Le mummie di Nasca : Post Scriptum

Pubblicato il 3 Marzo 2022 da Veronica Baker

Chi insiste, dopo la pubblicazione del libro, che si tratti di una frode dovrà portare le prove che tutte quelle analisi – presentate solo nelle ultime 160 pagine – siano errate, che i responsabili che le hanno eseguite dei truffatori e le loro testimonianze false.
In bocca al lupo.

“Bodmar Ingstrøm”


Le mummie di Nasca : Post Scriptum

La prima parte dell’articolo è stata pubblicata qua.


Vorrei menzionare in primis non il caso di Thierry Jamin e le mummie di Nasca, ma quello di Brien Foerster e gli elongated skulls, perché si tratta, a riguardo delle reazioni da parte di chi considera tutto quello che non si lascia inserire nella narrativa cosiddetta ufficiale una frode, dello stesso fenomeno.

Foerster aveva iniziato il suo lavoro come impiegato di un’università statunitense, ma quando voleva fare il passo decisivo mandando dei campioni negli USA per far analizzare il DNA di quegli scheletri (e mummie), i campioni sono “spariti” ed il progetto venne chiuso.



Anni dopo, quando Foerster finalmente è riuscito a ricavare altri campioni e farli analizzare, ciò che già dalle radiografie era stato messo irrevocabilmente in chiaro, venne confermato : quegli esseri erano in parte umani e non umani, ed in parte per niente umani.
Lo stesso, detto tra noi, vale anche per i Neanderthal ed i Cro-magnon.

Intanto i cosiddetti debunker (qualsiasi cosa questo termine significhi) continuano a raccontare che si tratti di una frode, contro qualsiasi ragione razionale ed in netta contraddizione con una marea di prove scientifiche.
Non perché vogliano “debunkare”, ma perché non può esistere ciò che non sarebbe ammesso dalla narrativa “ufficiale”.

Chi volesse approfondire, può guardarsi qualsiasi presentazione di Foester online.
E chi volesse studiare attentamente il caso delle mummie di Nasca può comprarsi il libro di Jamin – che straborda di copie degli originali delle analisi scientifiche che sono state eseguite, con timbri e firme dei corrispettivi laboratori e responsabili.

Inoltre non c’è neanche uno scienziato che ha avuto in mano uno di quei reperti che non sia convinto della loro autenticità.

Dunque, chi insiste, dopo la pubblicazione del libro, che si tratti di una frode dovrà portare le prove che tutte quelle analisi – presentate solo nelle ultime 160 pagine – siano errate, che i responsabili che le hanno eseguite dei truffatori e le loro testimonianze false.
In bocca al lupo.

Non ha neanche senso concentrarsi su Maussan.
Il giornalista messicano ha ben poco a che fare con il progetto.
Ed i rapporti con Jamin sono, secondo l’archeologo stesso, ambigui.

Il problema del francese consisteva nell’assenza del budget per realizzare le analisi necessarie per controllare scientificamente l’autenticità dei reperti.

Perciò avevano deciso di pubblicare ciò che era a disposizione per raccogliere, tramite crowdfunding, i fondi.
Questo è avvenuto tra il 2016 ed il 2017.

Tra il 2018 ed il 2020 sono stati eseguiti i lavori nei laboratori in più paesi nel mondo e Jamin, infine, ha presentato i risultati nel libro citato.
Invece di comprarlo, leggerlo e controllare le fonti, vengono citati degli articoli insignificanti del periodo quando queste analisi ancora non esistevano.


Post Scriptum


Post Scriptum


Post Scriptum


Post Scriptum


Post Scriptum


Post Scriptum


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Per cortesia, che mi vengano, per una sola volta, nominati un solo “debunker” o un solo “fact-checker” che sappiano soltanto di che cosa stanno parlando quando pensano di “debunkare” o di fare del “fact-checking”.

La loro tattica è sempre la stessa : cercare di ridicolizzare chi ha un’opinione diversa, indipendentemente dal fatto che vengano presentate delle prove solidissime o meno.

Un “debunker” è semplicemente qualcuno che è troppo stupido per farsi pagare per cercare di ridicolizzare le persone che sono considerate “scomode” (o forse si fanno anche pagare, insistendo però sempre che non sia il caso).
Un “fact-checker” è solo qualcuno che si inventa delle assurdità illogiche per far finta che stia argomentando veramente.

Un “complottista” invece è qualcuno che non si lascia prendere in giro e che ragiona con il proprio cervello (che poi possa avere ragione o meno è un’altra cosa) per definizione.

Infatti chi ha coniato il termine, nel 1967, l’ha inventato sotto commissione della CIA per risolvere il problema che il 65% degli statunitensi, quattro anni dopo l’assassinio di JFK, non credevano alla versione ufficiale del tiratore solitario Harvey Oswald.



Questo “problema”, secondo la CIA, doveva essere “risolto”.
L’agenzia per le comunicazioni messa in carico, dopo solo qualche mese, ha presentato l’idea di ridicolizzare e marginalizzare chiunque non stesse sostenendo la narrativa ufficiale come “conspiracy theorist”.
E così fu.

E questo lo sappiamo dal 1997 perché dopo 30 anni, come al solito, i fascicoli della CIA vengono declassificati, e questa informazione è verificabile per chiunque negli archivi pubblici negli Stati Uniti.

Due note per chiudere.
Il mio articolo originale ha in realtà alcuni punti deboli.

Ad esempio è pura speculazione che quegli esseri dei quali sono state trovate le mummie siano ancora vivi e presenti.
Inoltre chi dice che sono stati loro ad eseguire quegli esperimenti genetici ?
Potrebbero essere stati anche degli umani ad aver fatto degli esperimenti con (o su di) loro e non viceversa.

Ma è veramente tipico del mondo di oggi che ciò che non viene argomentato in termini della cosiddetta logica e della razionalità (quindi il cosiddetto “pensiero comune”) venga semplicemente dichiarata tutta una frode senza neanche aver controllato le prove presentate.

La seconda nota invece riguarda la scrittura di “Nasca”.
“Nazca”, come anche “Cuzco”, oggi vengono scritte con la “s” invece che con la “z”.

Jamin ha semplicemente utilizzato la vecchia forma, mentre io preferisco quella attualmente corretta.

Bodmar Ingstrøm


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