Quid de rerum natura querimur

Pubblicato il 3 Febbraio 2022 da Veronica Baker

Dai più grandi errori commessi si apprendono sempre le lezioni più importanti.

Veronica Baker


Quid de rerum natura querimur

Una morale fondamentale.
Inutile cercare di farsi apprezzare da persone che non ti ameranno mai.

Quid de rerum natura querimur Her Own Destiny
Temono di perdere amici, temono di litigare tra loro…

Se un valido manager con esperienze di alto livello andasse a lavorare in un’aziendina padronale, dopo una settimana sarebbe costretto ad andarsene.

Perchè forse direbbe loro che il figlio del titolare è un incapace, o che il direttore amministrativo è un ladro e falsifica i bilanci.

E poco dopo gli direbbero :

“A noi sta bene così, abbiamo sempre fatto così e non vogliamo cambiare.
Chi sei tu per comandare a casa nostra ?”

Il classico problema degli ambienti piccoli.

La loro paura è che guardando in faccia la realtà il loro ambientino possa diventare sempre più piccolo.

Rimuovi immagine in evidenza

Temono di perdere amici, temono di litigare tra loro se parlano dei loro problemi.

Moltissimi anni fa ho vissuto una simile vicenda in una piccola società sportiva.
Il finale è stato analogo.

Non si deve mai cercare di fare cambiare idea.

Se non ci si trova bene con una persona, oppure se non si è apprezzata, oppure se ad un certo punto si capisce che l’ambiente è diventato in un certo qual modo ostile, si deve lasciar perdere immediatamente e cercare subito altro.

Dai più grandi errori commessi si apprendono sempre le lezioni più importanti.


Gennaio 12, 2019


Compagni di scuola

Compagni di scuola
La risposta in realtà è assai semplice…

In molti paesi soprattutto di estrazione anglosassone è consuetudine organizzare feste nella vecchia scuola a distanza di 20-30-40-50 anni dal diploma.
In Italia invece questo non succede praticamente mai.

Mi sono chiesta perché queste rimpatriate hanno successo all’estero, mentre da noi sono decisamente infrequenti.

La risposta in realtà è assai semplice.
L’italiano medio è molto diffidente verso il prossimo e gelosissimo del suo privato.
Ma nel contempo sempre curiosissimo di conoscere tutto su gli altri.

In altre culture invece l’atteggiamento è molto diverso, decisamente molto più solidale ed aperto.

In realtà, basterebbe semplicemente pensare che il tempo non solo ci ha cambiato fisicamente, ma anche (e soprattutto) il nostro carattere e soprattutto le nostre aspettative.

La più bella ed il più bello sono ancora persone affascinanti, ma non possono destare più le invidie del passato.
Gli ex primi della classe sono persone normali e non più guardati come piccoli scienziati.
Gli ex atleti spesso non fanno più jogging nemmeno al mattino.

Proprio per questo che da noi l’abitudine di rivedere dopo decine di anni chi ci ha visto giovani e pieni di sogni non è frequente e soprattutto non piace.
La stragrande maggioranza degli italiani non vuole ammettere che il tempo è passato.

E ciò che prima ci rendeva differenti ora ci accomuna un po’ tutti al di là delle realizzazioni (o dei fallimenti) professionali, sentimentali e delle storie personali di vita.
Essere persone normali alle prese con i quotidiani problemi cui la vita più o meno pesantemente ci sottopone.


Febbraio 25, 2019


Una società di nani

Una società di nani
Una società di nani….

Italia.

Un paese assolutamente immobile nel vero senso del termine.
Infatti non certo a caso nel mondo è quello con più possessori di immobili ad uso abitativo.

Uno stato decisamente poco incline ai cambiamenti, dove la gente non fa assolutamente nulla per cambiare.
Ma vuole solo prendere il posto (ed ovviamente i privilegi) di quelli che sono stati “fatti fuori”.

Una nazione che va avanti esclusivamente su un sistema basato sul clientelismo e sulla corruzione.
Se sei un personaggio di successo ed ottieni troppa visibilità nel campo dove operi – oppure sconfini in un “territorio” di altri – cercheranno sempre e comunque prima o poi di farti fuori.

A livello di immagine prima, a livello politico/giudiziario dopo.
Questo sia localmente, sia a livello nazionale.

L’italiano medio ambisce prima di tutto alla distruzione dell’altrui persona.

Un’aurea mediocrità.
Una società di nani.



Marzo 27, 2019


Diversità

Diversità
Solo da punti di vista ed esperienze diverse vengono i contributi più validi…

Gli americani (inteso come abitanti del continente) hanno davvero tanti difetti.

Ma sanno come si valorizzano le persone.

Non guardano chi sono, che religione professano, da che etnia provengono, che cosa fanno nella loro vita privata.

Non solo.

In moltissimi ambienti si apprezza molto la diversità tra le persone che lo compongono.

Perchè solo da punti di vista ed esperienze diverse vengono i contributi più validi.

Le aziende e i centri di ricerca più produttivi ed innovativi sono proprio quelli in cui ci sono mentalità e persone molto diverse tra loro.

In grado confrontandosi di fornire idee creative e innovative.

Altri paesi (soprattutto europei, come ad esempio l’Italia) ricchi di ambienti burocratici, chiusi, provinciali, difficilmente progrediranno in questo senso.


Aprile 7, 2019


Alcuni pensieri sparsi

Alcuni pensieri sparsi
Mai giudicare gli altri…

Nella vita occorre impegnarsi.
Darsi da fare.
Ed a volte anche accontentarsi.

Ognuno è padrone del proprio destino.
Prendersi la responsabilità delle proprie scelte.

A volte accadono situazioni assolutamente imprevedibili.
In questo caso non puoi fare altro che affrontare le difficoltà della vita.

Mai giudicare gli altri.
Soprattutto se non si conosce la reale situazione.

In Italia invece tutti preferiscono andare contro tutto ciò che esiste.
Purchè si vada contro qualsiasi cosa.

Il tutto sempre condito da insulti da caserma.
E questo sarebbe il modo di proporre idee nuove ?

Argomenti sensati e mettere in difficoltà dialetticamente anzichè insultare o sparare praticamente sempre delle boiate allucinanti no, eh ?


Maggio 3, 2019


Luoghi comuni

Luoghi comuni
I luoghi comuni sono difficilissimi da combattere…

Non sono razzista ma vengono da noi per rubare, per prostituirsi. Li dobbiamo cacciare.
Non sono razzista ma se ci sono loro per noi non c’è lavoro.

Non sono razzista ma oramai sono dappertutto.
Non sono razzista ma mio figlio in quella scuola non ce lo mando.
Non sono razzista ma quando ci vuole ci vuole.

Prima ci si giustifica con il “non sono razzista” e poi si afferma il perchè lo si “deve” essere.
Un altro luogo comune verbale è la testimonianza dell’amicizia.

Ho amici stranieri ma la maggior parte sono delinquenti.
Non sono omofobo perchè ho amici gay.

I luoghi comuni sono difficilissimi da combattere.

Semplificano ancora di più dei concetti già di per sè banali.
Ma soprattutto danno sicurezza a chi ne abbraccia l’ideologia di base.

Occorre quindi professare un antirazzismo non insulso.
Che non si limita semplicemente a rovesciare i luoghi comuni.

Mantenendo intatto lo schema di base.


Maggio 3, 2019


Un atteggiamento malsano

Un atteggiamento malsano
Un atteggiamento malsano…

In Italia ci sono tante, troppe persone che non sopportano chi ha successo con merito.
Semplicemente perchè è nettamente migliore degli altri.

Pur ammettendo le sue capacità cercano sempre qualsiasi pretesto per sminuirlo.
Ad esempio interpretando in modo malevolo qualsiasi suo atto o dichiarazione.

Allargando il discorso, il problema è che alla stragrande maggioranza degli italiani il successo degli altri non piace.
Un fenomeno che si è sempre di più accentuato nel corso degli anni.

L’italiano medio è generalmente molto sospettoso nei confronti di chi è un “vincente”.
E soprattutto, continua ad esserlo sempre di più con il passare degli anni.

Un atteggiamento malsano portato sempre di più all’eccesso ed i cui guasti oggi si vedono ormai in modo macroscopico.

Non piace l’imprenditore che si è fatto da solo, il cantante o l’attore di talento, lo sportivo vincente.

Ma anche nella vita di tutti i giorni non manca questo atteggiamento malsano.
Non piace il primo della classe, chi sa far bene il suo lavoro, chi è più affascinante.

Antipatia, sospetti, congetture.
Soprattutto dietrologie.

E le spiegazioni di chi “non ce l’ha fatta”.
Che spesso suonano come giustificazioni delle proprie sconfitte.
O quanto meno delle proprie “non vittorie”.

Ma non è altro che il più umano dei sentimenti.
L’invidia.

L’invidia è quel sentimento che nasce nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.

Oscar Wilde

Ecco perchè molte buone (e talvolta anche ottime) idee e progetti finiscono nel nulla.
Per la mentalità diffusa (ovviamente marxista) di invidiare quello che di buono fanno gli altri.
E poi desiderare di distruggerlo denigrandolo.

Questo vale ormai in tutti i settori.

Si cerca sempre di livellare tutto verso il basso, come appunto si faceva nell’Unione Sovietica.
Non appena qualcuno fa qualcosa di buono lo si emargina e si cerca prima di distruggerlo e poi di ridicolizzarlo.

In generale l’invidia va di pari passo con l’ipercompetitività malsana.
Che arriva quando non si riesce più a dare valore a ciò che fanno gli altri.

Solitamente scatta quando mancano nella società i valori fondamentali e si crede che tutto si possa ottenere tramite spintarelle e sotterfugi.
Cioè quando manca totalmente la meritocrazia.


Giugno 17, 2019


Lamentello

Lamentello
Il lamento è semplice ed immediato…

Il lamentello è più semplice ed immediato di ogni altra azione.

Nel calcio, come nella politica, come nell’educazione, come nel lavoro, come nei rapporti umani.

Un ordine non certo a caso.

Queste infatti nell’ordine sono le tematiche considerate più importanti dalla gente “comune”.

Quelli che si divertono solo a criticare sono purtroppo la rovina dell’uomo.

Che grazie al cielo è capace fortunatamente anche di fare altro.

Però costa più molta fatica del lamentello, ovviamente.

E chi lavora e fa bene il suo mestiere ?

Si attira sempre tanti nemici.
Troppi.


Luglio 15, 2019


Invidia per l’altrui persona

Invidia per l'altrui persona
Vedo soltanto recriminazioni e pianti a dirotto…

Il vero problema, come ho spesso scritto, è l’invidia per l’altrui persona.

Non vedo mai nessuno complimentarsi con un altro per una cosa buona che ha fatto, per essere riuscito a raggiungere un traguardo, per avere sconfitto delle avversità sfavorevoli.

Vedo soltanto recriminazioni e pianti a dirotto.

Se qualcuno ottiene successi nel lavoro, sicuramente ha rubato oppure ha avuto delle spinte.
Se qualcuno vince una competizione sportiva, sicuramente è stato appoggiato oppure ha pagato.

Ma le capacità individuali non le possiede più nessuno ?

Ci può essere qualcuno che è semplicemente più bravo.

Oppure che ha avuto un pizzico in più di fortuna nei momenti decisivi.

Ma la fortuna aiuta gli audaci.


Luglio 18, 2019


Annientamento del pensiero

Annientamento del pensiero
Dove non rinnego di certo le mie radici…

Ormai da anni passo praticamente quasi tutto il mio tempo all’estero.
Dove non rinnego di certo le mie radici.

Anzi, mi fa sempre piacere rimarcare la mia nazionalità e di diffondere – quando possibile – nel mondo la cultura e la storia italiana.
E sono sempre molto contenta di parlare – quando possibile – nella mia lingua con qualcuno, soprattutto con qualche connazionale che vive dalle mie parti.

Ce sono davvero molti (più di quanto pensassi).

Ma non ho affatto nessuna nostalgia degli italiani che risiedono in Italia.
Anzi.

Aggiungo – sapendo che mi attirerò facilmente delle antipatie – che mi fanno davvero pena ormai.
Sì, pena.

Vedo un popolo obnubilato dall’oppio offerto loro per essere mossi a seconda delle esigenze altrui.

Vedo una cultura becera – figlia di un pensiero subdolo – che nel corso degli anni ha portato a vivere vite ben misere.

L’annientamento del pensiero – soprattutto per colpa di chi ha troppo spesso fomentato e rinfocolato l’altrui volere con atteggiamenti troppo permissivi che ovviamente hanno portato nella direzione diametralmente opposta – ha creato figli di un secolo che se il mondo di domani potrà raccontarlo avrà modo di vergognarsene.

Ammesso che esista ancora un mondo come lo immaginiamo oggi.


Luglio 28, 2019


Comunicazione e dialogo

Comunicazione e dialogo
Non rinchiudersi sempre nel proprio guscio…

Punti fermi in qualsiasi ambito e situazione.

Almeno, dovrebbe essere così.

C’è bisogno di idee nuove.

Di persone capaci e volenterose.

Senza avere paura di fare delle scelte forse controcorrente.
Ma che possono ravvivare un ambiente triste o, più spesso, istituzionalizzato.

Occorre osare di più.

Non rinchiudersi sempre nel proprio guscio.

C’è bisogno di disponibilità e di contatto umano.

Solo in questo modo si può creare un ambiente sereno e piacevole da vivere.

C’è bisogno del rispetto reciproco.
Senza il quale non si va lontano.


Agosto 6, 2019


Donne in carriera

Donne in carriera
Un aspetto gradevole, modi affascinanti…

Ci sono donne che sono molto in gamba.

Ma molti uomini temono queste donne.

Nella nostra società criminalizzare chi riesce meglio in qualsiasi ambito è ormai sport di moda.

Ma chi si esprime così dovrebbe rimboccarsi le maniche per migliorarsi, invece di gettare fango.

Invece vanno di moda i “perdenti di successo”.

Una donna in carriera ha solitamente un aspetto gradevole, modi affascinanti e normalmente è una compagnia estremamente piacevole.

Ed è naturale che abbia molti ammiratori.
Ma allora scatta subito il giudizio sulla moralità.


Agosto 18, 2019


Fortuna e successo

Il successo in genere non è una cosa che ti cade dal cielo.
Forse la fortuna.

La fortuna non esiste : esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.

Seneca

Un pizzico di invidia purtroppo c’è spesso.
Soprattutto nei confronti di chi riesce a realizzare con successo quello che per altri risulta irraggiungibile.

Dimenticando o non vedendo quanto sia costato arrivare a tali obiettivi.

Anche se non penso sia necessariamente importante avere successo per essere felici.


Agosto 27, 2019


Anatomia del cafone

Anatomia del cafone
Il cafone medio…

Il cafone medio è quello che :

Esegue il lavoro ma se possibile senza ricevuta.
Abbandona il materasso vecchio vicino al bidone della raccolta carta.

Posteggia per 20 minuti in doppia fila con le luci di emergenza per comprare il profumo.
Urla in autobus al telefonino.

Guida parlando con il telefonino in mano.
Porta a fare i bisogni al cane e non pulisce.

Dice “ma si mettiamoci anche la fiancata tanto l’assicurazione paga”.
Ruba i sacchetti (e non solo) al supermercato.

Abbandona i propri cari all’ospizio per anni poi però serve un bel funerale con tanti fiori altrimenti “sai la gente…”
Appena può tenta di appropriarsi di una cosa non sua “tanto l’hanno dimenticata”.

…però…
…si indigna sempre e dice che le leggi “devono” essere rispettate…


Ottobre 30, 2019


Un declino inarrestabile

Un declino inarrestabile
Un copione che si svolge sempre nello stesso modo…

Un copione che si svolge sempre nello stesso modo, e che si ripete incessantemente ormai in quasi tutto il mondo.

Prima evidenti bugie di infimi personaggi frustrati ed invidiosi dei successi altrui che mettono in piedi un castello di falsità.

Il malcapitato subisce prima una diffamazione a mezzo stampa, e poi in primo grado subisce un’ingiusta condanna frutto di un obbrobrio giuridico.

Successivamente in secondo grado tutto crolla miseramente per una totale inconsistenza delle accuse, con conseguente assoluzione.

Naturalmente silenzio assoluto da parte di chi ha diffuso inizialmente la notizia di condanna.

Purtroppo i delatori di ogni risma godono di un’aura celestiale.
Mentre le loro vittime vengono sputtanate in ogni modo possibile.

Un segno del declino inarrestabile della nostra civiltà.


Gennaio 13, 2020


Why always me ?

Why always me ?
Colpa degli altri oppure sua ?

Non c’è da meravigliarsi che coloro (cioè i pennivendoli) che hanno creato il super colosso con i piedi d’argilla oggi scendano precipitevolissimevolmente dal carro.

Lo hanno esaltato sino all’inverosimile puntando sul colore della pelle, sull’integrazione, sul segnale che lanciava al mondo, esagerando (come al solito).

Mai nulla da ridire sull’aspetto tecnico.
E non hanno nemmeno tenuto conto dell’aspetto umano.

Del fatto che dovunque sia stato non ha lasciato grossi segni, nè sportivi nè soprattutto di immagine (sempre pessima).
A 18-19 anni si poteva dire che “doveva ancora maturare”.

Ma ora purtroppo no.

Colpa degli altri oppure sua (Why always me) ?
Tocca sempre a lui perchè si è sentito al settimo cielo osannato dai mass-media venduti al potere.

Riverito e servito gli si perdonavano le marachelle che nemmeno un adolescente avrebbe fatto.
Pur essendo irriverente delle regole.
Sia in campo che fuori, nel vivere civile.

Non sta a me aggiungere altro.
Ma lo hanno pompato troppo.

Ed alla fine è scoppiato.
Come il pallone che giornalmente calcia.


Settembre 17, 2019


Il mondo normale

Il mondo normale
Ora non godo di nessuna simpatia…

Coerenza, correttezza e rispetto sono morti ovunque.

Vige la norma del banderuolismo, come considerare un fatto oggettivo più o meno grave a seconda di chi lo commette.

Addirittura un fatto più grave viene derubricato a livello inferiore di uno meno grave se lo commette l'”amico”.

Ma questo è il mondo normale.

Un ambiente marcio tout court, una cloaca a cielo aperto.
Dove marcisce anche chi vi sta solo a contatto.

Un tempo assorbivo integralmente questo schifo e diventavo rabbiosa come un cane idrofobo.

Ovviamente non vale la pena di incazzarsi per questo teatrino.
Si deve solo chiudere il collegamento senza rientrarvi mai più.

Ecco perchè da anni mi sono distaccata in tutto e per tutto dalla cosiddetta società civile benpensante.

Certamente ora non godo di nessuna simpatia.

Anzi, sono considerata il male assoluto.

Ma se si possiede una morale e soprattutto un’etica (sia professionale che personale) farsi scivolare le cose di dosso è sicuramente la scelta migliore.


Novembre 27, 2019


Expat

Expat
Le lingue non sono codici…

Ci sono delle etichette che ci vengono assegnate dalla società e di cui non ci rendiamo conto finchè non le vivi di persona.

Quando vai via di casa perchè hai ricevuto una buona offerta di lavoro o, semplicemente, per vivere l’esperienza di un’altra cultura…diventi una “expat”.

Provi una sensazione intermittente di “sentirti” a casa in una terra lontana quando ti rendi conto che il luogo in cui vivi non è la “tua terra” di origine.

Nel contempo ti accorgi di essere una straniera o parte di un mondo che non è il “tuo” nel profondo.
Anche se non hai alcuna nostalgia per il tuo paese natio.

Nella vita di tutti i giorni adesso parlo correntemente spagnolo, inglese ed ogni tanto portoghese.
Mentre alcuni anni fa per lungo tempo ho trascorso le giornate a studiare il tedesco.

Ma la mia lingua madre – quella che ovviamente ha lasciato dentro di me l’imprinting più profondo – rimane l’italiano.
Anche se talvolta, per via del mutato modo di esprimere i concetti elaborati nella mia mente, mi esprimerò nell’idioma che in quel determinato momento ritengo più attinente all’argomento.

Perchè le lingue non sono codici.
Ma semplicemente prospettive diverse.


Buon umore dal Meridione

Buon umore dal Meridione


StrongerthanDestiny


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