Non gioco più…

Pubblicato il 28 Gennaio 2021 da Veronica Baker

Non gioco più, me ne vado,
Non gioco più, ma davvero…

Mina


Non gioco più
Il “caso” GameStop…

A Wall Street al momento non c’è stato alcun vero massacro.

Semplicemente un aumento improvviso di volatilità – francamente da me previsto da tempo – dovuto al fatto che la liquidità presente nei mercati sta sempre di più prosciugandosi.

E quello che sta succedendo a Wall Street al titolo “GameStop” è eloquente.

Ma non assomiglia per nulla – come invece scritto da alcuni noti giornalisti – al finale del film “Trading Places” (in italiano “Una Poltrona per due“).
Le due situazioni sono infatti completamente diverse.

E nella saga “GameStop” – al contrario che in “Trading Places” – stanno prevalendo i banchieri del “Club”.

Tecnicamente, i piccoli investitori (quelli che sono stati definiti “Redditors” o “Robinhooders”, tra cui però sicuramente si annidano diversi hedge funds) hanno acquistato opzioni call ampiamente out of the money per pompare sempre più in alto il prezzo delle azioni GME vendute allo scoperto da altri hedge funds che invece erano al ribasso in modo “classico” (prendendo in prestito le azioni e non comprando opzioni put).

Ma perchè la quotazione di GameStop è andata sulla luna ?
Il motivo è semplice : il flottante venduto allo scoperto è arrivato nel frattempo al 148% delle azioni esistenti.

Ma come è possibile che in questo momento siano vendute al ribasso più azioni di quelle esistenti ?

Purtroppo agli hedge fund è tuttora permessa la pratica illegale dello short selling naked : cioè vendere un titolo al ribasso senza avere trovato prima il cosiddetto “lenders”, cioè colui che fisicamente gli presta i titoli.

Il naked short selling è una pratica illegale che permette di vendere allo scoperto azioni di cui non è stata accertata l’esistenza.
Normalmente, un trader deve prendere in prestito un titolo prima di venderlo allo scoperto.

Ma sfruttando dei veri e propri loophole presenti nella regolamentazione dei mercati, e soprattutto nonostante sia stato reso illegale sin dal 2008, il naked short selling continua ad essere permesso.

Una anomalia dovuta al fatto che tutte le posizioni nei mercati finanziari americani sono regolate a T+3, cioè a tre giorni.

Il venditore allo scoperto (lo short seller) inizialmente ordina al suo broker di vendere azioni XYZ ad un valore prefissato.

Nella realtà solitamente lo short seller prende semplicemente in prestito il titolo XYZ direttamente dal broker stesso.
Quest’ultimo di solito detiene già l’azione XYZ nei portafogli azionari di fondi pensioni, fondi comuni od altri investitori (istituzionali e non).

Se questo non accade, lo short seller ha un tempo limitato (normalmente 3 giorni) per trovare qualcuno che possa fornire in prestito le azioni XYZ.

Nel caso (infrequente, ma può succedere) in cui lo short seller non riesca a soddisfare questo requisito, il broker eseguirà una operazione di buy-in.
Cioè il riacquisto forzato (entro l’orario di chiusura del mercato in cui è quotato il titolo XYZ) della posizione ribassista aperta in precedenza.

Comprare 1 opzione call signfica avere la possibilità di comprare 100 azioni ad un certo prezzo determinato.
In questo modo i “redditors” hanno costretto i loro broker ad acquistare azioni GameStop da detenere nei loro portafogli.
Semplicemente hanno sfruttato l’effetto leva :

Il concetto di leva finanziaria si basa sull’ipotesi che l’ammontare di un investimento non sia necessariamente uguale al capitale a disposizione, ma possa superarlo abbondantemente.

Di solito con un capitale di 100 si possono effettuare investimenti pari a 100.

Questa è la scelta adottata da tutti coloro che si considerano prudenti.

Nella realtà invece è possibile prendere posizioni sul mercato per un valore molto superiore al capitale posseduto.
Amplificando di conseguenza i profitti e le perdite.

Gli hedge funds che hanno venduto al ribasso il titolo invece desideravano esclusivamente di manipolare il mercato senza seguire nemmeno i fondamentali tecnici.

Una mossa completamente illegale...
Una mossa completamente illegale…

Perchè andare pesantemente al ribasso su GameStop dopo una evidente rottura rialzista era una mossa completamente folle sotto tutti i punti di vista.

Ma la cosa più scandalosa (ma non certo sorprendente) è il servile comportamento di tutti i brokers USA che su pressioni esterne (probabilmente la Federal Reserve) prima hanno inibito l’accesso alle piattaforme di trading con la scusa di “improvvisi problemi tecnici” (un film già visto più volte in passato), e poi hanno iniziato a proibire l’acquisto di alcuni titoli (fra cui ovviamente GameStop) ai loro clienti.

Una mossa completamente illegale.
Che ha causato ovviamente l’apertura di diverse class action.

Perchè a questo punto è chiaro che gli hedge funds stavano vendendo infinite azioni di GameStop esclusivamente con lo scopo di fare fallire la società.
Una operazione non solo illegale, ma soprattutto non etica.
Ma il gioco (Game Stop !) gli si è invece rivoltato improvvisamente contro.
Ed in questo momento sono gli stessi hedge funds che sono andati al ribasso a rischio pesante di insolvenza.

Inoltre un broker non ha alcun diritto di bloccare la contrattazione di un titolo perchè “non gli piace il prezzo che ha raggiunto”.
Ma nei fatti è successo proprio questo.

Ovviamente non è (e non è mai stato) un libero mercato.
Ma piuttosto una dittatura finanziaria.

Per quanto mi riguarda, sono anni ormai che non lavoro più con broker anglo-americani od europei, visto che di episodi del genere in passato ne ho visti a decine e decine.
Ed ovviamente, il mio broker russo – che si rivolge prevalentemente ad investitori professionalmente qualificati – non ha limitato alcunchè.

Nè ha sofferto alcun “improvviso problema tecnico”.
Nemmeno per GameStop.



44


You cannot copy content of this page