Le pagine della vergogna (61)

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


Giocatore di football 25enne muore dopo avvelenamento.


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Infermiera si dimette dall’ospedale causa obbligo “avvelenamento. Onore a te !



Altri effetti secondari dell’elisir di lunga vita.



Altra infermiera che si dimette.



Una carrellata di “incidenti casuali” senza alcuna “correlazione” capitati a sportivi professionisti.



Le pagine della vergogna


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