Le pagine della vergogna (40)

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


Questa ragazza ha fatto il grave errore di iniettarsi il veleno.
Da allora ha subito gravi danni neurologici, forse per il resto della sua vita.
Perchè solitamente non sono curabili.



Testimonianza di una ragazza ipersensibile alla tossicità.

Anne ha reazioni allergiche ogni volta che si trova vicino a una persona vaccinata, il che la fa star male e le impedisce di uscire liberamente.



Ennesima conferma – pleonastica – della presenza di grafene dei veleni mortali.



Una badante spiega come praticamente tutti coloro che sono stati avvelenati presentino gravi effetti collaterali.

In realtà questi effetti non sono affatto collaterali, ma voluti.
Perché uno degli obiettivi di queste inoculazioni è abbassare significativamente l’efficacia del nostro sistema immunitario.



Altra carrellata di terribili effetti neurologici



Le pagine della vergogna


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