Pomeriggio di primavera

Pubblicato il 26 Marzo 2019 da Veronica Baker

Quel pomeriggio di primavera
ci siamo incontrati
ed amati
per una giornata intera.

Una immagine presente
viva, limpida, chiara
un ricordo che riaffiora
il pensiero di quell’amore ardente.

Un momento immortale
di pieno desiderio
erotico e passionale.

Un calore ancora presente
un infinito sogno ad occhi aperti
che la mia anima ancora sente.

Veronica Baker – Pomeriggio di primavera”


Maggio 7, 2012


Pomeriggio di primavera

Pomeriggio di primavera
Dopo aver fatto la doccia torni di nuovo in camera…

Dopo aver fatto la doccia torni di nuovo in camera.
Dove mi hai lasciata da sola dopo che mi hai lentamente spogliata della lingerie che avevo indossato appositamente per te.
Mentre un caldo abbraccio scioglieva i tuoi sensi ed i nostri corpi si avvicinavano in un crescendo di emozioni e di desiderio.

Ti sto attendendo nuda, seduta sopra il materasso del letto.
Bramante di circondarti i fianchi con le mie braccia e prenderti in bocca dolcemente.

Dopo averti succhiato per qualche istante la tua asta si gonfia e si solleva in modo tale che posso farla scorrere fra le mie labbra e leccarla come un gelato su tutta la sua lunghezza.
Chinando la mia testa e premendo la vena azzurrina che corre a fior di pelle, la cui congestione ed il cui rilievo aumentano sempre di più.

Mordicchio per un attimo il glande.

Ma smetto subito, decidendo di aspirare dolcemente nella mia bocca la pelle satinata dei testicoli.
Li sollevo con le mani facendo scivolare sotto di loro la punta della mia lingua ed accarezzando un’altra vena.

Poi lavorandoti con le mie labbra, esplorandoti sempre più intimamente, cercandoti, risalendo poi improvvisamente verso l’alto, pompandoti con un movimento lento ma allo stesso tempo irresistibile.
Mentre la mia lingua ti circonda e ti massaggia.

Le mie braccia circondano le tue reni, con una passione da parte mia che cresce gradualmente mentre sto voluttuosamente succhiando il tuo membro ormai duro come il marmo.
Mentre l’eccitazione delle labbra e della lingua si propaga in tutto il mio corpo, ai seni, ai miei capezzoli appuntiti.

Per un attimo lo faccio uscire dalle mie labbra, desiderosa di poter gemere di questo piacere voluttuoso e lasciare che un orgasmo parziale mi liberi.

Senza però mai smettere di accarezzare il piccolo orifizio ormai dischiuso con dei teneri colpi di lingua.
Finchè non inghiotto di nuovo il ponte di carne palpitante che ci sta avvinghiando.

Per un attimo mi stringi le tempie fra le tue mani.
Ma non per guidare i miei movimenti oppure regolarne il ritmo.

Perchè sai benissimo che sarò io a decidere come dispensare il nostro comune piacere che avviene sempre in modo diverso.
A volte mi diverto a farti languire senza fermarmi da nessuna parte, scivolando da un punto sensibile all’altro.

Strappando dalla tua gola lamenti, preghiere, rantoli di cui ovviamente non mi curo.
Facendoti ansimare e trasalire finchè con un ultimo colpo di lingua deciso e preciso finisco la mia opera.

Ma questa volta voglio essere dispensatrice di una soddisfazione più serena.
Alla mia suzione con le labbra aggiungo la pressione delle mie dita ed un movimento regolare delle mie mani.
Desiderosa di portarti all’appagamento più totale.

E quando finalmente ti arrendi, il tuo caldo latte aspergerà dolcemente sia il mio tenero volto che il mio amoroso decolletè.




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