Short Selling

Pubblicato il 14 Aprile 2019 da Veronica Baker

An investment in knowledge pays the best interest.

Benjamin Franklin


Short selling
Diverso invece il caso di titoli azionari…

Lo short selling è la vendita di strumenti finanziari non direttamente posseduti dal venditore.

Nel caso di derivati (futures ed opzioni) si parla genericamente di posizioni short (o ribassiste).
Infatti nessuna attività sottostante viene consegnata al momento dell’apertura della posizione.

Diverso invece il caso di titoli azionari.

Il venditore allo scoperto (lo short seller) inizialmente ordina al suo broker di vendere azioni XYZ ad un valore prefissato.

Nella realtà solitamente lo short seller prende semplicemente in prestito il titolo XYZ direttamente dal broker stesso.
Quest’ultimo di solito detiene già l’azione XYZ nei portafogli azionari di fondi pensioni, fondi comuni od altri investitori (istituzionali e non).

Se questo non accade, lo short seller ha un tempo limitato (normalmente 3 giorni) per trovare qualcuno che possa fornire in prestito le azioni XYZ.

Nel caso (infrequente, ma può succedere) in cui lo short seller non riesca a soddisfare questo requisito, il broker eseguirà una operazione di buy-in.
Cioè il riacquisto forzato (entro l’orario di chiusura del mercato in cui è quotato il titolo XYZ) della posizione ribassista aperta in precedenza.

Chi presta il titolo XYZ (detto lender) può chiederne la restituzione in qualsiasi momento.
Ad esempio perchè vuole vendere le azioni XYZ che detiene nel suo portafoglio.

Anche in questo caso lo short seller ha 3 giorni di tempo per trovare un altro lender.
Altrimenti sarà sempre soggetto ad un buy-in.

Inoltre lo short seller deve pagare al lender un tasso di interesse (calcolato giornalmente) detto rebate fee.
Più il titolo XYZ sarà difficile da trovare in prestito, più il rebate fee sarà maggiore.

E naturalmente corrispondere anche l’intero ammontare di eventuali stacchi di dividendo del titolo XYZ.



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