Psycological trading project

Pubblicato il 26 Aprile 2010 da Veronica Baker

Questo è un post molto importante , di svolta per questo blog.
Presuppone la proposta  e – per ora eventuale – creazione di un progetto in comune ,strettamente legato alla filosofia che sta alla base di questo blog , sin dai suoi albori .

Un progetto prima di tutto rivolto ai “veri” traders : professionisti a tempo pieno o semplici appassionati, l’importante è avere una discreta esperienza e soprattutto passione per i mercati finanziari.

Ma al progetto può partecipare chiunque : unico requisito fondamentale non essere anonimi .

I traders sono notoriamente autosufficienti ed assai fieramente indipendenti.

Per altro, l’individualismo, anche esasperato, è un aspetto molto diffuso della cultura moderna.

Un trader sa anche che la propria operatività riflette intimamente il proprio stato d’animo , e che è possibile migliorare il proprio modo di porsi nei confronti del mercato – migliorando l’approccio e conseguentemente i risultati -lavorando su se stesso/a.

Questo lavoro interiore, che coinvolge l’interazione fra l’Io e l’inconscio, è, però molto difficile da attuare da soli.
Molto più facile invece è coinvolgendo un gruppo di persone , possibilmente molto diverse fra di loro.

La società moderna ci insegna a reprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni.

Impariamo perciò a nasconderli, sostituirli, dissimularli e desensibilizzarli.
Ci sforziamo di scollegare i nostri sentimenti dalla nostra logica.

Personalmente ritengo che nella creazione di un metodo vincente , la parte più importante sia il money-management.

Ma un corretto money-management passa da uno studio accurato della propria personalità e del proprio carattere : basti pensare alla difficoltà che si può trovare nel fissare il punto giusto di uscita, oppure – compito ancora più difficoltoso – di un punto di stop-loss,o sopportare una serie continua di losses anche quando il metodo utilizzato è realmente affidabile.

Ma di esempi se ne possono fare decisamente molti.
Personalmente ritengo che , in un trading system affidabile, l’importanza dei segnali che dà – qualunque sia il tipo di segnale – rivesta al massimo il 30% del valore complessivo.

Un buon 10-15% è purtroppo dato dalla casualità – così come accade in molti altri aspetti della nostra vita – , ed il rimanente 55-60% invece è rivestito dalla capacità reattiva nel prendere decisioni nei confronti di quell’entità astratta che è il mercato.

E ricordarsi che a volte la semplicità è l’arma più importante del nostro arsenale.

Ecco, questa è una idea che lancio.
Fatemi sapere – per chi naturalmente è interessato – le vostre opinioni.

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