Lettera ad un’amica

Pubblicato il 17 Marzo 2019 da Veronica Baker

Se ho scritto questa lettera così lunga, è stato perché non ho avuto tempo per farla più breve.

Blaise Pascal


Una mia vecchia lettera (virtuale), che in realtà non fu mai letta dalla diretta interessata.


16 Settembre, 2011


Lettera ad un’amica

Lettera ad un'amica
So che non leggerai mai queste mie parole…

Cara Sharon (nome di fantasia, N.d.A.),

so che non leggerai mai queste mie parole.
Anche se sono esattamente quelle che ti detto di persona più volte.

Non utilizzi mai Internet, anche se so che scrivi nel tuo diario personale tutti i giorni sin da quando eri una bimba.

La tua vita non è mai stata certo facile.
Ma non hai mai avuto paura del giudizio degli altri, che hanno sempre parlato male di te a sproposito.

Unica donna – e decisamente attraente – in un ambiente lavorativo composto di soli maschi (operaia in un’ industria meccanica pesante), le malelingue e le dicerie su di te si sono sempre sprecate nonostante la loro infondatezza e la tua onestà.

Ti hanno fatta piangere, ti hanno fatta stare male, ti hanno spesso levato la dignità.
Ma tu hai sempre tirato dritta per la tua strada, senza aver mai navigato certamente nell’oro .

Soprattutto hai sempre creduto nell’amore vero.
Nonostante le pesanti delusioni.

Il tuo primo compagno anni fa se n’è andato quando si è accorto che tu eri rimasta incinta.
Ed hai dovuto crescere tuo figlio (ora adolescente) completamente da sola.
Dato che la tua famiglia allo stesso modo si è dileguata .

Hai tirato avanti fra mille difficoltà.
Senza poter spendere nulla in beni voluttuari.
Ma solo ciò che era necessario per la crescita di tuo figlio.

E sappiamo tutti benissimo che cosa significhi in questo paese essere una ragazza madre.
Essere additata per sempre .

Hai trovato poi un secondo compagno che ti tradiva di nascosto e continuamente.
Finchè lo hai scoperto casualmente con un SMS galeotto ed inequivocabile.

Lui ha strenuamente negato il falso.
Ma soprattutto ti ha fatto capire di non voler mandare avanti il rapporto perchè interessato soprattutto a sostenere le spese per mandare avanti la “sua” attività in proprio.

E così ti sei ritrovata improvvisamente “con il culo per terra”.
Affitto, cibo, vestiario, beni di prima necessità, istruzione di tuo figlio.
A cui vorresti – come mi dici sempre – dare le soddisfazioni che non ha mai avuto fino ad ora.

Hai fatto richiesta di case popolari per avere almeno il risparmio di “quella spesa”.
Dato che – come mi racconti sempre – quando porti a casa lo stipendio fai subito “i piccoli mucchietti di denaro”.
Questo per l’affitto, questo per fare la spesa, questo per la benzina, questo per l’abbonamento del bus.

Ma la risposta è stata negativa per i motivi che sappiamo tutti.
Purtroppo paghi il fatto di essere italiana e di non avere santi in Paradiso, cioè conoscenze altolocate .

E’ un’ingiustizia, lo so benissimo.

Lettera ad un'amica
E’ un’ingiustizia, lo so benissimo…

Come mi hai raccontato, altre persone nella tua situazione sarebbero subito andate a piangere in qualche sede di sindacato.

In questo modo avrebbero ottenuto facilmente qualche privilegio in cambio di alcune ”scampagnate” in qualche città.
Oppure – come ho aggiunto invece io lo scorso sabato sera – avrebbero mandato questa testimonianza nei soliti stragettonatissimi blog condita degli altrettanto soliti insulti al fine di ottenere un po’ di pubblicità.

Oppure avrebbero utilizzati i soliti ben noti sotterfugi.

Tu, invece no.
Sei venuta da me a spiegarmi la tua vita ed a chiedermi conforto.

A farmi domande su quale potrebbe essere il tuo futuro se – come è probabile – arriverai al punto di dover fare delle scelte difficili.

Ti sei aperta come un libro – fidandoti completamente di me – come ben poche persone oggi avrebbero avuto il coraggio di fare, trincerandosi dietro una marea di scuse e di bugie.

Guarda sempre avanti e mai indietro.
Senza tenere conto del giudizio degli altri.

Soprattutto va’ dove ti porta il cuore.



StrongerthanDestiny


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