimento di avere ragione

Il motivo per cui il 95% degli investitori non fanno profitti ?

Basta ormai avere una discussione in un qualsiasi ambito.
Lo scopo non è confrontarsi.

Ma avere ragione a tutti i costi, anche quando i fatti parlano chiaro.

In una qualsiasi scelta di investimento vogliono sempre e comunque avere “ragione” nei confronti del mercato.
Che però è totalmente impersonale.

Quando costoro vanno in perdita si auto-convincono che “certamente” il mercato sta sbagliando (e non loro), portando continuamente argomenti a sostegno delle proprie tesi.

Nel frattempo però le loro posizioni si deprezzeranno sempre di più fino alla improvvisa e definitiva capitolazione.

Che naturalmente sarà sempre dovuta alle manipolazioni, alla sfortuna, alla congiuntura negativa…

Un baraccone da circo
Si basano sempre sull’andamento passato…

I mirabolanti risultati che ottengono la maggior parte dei cosiddetti “gestori” ?
Si basano sempre sull’andamento passato.

Ma è facilissimo ad esempio creare un trading-system che crei milioni di utili su dati del passato.
Ma ottenerne uno che faccia utili in futuro è un pochino più difficile.

Inoltre, tutti gli studi, le analisi, gli indicatori, i grafici, insomma tutto ciò che intasa la comunicazione di giornali, tv, radio ed internet hanno nel 99.99% valore zero.
Non servono a nulla perchè sono solo chiacchiere e basta.

Ciò che è veramente utile per stare nei mercati ed operare è davvero poco e soprattutto è potenzialmente comprensibile da chiunque.

Anche da chiunque non mastichi nulla o quasi del settore.

Purtroppo però è diventato difficile fare capire alla gente ormai lobotomizzata dalla bulimia della informazione tutti questi concetti basilari.
Oltre a spiegare che è ovviamente impossibile ottenere degli utili costantemente e continuamente.

Di conseguenza il 99.99% dell’ambiente economico/finanziario mondiale ufficiale (analisti, giornalisti, specialists et similia) è solamente un enorme baraccone da circo che letteralmente brucia costantemente il denaro stampato dalle banche centrali.

Ma soprattutto tutto il mainstream finanziario vive alle spalle dei tax-payers.
Quindi del contribuente medio.

Senza avere alcuna utilità pratica.
Anzi, addirittura sono altamente dannosi.

E soprattutto, chiunque decida di farne parte è consapevole di vivere alle spalle degli altri.


LTCM : il perchè di un fallimento

Quanto più alta è la leva finanziaria di un portafoglio in derivati in seno ad un ristretto numero di istituzioni finanziarie, quanto più elevato è il rischio di un evento imprevedibile capace di minacciare la fragile stabilità del sistema finanziario globale.

Ecco un mio studio del 2004 sugli eventi che portarono al fallimento del Long Term Capital Management.
Naturalmente lo studio delle dinamiche mi fu assai utile per capire quello che successivamente capitò nel 2008 e poter affrontare quei difficili momenti in modo più tranquillo e rilassato.

Ed oggi a distanza di Venti/Dieci anni cosa è cambiato ?
Nulla.


Dicembre 21, 2004


Fallimento LTCM
Il crack dell’hedge fund LTCM…

Il crack dell’hedge fund LTCM ha fatto conoscere a tutta la comunità finanziaria i rischi che possono essere creati da questi particolari prodotti.

Fine agosto del 1998.
Scoppia sui mercati finanziari il bubbone scatenato dal crac del Long Term Capital Management (LCTM).

Le dimensioni del buco creato direttamente dal fallimento dell’hedge ammontarono a circa 1.2 miliardi di Dollari.

Mentre le perdite indirette, ovvero patite tramite lo smodato uso della leva finanziaria, arrivarono a ben 125 miliardi di Dollari.

Per arrivare a compiere un simile disastro, innescato formalmente dal default del debito russo dichiarato poche settimane prima, contribuì in maniera decisiva il livello di leverage.

Un modello apparentemente perfetto

L’hedge fund LTCM raccoglieva alcune superstar della cosiddetta industria dei servizi finanziari di Wall Street, banchieri con esperienza nel sistema di controllo finanziario ed i migliori cervelli della matematica.
Tra cui spiccavano due premi Nobel (Merton e Scholes).

Fallimento LTCM
Tra i gestori del fondi spiccavano i due premi Nobel Merton e Scholes…

Tutta la questione sembrava perfetta.

LTCM era infatti il segreto su cui si reggeva uno dei parametri chiave per la nascita dell’Euro.
La convergenza dei tassi d’interesse a lungo termine dei paesi membri.

Il miracoloso avvicinamento dei tassi dei titoli italiani a quelli tedeschi, verificatosi nel corso del 1997, non era stato provocato dal risanamento finanziario operato dal governo Prodi.
Ma da una spregiudicata operazione di mega-speculazione internazionale.

Secondo fonti londinesi LTCM aveva preso posizioni lunghe sui titoli del Tesoro Italiano per un ammontare di circa 40 miliardi di Dollari in derivati.

Per fare ciò era bastato che LTCM acquistasse “appena” 700 miliardi di lire in BOT.
Il cui valore per l’effetto leva fu moltiplicato per cento volte.

Un ordine di acquisto di tali dimensioni è di per sé sufficiente a provocare macroscopici cambiamenti nelle quotazioni di un qualsiasi titolo.

Ma a questo fu aggiunto l’effetto imitazione dei principali investitori istituzionali del mondo che studiavano le mosse di LTCM per poi copiarle, sicuri di realizzare giganteschi profitti.

Nella sostanza, il mercato fu “truccato” in modo da far affluire centinaia di miliardi di dollari di denaro virtuale che ipotizzava la convergenza dei tassi italiani con quelli tedeschi.

Questi massicci investimenti in derivati ebbero come effetto proprio quello di realizzare la convergenza.

Ma la realtà non è lineare.

I modelli computeristici che tengono conto di tutte le analisi dei dati finanziari del passato non possono prevedere la realtà che esiste al di fuori del loro universo lineare e statistico.

All’atto pratico i modelli finanziari di LTCM non erano in grado di prevedere gli scossoni sistemici verificatisi in Asia ed in Russia, che avrebbero gettato il mondo finanziario nel panico, ed avrebbero dato vita alla corsa dei risparmiatori ad investire nei buoni del Tesoro tedeschi e statunitensi.

Una corsa ai beni rifugio che accentuò la differenza dei tassi d’interesse, invece del presunto riavvicinamento.

A seguito di questa crisi, dall’inizio dell’anno LTCM perse la sua base di capitale che da 4.8 miliardi di Dollari si ridusse fino a 600 milioni di Dollari.
Solo ad Agosto 1998 registrò una perdita netta del 44% degli investimenti.

LTCM inoltre aveva anche venduto un numero grandissimo di call scoperte a lunghissimo termine sull’indice S&P500.
In teoria sarebbero dovute essere garantite dal collaterale composto dai titoli azionari componenti il paniere posseduti dall’hedge fund.
E quindi sufficienti a coprire le perdite.

Ma l’aumento improvviso della volatilità nei mercati ebbe come causa sequenziale un aumento improvviso e violento dei margini necessari per mantenere le posizioni aperte.

Che alla fine saltarono.

L’errore assiomatico che ha portato LTCM all’impatto frontale con la realtà è lo stesso che sta alla base di tutta la bolla speculativa mondiale dei derivati e di altre attività speculative.
L’illusione di congegnare una realtà virtuale capace davvero di anticipare sistematicamente la realtà autentica.

Una metafora per l’intero sistema finanziario globale.


Eventi come quello dell’LTCM hanno ampiamente dimostrato che una gestione accorta dei rischi finanziari virtuali non assicuri affatto contro la possibilità di restare vittima della volatilità dei mercati, per le seguenti ragioni :

I modelli teorici utilizzati, per quanto precisi in teoria, si rivelano non aderenti alla realtà anche solo per palese irrazionalità degli altri operatori (model risk)

I modelli, pur precisi e realistici, utilizzano stime errate delle variabili rilevanti (estimation risk)

I modelli, pur precisi, realistici ed impostati con stime corrette, producono indicazioni impossibili da tradurre in pratica in modi e tempi corretti a causa di errori umani e di carenze nelle infrastrutture tecnologiche e nell’organizzazione delle istituzioni finanziarie (operational risk), oppure di difficoltà nella ricerca immediata della controparte (liquidity risk)

Fallimento
Una metafora per l’intero sistema finanziario globale….

Se si abbandona l’area illuminata del mondo virtuale disegnato dai modelli dando adeguata considerazione a questi aspetti ecco che la rilevazione di opportunità di profitto conseguenti alle violazioni delle relazioni teoriche di arbitraggio divengono incerte da interpretare.

Sono casi di inefficienza da sfruttare a proprio vantaggio senza rischio ?

Oppure compenso per l’assunzione di rischi estranei al mondo virtuale disegnato dai modelli ?

All’epoca gli studiosi furono concordi nel dire che quello che era successo era, metaforicamente, un evento irripetibile.

Ma questa visione non è corretta.

Le crisi dei mercati non sono uragani.
Ma prodotti del comportamento umano.
Che talvolta può essere irrazionale.

LTCM divenne così pericoloso anche e soprattutto perchè gli uomini che la guidavano e le banche d’affari che l’appoggiavano diventarono troppo avidi.
Prendendosi rischi insostenibili a lungo termine.

Una lezione non ancora imparata.


Un Hedge Fund dal capitale umano

Il finale è già scritto.
E questa volta non ci sarà un happy ending.


Marzo 14, 2012


Un Hedge Fund dal capitale umano
Una tecnica di asset management…

Perchè il M5S rifiuta la parola partito ?

Com’è ben noto ogni organizzazione politica ha una struttura finanziaria e degli investimenti/asset.
Se fosse un partito – quindi una organizzazione “no profit”- riceverebbe contributi da parte dallo stato.

Che cosa ha fatto allora Grillo ?
Ha usato una tecnica di asset management normalmente applicata al mercato della editoria e/o della musica, registrando il logo del movimento a suo nome.

Il suddetto logo ha ovviamente un valore finanziario contabilizzato nello stato patrimoniale.

Successivamente ha conferito la proprietà ad un fondazione (ovviamente sempre controllata da lui) avente sede in un paese a tassazione agevolata.

Ecco perchè ha fondato un movimento e non un partito.
In questo modo può giustificare le royalties che chiede per l’utilizzo del “suo” logo.

Ed ecco il motivo della sua campagna contro i finanziamenti pubblici.
Perchè il vero punto di forza del “suo” movimento sono i finanziamenti privati.

E chi sono i suoi elettori ?
I disperati, gli incazzati con lo stato.

E lui con questa rabbia che alimenterà e gestirà in prima persona sia via web che in piazza terrà viva l’attenzione sul movimento.
Di cui Grillo ne è sia owner (titolare) che spokesman (portavoce/testimonial).

E da cui guadagna due volte : prima come testimonial, e poi con le royalties (diritti di autore).
Senza contare gli ulteriori ricavi che derivano dalla vendita di book, libri, eventi, DVD, T-shirt.

Ricapitolando in modo schematico :

Logo M5s —> diritti commerciali appartenenti a Grillo —> diffusione tramite blog —> sede del blog in un paese a tassazione molto vantaggiosa

Promotori del marchio –> politici italiani eletti per il movimento pagati dallo stato ed allo stesso tempo lavoratori dipendenti di Grillo che porteranno e diffonderanno a loro volta il logo —> in cambio Grillo dà loro in concessione il suo logo e riceve royalties per l’utilizzo (il motivo per cui tutti gli eletti devono cedere una quota del loro stipendio da parlamentari o da senatori al movimento e quindi a Grillo stesso)

Una vera e propria strategia di alta finanza a costo zero (escluso quelli di mantenimento dei server/web/blog).
Infatti Grillo usa come asset finanziario i deputati/senatori italiani stipendiati dallo stato.

Detto questo, aggiungo che non sta facendo nulla di illegale.

Ma sicuramente assai eticamente discutibile.
Infatti sta coniugando politica con business.

Certo, sta anche rischiando molto in questa operazione.
Ma dietro i grandi rischi ci sono i (possibili) grandi profitti.
Come in un qualsiasi investimento mobiliare/immobiliare.

In pratica ha creato (sulle spalle della sofferenza della gente) uno dei più grandi hedge fund mondiali.
Praticamente senza utilizzare capitali.

Un vero genio.
Anche se del Male.


Un linguaggio decisamente forte nel post che scrissi allora.
Lo scopo era ovviamente non offensivo.
Ma (provare a) fare riflettere.

Il risultato ottenuto fu esattamente l’opposto.
Prima si rinchiuse a riccio nelle sue convinzioni.
E poi “distrusse” la mia credibilità (ammesso che ne avessi avuta mai alcuna) nei confronti del “suo” gruppo.

Additandomi come una persona che a tutti i costi voleva convincere gli altri con la “bontà” delle proprie idee personali.

E’ la gente che vuole dormire.
Anche davanti all’evidenza.

L’ultima volta in assoluto che ho provato a aprire la mente di persone che non sono abituate a farlo.

Se le masse sono così deboli oggi, è semplicemente perchè dormono.
E vogliono dormire per scelta deliberata.
Di fronte a due opzioni di scelta, scelgono sempre la più anestetica.

E siccome hanno il timore che qualcuno gli chieda di non dormire ed agire, allora credono (o fanno finta di credere) alle fandonie governative solo per non ammettere che non erano i fatti ad essere nascosti, ma loro a dormire.

Per scelta.

Da allora sono sempre stata alla finestra ad “ammirare il panorama”.
Senza profferire alcuna parola con alcuno od alcuna riguardo certi “argomenti”.
Se non nel mio blog.

Ma nulla – proprio nulla – succede per caso.


Novembre 9, 2011


Futura

Futura
Si impara sempre qualche cosa da chi ha più esperienza. L’umiltà aiuta…

Si impara sempre qualche cosa da chi ha più esperienza.
L’umiltà aiuta.

Una vicenda simbolo di 7 anni di storia di questo blog.
Dell’ingenuità e della superficialità di milioni di italiani che continuano a non capire che cosa stia accadendo intorno a loro.
E che soprattutto hanno paura di sentirsi dire le cose come stanno realmente.

Una situazione dove si intrecciano il pregiudizio, la mancanza di comprensione degli argomenti chiave, la disinformazione.
La cosiddetta bulimia dell’informazione.

Malattia che colpisce più le persone con grado d’istruzione superiore (i laureati) che quelle semplici, talvolta ancora capaci di ragionare con la propria testa.

La protagonista principale di questa pellicola ?
Ancora una volta (tanto per cambiare) la sottoscritta.

L’ultimo post di questo tenore.
Per sempre.

Dedicato – molto affettuosamente – a Layil (nome di fantasia, N.d.A.).
Che ormai da tempo immemore non ne sta azzeccando una nei miei confronti.

Ma naturalmente la scuso.
Vive in un mondo di persone ignare della realtà intorno a loro.
Pur avendo un titolo di studio superiore e vivendo nel “profondo Nord”.
Obnubilati dalle fandonie del “Club” che gradualmente li ha prima normalizzati come dei robot.
E poi indirizzati secondo il loro volere.

I suoi amici – purtroppo – sono proprio come lei.
E soprattutto hanno le sue medesime idee malsane.

E quindi, mancando un qualsiasi contraddittorio, è portata a seguire le loro “vaccate” che – opportunamente riverniciate con sprazzi di populismo e di bigottismo – paiono delle verità assolute.
Ma lei – e tutti loro – non ne hanno colpa.

Ad esempio lei vive in un ambiente artistico, fra luci, obiettivi, pellicole e photoshop.
Siamo seri.

Come faceva a capire, ad agire (soprattutto all’inizio) quando in televisione ascolti sempre ossessivamente le stesse notizie false.
E gli unici sprazzi di verità arrivavano da una persona che possiede idee troppo lontane dai suoi canoni di “normalità”.
E quindi non credibile se la paragoni con la realtà che vivi ogni giorno intorno a te.

Dai, siamo onesti.
E’ impossibile che una persona che non ha masticato nulla del ramo finanziario capisca che la propria esistenza è stata improvvisamente spazzata via dal codice LCHNGC4151.

According the note below from the LCH website, deposit charges on Italian bonds will almost double effective close today (Wednesday November 9th). The details can be found here.

*LCH COMMENTS ON ITALY BOND DEPOSIT CHARGES IN WEBSITE DOCUMENT

LCH Raises Deposit Charge on 10-Yr Bonds to 11.65% From 6.65%

Si fida ciecamente di coloro cui da sempre tende a prendere per affidabili.
Anche se sono le persone più perfide e malefiche dell’universo.

Sentivo da ieri – dato che conosco come si muove il “Club” e come agisce – che prestissimo queste parole sarebbero arrivate.

Negli ultimi giorni avrete sentito parlare in questo blog della vicenda del broker MF Global e della sua funzione come clearing house.

Ed avrete sentito parlare più volte delle due famigerate paroline : margin call.
Il margine richiesto dalla clearing house (banalmente i fondi richiesti a garanzia) per prima la apertura e poi il mantenimento delle posizioni in essere nel proprio portafoglio.

Numerini che per me sono il pane quotidiano.
Dato che ci ho a che fare per 365 giorni l’anno.

Ma la gente normale non sa, non conosce.
Soprattutto non si informa.
Liquidando subito le mie parole come “cazzate”.

Bene.

I medesimi fatti capitati ad MF Global – default ed amministrazione controllata – sono appena capitati (questa mattina alle 10) in forma mascherata e senza squilli di tromba all’Italia.

Vediamo cosa è successo.

Ieri lo spread (un valore numerico assolutamente inutile al fine pratico, ma che ormai dopo anni di terrorismo psicologico incute terrore alla gran massa degli italiani) fra BTP a 10 anni e Bund tedesco (di pari durata) ha raggiunto i 500 basis points, con un rendimento (questo invece è il valore fondamentale) alle 18 di ieri del 6.77%.
Mentre quello con i BTP a 5 anni il 5% e rotti.
Ed infatti il mercato azionario aveva chiuso in forte ribasso (of course !) con una bella candela di inversione dovuta al “sell the news”.

Questa mattina il rendimento del BTP a 10Yr ha raggiunto il 7%.
Con la conseguente richiesta di margin call per il Tesoro italiano.

Che ovviamente immediatamente non può assolutamente rientrare nei margini richiesti.
Un default (mascherato) dello stato italiano.

Alla gente comune pare non interessare molto.
Ma da quel 7% dipende la (vostra) vita.
Casa, affitto, bollette, vestiario, stipendio, pensione, salute, istruzione.

E soprattutto democrazia.
Morta esattamente 63 anni dopo la sua nascita.
Senza che voi ve ne siate minimamente accorti.

Anzi, avete pure festeggiato con il Tricolore alla finestra il 150° dalla nascita convinti del contrario.

Il governo italiano non esiste più.
Né il Ministero del Tesoro, né (ovviamente) la Costituzione.

Il nuovo presidente del consiglio italiano (un prestanome qualunque) si chiamerà PIMCO.
Con il beneplacito di tutte le principali banche d’affari.

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Mi sono sentita spesso una marziana…

Quando ho provato a parlarne in giro mi sono sentita spesso una marziana.
Soprattutto dai più giovani : non creduta, non ascoltata, ignorata, persino dileggiata.

Tutto inutile.

La mia storia di vita mi ha portato sin dall’inizio ad essere un personaggio scomodo.
Troppo scomodo.

Quindi allo stesso tempo sia non credibile dalla stragrande maggioranza della gente.
Sia in un certo senso “pericolosa” per il Vero Potere.

Perchè non manipolabile e soprattutto non influenzabile.
Ma proprio per questo motivo alla co-protagonista di questa (incredibile) vicenda dovevano fischiare le orecchie.

Qualcosa non quadrava.
Bastava che avesse usato un po’ di logica.

Avrebbe dovuto non rinchiudersi a riccio ai miei inviti al dialogo extra-lavorativi.
Avrei avuto modo di spiegarle molte cose che non era in grado di comprendere da sola, non essendo del ramo.

Ma ha preferito sempre glissare e – normalizzandosi come una qualsiasi “militonta” – ha sempre di tutto per dissuadermi dal mio intento.

Ciliegina sulla torta, ha deciso infine addirittura di disconoscere la paternità delle sue opere d’arte (così sono state giudicate da chiunque abbia dato un giudizio sul lavoro complessivo) per paura di perdere le sue 322 amicizie su Facebook a causa di un “I like” non consono alle sue “solite” abitudini.
E di conseguenza (?) avere pubblicità negativa.
Un suicidio soprattutto dal punto di vista professionale, ragionando come nella peggiore parrocchietta delle valli bergamasche.

A questo punto non avrebbe dovuto accettare il progetto da me propostole a suo tempo.
Clou di un business plan che avevo già spiegato allora nei minimi dettagli e che mi era costato ben 6 mesi di progettazione.

Certo, ho pagato al solito la mia sincerità.
Ma rimane il fatto che avrebbe dovuto come minimo fare una serie di ragionamenti.

Bastava chiedere.
Ed io avrei risposto esattamente con le medesime parole che sto usando in questo momento.

Perchè una persona ben nota nel ramo economico/finanziario nazionale con ben 13 anni di esperienza ad altissimo livello ha deciso gradualmente un downgrade così profondo mollando completamente l’ambiente ed affossando definitivamente la sua credibilità ?

Motivazione semplice.

Da un certo punto in poi ho compreso che era una missione impossibile anche solo pensare di comunicare ad un largo pubblico.
Avrei rischiato di avere pesanti conseguenze economiche, (forse) giudiziarie e soprattutto fisiche non appena avessi raggiunto una notorietà di poco superiore a quella che riscuotevo allora.

Chiunque nel corso di questi anni ci abbia provato (se davvero indipendente) ha sempre subito pesantissime conseguenze.

Meglio quindi vivere in tranquillità ed in pace provando a dialogare con le poche persone che comprendono per davvero ciò che sta accadendo che rischiare ogni giorno danni e molestie di ogni genere.

In fondo il problema è semplicemente uno solo.

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E aiutare le migliaia delle persone come lei a comprendere quello che stava succedendo…

I danni che hanno fatto i massmedia nella gente comune sono davvero incommensurabili.

Ma non sono incazzata con la povera Layil.
Piuttosto con coloro che da 17 anni hanno avuto tutto il tempo per capire ed agire.

E aiutare le migliaia delle persone come lei a comprendere quello che stava succedendo.

Ce l’ho con voi, carissimi scribacchini da quattro soldi.
Che sapete scrivere solo sotto dettatura falsità e menzogne.

E soprattutto con voi, carissimi sindacati.
Più volte mi avete fatto capire che rappresentavo un “pericolo”.

Dicevo le cose come stavano.
E quindi dovevo essere zittita ad ogni costo.

Infatti la maggior parte delle vicende sgradevoli capitatemi hanno avuto sempre origine da “militonti”.

Avete rovinato le prossime generazioni.
A cui avete negato un futuro.
Rendendole schiave di multinazionali seminatrici di morte e distruzione.

Li avete presi per anni per il culo.
Ieri hanno pure stappato lo spumante brindando alla (loro) prossima rovina finanziaria e lavorativa.

E adesso (per loro) è troppo tardi per salvarsi.
Ed avere solo la speranza di avere un futuro.


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