Living in a box

Pubblicato il 5 Luglio 2020 da Veronica Baker

Woke up this morning
Closed in on all sides
Nothing doing
I feel resistance
As I open my eyes
Someone’s fooling
I’ve found a way to break through this cellophane line
Cause I know what’s going on in my own mind

Am I living in a box ?
Am I living in a cardboard box ?

Living in a box – Living in a box”


I danni prodotti da questo scempio alla psicologia di una malsana umanità già pesantemente danneggiata dallo svuotamento e dalla spersonalizzazione della propria vita personale saranno superiori a quello che i creatori potevano immaginare.

Ed impatteranno pesantemente gli usi e costumi della quotidianità.
Compresi i loro, ovviamente.

Anche quando i locali pubblici riapriranno, i consumi non riprenderanno.

Living in a box

Ad esempio in Cina, dove ormai il lockdown è passato da qualche tempo, la gente non si reca più al ristorante, ma preferisce ordinare cibo d’asporto da consegnare nelle proprie abitazioni.

I negozi sono desolatamente vuoti.

Questa umanità già malata –   sicuramente studiata a fondo dai Think Thank che hanno creato questa pantomima – è destinata velocemente al collasso.
Senza il contatto umano, rapidamente si estinguerà.

Ma nella realtà – come ho avuto più volte occasione di sottolineare – è già così da molto tempo.
Solo che la maggior parte delle persone non se ne accorgeva nemmeno.

La comunicazione esclusivamente via mezzi virtuali – tanto voluta quanto imposta anche quando si potrebbe benissimo farne a meno – è una conseguenza diretta di tutto questo.
I rapporti virtuali finiscono quasi sempre con il rimanere tali.

Le persone non si incontrano realmente mai.
Questa sarebbe conoscenza, senza guardarsi negli occhi, sentire il tono di voce, vedere uno sguardo, un gesto, una postura ?

E’ abbastanza evidente, ed il trend è in atto da almeno minimo un decennio, che tutto questo è stato causato da un evidente – almeno agli occhi di chi ha voluto vedere – mal utilizzo della tecnologia, che come causa ha portato ad egoismo e diffidenza nei rapporti personali che non potrà altro che accelerare sempre più velocemente :

Tutto questo non solo divide.
Ma soprattutto porta le persone a pensare solo a loro stesse.

Ad aumentare l’egoismo e quindi a non condividere nulla.

Non solo cose materiali, ma soprattutto tutto ciò che riguarda i propri problemi, i propri desideri, ambizioni, sentimenti, aspirazioni.

Così facendo si svuota la gente della propria spiritualità e della propria anima, creando un esercito di individui senza testa pensante e soprattutto senza cuore.

Oltre alla diffidenza nei rapporti personali che in moltissimi casi porta alla paranoia più totale ed al completo isolamento sociale delle persone che ritengono di conoscere gli altri solamente tramite le informazioni che in un qualche modo riescono a trovare sul web o che ottengono tramite conoscenza virtuale.

Peccato che così facendo alla fine sia avrà solamente un ritratto molto deformato e soprattutto basato sulle proprie convinzioni personali.

Nella maggior parte dei casi chi ragionerà in questo modo sarà sempre condizionato dalla maggioranza delle opinioni espresse da altri.

In questo modo si condizionano le masse.
Con la “troppa” tecnologia unita alla bulimia delle informazioni.

In poche parole, la nostra spersonalizzazione che porta a considerarci tutti “uguali”.
Sì, certo, tutti uguali ma nella mediocrità.

Per me, nessuna novità.
Da anni ormai mi aspettavo esattamente questa evoluzione.

Ed ora – purtroppo – la gente comune ne capirà le conseguenze nefaste.



HerOwnDestinyBanner


You cannot copy content of this page