Le pagine della vergogna (173)

La gran massa dei tedeschi ignorò sempre i particolari più atroci di quanto avvenne più tardi nei Lager.
Lo sterminio metodico e industrializzato sulla scala dei milioni, le camere a gas tossico, i forni crematori, l’abietto sfruttamento dei cadaveri, tutto questo non si doveva sapere, ed in effetti pochi lo seppero, fino alla fine della guerra.

Per mantenere il segreto, fra le altre precauzioni, nel linguaggio ufficiale si usavano soltanto cauti e cinici eufemismi.
Non si scriveva “sterminio” ma “soluzione definitiva”, non “deportazione” ma “trasferimento”, non “uccisione col gas” ma “trattamento speciale”, e così via.

Primo Levi


Le pagine della vergogna


Le dieci fasi di un genocidio.


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Italia. Un appello agli altri paesi del mondo della Dr. Barbara Balanzoni.
Il fatto che poi il governo abbia fatto parzialmente indietro non cambia di una virgola nulla.



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Bolivia. Proteste contro Grin Kaz ed avvelenamento  costringono il governo a fare marcia indietro dopo due giorni.


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Italia. Torino. La Polizia si preoccupa di fermare una ragazza con la mascherina sotto il naso (andando in 10 in intorno a lei) anzichè arrestare gli spacciatori di droga.



Ferrara. Così scrivono i mass-media. Ma ascoltate bene la verità dai due file audio mandati da Marco.


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Solita carrellata di sportivi colti da improvvisi cardiaci.


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Altri decessi (tanto per cambiare) per arresti cardiaci. Il meccanismo, lo ripeto ancora, è spiegato esattamente in questo post.


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Le pagine della vergogna


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