Le pagine della vergogna (46)

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


I veleni devono stare al fresco ?
Sì, appunto…si vede…



Infermiere che “si prendono cura” dei pazienti che vanno ad inocularsi.
Telecamera nascosta, ovviamente.



Spettacolare difesa di una madre del proprio figlio discriminato a scuola a causa della museruola.



Una magistrale spiegazione della Dr. Chinda Brandolino del legame fra grafene, nano-processori e tecnologia 5G.



Una normalissima famiglia di origine ebrea in Canada va al palazzetto del ghiaccio a pattinare.
Accortosi che erano sprovvisti di pass, il gestore tenta di mandarli via, ma loro si rifiutano.

Arriva la polizia canadese e li arresta.
La nuova Gestapo in azione.



Le pagine della vergogna


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