Pensare come un cabalista

Pubblicato il 22 Luglio 2022 da Veronica Baker

Nella normale condizione mentale dell’uomo, l’amore è praticamente impossibile.
È possibile solo quando si è raggiunto l’essere, non prima.

Veronica Baker


Pensare come un cabalista

Fonte : La Compagnia degli Erranti

Pensare come un cabalista
La prima legge della Cabala, da cui discendono tutte le altre, è semplicemente il precetto di amare il prossimo nostro come noi stessi…

Pensare come un cabalista per noi cristiani non è difficile, visto che la prima legge della Cabala, da cui discendono tutte le altre, è semplicemente il precetto di amare il prossimo nostro come noi stessi.

Esiste poi il precetto che è collegato, e che prescrive di non fare agli altri ciò che non amiamo per noi stessi.

Molti santi e saggi si sono spinti fino al punto di anteporre la felicità del loro prossimo alla propria felicità personale e al proprio egoismo, e questo è il livello più elevato dell’essere umano.

Ama il prossimo tuo come te stesso è la legge che comprende tutta la Cabala : infatti afferma che il mondo e gli uomini sono stati creati per evolvere dal materiale allo spirituale, e così raggiungere l’uguaglianza e l’unione con il Creatore.

Il mondo è stato creato imperfetto perché l’uomo potesse emendarlo tramite il suo lavoro, e la salvezza umana è la ricompensa per i suoi sforzi.

Tutto l’universo è stato creato affinchè gli esseri ricessero una salvezza che fosse non solo il frutto della misericordia divina ma che fosse il frutto ambito e il giusto salario che viene erogato all’onesto lavoratore.

Perciò il nostro lavoro come esseri umani è necessario, affinchè l’uomo non si senta umiliato dallo sguardo pietoso e misericordioso del suo Dio, affinchè anche la piccola cosa, che è l’uomo, sia alla pari in dignità e in capacità al suo divino Creatore, per farci divenire quei Figli di cui il Padre Celeste è orgoglioso.

Quindi il nostro lavoro ci mette al riparo dalla vergogna di non avere meritato la salvezza, e ci permette di ricevere con pieno godimento il meritato frutto del nostro sforzo e del nostro impegno.

E’ semplice capire che vivendo veramente il primo comandamento della Cabala, immediatamente risolviamo l’intero percorso che questa disciplina ci indica, poiché “Ama il prossimo tuo come te stesso” è l’ascesa più veloce e sicura fino al trono della Divinità.

Percorrendo la via cabalistica della conoscenza, apprendiamo che l’essenza della legge divina è l’Amore, cioè l’attenzione massima e la piena compassione reciproca tra tutti gli uomini.

Secondo il saggio Elazar, figlio del Rabbi Shimon bar Yochai che è l’autore dello Zohar, Libro dello Splendore, non solo ogni individuo, ma ogni nazione, e tutta l’umanità intera sono legati dal vincolo di amore e di tutela reciproche.

La Cabala afferma che, nella generazione dei mondi, vi è la sola comparsa e scomparsa dei corpi, cioè vi sono dei vasi che si infrangono, e dei nuovi vasi che vengono plasmati dal nostro vasaio in loro sostituzione, mentre l’anima rimane, cambiando il suo contenitore, come il travaso di un liquido da un recipiente all’altro.

La circolazione delle anime fa sì che tutte le generazioni dalla prima all’ultima costituiscono una sola generazione, poiché la circolazione della anime è costante e limitata, ed è solo il salire e discendere dai vasi corporei che ci inganna sul numero delle generazioni stesse.

Non importa quante volte l’anima deve mutare il suo corpo materiale, perché la morte fisica non ha nessun effetto sul cammino dell’anima, come un taglio di capelli non può danneggiare un corpo fisico.

Nella creazione Dio ha stabilito che il destino dell’uomo fosse quello di arrampicarsi su per i mondi, fino a raggiungere il livello divino e regnare con Lui.

Ma due sono le strade dell’ascesa : tramite il massimo precetto dell’Amore e dalla conoscenza, oppure stimolati e sferzati dalla frusta del dolore e della sofferenza.

L’unica scelta per l’uomo, è quella della personale preferenza per uno dei due percorsi, per il resto, il traguardo è già fissato e l’avanzamento sarà inevitabile, anche malgrado la nostra volontà.

Resta quindi il vantaggio della scelta volontaria e consapevole, cioè la conoscenza, perchè più gradevole e più veloce, in quanto ci fa godere della fusione con la Divinità.

L’uomo è libero perciò, solo di percorrere la sua strada tramite il piacere e la felicità, oppure tramite il dolore e la sofferenza, null’altro gli viene dato.

Egli può dire “come” ma il dove e già scritto.
E’ pure vero che fino ad oggi, l’uomo ha sempre voluto percorrere la strada della sofferenza, che è una strada di evoluzione molto faticosa, perchè funestata dall’egoismo, dall’invidia, dalla mancanza di compassione e dall’assenza dell’amore e del conforto reciproco.

Tutto questo ci spinge a riflettere sul nostro libero arbitrio, il solo diritto che noi abbiamo, e cioè di ritardare o accelerare il corso della nostra evoluzione, cioè solo di procrastinare il momento del nostro risveglio.

Ma questa concezione diventa difficile da abbracciare perchè vorremo essere maggiormente liberi di fare le nostre scelte, ma cosa significa essere liberi ?

Siamo esseri che concepiscono un concetto molto vago di libertà e di indipendenza, così come siamo vincolati dalle sensazioni e dagli schemi mentali umani : gli uomini vengono da millenni governati tirando le briglie del piacere o del dolore e l’unico vantaggio esistenziale dell’uomo rispetto agli animali è quello di imparare a tollerare il dolore se viene offerto un premio futuro.

Gli animali soffrono senza trovare invece alcuna consolazione al loro dolore perchè per loro nessuna speranza di un felice futuro lenisce mai il dolore del momento presente.

Pensare come un cabalista
Tutte le caratteristiche peculiari di questo desiderio dipendono solo dall’intensità del desiderio stesso, cioè dalla forza di attrazione della Luce…

E sul tipo di piacere e di amore che noi umani ci aspettiamo di ricevere, le norme sociali e le influenze familiari orientano le nostre scelte e i nostri gusti, quindi pochi sanno essere autonomi e indipendenti.

La Cabala dice che, negli individui vi è un desiderio costante di ricevere una certa quantità di Luce, e che tutte le caratteristiche peculiari di questo desiderio dipendono solo dall’intensità del desiderio stesso, cioè dalla forza di attrazione della Luce.

La forza di attrazione che conosciamo come ego, ci costringe a combattere per la nostra esistenza ma, se distruggiamo anche uno dei desideri o delle aspirazioni dell’ego stesso, noi ci neghiamo l’opportunità di usare tutto il nostro vaso potenziale, il cui appagamento è un diritto divino voluto per noi dal nostro Creatore.

La prima legge indica che la via dell’Amore è la più sicura e adatta ai Figli di Dio, senza dubbio.

Secondo la Cabala l’unica vera scelta libera che ci viene data è quella di poter scegliere l’ambiente, che è il terreno migliore su cui coltivare i nostri talenti, perciò liberamente scegliamo l’ambiente sociale in cui viviamo e che dovrebbe essere quello più adatto per il nostro benessere.

Questo è il nostro unico arbitrio.

Perciò siamo veramente liberi di scegliere la nostra società ed il nostro gruppo di amici, e veramente liberi di cambiarli per cambiare il nostro punto di vista, se lo riteniamo opportuno per la nostra evoluzione.

Unica condizione che la Cabala pone, l’elemento su cui fare attenzione, è quello di non volere mai mortificare e/o sacrificare nessuna delle nostre tendenze più profonde, faremmo torto a noi stessi.

Secondo la Cabala, la persona che si sbarazza di un suo impulso o di una sua aspirazione, crea un vuoto nel mondo, perché questi impulsi ed aspirazioni posso essere espressi nel creato solo da noi, perciò ogni individuo è un essere meraviglioso, unico ed irripetibile.

A causa di tutte queste ragioni, e per una serie di ulteriori considerazioni che ultimamente emergono, trovo molto utile imparare a pensare come un Rabbi cabalista.


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