Tesori nascosti

Pubblicato il 29 Ottobre 2019 da Veronica Baker

I più di questi laureati a Harvard non valgono un cazzo.
Serve gente povera, furba e affamata.
Senza sentimenti.

Una volta vinci e una volta perdi ; ma continui a combattere.
E se vuoi un amico, prenditi un cane.

Gordon Gekko (Michael Douglas) – Wall Street


I mercati finanziari sono morti.
Esiste una sorta di “dittatura finanziaria” e di (finta) normalità con (finti) scambi eseguiti da black box appartenenti a banche di investimento “Too Big to Fail“.

Ma la gente comune ormai si beve allegramente le panzane loro raccontate.
L’uomo qualunque si ritiene un genio da premio Nobel dell’economia solo perchè ha letto in rete un paio di articoli scritti da qualche “influencer” che non capisce nulla sull’argomento (e nemmeno conosce le regole di grammatica, di sintassi e di consecutio temporum), ma vaneggia solo scempiaggini scopiazzate qua e là.

Ecco il motivo per cui spesso ripubblico articoli molti vecchi.

Ma ancora attualissimi.

Il tempo alla fine è sempre galantuomo.
E la storia si ripete sempre.

Così come i professionisti del copy&paste di 15 anni fa sono rimasti sempre gli stessi.
Gold bitches.


Dicembre 14, 2004


Il caso Parmalat continua a venir dipinto in maniera molto lontano da ciò che è.
Lasciando intendere che esista “il tesoro di Tanzi”.

Ma ciò che è accaduto a Parma è leggermente diverso.
Ecco più o meno quello che è successo.

Supponiamo che tu – che stai leggendo questo blog in questo momento – sia un imprenditore la cui azienda è sotto il fido concesso dalla sua banca.

Il direttore ti chiama :

“Senti, i casi sono due.
O ti chiedo di rientrare, non ce la fai e fallisci, oppure investi in un certo numero di nostri prodotti strtturati che ti consiglio di acquistare.”

In pratica devi dare soldi a fondo perduto alla tua banca, altrimenti ti rovina.
Usura.

Ti fai prestare i soldi da tua sorella.
Al che il tuo direttore ti risponde di nuovo :

“Guarda, o ti faccio chiudere, o tu chiedi in prestito da noi un tot, con parte dei quali però rilevi l’azienda di mio fratello che è in crisi.”

Ti indebiti ancora, e rilevi l’azienda del fratello.
A quel punto hai più debiti, ma anche più fatturato.

Allora il direttore ti dice una terza volta :

“Visto che siamo amici, per quanto in mio potere ti do ancora più fido.
Non dovrei, sia chiaro.

In cambio ti chiedo solo un favore : tu aiuti il mio amico direttore dell’altra filiale, che ha il nipote nei guai, e gli compri tutto il suo magazzino, altrimenti fallisce.
Lo fai passare come acquisto di materia prima, così sei credibile.
Ovviamente gli fai un buon prezzo…”

La banca ti concede più fido, e tu in parte respiri.
E con la metà compri il magazzino al nipote del collega del direttore.

A quel punto hai un magazzino pieno di roba che vale moltissimo (almeno dal prezzo di acquisto), e sei proprietario di ben due aziende.
Ma hai il triplo dei debiti.

Allora vai a parlare con un funzionario più importante, di quelli che si occupano esclusivamente delle grandi aziende :

“Se non vuoi che ti facciamo chiudere, dovresti salvare la tale azienda Y, le cui azioni sono in mano alla banca e se Y fallisce, la banca ci rimette.”

In questo modo ti concede altro credito, con cui fai la scalata a Y.
Comprando tutte le azioni in mano alla banca.

Adesso sei proprietario di tre aziende.
Con il triplo dei debiti.

Ma sei una SPA.
Con il triplo di fatturato.

In questo modo puoi parlare con un funzionario ancora più importante :

“La banca ha grossi problemi in Argentina e Brasile.
Ci sono alcune aziende che stanno per chiudere.
Se la banca ti dà altro fido, non è che potresti comprarle ?
Per risanarle, ovviamente…”

E così via.
Continui a comprare aziende nelle quali le banche sono con l’acqua alla gola, al solo scopo di permettere alle banche di uscirne senza danni.
In cambio ti viene fatto altro credito, ed ufficialmente stai persino crescendo.
Basta solo truccare il bilancio e l’azienda appare in fortissima crescita.

Come succedeva a Parmalat.
Con un minimo di corruzione si può fare tutto.

Adesso è vero che sei a capo di una multinazionale.
Ma la situazione è ancora peggiore che all’inizio.

Devi così tanti favori alle banche che ogni tanto ti chiamano per chiederti in cambio qualcosa :

“Senti, compra un tot di azioni di tizio, e le compri care, così fai chiudere le azioni più in alto, per favore.”

Tu compri, le azioni crescono, ed il giorno dopo le banche rivendono le azioni di cui sono in possesso, guadagnandoci.
Facendo abbassare il prezzo di acquisto di quelle in mano a te.

Poi, sempre con la stessa logica, può darsi che un politico voglia privatizzare la sua centrale del latte.
Ma nessuno la vuole.
Se il politico ha amici presso le banche, le banche faranno pressioni su di te perchè tu la compri ad un prezzo fuori mercato.

Il tuo legame di debiti con le banche ti trasforma in quello che riceve altra fiducia per fare altri debiti se e solo se fai quello che dicono loro.

Tesori nascosti
Un fossato di debiti…

Alla fine la tua multinazionale è come un castello circondato da un fossato.
Un fossato di debiti.

Ma può essere costruito un ponte.
Ed il ponte si chiama Bond.

Quando le banche si stufano di te e decidono di darci un taglio, ti chiamano e ti dicono che hai troppi debiti.

Come ne esci ?
Emettendo un prestito obbligazionario.
Falsificando un bilancio, infatti, puoi emettere dei Bond carissimi che le banche compreranno.

Ma quei soldi non finiranno mai a te.
Andranno di nuovo alle banche con le quali coprirai una parte dei debiti con loro.

Le banche poi li rivenderanno ai piccoli risparmiatori.
Incassando due volte la cifra dei Bond.

Una volta da te che ci paghi i debiti, e la seconda dai risparmiatori.

Una volta fatto questo, le banche sono a posto.
Hanno avuto i soldi sia da te che dai piccoli risparmiatori.
Con te sono a posto, ed in più ci hanno pure guadagnato.

Ad un certo punto il crack arriva lo stesso.
Ma è così grande che non sono più problemi tuoi.
Non solo tuoi, perlomeno.

Infatti anche pignorando l’intero futuro reddito di Tanzi con tutte le sue proprietà, non si recupera che una microscopica frazione dei fondi.

Il resto sarà attribuito al “tesoro dei Tanzi”.
Che però non esiste.

E’ inevitabile ?
Sì.

Certo, potresti dimetterti dal CDA prima, e fallire.

Se lo fai quando sei piccolo, la banca ti rovina ed essere falliti è come essere appestati.
Peggio che morto.

Se lo fai quando sei grande, ti arriva in cella un caffè come a Sindona.
O ti suicidi a Londra sotto un ponte come Calvi.

Non puoi tirarti indietro.

Tesori nascosti

Il tesoro di Tanzi non esiste semplicemente perchè non è mai esistito.
Erano sempre e solo debiti.
Debiti che Tanzi aveva con le banche, e che alla fine hanno pagato solo i piccoli risparmiatori.

Se troveranno qualcosa, sarà qualche fondo nero estraneo a questa vicenda, che la stampa utilizzerà per dimostrare l’assurda teoria secondo la quale sarebbe stato Tanzi ad appropriarsi di quei soldi.
Quando sono state le banche.

Il tesoro di Tanzi è il tesoro delle banche.
Tanzi in questa vicenda ha solo avuto degli enormi debiti con le banche.

I soldi dei Bond non sono finiti a Tanzi, ma alle banche che glieli hanno comprati e con i quali sono stati pagati i debiti.
E poi una seconda volta alle banche quando hanno rivenduto i bond ai risparmiatori.

Il Tesoro di Tanzi è a Roma.
Nelle grandi banche italiane.

Esattamente dove è sempre stato.
E dove nessuno avrà la voglia di trovarlo.



StrongerthanDestiny


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