Libertà di parola

Pubblicato il 30 Novembre 2020 da Veronica Baker

Se ci viene tolta la libertà di parola, noi, muti e silenziosi, saremo trascinati come pecore al macello.

George Washington


Il governo della Norvegia, per bocca di tale Birna Rorslett, ha appena promulgato una legge che vieta qualsiasi tipo di critica nei confronti della comunità T*.

Ma chi può definire realmente i confini fra l’esprimere una critica (legittima) ed un possibile sentimento di odio ?
Nessuno.

O meglio, può farlo esclusivamente chi detiene il potere.
Quindi imporre una legge del genere è un’arma a doppio taglio.

Perchè in futuro potrà facilmente essere usata contro chiunque.
Soprattutto in qualsiasi ambito, in particolare politico.

Non importa se quello che è stato detto è un discorso di odio o meno.
Basterà una opinione diversa da quella “universalmente accettata”.
In poche parole, totalitarismo.

Inoltre, poiché è un discorso di odio, sarà proibito esprimere la propria libera opinione.

Soprattutto riferirla in pubblico.

Proprio perchè è stata in precedenza etichettata come “sentimento d’odio”.
In poche parole, non potrà mai essere provata la propria innocenza.

Detto questo, Birna Roslett dimentica che la cosa più importante che occorre ricordare è semplicemente una.
Il rispetto dell’altrui persona.

Il rispetto non è ossequio, deferenza, riverenza.
E’ attenzione, considerazione e riguardo per le persone, le istituzioni e le cose.

E’ la prima categoria di una forma educativa che non può essere insegnata.
Ma che si apprende con l’esempio, la prassi, l’imitazione e l’identificazione.

Il rispetto è come l’amore.

Se lo hai ricevuto nelle forme giuste riesci a darlo correttamente.
In caso contrario lo impari come una lezione scolastica.

Ma non è la stessa cosa.
Rimane un apprendimento razionale troppo lontano dal vissuto emotivo.

Libertà di parola
Compreso chi scrive in questo blog…

Inoltre vorrei ricordare a tutti coloro che in questo momento stanno riversando sentimenti di odio nei confronti della “nostra” comunità che persone come Chelsea Manning stanno provando a rendere questo mondo un posto migliore.

Ha esposto il male che sta distruggendo le fondamenta della nostra civiltà, e sta pagando per questo con il carcere.
Condannata su richiesta di quel “buonissimo” personaggio che “difende” da sempre le minoranze come “l’abbronzato” Barry Soetoro alias Barack Hussein Obama.

Inoltre. la stragrande maggiroranza di coloro che ne fanno parte – compreso chi scrive in questo blog che da più di 15 anni è impegnata attivamente a lottare contro quel mostro chiamato NWO che ormai ha invaso tutto il nostro globo terrestre – sono assolutamente contrarie a questo tipo di iniziative che servono esclusivamente a dividere e non ad unire.

Il mondo ha disperatamente bisogno di più Chelsea Manning.
E di meno politicanti che si sono vendute per quattro soldi come Birna Roselett.



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