Sessualità umana – la parola alla Dr. Veronica Baker

Pubblicato il 26 Settembre 2022 da Veronica Baker

C’è la volontà di fare confusione per creare divisioni fra le persone, disinformando facendo leva sull’ignoranza, sugli stereotipi e sui ganci emozionali della gente comune, soprattutto quella con meno cultura ?

La risposta è – sicuramente – sì.

Veronica Baker


Sessualità umana – la parola alla Dr. Veronica Baker

Dunque, affrontare questo impegnativo argomento per molti significa dover guardare la parte oscura che sta dentro di loro e che vorrebbero a tutti i costi sopprimere.

Ecco perchè pubblicherò alcuni articoli sul tema – essendo una ricercatrice scientifica con più di venti anni di esperienza su questo argomento – con lo scopo di mostrare come quella demoniaca alleanza fra governi, OMS e Big Pharma (il solito imprescindibile trinomio della falsità che ormai impera da decenni) ha diffuso nel corso degli anni una sistematica menzogna a qualsivoglia livello, allo scopo di instaurare il ben noto concetto di “divide et impera”.

Frammentando ancora di più la Umanità, anzichè unirla.


Madre Natura ama la bio-diversità.
Sfortunatamente, la nostra società invece la odia.

Milton Diamond

Disturbo dell’identità di genere“, “Transgender“, “Incongruenza di genere“, “Disforia di genere” sono termini utilizzati per indicare, secondo la definizione del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” dell’American Psychiatric Association, quinta edizione (DSM-5), esseri umani che “… presentano una marcata incongruenza tra il genere a cui sono stati assegnati (di solito alla nascita, indicato come genere natale) e il loro genere vissuto/espresso“.

Il mio obiettivo, come sempre, è quello di fornire informazioni, utilizzando fonti autorevoli…

Transgender” è il termine comunemente usato oggi nei media ed in politica (immaginate un po’ il perchè…), ma, oltre ad essere assolutamente impreciso e senza alcun significato medico/scientifico, genera confusione mentale e soprattutto controversie.

Per questo motivo non è mai stato mai utilizzato in questo blog dalla sottoscritta.

Il mio obiettivo, come sempre, è quello di fornire informazioni, utilizzando fonti autorevoli, in questo caso su come assegnare e riportare correttamente i codici ICD-10-CM/PCS per gli argomenti trattati.

In questo blog, la fonte utilizzata è il DSM-5, perché la documentazione che i codificatori vedono nelle cartelle cliniche è solitamente basata sui criteri diagnostici e sulle definizioni del DSM-5.

L’ICD-10-CM classifica questa diagnosi come “disturbo dell’identità di genere“.
Il DSM-5 lo definisce “disforia di genere” e l’OMS, nell’ICD-11, lo classifica come “incongruenza di genere“; se aggiungiamo “transgender“, abbiamo quattro termini diversi che spesso si riferiscono allo stesso argomento.

Tutti questi termini sono sinonimi ?
La risposta è – per lo più – “Sì”.

C’è la volontà di fare confusione per creare divisioni fra le persone, disinformando facendo leva sull’ignoranza, sugli stereotipi e sui ganci emozionali della gente comune, soprattutto quella con meno cultura ?
La risposta è – sicuramente – “sì”.


Termini definiti

Disforia (dal greco dysphoros, che si traduce come “difficile da sopportare“) significa letteralmente profondo stato di disagio o insoddisfazione.
Il termine “disforia” non è però limitato o sinonimo di “disforia di genere” : ad esempio il codice 6 Disturbo dell’umore post-partum contiene il termine di inclusione “disforia post-partum“, alias “post-partum blues” o “tristezza post-partum“.

Incongruenza si può tradurre come incoerenza od incompatibilità.
Carl Rogers, PhD (1902-1987), psicologo americano e tra i fondatori dell’approccio umanistico alla psicologia, ha introdotto il concetto di incongruenza negli anni Cinquanta.

Sebbene l’uso generale del termine significhi incoerenza od incompatibilità, Rogers definì la “congruenza” come la corrispondenza tra esperienza e consapevolezza.
Pertanto, “incongruenza” significa “mancanza di congruenza“, oppure “sentimenti non allineati con le proprie azioni“.

Transgender – le definizioni variano, tuttavia “transgender” si riferisce generalmente ad un’identità di genere o ad un’espressione di genere che differisce dal sesso assegnato ad un essere umano o dal suo sesso natale.
Ricordo ancora una volta che il terminetransgender” NON è incluso in nessuna delle descrizioni dei codici ICD-10-CM e NON è MAI utilizzato in alcuna definizione.

Identità di genere – è definita nel DSM-5 come “… una categoria dell’identità sociale e si riferisce all’identificazione di un individuo come maschio, femmina od, occasionalmente, qualche categoria diversa da maschio o femmina“.

Ovviamente, questa è una definizione volutamente ambigua e tendenziosa, dato che non esiste una “identificazione occasionale” che presuma che questi ultimi esseri umani soffrano di un qualche disturbo di “identità di genere/disforia di genere“, ma piuttosto si ricade molto probabilmente in una qualche diagnosi di travestititismo o di GIDNOS (entrambe trattate nel proseguio di questo articolo).

Naturalmente la “identità di genere” non è un disturbo in sé, ma è semplicemente il genere con cui un essere umano si identifica.
Infatti non esiste un codice ICD-10-CM per l'”identità di genere“.

Definiti i termini, vediamo ora di risolvere la questione dal punto di vista della codifica.
Ecco i codici come appaiono nella tabella per la categoria F64 Disturbi dell’identità di genere.


F64.0 Transessualismo

Disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta
Disforia di genere negli adolescenti e negli adulti

F64.1 Travestitismo a doppio ruolo

Usare un codice aggiuntivo per identificare lo stato di riassegnazione del sesso (Z87.890)
Da escludere in questa casistica : disturbo dell’identità di genere nell’infanzia (F64.2)
Da escludere in questa casistica :  travestitismo feticista (F65.1)

F64.2 Disturbo dell’identità di genere nell’infanzia

Disforia di genere nei bambini
Da escludere in questa casistica : disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta (F64.0)
Da escludere in questa casistica : disturbo della maturazione sessuale (F66)

F64.8 Altri disturbi dell’identità di genere

Altra disforia di genere specificata

F64.9 Disturbo dell’identità di genere, non specificato (GIDNOS)

Disforia di genere, non specificata
Disturbo del ruolo di genere NOS

Altri termini, come appaiono nei codici, sono definiti nel seguente modo :

F64.0 Transessualismo, o “transessuale” quando si riferisce ad un essere umano, è definito nel DSM-5 come un essere umano “…. che cerca, o ha avuto, una transizione sociale da maschio a femmina o da femmina a maschio, che in molti casi, ma non in tutti, comporta anche una transizione somatica attraverso il trattamento ormonale intersessuale e la chirurgia genitale (chirurgia di riassegnazione del sesso)“.

I termini di inclusione sono “disturbo dell’identità di genere nell’adolescenza e nell’età adulta” e “disforia di genere negli adolescenti e negli adulti“.

F64.1 Travestitismo a doppio ruolo. Il termine o la diagnosi che più si avvicina al DSM-5 è “disturbo da travestimento“.
Appare nel capitolo “Disturbi parafilici“, non nel capitolo “Disforia di genere“.

I disturbi parafilici comprendono il disturbo voyeuristico, il disturbo esibizionistico, il masochismo sessuale, la pedofilia ed il travestitismo, quest’ultimo definito come “impegno in travestimenti sessualmente eccitanti”.

Il “travestitismo a doppio ruolo” compare nella revisione della ricerca ed è essenzialmente definito come un essere umano, di solito di sesso maschile, che indossa abiti del sesso opposto al fine di sperimentare l’appartenenza temporanea al sesso opposto, non ha alcuna motivazione sessuale per il travestimento e non desidera un cambiamento permanente nel sesso opposto.

F64.2 Disturbo dell’identità di genere nell’infanzia o “disforia di genere nei bambini”.

Forse vi state chiedendo perché, almeno per coerenza, la descrizione del codice F64.1 non sia “Disturbo di genere dell’adolescenza e dell’età adulta“.
La risposta è piuttosto semplice.

Nell’ICD-11, l’incongruenza di genere è stata spostata dai disturbi mentali in un capitolo completamente nuovo : capitolo 17, Condizioni relative alla salute sessuale.


Sessualità umana - la parola alla Dr. Veronica Baker
In seguito i codici ICD-11 e le definizioni per l’incongruenza di genere nell’adolescenza o nell’età adulta (HA60) e per l’incongruenza di genere nell’infanzia (HA61)

In seguito i codici ICD-11 e le definizioni per l’incongruenza di genere nell’adolescenza o nell’età adulta (HA60) e per l’incongruenza di genere nell’infanzia (HA61) :

HA60 Incongruenza di genere dell’adolescenza o dell’età adulta

L’incongruenza di genere nell’adolescenza e nell’età adulta è caratterizzata da una marcata e persistente incongruenza tra il genere vissuto ed il sesso assegnato, che spesso porta al desiderio di “transizione”, di vivere ed essere accettati come una persona del genere vissuto, attraverso trattamenti ormonali, interventi chirurgici od altri servizi sanitari per far sì che il corpo dell’essere umano si allinei, per quanto desiderato e nella misura possibile, con il genere vissuto.

La diagnosi NON può essere assegnata prima dell’inizio della pubertà.
Il comportamento e le preferenze di genere NON costituiscono una base per l’assegnazione della diagnosi.

Transessuale” e “transessualismo” sono termini di inclusione per il codice HA60.
Quindi, se confrontiamo F64.0 con HA60, vediamo che le descrizioni dei rispettivi codici sono cambiate ma il significato rimane il medesimo.

HA61 Incongruenza di genere nell’infanzia

L’incongruenza di genere nell’infanzia è caratterizzata da una marcata incongruenza tra l’esperienza/il genere espresso di un essere umano ed il sesso assegnato in età pre-puberale.

Comprende un forte desiderio di essere di genere diverso da quello assegnato, una forte avversione da parte del bambino per la propria anatomia sessuale o per le caratteristiche sessuali secondarie previste e/o un forte desiderio di caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie previste che corrispondono al genere sperimentato ; e giochi di fantasia, giocattoli, giochi o attività e compagni di gioco che sono tipici del genere sperimentato piuttosto che del sesso assegnato.

L’incongruenza deve essere presente da almeno DUE anni.
Il comportamento e le preferenze variegate rispetto al genere NON sono di per sé una base per l’assegnazione della diagnosi.


Ora che i tutti i termini tecnici sono stati definiti, vediamo alcuni possibili esempi tratti dalla vita di tutti i giorni.
Perchè purtroppo, come ben sappiamo, la disinformazione sull’argomento regna sovrana, ed i politici (ma anche purtroppo molti medici) canaglia – di tutti gli schieramenti – giocano abilmente sui ganci emozionali della gente per confondere ancora più le acque per fini prettamente elettorali (mantenere il proprio orticello di fedelissimi).

Esempio 1 : Un essere umano adulto con diagnosi di “disforia di genere” si presenta per un intervento di riassegnazione degli organi genitali da maschile a femminile. Codice F64.0 Transessualismo.

Esempio 2 : Un essere umano di sesso maschile viene trattato per l’ansia dovuta a diversi anni in cui si è vestito segretamente con gli abiti della sua ragazza ed alla paura di essere scoperto.
Si sottopone ad una anamnesis e gli viene prescritto un ansiolitico. Codice F64.1 Travestitismo a doppio ruolo.

Esempio 3 : una bambina di 10 anni viene portata dal pediatra perché ha chiesto un pallone da calcio per il suo compleanno.
Il pediatra documenta che la bambina vuole il pallone solo per giocare con i suoi fratelli, non prova alcun disagio e non ha espresso il desiderio di essere un maschio.
Non le viene prescritto nulla e non le viene raccomandato alcun trattamento o consulenza. Non viene assegnato alcun codice.

Esempio 4 : un essere umano adulto di sesso maschile è sottoposto ad un forte stress perché crede fermamente di non potersi conformare alle aspettative della sua famiglia sui ruoli di genere. Codice F64.9 Disturbo dell’identità di genere, non specificato.

Esempio 5 : una persona è stata ricoverata per un intervento chirurgico di routine.
Durante il processo di ammissione, gli è stato chiesto di dichiarare il proprio sesso.
La persona si è rifiutata, rispondendo di non identificarsi né come maschio né come femmina perchè non crede nel “concetto di genere”.
Viene documentato che la sua identità di genere è “al momento sconosciuta”. Non viene assegnato alcun codice.



La controversa figura del Dr. Alfred Kinsey

Consiglio di fare molta attenzione ad alimentare certi correnti di pensiero…

Nel 1948 – quindi poco dopo il termine della seconda guerra americana – la controversa figura del Dr. Alfred Kinsey presentò alla società americana in due libri ben distinti (Sexual Behavior in the Human Male nel 1948 e Sexual Behavior in the Human Female nel 1953) un’istantanea delle pratiche sessuali della popolazione : non solo adulterio ed omosessualità (all’epoca tematiche davvero tabù per l’opinione pubblica), ma anche pratiche SM, voyeurismo, masturbazione.
E, purtroppo, anche pedofilia e zoofilia.

Il ricevimento di questo lavoro da parte della società americana – all’epoca ancora decisamente puritana – all’inizio fu assai gelido, anche perchè il Dr. Kinsey accusò (per certi versi non a torto) i suoi contemporanei di ipocrisia e di “impedimenti” ad una sessualità felice e sfrenata.

Successivamente contro-studi hanno dimostrato che Kinsey mentì amplificando i suoi risultati di un fattore da 1 a 10 per presentare una società molto più orientata verso pratiche sessuali “devianti”.

Molto probabilmente i suoi studi avevano anche lo scopo (ovviamente non l’unico, come invece affermano alcuni nuovi “inquisitori” che non vedono l’ora di riportare indietro le lancette del tempo di qualche decennio)  di farlo sentire meno in colpa per le sue presumibili pratiche sessuali “devianti” come la zoofilia e la pedofilia.

Certo, è ben noto che nel cosiddetto programma del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale (a partire dai ben noti Protocolli di Zion) siano da sempre presenti delle vere e proprie aberrazioni della natura come lo sdoganamento della pedofilia, la ipersessualizzazione dei bambini sin dall’infanzia e la distruzione del concetto di famiglia “tradizionale”.

Ma consiglio di fare molta attenzione ad alimentare certi correnti di pensiero (che stanno assai pericolosamente diffondendosi soprattutto in Europa) che ambiscono ad una reintroduzione di una Inquisizione degna di Torquemada anzichè proporre un modello di sessualità sana e non deviata.
D’altra parte, è noto anche che il continente europeo si stia sempre di più islamizzando, e si sa che questa religione non è certo molto aperta nel trattare certi argomenti.

In poche parole, molti politici “tradizionalisti” che appaiono alle masse come degli strenui “oppositori” del Nuovo Ordine Mondiale in realtà sono dei fiancheggiatori occulti.






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