Perchè questo sito

Pubblicato il 3 Agosto 2021 da Veronica Baker

Si può vincere una guerra in due
E forse anche da solo
E si può estrarre il cuore anche al più nero assassino
Ma è più difficile cambiare un’idea

LitfibaApapaia


Perchè questo sito :  i miei obiettivi

Non che da sola possa fare molto.
Ma il mio principale obiettivo è – lavorando e vivendo insieme ogni giorno a stretto contatto con persone che credono nei miei stessi ideali – contribuire al “risveglio” della società attuale, ormai quasi completamente letargica a causa del ferreo indottrinamento del “mainstream” e della educazione di stampo marxista imposta praticamente dalla nascita fino all’ultimo dei nostri giorni.

Di conseguenza, sia il mio sito internet che il mio stile di vita si basano sui seguenti pilastri :

1.Lotta alla censura
In poche parole contrastare la totale disinformazione che ogni giorno si riversa nei mass-media e la totale censura imposta dai cosiddetti globalisti (“Tappatevi la bocca !”) riguardo informazioni molto spesso vitali.

In poche parole, la cultura totalitarista che si propone di costringere od almeno di convincere a :

Devastare l’autostima di chiunque mostri di uscire dalla mediocrità in modo che non abbia mai il coraggio di mostrarsi e di socializzare con altri.
Ridurre le persone all’invisibilità, lasciando spazio di visibilità solo a chi è assolutamente mediocre ma attraverso il gruppo è aggressivo e incombente.

2.Libertà di parola
Nell’ultimo mese e mezzo la crescita di questo mio sito è diventata esponenziale, con decine e decine di lettori provenienti da diverse parti nel mondo.

Tutti caratterizzati da un comune denominatore :  il libero pensiero.
In poche parole la razionalità.

Oltre all’interesse in diversi settori della scienza non corrotti da tornaconti speciali o controllati da corporazioni e multinazionali.

3.Etica e morale
I principi guida che governano la mia esperienza di vita terrena (e di conseguenza di tutti coloro che mi leggono più o meno frequentemente) traggono origine dal mantenimento della cosiddetta integrità etica e morale dei valori più intrinseci della natura umana, il rispetto della vita in tutte le sue varianti e l’essenza spirituale dell’essere umano, libero e sovrano.

A riguardo, torno un attimo indietro all’esperienza del mio vecchio blog Metropolis.
Allora periodicamente chiedevo ai lettori più o meno silenti di argomentare, di scrivere, oppure semplicemente di presentarsi.

Nella maggior parte dei casi le parole erano più o meno queste :

“Mi chiamo XYZ, sono un umile peone quasi senza intelligenza.
Ho un lavoro che non mi soddisfa per niente, e mi piace leggere quello che scrivi perchè non capisco un tubo degli argomenti che tratti.

Voglio però sentirmi vivo, ma non ho il coraggio di cambiare e sono una persona grigia e vuota“.

Infatti viene sistematicamente diffuso un effetto Pigmalione, od effetto Rosenthal.

Un professore mediocre, dei colleghi mediocri, un capo mediocre.
Tutti hanno interesse a demotivare, a convincere di valere poco, di non essere capaci di nulla.

Nell’effetto Rosenthal se un insegnante ritiene che un bambino sia meno dotato lo tratterà, talvolta anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri.
Il bambino interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza, instaurando un circolo vizioso per cui tenderà a divenire nel tempo proprio come l’insegnante lo aveva immaginato.

Perchè questo sito
Immediatamente compresi chi e cosa dovevo combattere.

Ovviamente la maggior parte dei lettori erano molto più interessanti delle presentazioni di bassissimo livello che quasi costantemente ricevevo.
In poche parole molto migliori di chi credevano di essere.

Vedere persone distrutte nell’autostima soltanto perchè la nostra società desidera esclusivamente minare la loro sicurezza ed autonomia era una cosa che non piaceva per nulla sin da allora.

Ed immediatamente compresi chi e cosa dovevo combattere.

Non solo creando una specie di specchio che mostrasse a me stessa che non sarebbero mai riusciti a distruggere la mia autostima.

Ma soprattutto provando a spezzare quell’assurdo pseudo-pudore per cui i migliori disprezzano loro stessi, ammirando i peggiori.



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