Social EcoAnemia

Pubblicato il 9 Gennaio 2019 da Veronica Baker

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva

Max Gazzè – La favola di Adamo ed Eva”


Quando le persone di una nazione si sopravvalutano tendenzialmente non si ribellano di fronte a sacrifici che provocherebbero delle sommosse in qualsiasi altra popolazione.

Prendiamo un sig.Rossi a caso.
Ha un lavoro in cui guadagna a malapena solo per pagare il mutuo, mentre per tutto il resto ci pensa la moglie che fa pulizie ad ore.
La sua casa è un bilocale in un quartiere periferico della città.
La sua auto è una utilitaria.
Nel suo conto corrente non ha il becco di un quattrino.

Quindi un “povero”alla base della catena economica e sociale, con un futuro incerto, con solo debiti, residente in un luogo indesiderabile.
Ma ad una ipotetica domanda diretta della sua condizione, lui risponderà “ceto medio” o “abbastanza benestante”.

Un ragionamento narcisista

Bilocale fuori dalla periferia urbana : “prestigiosa villetta bifamiliare a due passi dal centro, circondata dal verde, a soli 50 metri dalla fermata dei mezzi”.

Utilitaria : automobile con “personalità”, “potenza pura”, “city car”.

Lavoro : dress-code in giacca e cravatta, briefing coi clienti. Un “imprenditore di sè stesso”.

La mezza giornata che la moglie riesce a rimediare per un’impresa di pulizie : “part-time”. La moglie esce di casa vestita alla moda, “per non sembrare una stracciona”.

Social EcoAnemia Her Own Destiny
Prendiamo un sig.Rossi a caso…© 2018 Her Own Destiny

Il sig.Rossi a questo punto si crede “abbastanza benestante” se non “ceto medio”, quando la definizione esatta del suo stato sarebbe “povero”, falsando il bilancio della propria vita : è coperto di debiti, non ha un vero lavoro, ha una casa in una zona sperduta nell’hinterland.

Per essere almeno “ceto medio” gli mancano un vero lavoro, circa 150.000 € in meno di debiti, qualche risparmio per la vecchiaia, qualche consumo voluttuario o culturale/ricreativo.

Di questi poveri, in Italia ce ne sono a milioni.

Ognuno di loro semplicemente rifiuta categoricamente l’idea di essere povero.

Ognuno di loro vive in un mondo immaginario nel quale è ricco, intelligente, colto, e vincente : non ha nessuna intenzione di ammettere di essere povero, e considera un attacco alla sua persona qualsiasi tentativo di fargli riconoscere la realtà.

Quindi non si riconoscerà mai nella categoria di quelli che hanno bisogno di lottare dalla parte dei poveri.

Una vita sociale azzerata

L’effetto destabilizzante è quello della solitudine.
Il sig.Rossi non può fingersi ricco per molto, se permettesse alla gente di avvicinarsi a lui.
Coltivare un’immagine sopravvalutata di sè implica, impone e richiede l’annullamento della vita sociale.
Solo dentro le mura domestiche il sig.Rossi può, contando su una simile patologia della moglie, coltivare la propria illusione di grandezza, che si esprime nelle seguenti azioni :

Fuori dal lavoro, rinchiudersi in casa insieme alla famiglia.
Al chiuso delle mura domestiche è possibile rappresentare per intero i sacrifici che si fanno per andare avanti.
Ma non uscendo mai è possibile evitare sempre il momento del confronto della realtà con l’immagine fasulla che si dà all’esterno.

Al lavoro, comportarsi come se a casa si facesse una vita da ceto medio.
Raccontare di ristoranti mai visitati negli ultimi 10 anni, se possibile presentarsi sempre vestiti alla moda, insomma essere vincenti.
Anche andare all’aperitivo coi colleghi, ma sapendo che si salterà la cena.

Gli amici (pochi) devono stare più lontani possibile.
Se si fa troppa vita sociale, occorrerà iniziare con “no, al cinema non ci vengo”, “mi spiace, al ristorante non possiamo venire”, e così via. Cosa che potrebbe inficiare l’immagine di “ceto medio”.
Gli unici amici/colleghi con cui si parla sono persone che coltivano la stessa finzione simile, esattamente allo stesso modo.

Social EcoAnemia

Il risultato di tutto questo è una società dove la povertà è invisibile.
Essendo accuratamente nascosta dai poveri stessi.

Se girate per le strade vedete solo gente che sembra vivere un classico stile di vita da ceto medio occidentale.
Gente che sta al bar a prendere l’aperitivo, e non vedete che quella sera prenderanno solo un cappuccino.

Li vedete col vestito bello, e non sapete che a casa stanno in tuta da ginnastica o pigiama perchè hanno solo quelli che usano al lavoro.

Non si solleveranno mai.

Come individui hanno bisogno di nascondersi l’un l’altro per l’incredibile distanza che passa tra ciò che sono e ciò che pensano di essere.
Di conseguenza sono diventati asociali.

Social EcoAnemia Her Own Destiny
Il risultato è una società dove la povertà è invisibile…© 2018 Her Own Destiny

Una volta isolato al sig.Rossi non è più possibile restituire alcuna “coscienza di classe”.

Il suo narcisismo personale la rende impossibile.

Se anche si riunisse in una manifestazione, il nostro sig.Rossi si riterrebbe superiore sia agli altri manifestanti sia a chi guida la manifestazione, producendo inevitabili polemiche e scismi senza significato.

L’aumento di povertà in Italia non è percepito socialmente : le persone non si identificano con il proprio “io” reale, ma con quello immaginario.

L’italiano non protesterà realmente contro la povertà sino a quando non gli sarà materialmente impossibile sostenere la sua finzione interiore.

Ma questo gli sarà sempre possibile.

Oggi è possibile trovare pessime scarpe che sembrano alla moda in qualsiasi negozio cinese.
E’ possibile comprare cellulari apparentemente identici ad un Iphone.
Esistono falsi vestiti di marca a pochi spiccioli.

Mentre sempre più persone scivolano nella povertà, sempre più parti dell’economia si sforzano di vendere loro dei falsi che permettono loro di fingere, di sognare di non essere davvero poveri.
Se questo si incunea in una tendenza patologica a ritenersi molto più di quanto non sia in realtà, si capisce perchè il sistema reggerà ancora molto a lungo.

Oggi almeno il 50% degli italiani è povero.
Ma vivono in un mondo interiore illusorio nel quale non sono poveri, ed una vasta produzione di generi di consumo apparentemente borghesi a prezzi proletari li convince di poter sostenere questa illusione.

Il perfetto pollo da spennare all’infinito.



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