Nubi chimiche da evaporazione/volatilizzazione/levitazione di soluzioni con grafene e loro ionizzazione

Pubblicato il 26 Agosto 2021 da Veronica Baker

Ci sono soltanto due possibili conclusioni.
Se il risultato conferma l’ipotesi, allora hai appena fatto una misura.
Se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.

Enrico Fermi


Nubi chimiche da evaporazione/volatilizzazione/levitazione di soluzioni con grafene e loro ionizzazione

Introduzione

Uno dei fenomeni più complessi da analizzare, sia per la segretezza che ha coperto fino ad ora questo fenomeno, che per la mancanza di documentazione scientifica liberamente disponibile, è la questione delle “chemtrails” (o scie chimiche).

In un precedente post ho analizzato l’articolo di (Herndon, JM; Hoisington, RD; Whiteside, M. 2020) che evidenziava l’esistenza di nubi chimiche per irrorazione diretta, e che non corrispondono allo spettro radiometrico del vapore acqueo.

È stata anche chiarita l’esistenza di “iniezioni di aerosol nella troposfera e nella stratosfera” a base di aerogel di silice con la possibilità di utilizzarne altri a base di grafene (Vukajlovic, J.; Wang, J.; Forbes, I.; Šiller, L. 2021), come già citato nell’articolo precedente riguardante la geoingegneria solare.

Appare quindi evidente che indipendentemente dal motivo o dallo scopo ultimo di queste azioni, la irrorazione dei cieli è un ormai fatto incontestabile, come evidenziato anche da studi su campioni di aerosol (Pöschl, U. 2005 |  Shiraiwa, M.; Sosedova, Y.; Rouvière , A.; Yang, H.; Zhang, Y.; Abbatt, JP; Pöschl, U. 2011).

Questo post analizza la possibilità che le nubi chimiche osservate in cielo non corrispondano esclusivamente a scie chimiche o ad irrorazioni effettuate dagli aerei.
Il fenomeno delle nubi chimiche può essere molto più complesso di quanto già sembri in apparenza.

Esiste infatti una probabilità molto alta che esistano nuvole chimiche prodotte dall’effetto dell’evaporazione di acqua/fertilizzanti/fitosanitari/additivi alimentari e grafene.
Per poter analizzare questo fenomeno a fondo, occorre quindi esaminare indispensabili riferimenti riguardo l’evaporazione accelerata dell’acqua sull’ossido di grafene, l’evaporazione dei pesticidi nell’ambiente agricolo, la levitazione del grafene e gli effetti della sua ionizzazione. 

Studi sull’evaporazione dell’acqua con il grafene

Tra le applicazioni del grafene ci sono quelle legate all’acqua, sia per il suo filtraggio che per la sua decontaminazione (Sun, XF; Qin, J.; Xia, PF; Guo, BB; Yang, CM; Song, C.; Wang, SG 2015  | Xu , C .; Cui, A .; Xu, Y .; Fu, X. 2013 | Fathizadeh, M .; Xu, WL; Zhou, F .; Yoon, Y .; Yu, M. 2017), per controllarne la evaporazione.

È quest’ultima applicazione che analizzeremo in questa sezione.
Nello specifico, spicca lo studio di (Wan, R.; Shi, G. 2017), che mira a scoprire il metodo ottimale, per ottenere la massima evaporazione possibile dell’acqua a contatto con il grafene.

I ricercatori affermano che “l‘evaporazione di volumi minuscoli e persino su scala nanometrica di acqua su superfici solide è di fondamentale importanza in un’ampia gamma di processi biologici e industriali, come la traspirazione, la diagnostica medica, la produzione di chip, il raffreddamento a spruzzo e la stampa a getto d’inchiostro“.

Tra questi usi e applicazioni, l’irrorazione/nebulizzazione trova largo impiego in agricoltura, nell’irrigazione mediante “micro-aspersioni” che favoriscono l’adattamento della temperatura delle coltivazioni ed il loro corretto grado di umidità.

Secondo (Wan, R.; Shi, G. 2017) si è riscontrato che “l’evaporazione dell’acqua su nanoscala su superfici idrofobiche-idrofile modellate è inaspettatamente più veloce che su qualsiasi superficie con bagnabilità uniforme, e tale miglioramento è legato alla dimensione del dominio modellato” con il grafene o l’ossido di grafene che sono materiali adatti a fungere da catalizzatore in questo processo di evaporazione, data la sua dispersibilità e capacità di adsorbimento.”

Si è inoltre concluso che “l’evaporazione è notevole nelle regioni non ossidate” del film di grafene utilizzato nell’esperimento.

D’altra parte, è stato anche affermato che “diminuendo lo spessore dell’acqua aumenta l’influenza della superficie solida sulle molecole d’acqua più esterne e prolunga la durata dei legami idrogeno in queste molecole d’acqua, rendendo più difficile l’evaporazione delle molecole d’acqua più esterne “.

Ciò significa che l’evaporazione dell’acqua varia a seconda dell’integrità della struttura molecolare del grafene.
Questo apre le porte al controllo od alla mediazione dei processi di evaporazione.


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Fig. 1.: Evaporazione dell’acqua controllata da uno standard di ossido di grafene GO. (Wan, R.; Shi, G. 2017)

Il lavoro di (Huang, Y .; Lu, J .; Meng, S. 2018) corrobora questi risultati affermando che “un rivestimento in grafene controlla l’evaporazione dell’acqua sopprimendo il tasso di evaporazione sulle superfici idrofile ed accelerando l’evaporazione in quelle idrofobe“.

In aggiunta a ciò indicano che “il grafene è  – trasparente – all’evaporazione.
Quando una superficie idrofila è ricoperta di grafene, la linea di contatto della goccia d’acqua
viene drasticamente accorciata od allungata a causa della regolazione degli angoli di bagnatura.
Ciò porta a cambiamenti nel tasso di evaporazione
”.

Queste conclusioni chiariscono che l’acqua può evaporare a seconda della struttura molecolare del grafene e del suo grado di ossidazione, osservazione confermata anche da (Tong, WL; Ong, WJ; Chai, SP; Tan, MK; Hung, YM 2015 ).

Questi fatti suggeriscono che il grafene potrebbe essere trovato anche insieme al vapore acqueo a seconda del suo peso e della sua struttura molecolare, come verrà confermato nella prossima esposizione dei fatti. 


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Fig. 2 : Modello di evaporazione che mostra il processo di evaporazione di Si con gr (grafene). Notare come le particelle salgano man mano che la progressione temporale procede (Tong, WL; Ong, WJ; Chai, SP; Tan, MK; Hung, YM 2015)

L’evaporazione del grafene è possibile in condizioni di temperatura e pressione simili a quelle osservate in presenza di “COVID” (N.d.T. : cioè in presenza di radiazioni elettromagnetiche sia ionizzanti che non ionizzanti assorbite dall’ossido di grafene).

Lo dimostra la ricerca di (Grinchuk, PS; Fisenko, EI; Fisenko, SP; Danilova-Tretiak, SM 2020) in cui analizzano la velocità di evaporazione isotermica degli aerosol liquidi e la sopravvivenza del cosiddetto “COVID” in tali termini.

Le osservazioni fatte dai ricercatori sono molto singolari : “l‘effetto osservato della diminuzione della concentrazione di virus vitali in un campione acquoso durante l’evaporazione da un substrato solido negli esperimenti conferma la nostra ipotesi sull’esistenza del meccanismo fisico.

Esiste almeno un’analogia qualitativa, confermata da diversi dati sperimentali.
Deformazioni significative di un foglio di ossido di grafene sono state scoperte sperimentalmente in una goccia d’acqua di un micron che evapora.
Il grafene è un materiale molto resistente, il cui modulo elastico raggiunge 1 TPa (Terapascal)
.”

Inconsciamente, i ricercatori hanno trovato le prove che il cosiddetto “COVID” ha le stesse proprietà meccaniche dell’ossido di grafene (Wang, WN; Jiang, Y .; Biswas, P. 2012  | Frank, IW; Tanenbaum, DM; van der Zande, AM; McEuen, PL 2007), qualitativamente coincidente con la sua velocità di evaporazione e morfologia.

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che con grande probabilità i ricercatori hanno osservato una forma di ossido di grafene che aveva lo stesso aspetto del supposto (di cui ricordo nessuno ha mai dimostrato l’esistenza, né in sequenza, né isolato) “COVID”, come verrà spiegato nel paragrafo successivo. 

Studi sull’evaporazione/volatilizzazione/levitazione di pesticidi e fertilizzanti

Tenuto conto che l’ossido di grafene può evaporare quando si trova in soluzioni acquose o liquide, come appena spiegato, non stupirebbe che il suo uso intensivo in agricoltura sotto forma di fertilizzanti e prodotti fitosanitari possa in parte derivare dalla sua evaporazione, con l’ovvia conseguenza della formazione di nubi chimiche.

In tal senso, il contributo di (Peterson, EM; Green, FB; Smith, PN 2020) è fondamentale per chiarire se sia possibile la formazione di nubi chimiche da fertilizzanti, prodotti fitosanitari e prodotti farmaceutici veterinari per l’allevamento.

Per cominciare, nella loro sintesi affermano la recente scoperta del “trasporto aereo di prodotti farmaceutici veterinari dalle operazioni di alimentazione industriale del bestiame attraverso il particolato”.

Ciò conferma che un modo per trattare il bestiame è tramite nuvole di aerosol con i farmaci necessari per il loro trattamento (McEachran, AD; Blackwell, BR; Hanson, JD; Wooten, KJ; Mayer, GD; Cox, SB ; Smith, PN 2015).


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Fig 3. : Formazione di nubi chimiche negli allevamenti agricoli e zootecnici. (Peterson, EM; Green, FB; Smith, PN 2020)

Tuttavia, l’oggetto della sua ricerca è quello di determinare “in che misura gli insetticidi vengono trasportati nell’ambiente anche dalle particelle sospese totali che emanano dai cantieri di alimentazione dei bovini da carne.
Di 16 diversi pesticidi quantificati in campioni di particolato, raccolti da bovini da carne feedlot, la permetrina li ha rilevati con una frequenza maggiore di > 67% e ad una concentrazione media di 1211,7 ± 781,0 (SE) ng/m3 ”.

Questa affermazione mostra che i pesticidi e i prodotti fitosanitari utilizzati negli allevamenti sono stati trovati nelle nubi chimiche, in una proporzione molto elevata.
A questa affermazione se ne aggiunge un’altra ancora più importante : ”
L’imidacloprid è stato rilevato ad una concentrazione media di 62,8 ± 38,2 (SE) ng/m3 o equivalente alle concentrazioni pubblicate in polvere dalle attività di semina trattata“.

Questo risultato è molto importante perchél’imidacloprid “(C9H10ClN5O2) è un neonicotinoide o neuroattivo insetticida a base di nicotina, che viene applicato per via fogliare o radicale attraverso l’acqua di irrigazione.

È interessante notare che esistono brevetti per l’ossido di grafene con “imidacloprid “, sebbene sotto il nome “paichongding“.

Ciò potrebbe essere dovuto al recepimento della direttiva 98/8 / CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, in merito alla commercializzazione di biocidi, che vietava l’uso di imidacloprid, abamectina od avermectina ed altri composti chimici, chiaramente dannosi per la salute, tranne che nelle serre chiuse (a causa della loro volatilità ed evaporazione).

Secondo il brevetto (CN107581193A. 吴 重 言; 李忠; 吴成伟; 徐晓勇; 熊燕玲; 邵旭升; 吴静; 陆 静; 吴 言 富; 徐其文 2016), “paichongding”  è un insetticida composto da cloropiridina, piridina ed “esaidro imidazoli ” od “Imidazolo,  che è precisamente uno dei componenti di  “imidacloprid”, come si deduce dall’elenco delle sostanze pericolose dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ILO.

L’allegato 1 di questa voce include alcuni brevetti per l’ossido di grafene con avermectina, paichongding.
Per maggiori informazioni, consultare il
catalogo brevetti di fertilizzanti e prodotti fitosanitari con ossido di grafene

Tornando all’analisi di (Peterson, EM; Green, FB; Smith, PN 2020), si scopre inoltre che “negli ultimi 50 anni molte aziende che producono mangimi sono state fondate in aree che ricevono relativamente poche precipitazioni, simili agli altipiani.
Queste regioni (pianure degli Stati Uniti, Messico, Sud America ed Australia settentrionale), sono spesso soggette a siccità, esacerbando la generazione di particolato e l’emissione di pesticidi dai cantieri di alimentazione…quindi, diffusione aerea di insetticidi nell’ambiente locale, tramite PM (microparticelle), è probabile che si verifichi nelle food court di tutto il mondo, indipendentemente dalle condizioni climatiche”.

Questo panorama potrebbe combaciare con quello delle pianure e delle aziende agricole e zootecniche spagnole, soprattutto nel periodo estivo, in cui le condizioni di umidità e temperatura sono ideali per l’evaporazione e il sollevamento delle particelle in sospensione.

È molto illuminante studiare articoli sulle tecniche di immobilizzazione dei fertilizzanti che mirano a evitare la perdita per volatilizzazione, tra cui l’ossido di grafene GO.

Nel lavoro di (ul-Islam, S .; Nisar, S .; Kmail, A .; Umar, A. 2018) è dimostrato che il grafene è utilizzato in modo intensivo nei terreni agricoli per fissare tutti i tipi di fertilizzanti (urea e azoto) che sono caratterizzati dal subire una volatilità di circa il 40% dopo 24 ore.

Altri lavori condividono l’analisi del problema (Yuan, W.; Shen, Y.; Ma, F.; Du, C. 2018) indicando che le perdite sono dovute a tre fattori : ”a) volatilizzazione sotto forma di ammoniaca che contribuisce all’effetto serra ; b) lisciviazione sotto forma di nitrati con conseguente eutrofizzazione del corpo idrico ; c) deflusso”.

Per questo motivo i ricercatori hanno considerato la creazione di un composto di ossido di grafene con polimero di poliacrilato per evitare questi problemi.

Come è ben noto, la capacità di adsorbimento dell’ossido di grafene consente il rilascio controllato di fertilizzanti.
Tuttavia è noto che anche la radiazione ultravioletta disintegra la struttura molecolare dell’ossido di grafene, creando punti quantici, che provoca il rilascio di sostanze chimiche adsorbite, facilitando così la loro evaporazione e volatilizzazione e nuvole di particelle sospese per levitazione.

È interessante notare che nessuno di questi studi ha affrontato ciò che accade una volta che l’intero carico di fertilizzanti è rilasciato, cioè quando la luce illumina l’ossido di grafene. 

Secondo (Yanagi, R .; Takemoto, R .; Ono, K .; Ueno, T. 2021) l’ossido di grafene può levitare attraverso il calore indotto dalla luce solare.

Questo è particolarmente vero quando il grafene è altamente poroso, a causa della sua densità inferiore a quella dell’aria.
La porosità è una proprietà fondamentale degli aerogel e dei fertilizzanti a base di ossido di grafene e dei composti fitosanitari, al fine di aumentarne la capacità di adsorbimento e rilascio controllato.


Nubi chimiche da evaporazione/volatilizzazione/levitazione di soluzioni con grafene e loro ionizzazione
Fig. 4 : Schema di levitazione dei nanotubi di carbonio aerogel CNT (nanotubi di ossido di grafene). (Yanagi, R.; Takemoto, R.; Ono, K.; Ueno, T. 2021)

In questa indagine si è concluso che “l’aerogel prodotto per l’esperimento potrebbe essere riscaldato istantaneamente utilizzando una lampada alogena a causa della sua elevata proprietà di assorbimento della luce e della sua ridotta capacità termica.

Quando riscaldato veniva levitato dalla galleggiabilità dell’aria circostante ed il il comportamento della levitazione potrebbe essere controllato dal ciclo di accensione/spegnimento della sorgente luminosa.
Sono in corso ricerche sulla levitazione di aerogel CNT (nanotubi di carbonio, ossido di grafene in forma tubolare-cilindrica) utilizzando la luce solare”.

L’aerogel di nanotubi di carbonio CNT è stato testato con densità variabili da 0,25 a 1mg/cm-3, ottenendo una levitazione istantanea con una velocità di riscaldamento di 17°C/s.

Questo effetto è stato notato da (Zhang, T.; Chang, H.; Wu, Y.; Xiao, P.; Yi, N.; Lu, Y.; Chen, Y. 2015) nel loro lavoro sulla propulsione macroscopica con luce diretta su grafene sfuso.

È stato scoperto che “gli oggetti a base di macrografene potrebbero essere azionati direttamente da un laser a livello di watt, e persino dalla luce solare, fino a una scala inferiore al metro… la propulsione potrebbe essere ulteriormente potenziata aumentando l’intensità della luce e/o migliorando la zona illuminata ”.

Effetti della ionizzazione sul grafene

Gli effetti della ionizzazione sul grafene sono complessi, poiché provoca l’effetto opposto all’adsorbimento, cioè il desorbimento di ioni e la generazione di specie ionizzate (radicali liberi).

Secondo (Kim, YK; Na, HK; Kwack, SJ; Ryoo, SR; Lee, Y .; Hong, S .; Min, DH 2011) quando si applica un laser ionizzante sull’ossido di grafene, questo si trasforma in ossido di grafene ridotto rGO, per poi alla fine formare nanotubi di carbonio/grafene a parete multipla, noti come MWCNT.


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Fig. 5. Effetti della ionizzazione sull’ossido di grafene. (Kim, YK; Na, HK; Kwack, SJ; Ryoo, SR; Lee, Y.; Hong, S.; Min, DH 2011)

Questo effetto di riduzione del GO è stato osservato anche nello studio di (Cutroneo, M .; Havranek, V .; Mackova, A .; Malinsky, P .; Torrisi, L .; Lorincik, J .; Stammers, J. 2019) che afferma : “un microraggio ionico è un modo efficace per deossigenare i fogli di ossido di grafite e produrre un ossido di grafene ridotto per migliorare il contenuto di carbonio relativo (C/O, rapporto carbonio/ossigeno) per aumentare la conduttività elettrica “.

Questo studio fornisce l’importante prova che l’ossido di grafene ridotto aumenta la conduttività elettrica, quindi la sua presenza in nuvole chimiche o ibride con vapore acqueo e altri inquinanti può aumentare l’attività elettrica dell’atmosfera.

Per completare il quadro è fondamentale citare il lavoro di (Wang, Z., Yu, C., Huang, H., Guo, W., Yu, J. e Qiu, J. 2021) che offre una visione olistica dell’incidenza delle microonde sulla chimica del carbonio, soprattutto su scala nanometrica.

Gli autori affermano che “le microonde sono onde elettromagnetiche che presentano una variazione sinusoidale dei campi elettrici e magnetici.
La frequenza delle microonde è compresa tra 300 MHz e 300 GHz, in cui la frequenza di 2,45 GHz viene utilizzata più frequentemente
“.

Il calore condotto dalle radiazioni elettromagnetiche provoca la polarizzazione e l’eccitazione dei materiali a base di carbonio, aumentandone la temperatura, provocando gli effetti di desorbimento, esfoliazione, riduzione, drogaggio, ma soprattutto ”a causa della forte interazione tra gli elettroni in movimento quasi libero ed il campo elettrico, l’energia cinetica di questi elettroni aumenta e consente loro di saltare rapidamente fuori dall’area coniugata sulla superficie del carbonio, con conseguente ionizzazione delle specie gassose. con un’evidente emissione di luce in tempi e spazi limitati.

Questo fenomeno è percepito come arco o plasma di scarica.
Ed una generazione intensiva di tali specie/plasmi ionizzati può avere un grande potenziale per le reazioni a microonde coinvolte a causa delle caratteristiche delle dimensioni su microscala e dell’elevata densità di energia unica
“.


Nubi chimiche da evaporazione/volatilizzazione/levitazione di soluzioni con grafene e loro ionizzazione
Fig. 6 : Chimica del carbonio con le microonde. (Wang, Z., Yu, C., Huang, H., Guo, W., Yu, J. e Qiu, J. 2021)

Riflessioni finali

È ormai ampiamente dimostrato che il grafene è in grado di formare nuvole chimiche quando è associato ad altri componenti (ad esempio presenti in fertilizzanti e pesticidi), quando ha una densità adeguata, un alto grado di porosità e si trova in una soluzione liquida, suscettibile di evaporazione.

Può anche essere trasportato da correnti d’aria calda e formare nuvole di polvere chimica, insieme ad altri materiali.
In base alle conoscenze scientifiche attuali, è altamente probabile la presenza di grafene nelle nuvole in seguito ad un processo di riscaldamento ed evaporazione, soprattutto nel periodo estivo, in climi secchi.

Se si considera che ci sono nubi chimiche in cui può essere presente una concentrazione di grafene o di ossido di grafene, ancora non quantificata sperimentalmente (in assenza di ulteriori studi), è molto probabile che abbiano un impatto anche sull’aumento dell’attività elettromagnetica.

Tutto questo, insieme all’effetto delle onde elettromagnetiche (microonde), all’effetto moltiplicatore e all’assorbimento elettromagnetico dell’ossido di grafene, provoca la ionizzazione delle nubi chimiche, generando un effetto di desorbimento, che provoca pioggia o precipitazione di acqua, fertilizzanti, pesticidi, prodotti fitosanitari o composti chimici nucleati nella loro fase di aerosol nell’aria.

Si sospetta inoltre che la ionizzazione del grafene generi il rilascio di radicali liberi e specie ionizzate che potrebbero essere dietro i valori di radiazione insolitamente elevati.

Ovviamente gli impulsi di radiazioni ionizzanti sembrano essere al di fuori dello schema naturale del fenomeno.

Tuttavia, è possibile che gli impulsi elettromagnetici dei radar meteorologici, militari e di osservazione del traffico aereo causino un effetto di rimbalzo sulle particelle magnetizzate di ossido di grafene (e presumibilmente di magnetite Fe3O4), generando inevitabilmente un impulso di radiazione ionizzante.

Per questo motivo, è essenziale osservare e condurre ricerche sugli aerosol atmosferici in tutta la penisola iberica, così come la localizzazione degli impulsi di radiazione, al fine di garantire la loro origine ed escludere altre ipotesi.

Bibliografia

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21.Yuan, W.; Shen, Y.; Ma, F.; Du, C. (2018). Applicazione del polimero di poliacrilato modificato con ossido di grafene per l’urea rivestita a rilascio controllato. = Application of Graphene-Oxide-Modified Polyacrylate Polymer for Controlled-Release Coated Urea. Coatings, 8 (2), 64. https://doi.org/10.3390/coatings8020064

22.Zhang, T.; Chang, H.; Wu, Y.; Xiao, P.; Yi, N.; Lu, Y.; Chen, Y. (2015). Propulsione macroscopica e diretta della luce di materiale sfuso di grafene. = Macroscopic and direct light propulsion of bulk graphene material. Nature Photonicsa, 9 (7), pp. 471-476. https://doi.org/10.1038/nphoton.2015.105

Appendice

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3.CN107711861A. 重 言; ; ; ; ; ; ; 静; 言 富; . (2018). [Cina]. Una sorta di uscita controlla l’attrattivo e il metodo di preparazione dell’intero nido delle termiti del suolo. = A kind of go out controls the attractant and preparation method of whole nest Soil termites.  https://patents.google.com/patent/CN107711861A/en

4.CN109497048A. ; 赵 鲜 梅. (2019). Una sorta di soluzione di iniezione dello stelo contenente nano materiale di grafene = A kind of trunk injection liquor of containing graphene nano material. https://patents.google.com/patent/CN109497048A/en

5.CN109704321A. 利 红; 黄 平 建. (2019). Un tipo di ossido di nano grafene e la sua preparazione e applicazione = A kind of nano graphene oxide and its preparation and application. https://patents.google.com/patent/CN109704321A/en

6.CN111727964A. 健; 赛 杰; ; ; . (2020). Preparazione di pesticidi a lenta cessione di Avermectin nano e relativo metodo di preparazione. = Avermectin nano slow-release pesticide preparation and preparation method thereof. https://patents.google.com/patent/CN111727964A/en

Studio originale in lingua spagnola : Nubes químicas procedentes de la evaporación/volatilización/levitación de soluciones con grafeno y su ionización

Traduzione in italiano a cura di Veronica Baker


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