Troppi hanno già perso tutto

Pubblicato il 21 Aprile 2020 da Veronica Baker

Il falso perbenismo è sempre esistito.
Sarebbe sufficiente non mettere la testa sotto la sabbia e guardare le cose per quello che sono.

Veronica Baker


Troppi hanno già perso tutto

Troppi hanno già perso tutto
Molte ragazze normalmente lavorano come cameriere o commesse nei centri commerciali…

La chiusura di ristoranti e negozi al dettaglio ha già avuto un profondo impatto non solo nella vita sociale, ma soprattutto per il sostentamento nella vita di tutti i giorni.

Molte ragazze che normalmente lavorano come cameriere o commesse nei centri commerciali e nei negozi con contratti part-time non hanno avuto alcuna scelta che dedicarsi al sex-working.
Infatti per legge non possono riscuotere alcun sussidio di disoccupazione, nè in molti stati (come per esempio gli USA) hanno diritto all’assistenza sanitaria.

Se non hanno una famiglia dove possono tornare a casa ed essere mantenute, la scelta è purtroppo una sola.

Ironia della sorte, a causa della massiccia perdita di posti di lavoro complessivi, anche la base dei potenziali clienti si è notevolmente ridotta.

Questo fatto solleva molte preoccupazioni per la loro sicurezza personale e per il loro equilibrio psico-fisico :

Non è certo una passeggiata.

Non tanto per il lato fisico.
Decisamente poco impegnativo se si possiede una predisposizione naturale ai rapporti umani e soprattutto un talento di base nel vivere liberamente l’eros in ogni suo aspetto.

Ma soprattutto – e non mi stancherò mai di ripeterlo – per la preparazione psicologica che comporta.

Occorre prima di tutto valutare bene sin dall’inizio il motivo per cui si compie questa scelta.
Chi sceglie questa professione per guadagnare denaro facile avrà immediatamente una vita molto difficile.

L’avidità e la cupidigia prenderanno ben presto il sopravvento.
Una spirale senza fine, da cui diventa impossibile staccarsi e che porta in breve tempo prima alla depressione e poi alla distruzione totale dell’anima.

Alcune scelgono di vendere foto erotiche o video a luci rosse per cercare di guadagnare qualcosa.
Altre invece vendono il proprio corpo.

Le seconde sono decisamente quelle più a rischio, soprattutto negli stati dove la prostituzione è vietata (USA, tranne Nevada), oppure la legislazione è decisamente borderline (come ad esempio l’Italia).

Una volta che si fa qualcosa di illegale (oppure ci si trova in una zona grigia), si ottiene un profitto completamente esentasse.
E le ragazze corrono il rischio di essere sfruttate oppure rapite :

Tutto questo vale ovviamente per i paesi – come quello dove risiedo tuttora – dove la professione è regolamentata.

Altrove non si pagano tasse e contributi previdenziali.
Ma il gioco a mio avviso non vale mai la candela.

Il vuoto di normative porta spesso a situazioni poco piacevoli da vivere.
In primis la sicurezza personale.

Questa è semplicemente un’ottima seconda professione da cui ottenere un reddito supplementare indipendentemente dalla propria età anagrafica e dal proprio ceto sociale.
Il mercato è talmente vario che c’è posto davvero per chiunque.

Ma se si considera come fonte primaria di sostentamento, oppure se è una scelta frutto della costrizione o della disperazione diviene rapidamente un incubo da cui sarà davvero molto difficile se non impossibile uscirne fuori da sole.

Ma le ragazze che non hanno una casa stabile su cui contare, non hanno un lavoro, nessuna possibilità di sposarsi, cosa possono fare in questo momento ?

Questo è un trend che sarà sempre più crescente con il tempo.
Insieme a quello dei suicidi e dei senzatetto.

Troppi hanno già perso davvero tutto.



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