Lezioni di vita

Pubblicato il 4 Febbraio 2022 da Veronica Baker

La vita può gettare addosso tutti i tipi di terra.
Soprattutto quando si è già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra sulle spalle e salire sopra.

Veronica Baker


Lezioni di vita

Le lezioni imparate, le esperienze vissute sono il nutrimento che ci permetterà di non essere più attaccabili dalle vicissitudini della vita.

Questo significa che saremo talmente consapevoli della nostra forza interiore che tutto scivolerà via.
Davvero libere.


Lo scherzo del pastore

Lezioni di vita
Al lupo, al lupo !

Lo scherzo del pastore è una delle favole più famose di Esopo.

Un pastorello conduceva ogni giorno le sue pecorelle a pascolare.
Si annoiava molto e così decise di fare uno scherzo a tutta la gente del villaggio.

“Aiuto…al lupo, al lupo !”

Cominciò allora a gridare con quanto fiato aveva in gola.
Tutti i contadini accorsero armati di forconi e randelli, ma quando arrivarono nel grande prato non videro neanche l’ombra del lupo.

Il pastorello rideva a crepapelle :
“Era solo uno scherzo e voi ci siete cascati…”

Qualche giorno dopo ripeté lo stesso e i contadini allarmati giunsero di corsa al prato.
Presto si accorsero che il pastorello si era giocato un’altra volta di loro.

Un giorno arrivò d’improvviso un intero branco di lupi.

Il pastorello cominciò a gridare disperatamente :

“Al lupo, al lupo !”

Ma i contadini, credendo ad un altro scherzo, non si mossero più.
Indisturbati, i lupi fecero strage di pecore e agnelli.

Morale : chi mente sempre non è più creduto quando dice (o dirà) la verità.


Una favola di Esopo

La volpe e l’uva è un’altra fra le più celebri favole attribuite ad Esopo.
I riferimenti alla fiaba nel linguaggio comune assumono quasi le caratteristiche di un proverbio.

“Fare come la volpe con l’uva” significa, metaforicamente, reagire a una sconfitta sostenendo di non aver mai desiderato la vittoria, o disprezzando il premio che si è mancato di ottenere.

Il comportamento della volpe corrisponde a quello che in psicologia viene chiamato razionalizzazione.

Una volpe, dopo aver sognato di raggiungere un grappolo d’uva, si sveglia accorgendosi che quel grappolo esiste davvero.
L’animale affamato tenta con grandi balzi di staccare il grappolo ma ogni sforzo è vano.

Constatando di non poterla raggiungere, esclama :

“Non è ancora matura !”.

È facile infatti disprezzare quello che non si può ottenere.


Il vecchio al forte

La paura dei cambiamenti nasce sempre dal timore che le cose possano andare peggio di quanto stiano andando.
In realtà distinguere sul momento un fatto negativo da uno positivo non è per niente facile.


Lezioni di vita


In un villaggio viveva un vecchio molto povero.
Ma i re lo invidiavano perché possedeva un bellissimo cavallo bianco.
Effettivamente non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, forza e maestosità.

I re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo, ma l’uomo invariabilmente rispondeva :

“Questo cavallo per me è come una persona.
E come si può vendere una persona, un amico ?”.

L’uomo era povero, la tentazione era forte, ma non vendette mai quel cavallo.

Un mattino scoprì che non era più nella stalla.
L’intero villaggio accorse :

“Vecchio sciocco !
Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo.

Sarebbe stato molto meglio venderlo.
Potevi ottenere il prezzo che volevi.

Ed adesso il cavallo non c’è più, che sfortuna !”.

Il vecchio rispose :

“Non correte troppo !
Il cavallo non è più nella stalla.
Tutto qua.

Questo è solo un frammento.
Chissà cosa succederà in seguito ?”.

Ma la gente rideva, da sempre pensavano che fosse un po’ matto.

Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il cavallo ritornò.
Era semplicemente fuggito nelle praterie.

Non solo era ritornato, ma aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi.

La gente di nuovo accorse :

“Vecchio, avevi ragione tu !
Quella non era sfortuna.
In effetti si è rivelata una fortuna”.

Il vecchio allora rispose:

“Di nuovo state correndo troppo.
Il cavallo è tornato, portando con sé una dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no ?

Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa ad affermarlo ?
State leggendo una parola di un’intera frase : come potete giudicare tutto il libro ?”.

Questa volta la gente non obiettò.
Ma pensavano che il vecchio aveva torto : dodici bellissimi cavalli, bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.

Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che iniziò a domare i cavalli selvaggi.
E dopo una sola settimana, cadde da cavallo e si ruppe entrambe e le gambe.

Di nuovo la gente accorse :

“Hai dimostrato un’altra volta di avere ragione !
Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era l’unico sostegno della tua vecchiaia.
Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio di nuovo rispose :

“Sempre a dare giudizi, è un’ossessione.
Non correte troppo”.

Dopo qualche settimana il paese entrò in guerra, e tutti i giovani del villaggio furono reclutati dall’esercito con la forza.
Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa.

Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal vecchio :

“Avevi ragione : sei stato ancora una volta fortunato.
Forse tuo figlio rimarrà invalido, ma almeno è ancora con te.

I nostri figli invece se ne sono andati, molto probabilmente per sempre.

Il vecchio, di nuovo, disse :

“Continuate sempre a giudicare.
Chi lo sa…nessuno lo può sapere veramente”.

Non giudicare, altrimenti puoi trarre delle conclusioni basandoti solo su dei particolari.

Una volta che hai espresso un giudizio, hai smesso di crescere.

Un sentiero finisce, e ne inizia un altro.
Una porta si chiude, e un’altra se ne apre…


Comicità informatica

Lezioni di vita
‘Scusi, ma di che genere è un computer ?’

Una insegnante spiegava ai suoi alunni come in francese, al contrario della lingua inglese, i sostantivi sono grammaticalmente divisi in “maschile” e “femminile”.

Cose quali “gesso” o “matita” vengono quindi associati ad un genere.
Sebbene in inglese siano sostantivi neutri.

Stupito uno studente alzò la mano e chiese :

‘Scusi, ma di che genere è un computer ?’

Non essendo certo della risposta l’insegnante divise la classe in due gruppi, chiedendo loro di decidere se il termine computer dovesse essere maschile o femminile.

Un gruppo era composto dalle ragazze della classe, e l’altro dai ragazzi.
Ad entrambi i gruppi venne chiesto di fornire quattro motivazioni alle loro conclusioni.

Il gruppo delle ragazze concluse che ai computer bisognerebbe assegnare il genere maschile, perché :

Per avere la loro attenzione devi accenderli.
Contengono moltissimi dati ma sono ancora privi d’intelligenza propria.

Dovrebbero esser lì per risolvere i tuoi problemi ma per metà del tempo sono loro il problema.
Non appena te ne procuri uno ti accorgi che se avessi aspettato ancora un po’ avresti potuto averne uno migliore.

I ragazzi d’altro canto decisero che i computer dovrebbero decisamente appartenere al genere femminile perché :

Nessun altro al di fuori del loro creatore capisce la loro logica interna.
Il linguaggio di cui si servono per comunicare con gli altri computer è incomprensibile a chiunque altro.

I tuoi errori, persino minimi, vengono immagazzinati nella memoria a lungo termine per essere usati più avanti.
Non appena ne acquisti uno ti ritrovi a spendere metà del tuo blocchetto d’assegni per gli accessori.


La dura vita del professionista

Una apologia vecchissima, ma oggi – ancora più di ieri – estremamente attuale.
La professionalità e la competenza non si possono svendere .

Semplicemente una questione di rispetto del lavoro altrui.


Un sistemista è chiamato per aggiustare un computer molto grande ed estremamente complesso.
Un computer da 12 milioni di $.

Lezioni di vita
Un sistemista è chiamato per aggiustare un computer molto grande ed estremamente complesso…

Seduto di fronte allo schermo, preme un paio di tasti, asserisce con la testa, mormora qualcosa a se stesso e spegne il computer.

A quel punto estrae un piccolo cacciavite dalla tasca e dà un giro e mezzo ad una minuscola vite.

A questo punto, accende il computer e verifica che funziona perfettamente.
Il presidente dell’azienda è felicissimo e si offre di pagare il conto immediatamente.

“Quanto le devo ?”, chiede.
“Sono Mille Dollari, per cortesia”, risponde il sistemista.

“Mille Dollari per pochi minuti di lavoro ? Mille Dollari per stringere una semplicissima vitina ?
Mi rendo conto che il computer vale 12 milioni di Dollari, ma Mille Dollari mi sembra una cifra veramente esagerata.
Pagherò solamente se mi manderà una fattura dettagliata che giustifichi una cifra del genere.”

Il sistemista acconsente con un cenno e se ne va.
Il mattino dopo il presidente riceve la fattura, la legge attentamente, asserisce con la testa e la paga immediatamente, senza una lamentela.

La fattura riportava :

Servizi effettuati.

Avvitamento di una vitina : Dollari 1.
Sapere quale vitina avvitare : Dollari 999.

Ricordati :

Si guadagna per quello che si sa, non per quello che si fa.


Simbologia del Fior di Loto

Fior di loto
Simbolo della purezza e della rinascita…

Il Fior di Loto è simbolo della purezza, dell’illuminazione, della trasformazione e della rinascita.

Le sue radici affondano nelle paludi fangose.
Ma lo stelo si innalza dalla profondità verso l’alto, per poi sbocciare in superficie alla luce del sole.

Le foglie ed i petali idrofobi non vengono macchiati dal fango.
L’acqua scivola sopra senza intaccarne la profonda bellezza.

La sua simbologia ci aiuta anche quando dobbiamo affrontare i momenti bui della nostra vita.

Imparando dai nostri errori e guardando in faccia i nostri lati oscuri, cresciamo.

Esattamente come il Fior di Loto che sparge il suo dolce profumo in mezzo alla palude.

Le lezioni imparate, le esperienze vissute diventeranno allora il nutrimento che ci permetterà di non essere più attaccabili dalle vicissitudini della vita.

Questo significa che saremo talmente consapevoli della nostra forza interiore che tutto scivolerà via.
Davvero libere.


La lezione del cavallo

La lezione del cavallo Her Own Destiny
Non valeva la pena sprecare energie…

Un giorno il cavallo di un contadino cadde in un pozzo.
Non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da solo con le sue proprie forze.

Per molte ore l’animale nitrì disperato, mentre il contadino non sapeva cosa fare.

Alla fine prese una decisione crudele : il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente.
Non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo.
Anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso.

Allora chiamò i suoi vicini per interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di loro prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.

Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo, ed iniziò a piangere disperatamente.

Tuttavia con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra il cavallo si calmò.

Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.

In poco tempo il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo ed uscire trottando felice.

Le Cinque Regole Magiche

La vita ti getta addosso tutti i tipi di terra.
Soprattutto se sei già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra.

Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima.
Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinte.
Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto !

Libera il cuore dall’odio.
Libera la mente dalle eccessive preoccupazioni.
Semplifica la tua vita.
Dà in misura maggiore e coltiva meno aspettative.
Ama di più ed accetta la terra che ti tirano, perchè può essere la soluzione e non il problema.


La teoria dei cinque elementi

The Five Elements – Her Own Destiny
The Five Elements – Yin & Yang

I cinque elementi

Terra
Metallo
Acqua
Legno
Fuoco

Ciascuno di questi elementi rappresenta una diversa fase di energia e presenta un ciclo di generazione ed uno di distruzione.

Questi due cicli in contrapposizione fra loro permettono un corretto equilibrio fra gli elementi, impedendo che nessuno di questi possa prendere il sopravvento sul sistema.

Le stagioni

Terra : fine dell’Estate
Metallo : Autunno
Acqua : Inverno
Legno : Primavera
Fuoco : Estate

La Primavera si identifica nell’elemento Legno in quanto è espressione di nascita e di vita.

L’Estate, successiva alla Primavera, si identifica nel Fuoco, contraddistinto dalla forza e dalla piena espressione energetica.
Dopo arriva l’Autunno, che si immedesima nel Metallo, momento di pace in cui si raccolgono le energie e ci si prepara ad un periodo di inerzia.
Infine l’Inverno, rappresentato dall’Acqua, periodo di inattività e di fine ciclo delle stagioni.

La Terra invece rappresenta il “luogo” dove le stagioni prendono forma, oltre a manifestarsi durante il periodo di transizione e trasformazione delle stagioni stesse.

Le cinque lezioni della Vita

1.Fai sempre quello che ritieni giusto
Non avere mai alcuna preoccupazione o senso di colpa per quello che stai facendo.
Sia in ambito professionale che in quello personale, vai dove ti porta il cuore.
I tuoi risultati diventeranno in breve tempo positivi.

2.Supera i tuoi limiti
L’Universo ti offrirà aiuto.
Mai dire che non ci riesci.
Mai pensare in modo dogmatico, nè credere acriticamente.

3.Condividi
Non solo in termini materiali.
Conoscenza, amore, sostegno, comprensione.
Non aspettarti mai nulla in cambio.
La vita è come un eco.
Se dici ti amo, poi l’Universo ti risponderà che ti ama.

4.Imposta i tuoi obiettivi
A lungo termine ed a breve termine.
Ma non aspettarti risultati immediati.
Sarà la strada della Vita che ti porterà verso il loro raggiungimento.
Se metti il tuo cuore e la tua anima in quello che stai facendo, raggiungerai infine la tua meta.

5.Credi nell’Energia dell’Universo
Non coltivare troppe aspettative e credi nella Forza della Vita.
Ben presto arriveranno le risposte ai tuoi quesiti.


Veronica


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