Slutwalk

Pubblicato il 24 Luglio 2019 da Veronica Baker

Dobbiamo sempre prendere posizione.
La neutralità aiuta l’oppressore, non la vittima.
Il silenzio incoraggia il tormentatore, mai il tormentato.

Elie Wiesel


Slutwalk

Slutwalk
Un movimento di protesta…

No matter what I wear
No matter what I look like

No matter what my gender expression is
No matter how much, how little or what kind of sex I have

No matter what I’ve done before
No matter where I come from

No matter how my body has been ‘devalued’ by others
No matter what I’ve been called

My body is not an insult.

SlutWalk è un movimento di protesta nato contro la spiegazione o giustificazione dello stupro in riferimento a qualsiasi idea sulle apparenze di una donna.

Il movimento è nato quando l’agente Michael Sanguinetti, un ufficiale della polizia di Toronto, ha suggerito che per essere al sicuro, “le donne dovrebbero evitare di vestirsi come troie”, parola quest’ultima che in inglese si traduce “slut”.

Il manifesto Slutwalk afferma :

Historically the term “slut” has carried a predominantly negative association. Aimed at those who were sexually promiscuous, be it for work or pleasure, it has primarily been women who have suffered under the burden of this label. We are tired of being oppressed by slut-shaming ; of being judged by our sexuality…

Infatti storicamente il termine troia ha una connotazione prevalentemente negativa, utilizzato per indicare la femmina del maiale e, per estensione, un termine volgare ed offensivo.

Una persona sporca, sciatta e grossolana.

Quindi, una specie di sguattera la cui vita è vissuta fra la fuliggine ed il grasso.
Troppo sporca per essere ammessa al piano di sopra dove abitavano i padroni.

E che alla fine delle 16 ore al giorno di lavoro doveva ritirarsi nel suo squallido alloggio al piano terra dove non c’era nemmeno l’acqua calda.



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