Siamo furbi noi…

Pubblicato il 27 Febbraio 2022 da Veronica Baker

Una voce davvero indipendente e soprattutto fuori dal coro.

Veronica Baker


Siamo furbi noi

Come i lettori più attenti avranno sicuramente notato, nelle ultime settimane c’è stata una diminuzione dei post pubblicati.

La spiegazione dovrebbe essere ovvia per chi mi segue da molto tempo.
Ma per tutti gli altri forse è necessario un chiarimento.

Siamo furbi noi
Parlare di tematiche assai scottanti…

Da circa un anno – ricordo ad esempio di essere stata fra le prime (almeno in italiano) a parlare di tematiche assai scottanti come la presenza di grafene nei cosiddetti “vaccini” – ho sviluppato personalmente, attingendo da diverse autorevoli fonti a livello mondiale (e non da una sola come purtroppo la stragrande maggioranza dei siti internet tende invariabilmente a fare), una ricerca che per molti versi si potrebbe definire pionieristica.

Questo è il motivo per cui non amo semplicemente condividere notizie.
Fondamentalmente perché passo il mio tempo a creare (con ricerche pratiche e sviluppo di nuove idee), piuttosto che ri-condividere (o ricalcare, o peggio ripetere) ciò che altri hanno già fatto in precedenza.

Ci sono nel mondo diversi ricercatori che stanno compiendo un lavoro encomiabile e soprattutto necessario, utilizzando molte e molte ore di lavoro spesso non remunerato in alcun modo.
Personalmente vi incoraggio a iscrivervi ai loro canali informativi, a seguirli e soprattutto a sostenerli.

Ma negli ultimi mesi sono stati creati anche molti siti dedicati esclusivamente alla condivisione di informazioni, più simili a dei portali di news che di ricerca vera e propria.
Davvero tanti, forse troppi.

Per quanto mi riguarda, il mio sito da sempre è focalizzato non solo sulla ricerca scientifica, ma anche e soprattutto sulla spiegazione (e la condivisione) delle ricerche effettuate personalmente (qualunque sia l’argomento tratttato).
Ma con un taglio decisamente più “educativo”.

Quindi, se la vostra assai rispettabile intenzione (come la stragrande maggioranza degli “utenti” di internet) è di entrare nel mio sito sperando di trovare quattro titoli di news del giorno (quelle pompate dai mass-media, nella maggior parte dei casi delle vere e proprie fake-news), guardare un paio di video virali diffusi su TikTok di circa tre minuti, ed infine una registrazione dello streaming della sera precedente dove l’occhialuto conduttore di turno vi parla in modo da non dover pensare più a nulla (quindi aiutando il “nemico” nel suo intento), vi invito a lasciare questo mio sito internet non leggendomi più e di andare in uno che è più in linea con le vostre competenze, capacità e/o esigenze (ma sicuramente già lo avrete fatto senza sprofondare nella lettura di questo mio noiosissimo post).



Questo sito non è solo informativo, ma tratta soprattutto come argomenti principali la ricerca scientifica ed analisi di scenari economici (di solito con un taglio decisamente pratico e non teorico).
Nonchè anche una pagina web in cui chi scrive condivide esperienze personali vissute in prima persona.

In poche parole, creo i miei contenuti, faccio le mie ricerche, arrivo alle mie conclusioni.
E poi scrivo i miei post.

Argomenti spesso complessi che necessitano di una spiegazione dettagliata.

E se ad un certo punto comprendete che il mio metodo di procedere nelle ricerche non vi piace, oppure se i miei risultati non vi convincono, oppure se ritenete che non possieda le competenze adatte a svolgere questo tipo di lavoro, oppure se i miei articoli, il mio stile narrativo, il mio modus vivendi, la mia storia di vita non si adattano ai parametri – prestabiliti nel vostro cervello – che cercate sempre ed in ogni modo di corroborare e che non volete mettere in discussione in alcun modo, forse è meglio che seguiate altri siti o canali informativi come ad esempio i buffoni statali, i lottatori per la libertà, il clan dell’anti-virus, le giubbe scarlatte, i database nazionali (e decine e decine di altri simili), che in ogni occasione ribadiranno ciò che volete sentire.

In poche parole, i soliti gatekeeper alla Mezzucco, Mezzora, Fusillo e simili.

Forse sono solo un’individualista “a cui non va bene niente”.
Ma sicuramente in questo modo frasi come “siamo furbi noi” di sicuro non le sentirò mai più.



Furbizia parente povera dell’intelligenza

siamo furbi noi
Il furbo è convinto di essere intelligente…

Per un breve periodo di tempo la furbizia può essere un espediente per surrogare l’intelligenza, per compensare l’incapacità o la scarsità di mezzi.

Ma ha vita breve.

A volte è la mancanza di intelligenza che rende furbi, anche se i risultati ottenuti in questo modo non hanno certo il sapore e l’onore della vittoria.
Ma il furbo non conosce la profonda gioia di chi arriva alla meta con lealtà, non sente il sapore e non vede il colore.

Il furbo è convinto di essere intelligente.

A lungo andare l’uso sistematico della “furbizia” si traduce in irrimediabile e definitiva perdita di reputazione sociale.
E’ solo questione di tempo.

E quando nessuno si fida più di te, quando la gente ormai ti considera solo un “furbo”, una persona inaffidabile ed indesiderabile, allora non c’è più furbizia che possa rimediare.

Solo allora il “furbo” comincia a rendersene conto ed a chiedersi se ne valeva davvero la pena.

Alla fine la furbizia emerge sempre per ciò che è : roba da poveretti.
Ed il prezzo da pagare è insostenibile.


 


Un circolo virtuoso

siamo furbi noi
Chi mi legge percepisce l’onestà e la lealtà del mio lavoro…

Sono convinta che prima di tutto ci si debba esprimere per noi stesse.
E che questa sia innanzitutto la cosa più importante e giusta.

La condivisione di idee, informazioni, notizie e sentimenti è un ulteriore atto estensivo al di là dei propri confini.
La volontà di eccedersi che si sostanzia in qualche forma.

Ed è meravigliosamente umano.
Di solito chi mi legge percepisce l’onestà e la lealtà del mio lavoro.

Riconoscendomi alla fine come una persona familiare.
Non è esattamente facile scrivendo di argomenti molto tecnici.

Chi mi legge da sempre ha compreso realmente lo scopo per cui scrivo.

E con il tempo solitamente diventa sempre più interattivo spedendomi spontaneamente materiali e documenti interessanti.

Appassionandosi alla linea che ho tracciato ed arricchendo questo mio spazio di contenuti.


Il mio stile di vita

Il mio stile di vita
Mai appiattirsi nei confronti della normalità…

Il mio stile di vita da sempre si ispira ai principi che ho fissato sia nella mia vita lavorativa che in quella privata :

Curare la mia crescita personale.
Essere intellettualmente ed emotivamente aperta nei confronti del mondo.

Impegnarmi attivamente in tutto ciò che voglio realmente fare.
Ascoltare sempre attentamente in ogni situazione.

Non porre mai alcuna domanda diretta, soprattutto “Perchè ?”, nè usare termini come “Si dovrebbe”, “Si deve”, “Sarebbe meglio” oppure “Dovresti”.
Non giudicare mai, nè fornire mai alcun consiglio diretto.

Parlare sempre al presente indicativo in prima persona : soggetto/verbo/oggetto.
Cercare di coinvolgere intensamente ed emotivamente nelle discussioni.

Condividere le mie emozioni.
Cercare di comprendere e soprattutto capire i sentimenti provati.

Considerare i problemi che si incontrano nella vita come un’occasione di crescita personale.
Credere sempre nella evoluzione naturale e non nella casualità dei fatti.
Essere felice dei miei sentimenti provati e nel contempo preoccuparmi di quelli provati da chi interagisce con me.

In poche parole sono, i principi basilari che muovono il nostro inconscio e quindi tutto ciò che ci riguarda intimamente.
Paure, emozioni, blocchi interiori, sentimenti.

Occorre non avere mai paura di alcuna avversità.
Qualunque sia.

Il bene più grande che possediamo è la nostra individualità.
Mai appiattirsi nei confronti della cosiddetta “normalità”.

Stiamo rinnegando le nostre origini e ci stanno imponendo usi e costumi non nostri.
Un processo di globalizzazione che ci sta cannibalizzando sempre di più.

Ma andare contro la nostra indole significa morire.


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