Le pagine della vergogna (313)

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


Bollettino di guerra.


San Giuseppe Jato piange Rosario “Nek”, se ne va a 37 anni


Busto Arsizio. Si spegne farmacista di 64anni.


Barcellona Pozzo di Gotto. Deceduto a 53 anni noto politico locale.


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Salerno, Insegnante deceduta a 40anni dopo un brutto male.


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Come avevo segnalato in tempi non sospetti, sulla base delle motivazioni di questa sentenza francese ogni causa legale “normale” è persa in partenza.
L’unica via legale percorribile è quella per “crimini contro la Umanità“.


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Le pagine della vergogna


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