Money management

Pubblicato il 26 Marzo 2019 da Veronica Baker

Il denaro c’è ma non si vede.
Qualcuno vince, qualcuno perde.

Il denaro di per sé non si crea né si distrugge.
Semplicemente si trasferisce da una intuizione ad un’altra, magicamente.

Gordon Gekko (Michael Douglas) – Wall Street


Money management
Ci sono ingressi che rispettano tutte le linee guida…

Un tema troppo spesso trascurato.

Sicuramente un ingresso ragionato produce abitualmente risultati migliori di un’entrata ad occhi chiusi nel mercato.
Ma non è un elemento sufficiente per guadagnare profitti.

Tutt’altro.

Ci sono ingressi che rispettano tutte le linee guida e che sviluppano dei guadagni teorici anche importanti.
Ma che poi si concludono con un doloroso loss.

Doloroso su due piani.

Quello finanziario e quello psicologico.

Sul piano finanziario è ovvio che una perdita economica non giovi al buon umore.
Si può incassare la perdita con grande fair play oppure avvilirsi fino alla depressione.

Ma il risultato finale resta.
Il trade non ha prodotto utili.
Anzi ha procurato delle perdite.

Sul piano psicologico la questione diventa ancora più delicata.
Un trade che parte e torna indietro inganna due volte.

La prima quando un ingresso ragionato produce un utile, confermando la validità della strategia.
La seconda quando il mercato cambia direzione all’improvviso, e tutto quello che sembrava giusto e profittevole diventa dannoso e stressante.

L’unica soluzione per ovviare a questo tipo di problemi è dotarsi – oltre che di un trading-system accuratamente testato nel tempo – anche di un robusto money management che tenga conto dei seguenti fattori :

Commissioni di negoziazione
Stop-loss
Andamento del mercato

Il money management non è altro che una strategia di gestione “economica” che consente come primo obiettivo di coprire le commissioni e come secondo di sterilizzare lo stop-loss.

Ed infine portare a casa dei profitti.



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