The first cut

Pubblicato il 24 Marzo 2019 da Veronica Baker

Silenzio assordante
Una voce parlante
Parole al vento
Muri di cemento

Falsità e menzogna
Odiosa bisogna
Ingiustizia subita
Persona tradita

Difficoltà della vita
Malinconia infinita
Mancanza di affetto
Insieme causa ed effetto

Veronica Baker – Solitudine (2006)”


The first cut

The first cut
Favorendo tristemente il rigurgito…

The first cut.
Esagerazioni ed estremismi.

Andare contro la ragione ed il buon senso finirà con il provocare reazioni di segno opposto.
Favorendo tristemente il rigurgito ed il ritorno di quelle discriminazioni che con il tempo stavano piano piano diminuendo.

Queste persone – evidentemente ben poco acute di ingegno – non hanno minimamente capito che ciò che è più importante di tutto, quello che fa presa, che accende la passione per un argomento, per un passatempo, per una qualsiasi attività è la umanità che riesci a trasmettere.

Trasmettere emozioni è una dote che non tutti possiedono.
Come saper attrarre, destare curiosità, interesse, entusiasmo.

Ciò che non si comprende non lo si possiede.

Già allora capii che prima di tutto dovevo togliermi immediatamente dalle palle tutti gli elementi “sinistri” che mi “ronzavano” intorno ed i loro ambienti altamente tossici.

Fu la mia prima mossa in assoluto.
Ma decisamente la più importante.

E da qui iniziò la madre di tutte le (mie) battaglie contro il cosiddetto “Club”.



9 Dicembre, 2004


The first cut
Ma allora da dove arriva la tristezza ?

Delusione e tristezza.
Solo ed esclusivamente questi sono i miei sentimenti in questo momento.

Per l’ennesima volta mi sono illusa.
E questa volta la cicatrice rimarrà.

Non capisco perchè debba andare ad impelagarmi in un mondo che non è il mio.
Con persone che dovrebbero in teoria comprendermi nel profondo della mia anima.
Ma in pratica questo non succede proprio mai.

Con molti sacrifici di ogni genere mi sto lentamente presentando al mondo intero.
Non faccio nulla di particolarmente speciale, sia ben chiaro.
Anzi, mi sembra di essere piuttosto naturale in tutto quello che faccio.

E non sta succedendo nulla di strano.
Salvo una naturale curiosità.
Ma questo è totalmente ed assolutamente normale.

So benissimo che questo può apparire molto, troppo strano agli occhi di molte persone che appartengono ad un certo ambiente.
Ma è così.

Ma allora da dove arriva la tristezza ?

Semplice.
Quando ti accorgi di non riuscire a trasmettere i tuoi stati d’animo, noti che non c’è costrutto, che il dialogo è da una sola parte.

Quando, nonostante tutti i tuoi sforzi ed i tuoi impegni, non ottieni altro che finti incoraggiamenti ed ammirazioni di facciata da persone che apprezzano esclusivamente chi ha lo stesso modo di pensare.

Senza possedere nemmeno un briciolo di sensibilità interiore.
Che invece so di possedere.

E’ il mio modo di essere e di vivere.
Che sta prepotentemente venendo fuori ogni giorno che passa, sempre di più.

Ed è questo in realtà il mio vero segreto.
La mia totale naturalezza.
La semplicità.

Per me le cose belle sono scrivere in un diario, passare una serata tranquilla con amiche ed amici, stare insieme ai miei meravigliosi micetti.
Uscire ed andare a fare quattro passi, andare al cinema od a mangiare un gelato, o bere un aperitivo.

Passare giornate intere con chi mi apprezza, mi accetta assolutamente per come sono e che mi aiuta nel raggiungimento dei miei obiettivi.
Si potrebbe discutere a lungo su questo fatto.
Perché, a parole, moltissime persone danno assolutamente solidarietà.

Incondizionata quando capita a “casa d’altri”.
Ma quando vivono all’interno del loro ambito familiare situazioni (delicate) come la mia sono le prime ad essere intolleranti.

Stigmatizzazione da parte dei “vicini”, paura di perdere uno status sociale “rispettabile”.
Quante scuse…

Io non cerco la luna.
Ed amo la semplicità nella mia vita.

Mi ritengo fortunata proprio per questo motivo.
L’amore per la semplicità, per la naturalezza.

Naturalmente per questo motivo non sono stata mai apprezzata dai “sinistri”.
E’ normale, per loro sono una persona noiosa !
Servo certamente come spalla nei momenti di difficoltà.
Essere interrogata con mille domande per conoscere di più.
Una persona da interpellare.
Ma non da frequentare.

Il bello che io ho sempre fatto di tutto per cercare di coinvolgere.
Ma se vuoi la luna, in questo momento non la posso certamente dare.
Nè ce la faccio in questo momento a sostenere dei ritmi che non posso tenere.

Perchè nella mia corrente situazione avere una professione autonoma evidentemente consuma pesantemente le mie energie nervose.
Ma per me è l’ancora di salvezza per avere la possibilità di avere un futuro.
Indipendentemente dagli eventi imprevisti che mi potranno accadere.

Tutto questo mi ha portato a dover rinunciare a molti divertimenti.
A dover dedicare molto meno tempo ai miei molti interessi.

La mia vita è decisamente cambiata.
Ma la mia anima è sempre la stessa.

Ed amo stare insieme agli altri.
Ma…

…certo, piuttosto che ricevere auguri di fallimento professionale da chi hai invitato a casa tua a cena.
Oppure sentirsi dire dalla stessa che in fondo sei solo una idiota solamente perchè hai degli ideali diversi dai suoi…non è certo piacevole.

Ma secondo questi “sinistri” sono queste le persone rispettabili da ammirare !
Quella che in pubblico predica uguaglianza e fraternità.
Ma in privato esprime giudizi che fanno letteralmente rabbrividire.

Senza contare il fatto che la medesima persona è abituata ad abbandonare gli animali.
Oltre che prenderli letteralmente a calci perchè ”sono essere inferiori che non servono a nulla”.

The first cut
La mia vita è decisamente cambiata. Ma la mia anima è sempre la stessa…

Oppure la sua carissima amica che si è permessa in più di una occasione, anche pubblicamente, di prendermi per il culo in modo plateale.
Anche su questioni ed in discussioni in cui aveva torto marcio.
Ah sì, è una persona altamente liberale !

Ma tanto io dico sempre e solo delle stronzate.
Non è mica vero nulla, eh !
Troppo facile non prendere mai opinione, non voler mai prendere posizione.

Già.
Ma a riguardo negli ultimi tempi mi sto prendendo tante di quelle soddisfazioni proprio seguendo il mio pensiero e facendo tutto ciò che ho sempre espresso pubblicamente.

Non sono abituata a bluffare.
Oppure a dire cose diverse da quello che penso.
Perché io gioco sempre e comunque pulito.

E la cosa che mi fa più piacere è che sono assolutamente apprezzata proprio in ciò per cui sono stata pesantemente dileggiata.
Non è la prima volta che mi capita questo fatto nel corso della mia vita.
Ma questa volta ha un sapore molto particolare.

Preferisco fermarmi, ora.
Storie passate.

Si gira ancora una volta pagina.
Molto dispiacere.
Ancora lacrime, forse inutili, versate di nuovo.

Ma non ci cascherò più.
L’ho promesso a me stessa, questa volta.

Io sto lentamente trovando la mia reale dimensione.
E piano piano sto imparando ad essere veramente felice.

Fino ad ora non ho mai avuto la possibilità di esserlo completamente.
E probabilmente, la maggior parte di voi non lo sarà mai.

Perchè rose internamente dalla invidia e dalla insoddisfazione interiore.
Anche se, a veder bene, non avreste nessuna ragione per esserlo.


Ripartenza

La nuova “stagione” è alle porte.
E’ quindi il momento di tirare le somme.

E vedere di trarre alcune conclusioni dalla mia recente esperienza di vita quotidiana.

Evitare all’inizio di concedere troppa fiducia.
Ormai la spontaneità non paga più.

Le persone si conoscono solo ed esclusivamente dopo averle frequentate a lungo.

Molti vogliono conoscerti per curiosità.
Poi, ottenuto lo scopo, spariscono.
Meglio perderli che trovarli.

E davvero difficile trovare delle persone che siano sincere .
D’altra parte chi trova un amico (od un’amica) trova un tesoro.

Il tarlo dell’invidia è una brutta bestia.
Perchè dietro i successi ci stanno spesso grandi sacrifici.

E bello fare qualche cosa per gli altri.
Ma talvolta vorresti che qualcuno facesse lo stesso per te.

Difficile ormai avere rapporti sociali ed anche solo avere una compagnia.
Però chi fa da sè fa per tre.

C’è sempre qualcuno che vuole fare il furbo.
Ma ormai me ne accorgo immediatamente.

Nella vita occorre fare delle scelte, talvolta assai coraggiose.
E chi non prende mai posizione o non si espone minimamente, semplicemente sopravviverà.
Ma la vita è diversa.

Perchè ho scritto queste parole ?
Come mi piace spesso puntualizzare, è dalle esperienze negative che si ottengono le migliori lezioni.

Le mie non sono per nulla parole di amarezza.
Talvolta – anzi spesso – può capitare che chi ci sta intorno ci deluda.
Ma secondo me occorre continuare a rischiare un po’ di fiducia negli altri.
Anche se le batoste non sono certo piacevoli per nessuno.

Viene naturalmente spontaneo chiudersi di più in se stesse, rendendoci sempre più guardinghe.
Almeno questo è ciò che è capitato a me.

Oggi penso che troppe difese possono renderci talmente impenetrabili da non essere più riconoscibili da nessuno.

E’ il momento della ripartenza.


February 5, 2005


Spirito autocritico

Credevo di aver potuto capire qualcosa in più di me.
Invece mi sono scontrata con i peggiori ambienti che abbia mai visto in vita mia.

Non sarà perchè siete voi che non siete e soprattutto non vi ritenete normali ?
E non sono nemmeno una “militonta”.

Perchè se non sei indirizzata, schedata e non la pensi esattamente nello stesso modo, litighi all’infinito.

Per me determinati ambienti sono del tutto insopportabili.

Non sta certamente a me giudicare, non sta certamente a me parlare di questi fatti.
Anche se me ne sto zitta osservo.

La capacità di analizzare con assoluta imparzialità.
Più una sensibilità particolare che mi permette molto spesso, con un margine di errore molto basso, di capire quello che altre persone vogliono fare.

Osservare i propri errori e quelli degli altri arricchisce.
Questo si chiama spirito autocritico.


Pausa

Sto leggendo oramai da un’ora e mezza.
Ogni tanto gli occhi mi bruciano.
Ma continuo ad avere voglia di continuare a leggere.

Certe volte vorrei rifiutarmi di farmi vincere da questo richiamo.
In effetti, non è sempre produttivo.
Ma non ci riesco praticamente mai.

Eppure ora ho deciso di prendermi qualche minuto di riposo.
Forse me lo merito.


Apparenza

La vita comprende tutto.
Anche situazioni come queste.


20 Maggio, 2006


Apparenza
Negli ultimi tempi mi è capitato di sentirmi dire…

Negli ultimi tempi mi è capitato di sentirmi dire che sono una persona fredda e distaccata.
Apprezzata esclusivamente per il metodo scientifico e la chiarezza di idee.

Una sorta di manuale da seguire.
Un robot.
Una persona senza cuore, senz’anima.

Ok.
Ne prendo atto.
Ma so che non è affatto così.

Per cui, per favore, chi mi ritiene tale, mi dimentichi per sempre.
Perchè non ha veramente capito nulla della mia interiorità.

Non sta a me giudicarmi su questo fatto.
Ma occorre essere davvero rancorosi nei confronti del mondo intero per avere captato questo.
Occorre davvero rosicare forte.

E, forse, nasconde una punta (solo una punta ?) di invidia nei miei confronti.
Anche se non ne capisco proprio i motivi.

Forse in questo mondo occorrerebbe essere più egoisti e molto meno altruisti.
Al di là delle belle parole che si sentono spesso dire da tutti.

Ho capito che il mio entusiasmo, il mio modo di fare spontaneo, il mio cercare di pormi in modo disinteressato nei confronti degli altri non è apprezzato.
Perchè non dico solo delle belle parole gettate al vento.

Ma porto esempi concreti.
Mi do da fare per gli altri realmente.
Mi sbatto per ottenere un futuro migliore per tutti.

Non si vuole dialogare.
Si vuole solo prevalere.

E se ottieni un minimo più degli altri e cerchi di metterti al servizio della collettività…sei ladra, sei fortunata, hai gli appoggi giusti, sei cinica.

Si vuole l’apparenza.
Non certo la sostanza.


Normalizzazione
Normalizzazione
Non possiedo più la credibilità del “passato” ?

Non possiedo più la credibilità del “passato” ?
Poco male.

Mi diletto a scrivere di tutto quello che mi va.

E mi diverte sapere che agli occhi dei “normalizzati” sono il male assoluto.

Ovviamente preferisco conversare di persona.

Mi dà molta più soddisfazione vedere occhi che improvvisamente si illuminano.

Piuttosto che sentire gridolini virtuali di approvazione.

Ma questa è la società cosiddetta civile.

Che non amo.

E da cui voglio starne sempre il più lontano possibile.


Eroi solitari

Eroi solitari
Da sempre combatto mille battaglie in mille campi diversi…

Gli eroi solitari sono persone che incidono sulla realtà lavorando in silenzio.

Contribuiscono a tracciare un percorso.
Ad indicare una possibilità il cui obiettivo non è un proclama astratto, ma è un lavoro capillare, paziente e quotidiano.

Vanno avanti sempre e comunque e lasciano la percezione (naturalmente a chi vuole capirlo) che lottare per i diritti umani è una cosa che riguarda tutti, che obbliga a ragionare in prima persona, senza deleghe.

Da sempre combatto mille battaglie in mille campi diversi.
Talvolta ho subito atti di abiura totale da affetti che teoricamente per me dovevano essere i più cari .

I tentativi di dialogo spesso non hanno avuto buon fine non solo per la mancanza di volontà della controparte di ascoltare.
Ma spesso semplicemente per convenienza personale.

Oppure per malcelata invidia.

Ed alla fine, dopo dure, laceranti e soprattutto tristi battaglie, sono riuscita a risolvere positivamente queste spiacevoli situazioni.
Anche se talvolta purtroppo occorre fare delle scelte dal gusto davvero molto amaro.

La prossima è una vicenda reale, anche se di circa venti anni fa.
Il finale inevitabile.

Ed il successivo mio tentativo di provare in ogni caso a ricomporre la situazione portò a questo risultato.


6 Dicembre, 2004


Mio padre è lo stereotipo della persona cui tutto è dovuto.

E quando ha trovato una nuova compagna ha preteso – anzi imposto – di portarla ad abitare immediatamente appena conosciuta in casa “nostra”.
Farla dormire nel letto della mia mamma che da pochissimi mesi si era tristemente spenta in giovane età.

Giacere insieme nella stessa camera.
Farle usare la sua bigiotteria.
I suoi gioielli.
I suoi vestiti.

Una mancanza di rispetto totale.

Non lo accetti ?
Prendi e te ne vai.

Devi lasciare tutto.
Tutto è di mia proprietà.
Compreso quello che hai guadagnato da sola.

Devi andartene.
All’età di sei mesi ti ho comprato tutto.
Indi ora mi devi ricompensare.
E’ tutto mio.
Sono il più vecchio, il più furbo, il più forte.
Sono abituato a comandare ed a schiacciare i miei avversari.

Per cui posso fare quello che voglio :

Insultarti continuamente tutti i giorni con le parole più brutte e volgari che ci siano
Sbuffarti alla mattina il fumo delle mie sigarette puzzolenti in faccia

Metterti i piedi in faccia sulla tavola imbandita per il pranzo mentre stai mangiando
Gridarti dietro ed insultarti davanti ai vicini dicendoti che sei una morta di fame, una poveraccia, un microbo

Fare la vittima con i miei fratelli e sorelle e parlare male di te
Dirti che non sei capace di fare nulla e fallirai miseramente senza guadagnare nemmeno un €

Andare a parlare male di te in banca così poi non ti rinnovano il fido
Minacciarti una causa legale per mandarti via dalla “mia” casa

Ecco questo sono esempi (non tutti) di quello che è realmente successo.

Difficile da credere.
Ma è la verità.

Come ho fatto a resistere ?

Con la mia forza di volontà, la forza interiore, le riserve nascoste che trovi nei momenti difficili.

Eroi solitari
Lottare sempre, anche nei momenti più bui…

Non ci si deve arrendere mai.
Lottare sempre, anche nei momenti più bui.
Quelli in cui ti sembra che non ci riuscirai mai.
Che non ce la farai.

Una lotta di nervi.
Di resistenza.

Pressioni morali e psicologiche di ogni tipo.

Per dieci lunghissimi mesi.
Era una questione di vita o di morte.

Per me cedere equivaleva ad una esistenza grigia telecomandata da altri.
Non potevo e non volevo questo.

Alla fine, non ho ceduto io.
Ha ceduto lui.
Ed è andato via senza dare né indirizzo, né telefono.

Utilizzando il telefono aziendale per chiamare.
Oppure, oscurando il numero dell’apparecchio da cui chiama.
Senza riferimenti.
Senza alcuna altra notizia.
Né di lui né dei miei parenti, né di tutto ciò che lo circonda.

Situazione che permane tuttora.
Rapporti cordiali.
Ma nulla di più.

Tabula rasa.
Si riparte ancora da capo.

Ma finalmente libera.
Di poter decidere della mia vita.
Di poter essere come voglio.


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