Signor Giudice…

Pubblicato il 1 Aprile 2021 da Veronica Baker

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto.
Porto su di me le cicatrici come se fossero medaglie.

So che la libertà ha un prezzo alto quanto quello della schiavitù.
L’unica differenza è che si paga con piacere e con un sorriso.
Anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.

Paulo Coelho


I marxisti – nella loro pretesa di essere Dio e di perfezionare il mondo a loro immagine e somiglianza – in questo momento stanno distruggendo i (nostri) diritti umani, la proprietà privata, la libertà di culto.
Essenzialmente tutto ciò che ha reso grande l’Occidente.

Semplicemente giocano ad essere Dio.
Perché non credono in nulla tranne che in quell’entità astratta e materialistica che è lo Stato.

Vedono qualsiasi altro credo – compreso la bellezza della nostra Madre Terra – come una debolezza dell’umanità.
Una fantasia simile a quella di Babbo Natale.

Per questo motivo si oppongono invariabilmente a tutte le persone che credono nella libertà dell’umanità.
Ovviamente odiano le individualità, le eccellenze.

Ci sono ladri nel mondo, certo.
Ma ci sono persone oneste, pure.

Ci sono donne che non oserebbero mai mettersi in bikini.
Altre invece che non hanno alcun problema a vendere il loro corpo.

Alcuni non hanno voglia di lavorare.
Mentre altri desiderano mettersi in gioco sempre in nuove attività.

Alcuni sono pantofolai tanto da rimanere sempre a casa in poltrona.
Altri invece non possono fare a meno di avere un’intensa attività fisica e di fare sport tutti i giorni.

E così via.
La natura umana è differente da individuo ed individuo.

Ma falliranno come sempre nella storia.
Perchè nessuno può essere costretto ad accettare i loro stupidi dogmi.
Questo va contro la natura umana.

Tutte queste persone hanno un disprezzo totale per la vita, per la felicità, per la bellezza, per l’amore.
E non esiteranno a sopprimere con la forza tutte le persone che lotteranno per la loro libertà.

Desiderano esclusivamente il potere perchè si ritengono le uniche persone “giuste” nel mondo.
E tutte le altre una “feccia” indegna di vivere.
Solo quando si conoscono personalmente è possibile comprendere l’odio che sta dentro di loro.

Signor Giudice…

Signor Giudice...
Solo quando si conoscono persone di questo tipo è possibile comprendere l’odio che sta dentro di loro…

Se capita di avere a che fare con qualche marxista in ambito giudiziario…auguri !
Vogliono avere l’ultima parola a tutti i costi.

A riguardo, posso raccontare la mia (fortunatamente unica) esperienza.
Eh, sì, perchè nell’ambito della legge 164/82, prima di poter (eventualmente) procedere al passo successivo occorre promuovere una vera e propria causa civile nei confronti della stato italiano.

Il giorno della prima udienza presso il Tribunale di Milano, sezione IX civile (concessa dopo più di un anno di attesa), il giudice Maria Cristina Canziani (politicamente schierata con Magistratura Democratica) non appena entrai nell’aula (udienza ovviamente a porte chiuse), sotto lo sguardo attonito dell’avvocata che seguiva il mio caso e che quindi quel giorno mi stava accomapagnando, iniziò ad investirmi di espressioni davvero infamanti e soprattutto lesive della mia dignità.

Ovviamente senza lasciarmi mai replicare.

Epiteti come “lei è un evidente caso di falso”, “lei sta soltanto impersonando una persona che non è”, “questo è un evidente inganno nei confronti dello Stato italiano”, “lei non ha alcun diritto di replica in questa situazione” e “nomino immediatamente e con urgenza una contro-analisi che smaschererà immediatamente questa indegna truffa e vedremo finalmente chi ha ragione” non potrò naturalmente mai dimenticarli.

Espressioni indegne di una qualsiasi carica istituzionale.
Figuriamoci se pronunciate da un magistrato.

Sinceramente in quel momento stavo per aggredirla fisicamente.
Oppure insultarla pesantemente.
Solo il mio forte autocontrollo mi ha fatto desistere da azioni improprie che mi avrebbero fatto passare davvero dei grossi guai.

Passa una settimana.
Appuntamento alla stessa ora.
Naturalmente stessa sezione del Tribunale.

Mentre stavo aspettando di essere convocata all’interno dell’aula, si avvicinò a me una signora minuta e davvero molto gentile, che presentandosi con stupore esclamò : “Ah, è lei ? Basta solo guardarla negli occhi per capire tutto. Non si preoccupi, ha già di fatto passato la perizia, anche se naturalmente dovremo ripetere tutto l’iter burocratico come richiesto dal magistrato.”

Era la “perita” nominata dal giudice, dr. Roberta Ribali.

Signor Giudice...
In poco più di un mese la nuova analisi fu completata…

In poco più di un mese la nuova “analisi” fu completata.
Per la prima (ed unica volta) nella mia vita qualcuno mostrò di apprezzare sia il mio curriculum di studi, sia la mia carriera lavorativa.

La giudice non solo fu costretta ad accogliere la domanda.
E questo era scontato.

Ma nelle motivazioni dovette (immagino a denti stretti) ammettere che ero “un soggetto di alto livello culturale ed intellettuale.”
Un giudizio che deve esserle costato molta fatica.

Non fissò più alcuna udienza – come è prassi comune – e semplicemente lasciò in cancelleria (dopo ben tre mesi di attesa) la sentenza finale senza più farsi vedere dalla sottoscritta.

Si scoprirà alla fine che la prima perizia che avevo presentato – ovviamente con traduzione giuridica dall’originale in lingua inglese – effettuata da una collaboratrice di Milton Diamond non era stata accettata “per la mancanza di un timbro in una pagina che ne rendeva indeterminata la provenienza.”

Ecco, questa è la sinistra.

Un comportamento che è sempre e comunque invariabile sia nel tempo che nei personaggi.
Non cambiano mai, e poi mai.

Fortunatamente nel mio caso interloquii con una persona molto preparata.
Oltre che donna dai modi davvero squisiti.

Non solo mi definì una “persona di alto livello intellettuale e culturale”.
Non solo mi diede la valutazione massima possibile per quando riguarda i “canoni di valutazione per l’autorizzazione alla rettifica per adeguamento alla sostanziale natura femminile” richiesti dal Tribunale.

Ma soprattutto mostrò di apprezzare veramente la mia individualità di pensiero ed in particolare il mio modo di essere.
Aiutandomi a comprendere che in realtà ero già perfetta in quel momento.

Imperfettamente perfetta.
Avrei dovuto solo aprire il mio cuore maggiormente alle emozioni ed all’amore.

Un’esperienza che lasciò un segno indelebile nella mia anima più profonda.



Veronica


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