Un ambiente di arrivisti

Pubblicato il 19 Novembre 2019 da Veronica Baker

Che cos’è rapinare una banca, in confronto al fondarla ?

Bertolt Brecht


Un certo mondo continua ad essere completamente slegato dal resto dell’universo.
Quello di chi lavora in banca (e nelle istituzioni finanziarie in generale).

Dove c’è ancora chi continua a far finta di non capire lo scempio che hanno creato nel corso degli anni.
Un ambiente di arrivisti, vacui turlupinatori del prossimo.

Un tempo pensavo che ad una certa retorica del denaro e delle apparenze come indicatore del valore della persona non ci credesse più nessuno.
Ed invece per certi versi in quell’ambiente sembra ancora di essere nel 1850 o giù di lì.

Inoltre gli organigrammi societari e le selezioni sul personale non si basano mai sulle reali capacità oggettive.
Ma sul politically correct e soprattutto sulla simpatia.

Infatti fanno solitamente carriera gli “imbucati”.
Ma soprattutto chi racconta delle spassose barzellette ai clienti.


Settembre 22, 2011


Un ambiente di arrivisti

Un ambiente di arrivisti
Un lavoro banale e noioso…

Vediamo un po’ – oggi sono in vena – quello è capitato la settimana scorsa ad UBS.
Il protagonista è un giovane ghanese di buona famiglia che ha studiato in un liceo privato inglese e che nel 2002 (a 23 anni) viene assunto nel back office di UBS a Londra.

Per chi non lo sapesse il “back office” è in pratica la contabilità.
Un lavoro banale e noioso che non richiede nessuna specializzazione tranne saper usare il pc.

Nel 2008 viene “promosso” market maker.
Cosa ben diversa da trader.

Il market maker esclusivamente esegue trades.

Non li sceglie e non li decide lui, ma immette solo liquidità nel sistema proponendo bid ed ask.

Purtroppo – secondo UBS – avrebbe iniziato anche ad agire di testa sua.
E due anni dopo “casualmente” scoprono che avrebbe falsificato i conti delle sue operazioni sin dal 2008.

Di gente che falsifica i propri conti per abbellirli e mostrare un rendimento positivo ce n’è da sempre molta.
Almeno il 90% dei cosiddetti “professional trader”.

Ma la realtà è probabilmente ben diversa da quella che viene raccontata dai vertici di UBS.

Il giovane trader avrebbe infatti preso posizione sul Future Eurostoxx50 (10€ a punto) sul mercato per almeno 10 miliardi di € di controvalore (qualche migliaia di contratti accumulati nella fase laterale).

Come ben noto, nelle prime due settimane di Agosto c’è stato un ribasso violento degli indici europei di più del 10%.
Quindi ha eroso tutto il capitale a sua disposizione (stava infatti utilizzando una leva 10:1). gli sono saltati i margini e – dopo la canonica chiamata di margin call – come da prassi l’Eurex ha liquidato al meglio tutti i contratti acquistati nei mesi precedenti.

Lasciamo stare per una volta le facili ironie su uno pseudo-trader che ha solo utilizzato il tastino blu o verde ed ignorava l’esistenza di quello rosso.
Perchè in una sala trading di una qualsiasi banca o broker (figuriamoci in una così importante come quella di UBS) esistono controlli immediati a cascata in base ai poteri delegati.

Nessuno può mai eludere tali richieste di autorizzazioni.
Il malcapitato giovane trader è solo il classico capro espiatorio.



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