Tango in tanga

Pubblicato il 16 Maggio 2021 da Veronica Baker

Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.

Charlie Chaplin


Tango in tanga

Il (vero) capitalismo non è altro che la libertà di scegliere la professione che si preferisce.
Di cambiarla eventualmente tutte le volte che si desidera.

E conseguentemente conservare i risparmi guadagnati con il proprio lavoro.
Senza dover rendere conto ad un’entità astratta (lo stato) che decida preventivamente ciò che dobbiamo fare.

Purtroppo in questo periodo stiamo vivendo un deliberato (e soprattutto ben orchestrato) attacco all’economia globale.

Il fine è distruggere la nostra libertà.

Banchieri, CEO di multinazionali ed i loro adepti del “Club” – milionari che giornalmente pagano tangenti a politici, giornalisti, docenti universitari e tutto il personale loro sottoposto – ovviamente non sono dei “capitalisti”.

Ma sono semplicemente dei corruttori.
In poche parole, coloro che hanno prima soffocato inesorabilmente la nostra civiltà Occidentale (soprattutto europea).

Per poi dopo distruggerne la basi.


Luglio 12, 2013


Tango in Tanga

(Das heißt, erinnerungen an meinen Bayerischen aufenthalt, die Sie nicht vergessen können…)
(Ovvero ricordi del mio soggiorno in Baviera che non si possono dimenticare…)


Tango in tanga
Erinnerungen an meinen Bayerischen aufenthalt, die Sie nicht vergessen können…

Nel locale, al momento concordato col gestore, sei annunciata come artista in un numero di attrazione dal titolo “Tango in Tanga” (abbigliamento opportuno).

La Allieva è innamorata del vecchio Maestro.
Ma allo stesso tempo ne ha anche molta soggezione.

Il Maestro ha un carattere molto burbero.
Ma è sempre pronto a sciogliersi come il burro per l’Allieva che in fondo adora.

Il Maestro spiega dei movimenti di ballo alla sua Allieva.
Se la Allieva li esegue nel modo corretto, il Maestro la premia con una “carezza”.

Un nuovo movimento.
La Allieva sbaglia.
Il Maestro questa volta la punisce con una “sculacciata”.

E così via…

Cambiano i passi provati.
Ed ovviamente di conseguenza i diversi premi e punizioni.

Con il passare del tempo, Il Maestro decide di ravvivare l’esibizione, facendo eseguire da qualcuno del pubblico presente le “punizioni”.

Alla fine…colpo di scena !
E’ il burbero Maestro che sbaglia.

La Allieva allora vuole “vendicarsi” !
E si fa aiutare da qualcuno del pubblico nel decidere a quale “punizione” deve essere “condannato” il Maestro.

Alla “fine della lezione”, il Maestro e l’Allieva scendono dal palco, salutando il pubblico.
E vissero tutti felici e contenti.

Alcune note a riguardo :

Tutte le scene sono sempre eseguite e concatenate seguendo fedelmente il “copione”, che va provato e riprovato finchè non è pronto per lo spettacolo.

Le azioni del pubblico.
Il Maestro mostra prima allo spettatore come deve agire.
Ad esempio : “Siediti in questo modo, poi fai stendere la Allieva sulle tue ginocchia”, “Alzale la gonna”, “Abbassale il perizoma in questo modo e poi dai dieci sculacciate (ma in realtà ne può dare solo una)”.
E così via per tutte le “punizioni” e “premi”.



Veronica


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