Svuotamento e spersonalizzazione

Pubblicato il 16 Giugno 2021 da Veronica Baker

Siamo tutti “figli unici” perchè troppi soli in un mondo fatto di ipocrisia e corruzione.

Rino Gaetano


Svuotamento e spersonalizzazione.

La virtualità delle discussioni sta letteralmente paralizzando la capacità decisionale delle persone.
Così trasferiscono la negatività e l’indecisione al mondo reale.

I grossi influencer lo hanno sempre saputo benissimo.

Ed in questo modo possono mandare l’opinione pubblica sempre dove desiderano.
Per poi “colpire” all’improvviso nei momenti topici.

Quello che scrissi allora – riletto oggi – sembra un post “visionario”.
In realtà bastava solo aprire gli occhi.


Giugno 10, 2014


La quasi totalità dei blog e dei siti – per non parlare dei forum – sono diventati dal mio punto di vista totalmente illeggibili.
Non solo per la grande quantità di commenti di troll di vario genere (Gatekeeper, Debunker) presenti.

Ma soprattutto perchè diventati una melassa sonnolenta nei confronti di Tizio o dell’organizzazione di turno.
Una generale mediocrità a cui tutti si adeguano.

Una valvola di sfogo virtuale

L’autore lancia sempre dei temi ben noti e graditi dai suoi lettori.
Ovviamente il feedback sarà sempre positivo, con qualche dissenso creato ad arte dal troll di turno prezzolato dall’autore stesso.

Naturalmente questi siti/blog sono utilizzati esclusivamente per effettuare studi sulla comunicazione da utilizzare poi in ambito accademico e/o in occasione del lancio di campagne mediatiche in cui si vuole indirizzare le masse ad hoc verso il ben noto sentimento popolare.

Svuotamento e Spersonalizzazione Her Own Destiny
Una valvola di sfogo virtuale…

Uno dei motivi per cui i Think Tank negli ultimi anni hanno spinto in modo massiccio verso l’utilizzo di mezzi di comunicazione come social network, i blog ed in generale tutta la comunicazione virtuale via Internet.

Perchè ?

La risposta è facile.

Virtualmente si può ottenere qualsiasi cosa e fare tutto quello si desidera.
Soprattutto inveire tramite una tastiera contro persone, governi, politici e qualunque altra persona sgradita.

Ma così facendo si è perso la voglia di parlare dal vivo, di incontrarsi, di dialogare, di socializzare.
Quindi di organizzare spontaneamente proteste collettive reali e non virtuali.

In poche parole la gente si sfoga virtualmente dei propri problemi, delle proprie frustrazioni, sulle proprie inibizioni, sui propri desideri repressi fino a giungere molto spesso a crearsi una vera e propria seconda identità virtuale cui rifugiarsi giornalmente senza avere il confronto reale con il mondo esterno.

Una tecnologia male utilizzata

La comunicazione esclusivamente via mezzi virtuali – tanto voluta quanto imposta anche quando si potrebbe benissimo farne a meno – è una conseguenza diretta di tutto questo.
I rapporti virtuali finiscono quasi sempre con il rimanere tali.
Le persone non si incontrano realmente mai.

Questa sarebbe conoscenza, senza guardarsi negli occhi, sentire il tono di voce, vedere uno sguardo, un gesto, una postura ?
Personalmente da sempre utilizzo mezzi ultra-tecnologici.
Ho iniziato a connettermi ad Internet quando praticamente non ce lo aveva nessuno, mi documento ogni giorno, scrivo decine di email.

Non posso certo negare l’importanza fondamentale che ha avuto la tecnologia a rendere la mia vita migliore, a darmi un lavoro, a studiare ed ad imparare molte più nozioni che di certo l’università non mi aveva dato.

Ma vengo da una generazione in cui quando mi trovavo con gli amici per uscire non chattavo contemporaneamente con WhatsApp mandando messaggi in continuazione con lo Smartphone.
Quando andavo a cenare fuori mi catapultavo subito sul piatto per mangiare e non facevo prima la foto della pietanza per condividerla su Pinterest o su Instagram.
Se conoscevo una persona interessante ci parlavo insieme e non cercavo il suo nome e cognome su Facebook per chiedergli l’amicizia.
Mi innamoravo davanti ad un tramonto e non dopo un cuoricino rosa mandato in una chat.
Per salutare una cara amica la abbracciavo e non le mandavo una email.

Sembra che abbia disegnato un ritratto deformato della vita di tutti i giorni.
Ma al contrario è la realtà che ci circonda.



Svuotamento e spersonalizzazione

Svuotamento e Spersonalizzazione
Individui senza testa pensante e senza cuore…

Tutto questo non solo divide.
Ma soprattutto porta le persone a pensare solo a loro stesse.

Ad aumentare l’egoismo e quindi a non condividere nulla.

Non solo cose materiali, ma soprattutto tutto ciò che riguarda i propri problemi, i propri desideri, ambizioni, sentimenti, aspirazioni.

Così facendo si svuota la gente della propria spiritualità e della propria anima, creando un esercito di individui senza testa pensante e soprattutto senza cuore.

Oltre alla diffidenza nei rapporti personali che in moltissimi casi porta alla paranoia più totale ed al completo isolamento sociale delle persone che ritengono di conoscere gli altri solamente tramite le informazioni che in un qualche modo riescono a trovare sul web o che ottengono tramite conoscenza virtuale.

Peccato che così facendo alla fine sia avrà solamente un ritratto molto deformato e soprattutto basato sulle proprie convinzioni personali.

Nella maggior parte dei casi chi ragionerà in questo modo sarà sempre condizionato dalla maggioranza delle opinioni espresse da altri.

In questo modo si condizionano le masse.
Con la “troppa” tecnologia unita alla bulimia delle informazioni.

In poche parole, la nostra spersonalizzazione che porta a considerarci tutti “uguali”.
Sì, certo, tutti uguali.
Ma nella mediocrità.



Degrado artistico e culturale

Il risultato è ancora più evidente quando analizziamo tutto ciò che è prodotto della spiritualità del nostro essere, quindi la musica, la pittura, il cinema.
Tutto ciò che è arte.

Il degrado artistico e culturale è evidente a chiunque voglia vederlo.
In passato ascoltando musica o guardando dei film si percepiva una voglia di cambiamento reale.

Oggi di tutto questo non c’è nulla.
Stiamo assistendo ad un disfacimento e contemporaneamente ad un soffocamento della società.
Basta semplicemente vedere l’ondata di moralismo dilagante in stile Torquemada di cui ogni giorno i mass-media ci ammoniscono ipocritamente pretendendo che ci si metta le fette di salame sugli occhi e non si voglia vedere cosa stia succedendo.

Una crisi (globale) di ideali

I politici (e non solo loro) mai come ora ci appaiono completamente avulsi dalla vita reale, dai problemi della vita di tutti i giorni.
Sono tutti di un altro pianeta, visto anche i loro stipendi ed il loro tenore di vita.

I mercati finanziari non sono altro che un grande circo che ogni giorno deve propinarci un effetto speciale nuovo affinchè ci siano delle novità che possano manipolare le grandi masse realmente ignoranti sulla reale situazione e che nel tempo sono state ben addestrate a bersi qualunque cosa gli venga detta.

Per anni prima si è pensato a strizzare il consumatore come un limone inducendolo a spese folli e nella maggior parte superficiali oppure totalmente inutili, per farlo indebitare fino al collo oltre al limite delle proprie possibilità.

Ora invece l’intenzione è portargli via facilmente tutto ciò che aveva sognato illudendosi di poter vivere oltre le proprie risorse.

Svuotamento e spersonalizzazione
La scusa ?

La scusa ?
La “decrescita felice” (oggi riverniciata con il ben noto slogan “Building Back Better”, N.d.A.).

Un modo elegante per poter piegare le masse ad accettare stipendi da fame (3-4€ l’ora, sfruttamento o dumping salariale come lo si voglia chiamare) con la scusa che si devono rispettare il fiscal compact, lo spread Bund-BTP ed altri concetti che non significano nulla e che soprattutto non hanno alcun impatto con l’andamento dei mercati finanziari.

Impatto sui mercati finanziari di tutto questo : zero assoluto.
E’ bene sottolinearlo sempre.
Perchè il mainstream da anni ovviamente afferma il contrario.
Ma sono solo i mezzi per buttare alla fame la gente.

Si continua giorno dopo ad enfatizzare concetti come ingegneria finanziaria, transazioni OTC, globalizzazione finanziaria dei mercati.
Ma non sono altro che l’altra faccia di problemi come la deregolamentazione, il permissivismo, la corruzione crescente dei vertici politici prima e finanziari poi, delle tangenti giornalmente pagate dai vari CEO per ottenere appalti e commesse.

Ma dato che le fila sono proprio tenute da questi Think Tank (che non sono altro dei mostri di degrado culturale) non ci può aspettare altro che il crollo degli standard educativi, del deterioramento del senso civico, dello svuotamento e della spersonalizzazione delle persone.

Per cui, cosa possiamo fare ?

Ho visto uomini con la terza elementare tirare su aziende e dare lavoro a tante persone.

Poi ho visto professoroni raccomandati con tre lauree e specializzazioni varie, far chiudere migliaia di società, affamando milioni di esseri umani.
L’intelligenza sociale non si studia all’università.

Veronica Baker

In poche parole, appurato che la grandissima massa di persone in questo momento è cieca e non vede quello che sta succedendo (o meglio lo vede in modo assolutamente distorto non comprendendone le cause reali ma solo quelle che i Think Tank con la complicità dei media corrotti vogliono fare vedere), l’unica cosa che possiamo fare è agire esclusivamente a livello personale.

Cercando di unire fra persone (pochissime) consapevoli della situazione le proprie piccole forze in modo tale da poter contrastare non solo la situazione che arriverà.

Ma poter ripartire dal basso.
Cercando di coinvolgere piano piano le persone ad avere una reale speranza di un miglioramento personale prima che globale.
E soprattutto proponendo progetti di altissima qualità.

Non ci sono altre possibili soluzioni a mio avviso.
Certo, i numeri inizialmente saranno infimi.

Ma la via maestra è questa.



Veronica


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