Storia e società contemporanea

Pubblicato il 31 Luglio 2022 da Veronica Baker

Non sempre ciò che viene dopo è progresso.

Alessandro Manzoni


Storia e società contemporanea

Un compendio di riflessioni e di pensieri scritti negli ultimi 15 anni.


Stiamo vivendo una crisi sistemica che non può avere alcuna soluzione :

Declino dell’industria manifatturiera a discapito dei servizi.
Crescita esponenziale del debito.

Pressione fiscale insostenibile.
Disoccupazione a livelli record.

Eccesso di normative governative che non solo castrano ogni possibilità di fare impresa ma nei fatti hanno creato un vero e proprio monopolio governativo.

Inflazione che tra poco avrà crescita esponenziale.
Collasso dell’€ ed a seguire di tutte le principali divise mondiali.

Situazioni che stanno accadendo simultaneamente e che derivano da un sistema ormai incontrollabile.

Storia e società contemporanea
Una crisi sistemica che non può avere alcuna soluzione…

Quindi è assolutamente futile avere troppa paura del futuro.
Oppure pensare di trovare una soluzione cambiando un destino che per tutti (a partire in primis dagli USA) oramai è segnato.

Ma ci sono anche lati positivi in questa situazione apparentemente senza speranza.

Chi ha ben compreso questa situazione (in fieri da almeno quindici anni) ed ha ben presente i facili concetti appena espressi avrà la possibilità di creare un piccolo gruppo ristretto (formato possibilmente da persone valide e fidate) di crescita personale.

In poche parole per limitare l’impatto violento dell’ultima gamba della crisi tutti dovrebbero recuperare il vero significato di condivisione.
Che non è però quello che ossessivamente ci ripetono tutti gli ipocriti mass-media.

Infatti la direzione che stiamo prendendo globalmente è (guardacaso) quella opposta.

In poche parole, l’incapacità oramai cronica delle persone a relazionarsi fra loro.



Aprile 27, 2008


Mors tua vita mea
Storia e società contemporanea
Tacito dava una spiegazione del tutto moralistica…

Il motivo per cui alla fine dell’impero romano si era accumulato tanto debito non lo sappiamo di preciso, perchè i fatti economici non sono una scienza.

Tacito dava una spiegazione del tutto moralistica : decadenza dei costumi, militari sempre meno valorosi, non rispetto del mos maiorum.

La storiografia contemporanea, influenzata da dottrine più moderne ma sicuramente non completamente attinenti a quei tempi, ha iniziato a parlare di generici motivi economici e sociali.

Oggi il motivo per cui si è accumulato così tanto debito da parte dello stato, delle famiglie, delle aziende, non è anch’esso noto di preciso.

Ma si nota sicuramente una netta ”decadenza dei costumi”, da non intendere in senso moralistico.

Oggi rispetto alla generazione precedente (e soprattutto rispetto a due generazioni fa) c’è tanta, troppa gente che non ha voglia di studiare, di lavorare.
Per cui rubano, truffano, imbrogliano, corrompono.

Questa è l’altra faccia culturale della decadenza sociale ed economica.
La crisi che sta avvolgendo più o meno tutto il mondo occidentale non è figlia solo delle malefatte dei banchieri, delle banche centrali, dei politici.
Ma soprattutto di un pensiero comune.

Di una perversa ideologia, figlia dello stato ”etico”, cioè uno stato che è superiore rispetto all’individuo e deve pensare a fare il bene dell’individuo.
In questa maniera, molti non hanno affatto incentivi a lavorare in maniera seria, dato che non hanno alcun interesse personale.

Ed ecco il perchè molto spesso fanno carriera persone totalmente incapaci, mentre quelle davvero preparate spesso hanno dei problemi addirittura a trovare lavoro.


Un processo indisturbato
Storia e società contemporanea
Un nuovo, bellissimo mondo…

Indurre gli stati ad indebitarsi affinchè non siano mai più competitivi.
Un processo che è andato avanti indisturbato dagli anni ’70 del secolo scorso ad oggi.

Sono state messe le mani ovunque.
Ma proprio ovunque.

A vantaggio non della qualità, nè della produzione, nè della cultura aziendale.

L’obiettivo è stato raggiunto perfettamente.
Qual era il fine ?

Un nuovo, bellissimo mondo.
In cui non si capisce (o meglio, lo si capisce molto bene) chi tiene le fila del tutto.

Essendo nascosto ed occultato in funzioni pubbliche e private.
Sempre giustificate e applaudite.

E, come se non bastasse, c’è anche da assistere allo spettacolo imbarazzante di chi plaude.

Questa volta non finisce mica bene…


Un quadro incontrovertibile
Storia e società contemporanea
Perchè spingere così tanto sul credito, se non per far girare l’industria ?

Perchè spingere così tanto sul credito, se non per far girare l’industria ?

Se è vero che ci sono speculazioni e bolle finanziarie, è anche vero che il fondamento è una crisi dei consumi non più gestibile.

Più gente c’è, più si consuma.
Maggiormente si consuma, più si produce.
Maggiormente si produce, più si consumano risorse energetiche e materiali che si apprezzano incrementalmente a ritmi sincronici della produzione.

Questo apprezzamento è in parte ammortizzato dall’adeguamento dei prezzi al consumo, in parte dall’abbassamento dei salari.
Il risultato finale è che non c’è la possibilità di assorbimento della produzione.

Non perchè non ci sia a chi venderlo.

Alla sostituzione meccanizzata della forza lavoro è infatti mancato un dispositivo economico che permettesse l’assorbimento produttivo su vasta scala.

Da decenni l’introduzione dei processi di automazione ed informatici e le tecnologie in generale falcidiano posti di lavoro.
E sin dagli anni ’90 studi legati alla “New Economy” rilevavano un rapporto di depauperamento sia posizionale che d’impiego da 1 a 8 nel corso dei decenni successivi.

Eppure era persino ovvio.
Se una persona non lavora, con cosa compra cosa ?

Con il credito al consumo ?
E con che garanzie ?
L’ottimismo ?

Tasselli di un mosaico che disegnano un quadro incontrovertibile.


Un sogno infranto
Un sogno infranto
L’americano medio ha subito una batosta che non avrebbe mai immaginato di provare…

Nel corso dell’ultimo decennio l’americano medio ha subito una batosta che non avrebbe mai immaginato di provare.

Sono infatti molteplici gli aspetti che sono stati strapazzati :

L’idea di essere i migliori del mondo.

Il “sogno americano” che si avvera solo quando si comportano in modo non propriamente ortodosso e non perchè sono dei bravi lavoratori “in grazia di Dio”.

Lo stile di vita estremamente consumistico di cui stanno pagando pesantemente i costi, ma che ormai non ha alcuna alternativa.

La fragilità e dipendenza finanziaria dall’estero, Cina in primis.
I ripetuti e costosissimi fallimenti militari.

Hai voglia di girare film dove i cattivi quasi hanno la meglio sul buono, ma poi arriva la cavalleria e si va tutti felici a casa.

Piano piano il dubbio di vivere non nel paese di Superman, ma in quello che per alcuni aspetti è peggiore di altri sta venendo a molti.

E per questo motivo sono in crisi.


L’equilibrio che verrà

L'equilibrio che verrà
Fine di un’era…

Si è dissolto il miraggio del Bengodi, della Camelot sognante, delle nuove possibilità, del nuovo boom americano.

Prende viavia corpo un’immagine terrea.

La fine di un’era.

Nel nuovo schema di equilibri mondiali il ruolo egemone e di equilibrio tra l’impero in declino (USA) e le future potenze economiche asiatiche dominatrici (Cina, India) sarà riservato ad un’alleanza tra Europa e Russia.

Da sempre gli USA si impegnano per impedire la formazione di questo nuovo blocco economico-politico.

Inevitabile nel lungo periodo.

Valori culturali, vicinanza geografica, condivisione di risorse naturali e di conoscenze tecniche permetteranno alla prossima nuova forza nascente di vegliare sul mondo prossimo venturo.


Attacco e contrattacco
Attacco e contrattacco
Mors tua, vita mea, dicevano i latini…

Occorre infatti fare sempre delle analisi a tutto campo.
E soprattutto occorre focalizzare i reali temi fondamentali da quelli marginali.

E’ noto che gli USA nei fatti hanno dichiarato guerra finanziaria all’Europa.

Mors tua, vita mea, dicevano i latini.
Chi sta conciato peggio cerca di spostare l’epicentro della battaglia lontano da casa propria.
Una fondamentale regola di strategia militare.

L’obiettivo naturalmente è portare il caos dove stanno i punti deboli della scacchiera mondiale.
I famigerati PIGS (Portugal, Italy, Greece, Spain), of course.

Strategicamente la partita è tuttora aperta ad ogni risultato, perchè gli americani con questa azione hanno dimostrato tutta la loro fragilità interna.

Ancora di più dei derelitti europei.

Via via in Europa si sta delineando uno scenario ben preciso :

La Germania si sta rinchiudendo in una fortezza facendo buyback dei propri buoni del Tesoro (Bund), garantendo l’esistenza dell’€ che di fatto si comporterà come il vecchio Deutsche Mark

I PIGS invece saranno destinati ad un lento declino nel lungo periodo.
Il bersaglio grosso (cioè l’Italia) non salterà in aria finchè non converrà.
Sarà un lento stillicidio che durerà anni, che strangolerà lentamente tutte le imprese nazionali e che terminerà quando partirà la fase iper-inflattiva

E gli USA ?
Loro hanno già deciso da tempo.

Quando saranno davvero a pezzi (e manca davvero pochissimo) inizieranno a fare andare la stampante inondando il mondo di $$ in stile carta straccia.
E l’Europa seguirà a ruota.


Il nuovo paradigma mondiale
Il nuovo paradigma mondiale
Un crescendo che incalza gradualmente da almeno una ventina di anni…

L’attacco al potere di acquisto è un crescendo che incalza gradualmente da almeno una ventina di anni.
Aumento delle accise, taglio dei servizi, limitazione della circolazione del denaro.

L’ingegneria finanziaria è solo un meccanismo acceleratore per la polarizzazione del sistema :

Da una parte le elite economiche e politiche.
Dall’altra i lavoratori-consumatori.
In mezzo lo stritolamento della classe media.

Il ceto medio è critico, indipendente ed autonomo.
Invece le elite politico-economiche preferiscono governi che controllano i lavoratori-consumatori.

La Cina non per niente è il nuovo paradigma mondiale.

Ormai competere con l’Asia è talmente sconveniente che la stragrande maggioranza del lavoratori-consumatori preferisce essere assorbita dallo stato.

Tutti i principali stati occidentali affrontano i problemi della EcoAnemia tartassando esclusivamente la classe media.
Quella che ha risparmi e stipendi tassabili.

Il meccanismo si rafforza sempre di più.
Maggior convenienza a delocalizzare, maggior convenienza ad essere statali nelle sue varie forme.

Chi non vuole essere ”normalizzato” in questa catena ha un’unica soluzione.
Trasferirsi dove c’è ancora spazio per creatività e talento.

In un reale libero mercato.


Un circolo vizioso

Un circolo vizioso
In fondo è sempre stato così…

Da anni non si fa altro che parlare di crisi delle banche “tradizionali”.

Il problema non sono le banche centrali che si pongono come “lender of last resort”.

E nemmeno che i profitti vanno sempre agli azionisti e al management (“privatizzazione degli utili”).
Mentre le perdite al pubblico ed alla collettività (“socializzazione delle perdite”).

Un meccanismo che si auto-alimenta costantemente.

E che con il tempo ha creato dei veri e propri colossi finanziari.

Dimensioni enormi, ma piedi di argilla.
Too big to fail“.

Purtroppo il problema è decisamente più profondo.

Gli occidentali ormai hanno fatto del consumismo una ragione di vita.
Producendo e spendendo come se non esistesse un domani.

Le banche sono semplicemente complici di un sistema che si regge esclusivamente sul consumo.


Game over

Gennaio 2008 : tutti stavano belli tranquilli , mentre la sottoscritta ( purtroppo) ammoniva sull’arrivo del gelo…


Gennaio 10, 2008


Game over
I segnali di rallentamento dell’economia sono ovunque…

I giornali finanziari continuano a parlare dei movimenti nell’assetto di controllo delle società quotate e delle loro prospettive di crescita.

Ma sorvolano sempre sul fatto fondamentale.
I consumatori occidentali sono ormai giunti al capolinea.

I bilanci non sono all’apparenza peggiorati.

Non ci sono state trimestrali da mettersi le mani dei capelli.
Ma i segnali di rallentamento dell’economia sono ovunque.

La borsa naturalmente non è immune da tutto questo.
Anzi anticipa solitamente gli eventi futuri.

L’ Orso ed il Toro infatti riflettono i fattori culturali e politici della società sottostante.

Quando sono positivi, ottimisti e ci sono leader che incarnano valori positivi i mercati finanziari salgono.

Quando sono negativi, pessimisti e le cose si deteriorano invece i mercati scendono.

In fondo i trend di borsa non sono altro che trend culturali e sociali.
E vanno analizzati sui grafici di lungo periodo con questa logica.

Negli ultimi 25-30 anni si è pensato solo a strizzare il consumatore occidentale come un limone.
Inducendolo a spese folli e nella maggior parte dei casi superficiali e totalmente inutili.

A farlo indebitare fino al collo oltre il limite delle proprie possibilità.
Per poi dopo portargli via facilmente tutto ciò che aveva sognato di raggiungere illudendosi di poter vivere oltre le proprie risorse.

La partita è oramai terminata.
Il debito allargabile su scala mondiale ha raggiunto l’apice e si sta rapidamente contraendo.

Si potranno al limite sostenere temporaneamente i mercati con massicci tagli del costo del denaro.

Quando potrà durare ?
Pochi mesi.

Game over.


17 Gennaio, 2008


Un fatto incontrovertibile
un fatto incontrovertibile
Non ci stiamo rendendo conto cosa significhi ”retrocedere” economicamente…

La domanda che ci si dovrebbe porre è chiara.
Quale direzione dovrebbe prendere il nostro paese per poter aspirare a tornare fra i grandi del mondo ?

Spicca su tutto un fatto incontrovertibile.
Ai vertici della classifica di crescita economica ci sono Stati che hanno una pressione fiscale minima ed una struttura burocratica all’osso.
Dove i singoli cittadini, in base alle loro capacità ed alla loro specializzazione, indirizzano le loro energie nel modo più efficiente possibile.

Le motivazioni principale per cui le grande industrie delocalizzano e non sono competitive sono proprio la elevata tassazione e la notevole burocrazia.

I cosiddetti piani industriali, tanto pubblicizzati ed osannati in passato, non sono solamente inutili.
Ma assolutamente dannosi.
Essendo la causa dello spreco di grandi quantità di finanziamenti a fondo perduto o quasi.

Ho l’impressione che non ci stiamo rendendo conto cosa significhi ”retrocedere” economicamente.
Non immaginiamo lontanamente una condizione di vita assai diversa da quella di oggi.

Per cui siamo totalmente impreparati a batterci affinchè non si realizzi questa eventualità.
Rifiutando inconsciamente tale ipotesi.
Anche se l’evidenza dei fatti ci sta dicendo il contrario.

Inoltre, la sfiducia porta al lassismo più totale.
Anche qua è una abitudine tutta italiana quella di arrivare al limite della non sopportazione prima di essere indotti ad una reazione.

Sarebbe molto meglio evitare di arrivare al punto di non ritorno.

Purtroppo ho l’impressione che continueremo a retrocedere piano piano.
Fino ad arrivare alla inevitabile rottura.

Ma quel momento temo non sia ancora arrivato.
Anzi ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima che accada.

Anche se la crisi economica internazionale che si sta sviluppando e che sta rapidamente avanzando potrebbe accelerare il movimento in un trend negativo oramai in atto da un bel po’ di tempo.

Troppo.


Dipendenza (da moneta)

Come amo ripetere fino alla nausea, la storia si ripete sempre.
E quando si cade nello spettro della dipendenza da sostanze stupefacenti, ogni volta si necessita di dose sempre più massicce di droga da consumare immeditamente, ad ogni costo.

Ad esempio nel caso di assunzione di cocaina il corpo si gonfia sempre di più, finchè non viene assunta la dose richiesta.
Ed a quel punto allora si sgonfia e torna normale…


Settembre 19, 2009


Dipendenza
Tutti gli stupefacenti portano dipendenza…

Il rally dei mercati finanziari è comandato esclusivamente dalla valanga di liquidità presente sui mercati.

Hanno “drogato” il mercato con eroina pura (stampando moneta a più non posso) indebitandosi sempre di più.
Lo scopo è esclusivamente salvare il salvabile rattoppando le falle che via via si sono aperte.

Ma mai cercando di riformare il sistema.
Cosa accadrà quando il sostegno non ci sarà più ?

Tutti gli stupefacenti portano dapprima dipendenza, e necessitano con il passare del tempo di dosi sempre più massicce.

Staccarsi dall’abuso di stupefacenti è difficilissimo proprio perchè la persona non riesce ad affrontare i terribili sintomi che ne conseguono.

Quindi è chiaro che i mercati, fino a quando l’effetto della droga continuerà a farsi sentire, continueranno a salire.

Ma quando gli effetti collaterali inizieranno a farsi sentire pesantemente i vecchi problemi si ripresenteranno ancora una volta.

E ritorneranno i tempi duri.
Con banche che chiederanno nuovamente il sostegno pubblico, aziende in difficoltà.
Ed una pesantissima recessione mondiale.


Inflazione Anni 70 ? No !

Abbiamo un inflazione stile anni 70 ?
No !

La domanda dei consumatori allora cresceva.
E questo è l’ingrediente indispensabile perchè esploda l’inflazione.

Infatti circa quattro decadi fa succedeva che :

I consumatori non erano indebitati allo stremo come oggi
Esistevano meccanismi di indicizzazione degli stipendi, come la scala mobile

I governi avevano poco o nessun debito : spendevano, assumevano, davano aumenti senza problemi
Si svalutava la lira di continuo
C’era meno concorrenza internazionale per le imprese

In seguito allo choc petrolifero e ad una politica monetaria facile si creò la cosiddetta “spirale prezzi-salari” che si rincorrevano.
E l’inflazione esplose fino al 15% quasi ovunque nel mondo.

Inflazione Anni ’70
Oggi gli stipendi non salgono e non sono indicizzati…

Oggi gli stipendi non salgono e non sono indicizzati.
C’è la delocalizzazione in outsourcing, le famiglie hanno debiti fino al collo, lo stato è indebitato al limite massimo, l’€ impedisce di svalutare e c’è molta più concorrenza a causa della globalizzazione.

Affinchè i prezzi salgano ovunque non basta che aumentino i costi dell’energia e le materie prime.
Se i consumatori riducono i consumi in corrispondenza a questi aumenti di costi l’inflazione più di tanto non può salire.

La maggioranza dei lavoratori è indebitata fino al collo e non ha aumenti di reddito reale.
Quindi spende e consuma meno.

Il fatto fondamentale che quasi tutti i commentatori ufficiali tralasciano è che a partire dagli anni ’70 nella maggior parte dei paesi occidentali il tenore di vita reale del lavoratore medio ha smesso di salire.

Ciò che ha compensato questo fatto è che le donne si sono messe a lavorare.
Per cui se prima c’era solo il marito od il compagno a portare a casa lo stipendio ora sono in due a provvedere.
Dato che il genere femminile rappresenta la metà della popolazione in termini reali fino ad ora non si è percepito questo effetto.

Il motivo per cui più o meno dalla fine degli anni ’80 si è iniziato a concedere al consumatore occidentale debito facile è stato semplicemente per compensare i redditi reali fermi od in calo.
E l’ingegneria finanziaria, le cui ricadute oggi stanno affondando le banche, in realtà è stato il metodo per dare benessere negli ultimi anni.
Fornire credito anzichè aumentare lo stipendio.

Ma ora che tutti questi miliardi di crediti facili si sono incagliati che succederà ?


That’s Quantitative Easing, Baby !

Il processo di EcoAnemia continua a rafforzarsi sempre di più.
Ricordo che tutto il denaro stampato dalle banche centrali negli ultimi dieci anni non è mai entrato (e non entrerà mai in circolo nemmeno un centesimo) nell’economia reale, ma è sempre stato allocato in posizioni statiche (finanziarie).

Inoltre tassi di interesse negativi significa drenaggio della liquidità, non certo espansione.
Ma anni di propaganda dei mass-media tradizionali hanno davvero compiuto molti danni.


Ottobre 24, 2009


High Frequency Trading

Ci sono così tante distorsioni nei mercati che gli indicatori tradizionali tecnici sono ormai assolutamente inutili.

That's Quantitative Easing
Gli indicatori tradizionali tecnici sono inutili…

Ad esempio nell’analisi tecnica il volume è considerato un indicatore assai affidabile.
Ma oggi il 90% degli scambi giornalieri è High Frequency Trading, cioè trading computerizzato (della durata solitamente di pochi millisecondi) ed effettuato solo da quant-funds.

I rimanenti scambi azionari sono effettuali invece nelle cosiddette Dark Pool.

Cioè mercati OTC dove i principali operatori istituzionali si scambiano pacchetti azionari (in gergo tecnico “blocchi”) a prezzi che sono ignoti a tutti gli altri partecipanti ai mercati ufficiali e regolamentati.

Senza HFT gli scambi sarebbero così rarefatti che gli orari di contrattazione potrebbero essere dimezzati senza problemi.
D’altra parte di quattrini reali in giro ce ne sono davvero pochi.

E quei pochi la gente se li tiene stretti.
I rally che si succedono nel tempo non sono certo dovuti ad una voglia di “investire”, ma sono solo speculazione elettronica.

That’s Quantitative Easing, Baby !

IPO

Negli ultimi tempi a Wall Street si sono moltiplicate sia le IPO, sia le offerte secondarie.
Ed i buyback da parte delle società sono al minimo storico.

Di solito sono società in crisi che sono state acquisite per un tozzo di pane perchè sull’orlo del fallimento.

E dopo un po’ di maquillage di bilancio – solitamente occultando le perdite operative con trucchi contabili per farle apparire nuove di zecca – sono pronte per essere piazzate di nuovo sul mercato.

Ma di solito le quotazioni scendono immediatamente sotto il valore fissato il primo giorno di contrattazione (tranne rare eccezioni).

Questo è dovuto al fatto che queste società sono quotate solo perchè – non essendo possibile accedere facilmente al credito – hanno bisogno di urgenti fondi, che ottengono con uno scambio di carta (straccia) con altra carta (straccia).

That’s Quantitative Easing, Baby !

Corporate Earnings

Si legge costantemente che le società battono ogni volta le stime di utile.

That's Quantitative Easing
Si legge costantemente che le società stanno battendo ogni volta le stime…

Ma nella stragrande maggioranza dei casi (soprattutto nelle Mid e Small Caps) le quotazioni azionarie aprono con un gap up che viene immediatamente chiuso in giornata.
E poi le quotazioni calano ulteriormente nei giorni successivi.

Se ci fossero reali prospettive di miglioramento degli utili, succederebbe esattamente il contrario.
Ma allora dove sta il trucco ?

Non solo nel fatto che le previsioni erano piuttosto modeste.
Ma anche un abile trucco mediatico di informazione.

Nei mass-media si legge quasi sempre la seguente frase : ”la maggior parte delle aziende stanno segnalando utili migliori delle attese o delle stime”.
Molto raramente hanno migliorato gli utili rispetto all’anno precedente.

Un metodo di comunicazione molto ingannevole.

Gli analisti devono mantenere vivo l’interesse nei riguardi di Wall Street, ovviamente.

E’ quindi necessario mantenere le stime degli utili molto basse in modo tale che le aziende possano facilmente batterli.

Una enorme bolla creata da parte delle banche centrali mondiali.
Emettendo trilioni su trilioni di debito (su un debito esistente già di trilioni di dollari) pensano di risolvere una crisi che ha cause molto più profonde e strutturali.

That’s Quantitative Easing, Baby !

La mia visione generale

Questo è un mercato mosso esclusivamente da scambi elettronici.
Nulla ha a che fare con i fondamentali.

Solo speranze, aspettative, e liquidità che non sta andando nella Real Economy.
Unico fattore trainante.

That’s Quantitative Easing, Baby !


Tesori nascosti

I mercati finanziari sono morti.
Esiste una sorta di “dittatura finanziaria” e di (finta) normalità con (finti) scambi eseguiti da black box appartenenti a banche di investimento “Too Big to Fail“.

I più di questi laureati a Harvard non valgono un cazzo.
Serve gente povera, furba e affamata.
Senza sentimenti.

Una volta vinci e una volta perdi ; ma continui a combattere.
E se vuoi un amico, prenditi un cane.

Gordon Gekko (Michael Douglas) – Wall Street

Ma la gente comune ormai si beve allegramente le panzane loro raccontate.
L’uomo qualunque si ritiene un genio da premio Nobel dell’economia solo perchè ha letto in rete un paio di articoli scritti da qualche “influencer” che non capisce nulla sull’argomento (e nemmeno conosce le regole di grammatica, di sintassi e di consecutio temporum), ma vaneggia solo scempiaggini scopiazzate qua e là.

Ecco il motivo per cui spesso ripubblico articoli molti vecchi.

Ma ancora attualissimi.

Il tempo alla fine è sempre galantuomo.
E la storia si ripete sempre.

Così come i professionisti del copy&paste di 15 anni fa sono rimasti sempre gli stessi.
Gold bitches.


Dicembre 14, 2004


Il caso Parmalat continua a venir dipinto in maniera molto lontano da ciò che è.
Lasciando intendere che esista “il tesoro di Tanzi”.

Ma ciò che è accaduto a Parma è leggermente diverso.
Ecco più o meno quello che è successo.

Supponiamo che tu – che stai leggendo questo blog in questo momento – sia un imprenditore la cui azienda è sotto il fido concesso dalla sua banca.

Il direttore ti chiama :

“Senti, i casi sono due.
O ti chiedo di rientrare, non ce la fai e fallisci, oppure investi in un certo numero di nostri prodotti strtturati che ti consiglio di acquistare.”

In pratica devi dare soldi a fondo perduto alla tua banca, altrimenti ti rovina.
Usura.

Ti fai prestare i soldi da tua sorella.
Al che il tuo direttore ti risponde di nuovo :

“Guarda, o ti faccio chiudere, o tu chiedi in prestito da noi un tot, con parte dei quali però rilevi l’azienda di mio fratello che è in crisi.”

Ti indebiti ancora, e rilevi l’azienda del fratello.
A quel punto hai più debiti, ma anche più fatturato.

Allora il direttore ti dice una terza volta :

“Visto che siamo amici, per quanto in mio potere ti do ancora più fido.
Non dovrei, sia chiaro.

In cambio ti chiedo solo un favore : tu aiuti il mio amico direttore dell’altra filiale, che ha il nipote nei guai, e gli compri tutto il suo magazzino, altrimenti fallisce.
Lo fai passare come acquisto di materia prima, così sei credibile.
Ovviamente gli fai un buon prezzo…”

La banca ti concede più fido, e tu in parte respiri.
E con la metà compri il magazzino al nipote del collega del direttore.

A quel punto hai un magazzino pieno di roba che vale moltissimo (almeno dal prezzo di acquisto), e sei proprietario di ben due aziende.
Ma hai il triplo dei debiti.

Allora vai a parlare con un funzionario più importante, di quelli che si occupano esclusivamente delle grandi aziende :

“Se non vuoi che ti facciamo chiudere, dovresti salvare la tale azienda Y, le cui azioni sono in mano alla banca e se Y fallisce, la banca ci rimette.”

In questo modo ti concede altro credito, con cui fai la scalata a Y.
Comprando tutte le azioni in mano alla banca.

Adesso sei proprietario di tre aziende.
Con il triplo dei debiti.

Ma sei una SPA.
Con il triplo di fatturato.

In questo modo puoi parlare con un funzionario ancora più importante :

“La banca ha grossi problemi in Argentina e Brasile.
Ci sono alcune aziende che stanno per chiudere.
Se la banca ti dà altro fido, non è che potresti comprarle ?
Per risanarle, ovviamente…”

E così via.
Continui a comprare aziende nelle quali le banche sono con l’acqua alla gola, al solo scopo di permettere alle banche di uscirne senza danni.
In cambio ti viene fatto altro credito, ed ufficialmente stai persino crescendo.
Basta solo truccare il bilancio e l’azienda appare in fortissima crescita.

Come succedeva a Parmalat.
Con un minimo di corruzione si può fare tutto.

Adesso è vero che sei a capo di una multinazionale.
Ma la situazione è ancora peggiore che all’inizio.

Devi così tanti favori alle banche che ogni tanto ti chiamano per chiederti in cambio qualcosa :

“Senti, compra un tot di azioni di tizio, e le compri care, così fai chiudere le azioni più in alto, per favore.”

Tu compri, le azioni crescono, ed il giorno dopo le banche rivendono le azioni di cui sono in possesso, guadagnandoci.
Facendo abbassare il prezzo di acquisto di quelle in mano a te.

Poi, sempre con la stessa logica, può darsi che un politico voglia privatizzare la sua centrale del latte.
Ma nessuno la vuole.
Se il politico ha amici presso le banche, le banche faranno pressioni su di te perchè tu la compri ad un prezzo fuori mercato.

Il tuo legame di debiti con le banche ti trasforma in quello che riceve altra fiducia per fare altri debiti se e solo se fai quello che dicono loro.

Tesori nascosti
Un fossato di debiti…

Alla fine la tua multinazionale è come un castello circondato da un fossato.
Un fossato di debiti.

Ma può essere costruito un ponte.
Ed il ponte si chiama Bond.

Quando le banche si stufano di te e decidono di darci un taglio, ti chiamano e ti dicono che hai troppi debiti.

Come ne esci ?
Emettendo un prestito obbligazionario.
Falsificando un bilancio, infatti, puoi emettere dei Bond carissimi che le banche compreranno.

Ma quei soldi non finiranno mai a te.
Andranno di nuovo alle banche con le quali coprirai una parte dei debiti con loro.

Le banche poi li rivenderanno ai piccoli risparmiatori.
Incassando due volte la cifra dei Bond.

Una volta da te che ci paghi i debiti, e la seconda dai risparmiatori.

Una volta fatto questo, le banche sono a posto.
Hanno avuto i soldi sia da te che dai piccoli risparmiatori.
Con te sono a posto, ed in più ci hanno pure guadagnato.

Ad un certo punto il crack arriva lo stesso.
Ma è così grande che non sono più problemi tuoi.
Non solo tuoi, perlomeno.

Infatti anche pignorando l’intero futuro reddito di Tanzi con tutte le sue proprietà, non si recupera che una microscopica frazione dei fondi.

Il resto sarà attribuito al “tesoro dei Tanzi”.
Che però non esiste.

E’ inevitabile ?
Sì.

Certo, potresti dimetterti dal CDA prima, e fallire.

Se lo fai quando sei piccolo, la banca ti rovina ed essere falliti è come essere appestati.
Peggio che morto.

Se lo fai quando sei grande, ti arriva in cella un caffè come a Sindona.
O ti suicidi a Londra sotto un ponte come Calvi.

Non puoi tirarti indietro.

Il tesoro di Tanzi non esiste semplicemente perchè non è mai esistito.
Erano sempre e solo debiti.
Debiti che Tanzi aveva con le banche, e che alla fine hanno pagato solo i piccoli risparmiatori.

Se troveranno qualcosa, sarà qualche fondo nero estraneo a questa vicenda, che la stampa utilizzerà per dimostrare l’assurda teoria secondo la quale sarebbe stato Tanzi ad appropriarsi di quei soldi.
Quando sono state le banche.

Il tesoro di Tanzi è il tesoro delle banche.
Tanzi in questa vicenda ha solo avuto degli enormi debiti con le banche.

I soldi dei Bond non sono finiti a Tanzi, ma alle banche che glieli hanno comprati e con i quali sono stati pagati i debiti.
E poi una seconda volta alle banche quando hanno rivenduto i bond ai risparmiatori.

Il Tesoro di Tanzi è a Roma.
Nelle grandi banche italiane.

Esattamente dove è sempre stato.
E dove nessuno avrà la voglia di trovarlo.


EcoAnemia e dazi doganali

Commerciando con altre persone in tutto il mondo è possibile ad esempio non dover coltivare i propri generi alimentari, generare la propria energia elettrica, fabbricare i propri computer.
In questo modo il tenore di vita aumenta rapidamente per tutti.
A patto di saper comprendere le nuove dinamiche del commercio e della economia globale.

Invece il mondo occidentale sta andando nella direzione opposta.
Introducendo sempre di più dazi alle importazioni di beni di consumo e di merci prodotte nei paesi esteri.

I dazi limitano inesorabilmente la libertà di commercio.
E quindi riducono (o rallentano la crescita) del tenore di vita generale.

EcoAnemia e dazi doganali
Lo Stato utilizza i dazi doganali esattamente nello stesso modo in cui usa le altre tasse…

Lo Stato utilizza i dazi doganali esattamente nello stesso modo in cui usa le altre tasse.
Un modo per aumentare le entrate fiscali.

Ad esempio, se gli Stati Uniti impongono una tassa del 25% sulle importazioni di acciaio dall’estero, ottengono maggiori entrate “fiscali” dai consumatori di acciaio negli Stati Uniti.

Inoltre “premia” i produttori di acciaio statunitensi a discapito dei produttori stranieri.
Non solo più economici.

Ma soprattutto all’avanguardia nei macchinari e nella produzione.

La creazione di monopoli statali indebolisce la economia, fino a portarla al collasso finale.

I sostenitori dei dazi doganali sostengono che servono a combattere le pratiche “sleali” da parte dei produttori stranieri.

In realtà i dazi non sono altro che un indicatore che conferma l’insostenibilità del differenziale di prezzo tra beni e servizi di origine statunitense (ed occidentale in generale) e di origine straniera (principalmente la concorrenza asiatico/cinese e russa).

Alla fine tutto questo causerà un deciso aumento dell’inflazione.
Soprattutto per i generi di prima necessità.

L’unica alternativa sarebbe un massiccio taglio alle spese governative.
Ma questo non potrà mai succedere.
Perchè ormai troppa gente è dipendente da un qualche tipo di sussidio da parte dei diversi governi occidentali.

Alla fine anche questo processo sarà insostenibile.
Esattamente quando l’inflazione raggiungerà la doppia cifra.
A questo punto le guerre commerciali si trasformeranno in guerre militari.

Giustificando in questo modo l’iper-inflazione conseguente e la confisca dei patrimoni personali.


Il naturale sviluppo degli eventi
Il naturale sviluppo degli eventi
E’ cambiato qualcosa da allora ?

Questo era il contenuto di un post pubblicato sul mio blog ben dodici anni fa.

E’ cambiato qualcosa da allora ?

Nulla.

Anzi, la situazione è addirittura peggiore.

Dopo la bolla che si sta gonfiando e sta per scoppiare subito se ne aggiungerà un’altra.

E così via, all’infinito.

In un mondo dominato dalla EcoAnemia questo è il naturale sviluppo della situazione.

E l’evento imprevisto (o forse già previsto in precedenza ?) dalla portata attualmente non quantificabile (oppure forse già stata pianificata a tavolino ?) si sta già svolgendo, come nella trama dei peggiori film di Hollywood.


February 25, 2009


Politiche ed azioni sempre e comunque giustificate, difese ed osannate.
E poi dopo pesantemente criticate nel momento in cui compaiono i disastri che hanno deliberatamente provocato.

Esempi ?
Ce ne sarebbero a decine.

Mi limito a citarne alcuni :

I teoremi dimostrativi della nuova valutazione dei prezzi dei titoli del settore high-tech. Venivano giustificati i p/e stratosferici delle società dot.com con lo slogan “la nuova era con i nuovi paradigmi”.
Si è visto poi cosa è successo alla stragrande maggioranza dei titoli del settore : bancarotta.

Ricorrere al debito – anche familiare – per incrementare la ricchezza.
Il nuovo paradigma della crescita : il debito facile.
Chi ragionava nella maniera tradizionale criticando il modo “antiquato” di evitare di indebitarsi follemente veniva sempre e comunque dileggiato.
Il finale è stato molto triste.

Rifinanziare i mutui in base all’aumento del valore degli immobili come in un moto perpetuo al rialzo.
Le formulette matematiche un giorno si sono inceppate e la baracca è miseramente crollata trascinando con sè milioni di risparmiatori che hanno perso tutto.

Cartolarizzare i mutui e poi (ri)venderli.
Così le diverse banche si sono scambiate fra di loro dei bidoni che oggi hanno valore zero e di cui solamente in questo momento sta affiorando la vera tossicità.

Derivati che “dovevano” diminuire i rischi sistemici.
Vero, ma se utilizzati al fine di copertura dei rischi.
Altrimenti amplificano la volatilità – e quindi la instabilità – del sistema stesso.

Abbassare i tassi di interesse selvaggiamente nel 2002.
L’unico risultato ottenuto è stato creare una nuova, gigantesca bolla che sarebbe un giorno scoppiata all’avvenire di un evento sistemico non programmato.
Situazione poi naturalmente successa.

Delocalizzare selvaggiamente il settore manifatturiero nei paesi emergenti.
Ma quando scoppierà una recessione nei paesi globalizzati immediatamente si propagherà in modo assai più grave a quelli globalizzanti.

Pretendere di controllare i mercati finanziari con algoritmi sempre più complicati ed astrusi.
All’apparire di un evento improvviso e non preventivabile (almeno teoricamente) sono sfuggiti loro di mano con le conseguenze che stiamo vedendo

In giro c’è ancora troppa ricchezza non remunerabile.

La bolla deve ancora sgonfiarsi.
Se non saranno i mercati, saranno gli immobili.

E soprattutto il potere d’acquisto della gente comune.


Distruzione creativa

Il problema della stragrande maggioranza degli analisti finanziari che scrivono nel mainstream – ormai ridotti alla stregua di semplici scribacchini – è che non riescono più a distinguere tra una crisi finanziaria generata dal fallimento di società private ed una crisi del debito sovrano detenuto dai diversi paesi.

Le conseguenze saranno terribili.


Novembre 13, 2011


Distruzione creativa
Troppo grande per essere salvato…

La Grande Depressione degli Stati Uniti è stata così grave non a causa del crollo del mercato azionario, come molti pensano.
Ma per altri due motivi, assai più importanti :

La crisi del debito sovrano (americano) che non solo ha spazzato via i risparmi della gente, ma soprattutto ha ridotto il capitale circolante negli Stati Uniti contribuendo a oltre 3000 fallimenti bancari

Il Dust Bowl che ha distrutto il settore agricolo quando l’agricoltura rappresentava il 40% della forza lavoro

La conseguenza di tutto questo fu la seconda guerra mondiale.

Ora il debito italiano è più grande di Spagna, Portogallo e Grecia messi insieme.
Troppo grande per essere salvato.

E soprattutto non esiste un piano B per affrontare il problema nel caso in cui si presentasse all’improvviso.

A mio avviso occorre stare lontani da qualsiasi debito pubblico, non solo da quello italiano (che fungerà da detonatore).
E’ in arrivo un’ondata di distruzione creativa.


Marzo 25, 2020


Inutile stampare…
Inutile stampare...
La depressione che affronteremo sarà senza precedenti…

La danza macabra che improvvisamente abbiamo iniziato a ballare in tutto il mondo non è altro che un debito pubblico mondiale finito completamente fuori controllo.

Disoccupazione, bolla dell’immobiliare, milioni di persone che dipendono da un qualche sussidio statale.
Una recessione che faceva già capolino e che in questo modo è stata ingigantita artificialmente a valanga.

La depressione che affronteremo sarà senza precedenti.
E questo fatto causerà nel mondo milioni e milioni di morti, soprattutto nel mondo occidentale.

Di fame, di stenti, per mancanza di cure mediche.

Chi mi legge da anni, sa che non si è mai voluto intervenire sul debito pubblico nazionale dei veri stati sovrani.
“Nessun problema, basta tagliare il costo del denaro, anche scendendo addirittura sotto lo zero”.
Un mantra ripetuto incessantemente.

In questo modo i mercati hanno chiesto sempre di più droga e ne sono diventati assuefatti.
Stampare, stampare, ed ancora stampare.

E mai nessun miglioramento.

La maggior parte delle piccole e medie imprese – già al limite della sopravvivenza – non potranno mai ripagare i propri debiti.

Ma il loro bail-out non avviene mai.
Perchè non sono “too big too fail“, “in the interest of national security”.

Ma in realtà non è altro che un ulteriore indebolimento di una economia ormai prossima al collasso totale.
Ed ecco perchè si deve sempre di più distrarre la popolazione dai reali problemi.

Ma un giorno – nemmeno tanto lontano – chi ha provocato questo scempio farà un botto senza precedenti.
Che passerà alla storia nel corso dei secoli.


Il fallimento del socialismo
Il fallimento del socialismo
Alla fine i vincenti chi saranno ?

La distruzione della moneta virtuale (Quantitative Easing) a disposizione e la conseguente restrizione del capitale in circolo sta causando il crollo degli indici (= stagflazione).

Infatti la crisi non è di liquidità immessa nei mercati (ce n’è fin troppa), nè di fondamentali economici (deboli perchè si sprecano risorse finanziarie inutilmente).

Ma è causata esclusivamente da politici totalmente inadeguati al momento economico attuale.

Ed alla fine i vincenti chi saranno ?
I capitali privati.

Cioè le varie lobbies di potere : corporations, CEO di multinazionali, famiglie ultrabenestanti.

Saranno proprio loro a dettare le condizioni del credito ed avere intascato una buona parte della ricchezza sperperata dai vari governi occidentali che ad uno ad uno falliranno miseramente.


Redde rationem

Oggi riscriverei le stesse, identiche cose di allora.
Redde rationem.


Settembre 24, 2008


Redde rationem
Dati davvero impressionanti…

Le dieci più grandi banche d’Europa hanno attualmente, in media, un leverage di 35 (molto aumentato nell’ultimo anno) in confronto a meno di 20 per le più grandi banche USA (prima della crisi).

Ma gli istituti di credito europei si sono indebitati il doppio (e talvolta addirittura il triplo) delle imprese speculative americane.

I dati banca per banca sono realmente impressionanti.

Se la leva debito/capitale di Lehman Brothers era di 30 : 1, ecco quelle (realmente paurose) di alcune grandi banche europee :

Deutsche Bank 50 : 1 (passività per 2000 Mld di € , l’80% del PIL tedesco)
Barclays 60 :1 (l’intero PIL inglese)
ING 48 : 1 (4 volte il PIL olandese)

Ne consegue che se Deutsche Bank, od una banca svizzera, od inglese, od una francese finisce nei guai in Europa è impossibile mettere d’accordo subito 12 paesi e trovare l’autorità per salvarla a livello UE.
Ed ora si spiegano i grafici “in stile Lehman” di Martedì scorso per UBS ed HBOS, prima della notizia della nazionalizzazione di AIG


Gennaio 5, 2009


[…]The current U.S. downturn could easily drag on for the rest of this year, renowned economist Martin Feldstein said on Sunday.
”The current downturn is likely to last much longer than previous downturns.

We will be lucky to see the recession end in 2009” Feldstein, former president of the National Bureau of Economic Research, said at the American Economics Association annual meeting in San Francisco[…]

Redde rationem
Tier 1 capital is the primary funding source of the bank and consists of shareholders’ equity and retained earnings. Tier 2 capital includes revaluation reserves, hybrid capital instruments and subordinated term debt, general loan-loss reserves, and undisclosed reserves

Marty Feldstein non è il primo che passa.

Era il candidato numero uno per diventare governatore della Federal Reserve dopo Greenspan, poi gli è stato preferito Helicopter Ben.
Era capo economista sotto la presidenza Reagan.
Un personaggio molto, molto importante.

Che dà su Reuters un’ intervista terribilmente pessimista – in controtendenza a tutti i media ed anche alla linea editoriale della stessa Reuters – in cui afferma che anche se ora il governo USA stanzia 800 Mld di $$ in aggiunta a tutte le altre misure monetarie prese fino ad oggi non ci sarà nessuna ripresa nel 2009 e tra un anno l’economia sarà ad un livello più basso di oggi.

Mentre le dichiarazioni ufficiali che arrivano sono più o meno tuttora di questo tenore :

“L’economia degli Stati Uniti sta per fronteggiare un periodo potenzialmente lungo di crescita debole con un aumentato rischio di deflazione” ha detto la presidente della Federal Reserve Bank di San Francisco, Janet Yellen.

Poca crescita e deflazione ?
Sono rimbambiti, parlano ancora di crescita !

Ma non hanno ancora capito che l’unica cosa che continua a crescere è la loro imbecillità.

Sta per arrivare un’altra slavina di quelle distruttive.
Tassi a zero, aziende sempre più scassate, banche decotte, investimenti nulli, inflazione che sta per ripartire (non subito) e bilanci degli stati completamente a donnine di facili costumi con deficit talmente mostruosi da essere difficili da scrivere in termini numerici.

Una miscela esplosiva per una bella tempesta perfetta.

Se i BTP (oppure Bund, Gilt, T-Bonds) non verranno rinnovati in futuro…
…prepariamoci al peggio.

Chi tuttora detiene debiti a tasso variabile…
…è bene che li converta a tasso fisso alla svelta, perchè quando scoppierà in futuro la prossima bolla inflazionistica, rivedremo i BOT al 20%.

Ci sono ancora scandali enormi che non sono emersi.
Deutsche Bank é potenzialmente kaputt.

Solo applicando i parametri di Lehman Brothers si vede facilmente che solo (attenzione, solo !) DB ha 1 trilione di € come perdita potenziale.
Solo il 50% sarebbe fatale.
Ricordatevi cosa ho scritto in passato sulla incredibile e mostruosa leva di DB e di tutte le principali banche europee sopravvissute.

E tornando in Italia :

[…]According to some estimates, Italian authorities could be sitting on €35bn (£33bn) of liabilities relating to bonds they took out in the 1990s, which could turn into Italy’s biggest financial scandal since the Parmalat fraud[…]
The situation is being replicated across Italy.
Observers believe Italian authorities will see their financial position deteriorate further in 2009 and will take a close look at the deals they entered into with investment banks to manage their debt.[…]

[…]Investment bankers, many based in London, spotted a major opportunity in the 1990s.
Italian cities and regions wanted to borrow money.
In order to avoid ballooning debt, the central government required local authorities to put away a percentage of the loan every year in a “sinking fund” so that when it was time to repay the full sum, they would be able to do so[…]

Una situazione da me segnalata da tempo, sin dai primi mesi dell’anno scorso.

Una storia assolutamente ignorata dai media italiani.
Una esposizione per 30-40 Mld di € da parte dello stato italiano nel suo complesso (comuni, regioni, enti pubblici, enti statali, Banca d’Italia) perchè per anni hanno prestato a banche come UBS, Barclays, Deutsche Bank e compagnia cantante enormi capitali da gestire con derivati rivelatisi poi altamente tossici.

Questo può essere uno scandalo maggiore di Parmalat.
Ma a sentire chi lavora negli enti pubblici, siccome ” la giostra deve andare avanti ” e ”devono essere erogati servizi sempre migliori ai cittadini” si deve procedere consapevolmente finchè il giocattolo non si rompe.

L’estrema sintesi del momento attuale.

Nessuno in realtà sta mettendo mano a nulla.
Si fanno solo prelievi di soldi pubblici.

Se i politici non cambiano nulla (ed è quello che proprio stanno facendo), quello che alla fine sistemerà le storture sarà un bel crash valutario globale, che rimetterà a posto in modo “naturale” tutto ciò che i politici non vogliono fare e che risistemerà i valori reali e le convenienze reali di produzione.

Redde rationem
Un day after post-atomico bancario…

Ed ecco perchè le tesorerie delle grandi banche commerciali continuano a ragionare come se domani mattina potessimo svegliarci in un day after post-atomico bancario.
Si rimpinzano di liquidità perchè temono di venire azzannate dagli hedge, dalla sfiducia e di fare la fine di tutte le altre banche già fallite.

Moltissime note ed enormi istituzioni sono nel panico più totale proprio per tutti i motivi che ho elencato fino ad ora e nei post precedenti.
Fingono il contrario ma se la fanno letteralmente addosso !
Ma la cosa più tragica è che non esiste alcuna cura per la malattia che rifuggono.

Questo è il vero motivo per cui hanno sostanzialmente nazionalizzato le banche e l’interbancario.
Ed è anche il motivo della politica aggressiva – ma davvero pericolosa – della Fed.
Prudenza, prudenza ed ancora prudenza.

Non è pessimismo a tutti i costi.
Ma è la situazione reale.
Molto peggiore dei freddi numeri dei mercati, che a mio modo di vedere in questo momento sono la cosa meno importante nello scenario attuale.

Le “notizie bomba” sono già uscite.
Sono le conseguenze che non sono ancora visibili…per questo ci vuole ancora un po’ di tempo.
Inoltre, se fosse vero che il mercato sconta sempre già tutto in anticipo, per definizione non esisterebbero i trend.

Redde rationem
Le conseguenze che non sono ancora visibili…

Solo un poppante o delle menti oramai lobotomizzate come quelle moderne, abituate ad andare ciecamente dietro a slogan di questa o quest’altra fazione ed a credere alle quotidiane menzogne propinate da giornali e televisioni possono consapevolmente credere alla favoletta di Obama il Salvatore del mondo.
Il Messia che raccoglie Mld di $$ in tagli da 5$ tramite Internet e che scendendo dall’alto dei cieli rigenererà il mondo.

E soprattutto, quello che mi preoccupa è il suo entourage di clintoniani e di riciclati vari di ogni ordine ed età.

Dagli ottuagenari Buffett e Soros, al francamente oscuro ed impresentabile Biden che già lancia messaggi non certo rassicuranti sul futuro, da Richardson (il garante degli elettori ispanici ed una delle chiavi del successo), a Geithner al Tesoro (uomo chiave del salvataggio di Citigroup ed artefice del fallimento a sorpresa di Lehman Brothers).

Insomma pare chiaro che la radice della crisi dei mutui americani non è stata la finanza in quanto tale, l’assenza di regole o l’avidità dei banchieri (che sono fattori concomitanti ed al massimo conseguenti), ma l’intervento dei politici.

Locali e nazionali – di qualsiasi delle due fazioni – che hanno spinto inizialmente le banche a fare mutui per pure ragioni politiche ignorando tutti gli standard creditizi, in particolare alla valanga di milioni di immigrati dal Messico e Sudamerica.
Questa è la spiegazione vera dell’origine della crisi, risalente agli anni ’90.

Poi è ovvio che i banchieri ci hanno marciato alla grande ed hanno speculato in maniera allucinante.

Ma questo fatto è fondamentale perchè significa che non ne puoi uscire.
Il Nordamerica non è più quello di 20 o 30 anni fa, sta assomigliando sempre di più al “vecchio” Sudamerica.

Il baricentro del mondo sta inesorabilmente cambiando, e le prossime potenze emergenti saranno quelle componenti il BRIC.


January 14, 2009


[…] Deutsche Bank AG, Germany’s biggest bank, reported a record loss of about 4.8 billion euros ($6.3 billion) in the fourth quarter after the worst financial crisis since the Great Depression pummeled debt and equity trading.

The bank fell as much as 13 percent in Frankfurt trading.
The loss, which compares with a profit of about 1 billion euros a year earlier, also reflects provisions for debt backed by bond insurers and “substantial injections” of cash into money market funds, the Frankfurt-based bank said today.

Deutsche Bank said it reduced its exposure to leveraged loans and loan commitments to less than 1 billion euros at the end of the fourth quarter from 11.9 billion euros at the end of the third. Its Tier 1 capital ratio, used to measure a bank’s ability to absorb loan losses, was probably about 10 percent at the end of the quarter, in line with a target, the bank said. […]

Vi ricordate cosa ho scritto solamente una decina di giorni fa su DB ?
E sugli incredibili rischi che sta correndo di andare kaputt senza un inevitabile intervento statale – che è già arrivato indirettamente, per la cronaca.

Bene, a quanto pare sembra che – purtroppo – ancora una volta abbia ragione.
Non certo una soddisfazione personale.
Ma ancora una volta la consapevolezza dei rischi che stanno correndo molte big fra le istituzioni finanziarie.


Debiti pregressi
Debiti pregressi
Lo sfacelo che stiamo vedendo in queste ultime settimane…

Chi ha creato le condizioni per lo sfacelo che stiamo vedendo in queste ultime settimane – insieme ad una elite tuttora ben salda al suo posto in Europa – ha coscientemente impostato la struttura sociale in cui viviamo.

Sperequazioni allucinanti ed accumuli di ricchezze indegni – e mai visti nella storia moderna – da parte di veri e propri parassiti capaci solo di truffe ed inganni.

Hanno svuotato la società dei suoi valori e dei suoi punti di riferimento.
Il Welfare esasperato (o sbilanciato) è nato semplicemente perché quando la gente fatica a sopravvivere diventa pericolosa.

Per cui, come contraltare ad una vera e propria neoschiavizzazione e distruzione della dignità dei lavoratori sono stati concessi prima un più facile accesso al credito, e poi un totale lassismo sulle carte di credito revolving.
Tutti sapevano.

Ma hanno sempre fatto finta di niente, ingozzandosi a dismisura fino proprio alla fine.
Senza pensare in anticipo cosa fare prima che il giocattolo si rompesse.

Ma i debiti pregressi non sono sanabili in eterno.
Se non si interviene sul debito, è come provare a tenere acceso un fuoco sotto un temporale.
Uno spreco di tempo e di energia per fare attecchire una scintilla sapendo che verrà spenta subito dopo.

La nostra società si sta suicidando perché non vuole intervenire sui meccanismi di base che regolano la convivenza, l’economia e la finanza.


D come Depressione

Il lato oscuro
L’economia non è una cosa astratta.

L’economia non è una cosa astratta.
Ed è il lavoro che mantiene in piedi una nazione.

La situazione era già precaria.
E sarà un problema ancora superiore.

Molto peggio che dopo la crisi del 2008.
Farà molte più vittime – direttamente ed indirettamente – di quello che si possa pensare in questo momento.

Una enorme ondata di criminalità.
Perdita di diritti civili.

E soprattutto distruzione di diritti considerati ormai acquisiti nel mondo del lavoro.
Quelli faticosamente conquistati nel corso dei decenni.

Senza contare la ascesa di movimenti dittatoriali politici ultra-nazionalisti.
Il lato oscuro di tutta questa vicenda.


December 17, 2009


Storie tristi.

Di cui nessuno parla.

Soprattutto perchè non interessano nè ai mass media, abituati a non confrontarsi con le leggi di mercato, con le difficoltà di impresa e con la responsabilità di dare lavoro ad altre persone.

Un burocrate comunale od un impiegato di un ente pubblico non si porrà mai certe domande.
Perchè lontane anni luce dal suo modo di vivere e di pensare.

C’è gente che ha una dignità e che quando si rende conto di avere fallito, va talmente in depressione che arriva a togliersi la vita.


Il lato oscuro
D come Depressione
Quando non solo non si cresce, ma addirittura si decresce…

Il sistema sembra ancora perfettamente funzionante.
La condizione necessaria è però la crescita.

Se questa manca, il rischio è la bancarotta.
Questo succede a livello sistematico alla maggior parte delle aziende.

Si può facilmente immaginare cosa succede quando non solo non si cresce, ma addirittura si decresce.
La turbina montante del debito si autoalimenta e come uno tsunami travolge tutti i bilanci.

I fallimenti non sono mai percepiti come una cosa positiva.

Perchè nel caso migliore diminuiscono la massa di liquidità disponibile.
Mentre in quello peggiore portano a caduta dei consumi, fuga dei capitali e paralisi della crescita.

Ma nessuno vuole ammettere che tutte le ricette economiche (politiche fiscali, investimenti) o finanziarie (salvataggi di banche, creazione di bad bank, immissione di liquidità) al massimo potranno spostare la resa dei conti un po’ più in là nel tempo.

I paesi del Mediterraneo avranno molto probabilmente diversi anni di depressione che quasi sicuramente causerà disordini sociali simili a quelli che hanno portato alla nascita del partito Nazista in Germania negli anni ’30 del XX secolo.

A mio modo di vedere vedremo sin da subito da parte della BCE una combinazione di misure monetarie e stampa di denaro, che mirerà ad alleviare la depressione.
Allo stesso tempo ben presto occorrerà una politica di ristrutturazione del debito pubblico, al fine di alleviarne l’onere del debito e raggiungere una crescita superiore rispetto ai rendimenti obbligazionari.

D come Depressione
Il $ Usa dovrà infine svalutarsi…

Ma ridurre i livelli del debito può essere molto doloroso.
Tutto dipenderà da come verrà gestito questo processo.

Mentre per gli USA si prospetta una situazione molto diversa da qualunque altra del dopoguerra.
Molto simile a quello che è successo in America Latina negli anni ’80, quando diversi paesi sono andati in default.

Ci saranno bancarotte e ristrutturazioni del debito per banche, aziende, amministrazioni cittadine e famiglie.
La Federal Reserve sarà costretta a monetizzare il debito e stampare moneta per evitare la deflazione.

Il $ Usa dovrà infine svalutarsi ed alla fine anche i bonds cederanno.
Esattamente come succedeva in America Latina.

Prima la svalutazione della moneta.
Poi il crac finale dei titoli di stato.

E Wall Street ?
Quando gli USA infine saranno costretti a svalutare il $ (inevitabile quando il debito sarà eccessivo) le azioni avranno un violento rally.


Riflessioni (su come difendersi dal crack che verrà)

Oggi la gente non riesce proprio a vedere alternative ad uno stile di vita altamente consumistico come unico possibile.

Automobili, immobili, televisioni al plasma, cellulari ultimo modello.
Come se tutti questi fossero realmente beni fondamentali e/o indispensabili alla nostra vita di tutti i giorni.

E se ci guardiamo indietro nel tempo vediamo che la storia dell’uomo è disseminata in buona parte di morte, violenza e distruzione.
Inoltre negli ultimi anni si sono inventate nuove e diverse forme di violenza.
Così subdole da non accorgersi nemmeno della loro esistenza.

Non so quello che succederà in generale, nè so naturalmente quando esattamente accadrà.
Ma in termini finanziari e sociali sarà una mattanza (occidentale) vera e propria.


March 1, 2010


Riflessioni (su come difendersi dal crack che verrà)
Molto pochi mi presero realmente sul serio…

Quando nel 2006/07 continuavo ad insistere sul fatto che la bolla immobiliare sarebbe presto scoppiata trascinandosi dietro nel precipizio un supergonfiato indice S&P500 (l’archivio del mio blog è lì a dimostrarlo) e che con questo fatto sarebbe stata sancita la fine del dominio USA nel mondo – essendo solo una questione di timing ma non certo di direzione – tutti dicevano che non era possibile.

Davvero in pochi mi presero realmente sul serio.

Poi abbiamo visto tutti cosa è successo.

Nell’illusione virtuale della realtà fornita alle masse, pur con dati macroeconomici falsi e completamente taroccati, pur nascondendo una realtà economica e finanziaria sempre più drammatica, pur tralasciando sempre e comunque gli avariati fondamentali dell’intero sistema mondiale, alla fine i conti devono tornare sempre.

Una società, una azienda, una banca, una famiglia od un privato che non può rientrare dai propri debiti come viene considerato in termini finanziari ?

Fallimento, bancarotta.

L’Italia – al pari degli USA, Giappone, UK e molti altri stati minori – potrà mai rientrare dallo stock di debito (debito/pil oltre il 100%) ?
La risposta è (ovviamente) no.

Anzi, la situazione peggiorerà ulteriormente.
Perchè il PIL dei paesi Occidentali è in contrazione costante a favore del BRIC e dei paesi emergenti .

Quindi l’Italia è già virtualmente fallita da anni – come gli USA, Giappone, UK…

Manca solo il sigillo dell’evento.
Come ci si può difendere ?

Impossibile sapere quando potrà avvenire.
Certamente non subito, ci vorranno dai 5 ai 10 anni prima che accada.

Riflessioni (su come difendersi dal crack che verrà)
Occorre a mio avviso prepararsi…

Ma occorre a mio avviso prepararsi.
Una possibilità può essere tenere i propri fondi fuori dal territorio – naturalmente legalmente – e fare rientrare i capitali quando il macello sarà successo.

Sarà possibile comprare tutto a circa 1/100 in proporzione rispetto a quanto costa ora , come successo in Argentina, Brasile, Russia e casi simili nel passato.

Oppure comprare oro fisico e/o altri metalli preziosi – ma non va mantenuto in un istituto di credito italiano – oppure terreni agricoli ed in ogni caso valori materiali e non finanziari.

In ogni caso, sempre e comunque diversificare al massimo ogni tipo di investimento, non solo in asset ma soprattutto in valute.

Ecco come ci si può difendere se si vuole detenere qualche cosa in tutti i paesi a rischio crack (anzi, già falliti tecnicamente).

Quando il crack avverrà – ma non ci sarà nessuno che vi telefonerà o vi avvertirà prima – gli eventi succederanno sempre e comunque da un giorno all’altro.
Lo Stato sarà ancora di più assente di quanto non lo sia oggi e non sarà solo un discorso finanziario riuscire a sopravvivere.

Corruzione e mafia andranno ancora di più alle stelle di quanto non sia ora.
Perchè tutti si avventeranno sull’osso con accanimento e violenza.


Speciale : EcoAnemia e Great Reset

LTCM era infatti il segreto su cui si reggeva uno dei parametri chiave per la nascita dell’Euro.
La convergenza dei tassi d’interesse a lungo termine dei paesi membri.

Nella sostanza, il mercato fu “truccato” in modo da far affluire centinaia di miliardi di dollari di denaro virtuale che ipotizzava la convergenza dei tassi italiani con quelli tedeschi.

Questi massicci investimenti in derivati ottennero come effetto proprio quello di realizzare la convergenza.

Veronica Baker


EcoAnemia (Contemporanea) era una rubrica economico/finanziaria che andava in onda in una video-radio internet in forte ascesa di ascolti, all’epoca circa un milione di click giornalieri, non poco considerando il periodo (2012).

Il progetto inizialmente aveva avuto un ottimo successo di pubblico, con un taglio di interventi e soprattutto un seguito davvero di buona qualità e numero.

Per questo motivo, dopo aver trovato casualmente nel mio HD e restaurato per quando possibile (audio analogico davvero pessimo), ripropongo delle vecchie registrazioni di dieci anni fa ancora decismente attuali (anzi, ancora di più di allora, forse).

Peccato che la maggior parte del materiale sia andato perso : il titolare ad un certo punto ha (probabilmente) finito i soldi e non ha più fatto i back-up delle trasmissioni, per di più perdendo anche quelli fatti in precedenza…


“Questa crisi è indotta e voluta dalle elite. Manipolazione della realtà e di conseguenza una diversa percezione da parte della gente”.

Data trasmissione : 2 Maggio 2012, Keltoi Radio, la radio del bosco.
Intervista ad “A sound of Silence” (Veronica Baker)
Moderatore : Renato Mancini



“Draghi e Monti sono come Stanlio ed Ollio. La truffa della globalizzazione”.

Data trasmissione : 16 Maggio 2012, Keltoi Radio, la radio del bosco.
Intervista ad “A sound of Silence” (Veronica Baker)
Moderatore : Renato Mancini



“Chi ci ha portato in questo cul de sac ?”.

Data trasmissione : 5 Giugno 2012, Keltoi Radio, la radio del bosco.
Intervista ad “A sound of Silence” (Veronica Baker)
Moderatore : Renato Mancini



Non si vede un centesimo nell’economia reale, si vuole tornare ad una feudalizzazione dell’Economia (N.d.A. : o Great Reset, come lo chiamano oggi). L’Euro è stato creato in modo truffaldino volontariamente facendo convergere artificialmente i diversi tassi di interesse dei paesi europei, taroccando tutti i bilanci degli stati e buttandone alcuni a calci nel sedere nella moneta unica europea”.

Data trasmissione : 19 Giugno 2012, Keltoi Radio, la radio del bosco.
Intervista ad “A sound of Silence” (Veronica Baker)
Moderatore : Renato Mancini



Il sistema del debito (e perchè è crollato inesorabilmente)

In questo momento. se si redigesse un vero e proprio bilancio globale, si potrebbe verificare facilmente che ormai da tantissimi anni il debito è molto più alto del credito.
E questo vale soprattutto per i cosiddetti paesi occidentali.

Ne consegue un’amara verità.
Più un paese sembra essere ricco, più in realtà è povero.
Perché la sua apparente ricchezza è finanziata esclusivamente dal debito.

Gli europei (e gli americani) hanno vissuto una vita di eccessi e di lusso, grazie all’indebitamento estremo degli ultimi decenni.
Ed un bilancio reale dimostrerebbe che la maggior parte dei paesi africani sono, di fatto, meno indebitati.
E quindi non così poveri come i paesi europei in questo momento.

Nel filmato che presento mostererò la situazione a partire dalla fine del 2008/2009 di Tent City nel sud della California dopo lo scoppio della bolla immobiliare nel 2008 ; ma analogamente la stessa situazione è ad esempio riscontrabile nella città di Detroit.

D’altra parte, ad un importo inimmaginabile di debiti corrisponderà un valore zero, semplicemente perchè inesegibili.

Pare inoltre che nessuno abbia notato che il distruttivo aumento di 3/4 di punto dei tassi di interesse USA è avvenuto il 15.6.2022 (seguito da un altrettanto distruttivo aumento di 3/4 di punto il 27.07.2022).

Ma che numero ricorda ?
Sommare i singoli numeri delle date…



Per chi poi volesse approfondire l’argomento – cosa che consiglio vivamente – può guardare questo video, oppure leggere questo mio post (soprattutto la lunga intervista riguardo il contenuto proprio di questo libro).

Credo sia inutile, ma preciso (a titolo informativo per i soliti noti – od idioti ? – che già in passato hanno fatto illazioni simili) che non sto nè promuovendo la vendita del suo libro (uscito nel 2013…), nè lavoro (od ho mai lavorato) alle dipendenze di Seykota, nè tengo alcuna sua public relation…



Spetteguless


You cannot copy content of this page