Le pagine della vergogna (365)

Pubblicato il 2 Agosto 2022 da Veronica Baker

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


Bollettino di guerra.


CASERTA. IL LUTTO. Michele muore a soli 47 anni


Lutto nell’imprenditoria casertana: addio a “Scialone”


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Addio Giuseppe. Muore a 59 anni


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La rubrica degli analfabeti funzionali.
Credo che non ci sia nulla da aggiungere.



Occorre ammettere che questo ritratto di Giuseppe Prezzolini del 1921 è tuttora veritiero più che mai.
Certe caratteristiche (nel bene e nel male) sono ataviche e, come dire, impresse nel DNA di un popolo.



In teoria questa sarebbe la soluzione giusta.
In pratica, non basta.

Questo è solo il primo passo.

Occorre capire come FUNZIONA la vita.
Occorre sapere riconoscere le individualità, ed apprezzare soprattutto la propria.

Soprattutto riprendersi il controllo completo della propria vita, che non DEVE dipendere in alcun modo da quella balìa chiamata stato.


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Le pagine della vergogna


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