Le mie personali regole (di trading)

Pubblicato il 25 Agosto 2022 da Veronica Baker

Un uomo doveva scontrarsi in duello il giorno seguente.
Il suo secondo gli chiese : “Spari bene ?”
“Modestamente posso colpire il gambo di un calice di vino da quindici metri”, rispose il duellante.
“Molto bene” disse il secondo, nient’affatto impressionato.
“Ma puoi colpire il gambo del calice di vino mentre sta puntando una pistola carica dritta al tuo cuore ?”

Edwin LevèbreReminiscence of a stock operator


Le mie personali regole (di trading)

Mi sono decisa infine a scrivere alcune riflessioni sull’argomento “trading e sopravvivenza nei mercati (finanziari)”.
D’altra parte ho trascorso la maggior parte degli ultimi ventidue anni a contatto con i mercati finanziari globali.

I worked on Wall Street and global financial markets since April 2000.
At first I was a huge scalper : stock markets like Nasdaq and Xetra were my fields of battle during the early days of the Tech Bubble.
Derivatives were relatively new then, and I was a little part of that.

Later I began studying the science of projecting a proprietary trading system.
That worked out all right, but sure it is not an easy road.

Per questo semplice motivo ho esaminato la maggior parte dei sistemi, degli approcci al trading, delle strategie dei cosiddetti guru con cui ho spesso ho interagito.
A volte per curiosità.
Altre perchè naturalmente cercavo delle conferme alle mie personali strategie utilizzate.

Ho studiato programmazione, costruendo nel corso degli anni il mio software personalizzato.

Ed ho esaminato la maggior parte delle possibili strategie di trading, anche simulando possibili diversi andamenti tramite l’utilizzo della cosiddetta Intelligenza Artificiale.

Non esiste – e forse non esisterà mai, anche se a riguardo istituzioni finanziarie assai importanti come BlackRock stanno investendo centinaia di miliardi di dollari – nè un indicatore magico, nè un sistema di Intelligenza Artificiale che possa riuscire ad indicare in modo corretto il susseguirsi di eventi che possono essere influenzati da un numero troppo elevato di situazioni.

Occorre compiere le scelte giuste seguendo il proprio trading-system.
Un modello altamente personalizzato.
Disegnato su misura come un vestito da sera confezionato da uno stilista.

Questo è l’unico approccio davvero funzionante.


12 Dicembre, 2021


 


Per un neofita oggi padroneggiare i mercati finanziari globali senza una opportuna preparazione ed uno studio costante è molto peggio che andare al Casinò.

Dove almeno la gente perde in allegria bevendo un cubalibre, gironzolando fra i tavoli, godendosi lo spettacolo dei giocatori, dei croupiers, di chi gioca alle slot-machine od al black-jack.

Per diventare un vero trader invece occorre prima percorrere un lungo viaggio dentro noi stessi o noi stesse.
Conoscersi davvero fino in fondo.

Ma l’introspezione talvolta può divenire un mostro divorante.
Che occorre nutrire con molto materiale, molta esperienza, molta gente, molti posti, molte creazioni.

Ed allora alla fine smette di nutrirsi.

Le mie personali regole
Occorre percorrere un lungo viaggio…

Stato mentale

La calma e l’umiltà sono lo stato ideale.
L’ego e lo stress i peggiori nemici.
Il mercato è sempre neutrale, non gli interessa che tu vinca o perda.
Nel trading il nemico è dentro di te.

Il primo passo è capire che ogni vittoria sarà solo temporanea.
Mai abbassare la guardia.

Fattori di stress ed ansia

Identifica ed elimina lo stress.
Significa semplicemente che qualcosa nel tuo metodo non si adatta alla tua personalità.

Fattori di stress possibili possono essere posizioni elevate oppure nervosismo dovuto a fattori esterni.

Il mercato

Una volta definita la tua strategia (e fissati gli stop loss) non guardare la tua posizione.
Le continue oscillazioni del mercato causano ansia, perdita di lucidità, decisioni impulsive ed (ovviamente) errori.

Osservare il mercato in intraday spinge a cambiare continuamente opinione man mano che la situazione si modifica, aumentando stress ed incertezza.

Dimensioni delle posizioni aperte ed unità di trade

Aumenta gradatamente le posizioni come in palestra i pesi.
Se la dimensione della posizione aperta ti impedisce di stare tranquilla significa che è eccessiva.
Riducila.

Dopo una serie negativa provi una perdita di autostima, con una conseguente diminuzione della lucidità.
Concentrati sugli errori fatti e se necessario dimezza l’entità delle tue posizioni.

Dopo una serie molto positiva se ti senti troppo euforica stacca per un poco e riposati.
L’euforia causa arroganza e sottovalutazione dei rischi.

Il desiderio di aumentare la dimensione della tua posizione oltre il livello imposto è il primo segnale di euforia.
Ragiona in termini di numero di unità di trade (100$=1 unità).

Strategia

Durante il trade concentrati esclusivamente sull’esecuzione corretta del piano.
Cerca di fare la cosa giusta secondo il tuo metodo e non focalizzarti solo sul guadagno.
Un profitto non è altro che la conseguenza di una serie di azioni corrette.

Perdite

Sbagliare è inevitabile.
L’importante è il risultato complessivo continuando a seguire il proprio metodo.

Intuizione

L’intuizione è semplicemente quella parte dell’esperienza che risiede nel subconscio.
Il segreto è la differenza tra ciò che tu vuoi che accada e ciò che tu sai che accadrà.

Se rinunci al tuo ego, difendendo per forza la tua opinione iniziale, ed invece ascolti ciò che il mercato ti sta sussurrando otterrai moltissime informazioni utili.

Speranza, paura e probabilità

Il successo nei mercati consiste principalmente nel padroneggiare il calcolo delle probabilità.
Concentrati esclusivamente su quello che sta effettivamente accadendo.

La speranza e la paura impediscono la corretta valutazione della probabilità di un evento.

Appena ti sfiora l’idea di aver individuato un trade favorevole entra in gioco la speranza.
La mente tende a dare più importanza ai fattori a sostegno e sottostima quelli contrari.

La paura a sua volta fa sovrastimare i fattori sfavorevoli e spinge quindi a uscire troppo presto da un buona posizione.

Il rispetto delle regole minimizza l’influenza negativa di speranza e paura.
Sia perché ti senti più sicura, sia perché sai già cosa fare e quando.

Basati sulle tue regole, non sulle tue opinioni.
Altrimenti sarai timorosa quando dovresti essere coraggiosa e coraggiosa quando dovresti essere cauta.


Minutes of trading

Minutes of trading
Il mercato deve dargli ragione subito…

Cosa fa chi specula per pagare una necessità urgente ?
Scommette, inseguendo esclusivamente il profitto.

Non puó permettersi di aspettare.
Il mercato deve dargli ragione subito.

Costui vede un’azione che nessuno voleva a 12 o 14 $ avanzare fino a 30$ – che sicuramente rappresenta il massimo – finchè raggiunge 50 $.
Questa è assolutamente la fine della salita.

Poi però va a 60, a 70, a 75 $.
A questo punto è una certezza che l’azione non possa andare oltre.

Ma va a 80 $, e poi a 85 $.
A questo punto sceglie la strada piú facile : smette di pensare che c’è un limite alla salita.

Al contrario fare trading è un mestiere molto duro.

I giochi virtuali, le esibizioni di profitti abnormi tramite simulazioni al computer non servono a nulla.
Talvolta investitori virtuali guadagnano milioni.
Ma solo sulla carta.

Non basta leggere libri e conoscere le esperienze altrui.
Le esperienze che valgono di piú sono sempre quelle fatte sulla propria pelle.

Ció che veramente distingue il vero o la vera professionista è la passione verso il mercato – e non verso il denaro od il facile profitto – che lo porta a trovare il tempo ed il modo di disciplinare sia i suoi comportamenti che il suo carattere.

Il professionista cerca prima di tutto di fare la cosa giusta piuttosto che focalizzarsi solo sull’utile.
Oltre a possedere doti fondamentali come impegno, volontà, dedizione al sacrificio, preparazione, competizione, voglia di emergere.

Costruendo qualcosa con le proprie mani, creandosi personalmente un lavoro diventando padroni o padrone di se stessi, della propria vita e del proprio tempo.


Assuefazione da trading
Assuefazione
Il trading per molti può essere divertente…

Il trading per molti può essere divertente.

Un problema grave.
Perchè crea assuefazione.

La vita al di fuori della piattaforma di trading si affievolisce sempre di più.
La realtà si mescola a desideri virtuali.

Come guadagnare tutti i giorni, desiderio di comprare (o vendere) ai minimi (ai massimi), fare il 100% di operazioni corrette.
Un’alchimia pericolosissima che disorienta la mente.

Le azioni non sono più comandate dalla logica, ma da emozioni illogiche.
Rifiutando qualsiasi segnale e soprattutto qualsiasi consiglio proveniente dall’esterno.

E solo quando il trader smette di “giocare” si rende conto di quanto il suo comportamento sia così irrazionale nei confronti del mercato.

Tornando alla razionalità.
Ma solo per poco.

L’irresistibile fascino del trading riprende ben presto il sopravvento.
Determinando uno stato di tensione emotiva ancora più forte.

Situazione che favorisce l’insorgere dello stress da ansia.

L’ansia è uno stato caratterizzato da sensazioni di paura e si manifesta davanti alla prospettiva di eventi ignoti od indesiderati.
Come paura di immettere un ordine al livello sbagliato, un movimento avverso del mercato, una news imprevista.

L’imprevisto è per definizione un fattore ansiogeno principale.
Saper gestire il rischio di un imprevisto significa controllare le capacità di agire.

Diversamente la lucidità e l’obiettività vengono meno.
L’ansia aumenta sempre di più.

E la pesante perdita dietro l’angolo.

A questo punto è necessario un periodo più o meno lungo di disintossicazione da trading.

Perchè il trading deve essere gratificante a livello emotivo.
Prima che economico.


Il nuovo Campo dei Miracoli
Il nuovo Campo dei Miracoli
Un altro aspetto interessante…

In rete si stanno diffondendo come funghi dei veri e propri giocatori d’azzardo.

In effetti nei mercati finanziari gli strumenti utilizzabili – ed a portata di click – sono diventati ormai talmente elevati in numero da superare, per numero e complessità, ogni “gioco” che un qualsiasi casino on line possa mettere a disposizione dei “giocatori”.

Inoltre il mainstream finanziario è pieno di banner e/o di articoli di sedicenti guru che riempiono pagine e pagine di opinioni, commenti ed analisi tecniche completamente fallaci e prive di ogni senso logico.

Infatti in realtà questi personaggi – che ovviamente non possiedono la adeguata preparazione per poter affrontare oceani perigliosi come i mercati finanziari moderni – fanno da sempre la loro fortuna esclusivamente pubblicando libri e trasmettendo video-conferenze sui loro “metodi” vincenti.

In poche parole, il nuovo Campo dei Miracoli.

Questo è il tempo della leggerezza, dell’immateriale, del just in time, dell’immagine, dell’atmosfera, della vacuità, dell’apparenza.

Quindi chi spera di vendere dei prodotti esclusivamente di qualità o di fornire servizi ad alto contenuto – anche se dispone di conoscenze superiori a tutta la concorrenza – sta sbagliando totalmente target ed è destinato inesorabilmente al fallimento.

Oggi quello che occorre saper vendere è diverso.
Emozioni, sogni, attimi di follia, momenti unici.

Il problema però è che il trading necessita di un approccio decisamente diverso.
Altamente scientifico, e non empirico.

La stragrande maggioranza degli operatori retail sta ancora di più confondendo trading e gioco d’azzardo.
Le illusioni e le speranze – non la razionalità – ben presto prenderanno il sopravvento.

Velocemente alla prudenza subentrerà un azzardo sempre più rischioso.
Ed alla fine sopraggiungerà la bancarotta finanziaria.

Di questi tempi ancora più grave di prima.
Perchè non ci sarà più nessuna possibilità di recuperare.


Il vaso di Pandora

Narra la mitologia greca che il vaso fosse un dono fatto a Pandora da Zeus, il quale le aveva raccomandato di non aprirlo.
Pandora, che aveva ricevuto dal dio Hermes il dono della curiosità, non tardò però a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo.

E così sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza…

Il vaso di Pandora
Le statistiche parlano chiaro…

Le statistiche parlano chiaro.
Il 90% dei trader retail brucia il 90% del proprio capitale nei primi 90 giorni.

Tra loro ci sono persone riuscitissime nella propria professione.
Ma quando fanno trading perdono improvvisamente il lume della ragione.

Penso che ci sia sotto una nascosta propensione al vizio del gioco.

Oppure arroganza e presunzione che, se in altri ambiti lavorativi possono talora premiare, nei mercati finanziari invece spesso sono l’anticamera della tragedia.

Le varie fiere (da almeno vent’anni non le visito più) sembrano una kermesse per insegnare a giocare d’azzardo.

Gente spaesata che guarda il book senza sapere nemmeno cos’è uno spread bid-ask.
Oppure che fanno fatica a capire la leva che utilizzano.

Pensionati che vogliono far fruttare velocemente la loro liquidazione.

Giovani che utilizzano esclusivamente derivati ma che non sanno calcolare una semplice percentuale.

Personaggi che investono nei mercati allo stesso modo in cui opererebbero al casinò.

E potrei continuare a lungo con questo elenco degli orrori.

Come è possibile che gente del genere non perda (quasi) tutto ?


Distribuzione degli utili

Il pensiero comune ormai predominante riguardo qualsiasi attività finanziaria è più o meno questo (quello propagandato dal ben noto sito “falso-complottista” ZeroHedge) :

The finance industry is a complete scam, designed to funnel money from the 99% investing public into the hands of the top 1%.
Sure, some of you will make good money, but stastically, the rest of us will lose, and who is feeding off us ?
Hedge funds, and the 1%.

You have better odds going to a casino and playing slots, the worst-paying game in the house, but still better than the stock market.

Infatti la quasi totalità degli investitori non guadagna, ma perde costantemente od al massimo sopravvive in pari o con pochissimi utili.

Distribuzione degli utili
Più una attività è ad alto rendimento, più il grado di rischio corrispondente è alto…

Di solito non sanno gestirsi : si indebitano troppo, investono troppi fondi in attività rischiose, non curano la stabilità di bilancio, pretendono di guadagnare utili elevati in poco tempo, si espongono a pericoli di vario genere.

Per chi non avesse studiato teoria della probabilità, la distribuzione normale o Gaussiana (o curva degli errori)  è una distribuzione di probabilità che viene usata come approssimazione per associare variabili casuali a valori reali che tendono a concentrarsi ad un valore medio singolo.

E’ facile quindi comprendere che l’investitore medio cadrà statisticamente sui lati della curva a campana, e non al centro.

E più la sua attività è ad alto rendimento/rischio, più la curva a campana tenderà ad avere una forma a cuspide (colore blu).

Occorre infatti imparare ad applicare sempre i seguenti principi :

Tagliare le perdite.
Operare sui titoli vincenti.
Limitare l’esposizione su un titolo.
Seguire le regole senza discutere.
Imparare quando rompere le regole.

Ma riuscire a seguire questo metodo in apparenza semplici è un’impresa davvero difficile che necessita anni ed anni di analisi introspettiva.
Una preparazione psicologica che rappresenta la parte focale del percorso.

Altrimenti si naufragherà in breve tempo.
Anche nel caso in cui si riesca ad ottenere inizialmente degli utili elevati.


Una sola essenziale differenza

Una sola essenziale differenza
Cliccare un Buy od un Sell al pc può non avvantaggiare la collettività…

Cliccare un Buy od un Sell al pc può non avvantaggiare la collettività.
Ma lo stesso vale per gran parte delle cose che si comprano e si vendono.

Alimentari ed edilizia sono ad esempio settori tangibili e necessari per tutti.

Ma la maggior parte dei beni in compravendita non hanno alcuna utilità pratica in sé.

Ad esempio tutto quello che gira intorno ai beni di lusso ed all’alta moda.

Ma anche capi di abbigliamento indossati solo perché lo moda lo richiede, oppure semplicemente perchè altri li indossano (cappelli, cravatte, lingerie).

Oppure l’ I-phone.

Ecco dove sta l’errore.

L’utilità di un bene tangibile viene giudicata esclusivamente dal fatto che sia più o meno richiesto.

La differenza fra un piccolo trader ed un piccolo imprenditore ?
Il primo gestisce la sua attività in maniera completamente autonoma.
Il secondo invece non può.

L’economia del proprio paese collassa ?
Le aziende chiudono una dietro l’altra ?
La disoccupazione aumenta sempre di più ?

Il problema per un trader non sussiste, perchè se possiede del capitale a disposizione – e soprattutto se lo ha difeso – può trattare futures, azioni, valute ed opzioni in tutto il mondo.

Colpisce molto i non addetti ai lavori il fatto che si possa avere un’attività che evita il 99% dei problemi pratici rispetto a qualsiasi altra.
Tecnici, relazioni di lavoro, organizzativi, commerciali, fiscali, amministrativi, legali e di accesso al credito rispetto ad una qualunque normale attività commerciale, professionale o produttiva.

Occorre concentrarsi esclusivamente sul risultato finale.

Un trader sa sempre quello che sta facendo e soprattutto come lo sta facendo.
I numeri non mentono mai.

Soprattutto è una attività completamente onesta – soprattutto nei confronti di se stessi e che mette ogni giorno pesantemente in gioco.
Non si può barare – tranne chi mente anche a se stesso – e soprattutto non servono conoscenze o raccomandazioni di nessun genere.

Inoltre un trader che compra un future (take profit ad x , stop loss ad y , trailing stop a z) o scrive delle call, oppure apre uno short strangle utilizza sempre i propri fondi.
Cosa che invece non fanno mai gli istituzionali.

Ed è pure vero che materialmente non crea nulla.

Nessuna assunzione : non c’è bisogno di personale.
Nessun pagamento a tecnici : solo i costi della linea internet e del datafeed per ricevere i dati in real time.

Nessun pagamento a fornitori : solo il costo del pc, del video, della tastiera e del mouse, più i software utilizzati.
Nessun VAT : solo capital gain, spese di tenuta conto, gli interessi ed ovviamente le commissioni.

Nessun pagamento di contributi ai fini pensionistici : i fondi utilizzati rappresentano la propria pensione oppure un suo parziale riscatto, e comunque è sempre possibile costruirsi una pensione alternativa.

Nessun affitto di capannoni od uffici : di solito l’ufficio è ricavato fra le mura domestiche e viene spostato secondo le proprie esigenze
Nessun incontro con clienti e postulanti vari.

Invece in una attività produttiva “tradizionale” occorre prima assumere operai specializzati, progettisti vari, impiegati, avere una buona dose di inventiva per creare il prodotto.
E poi cercare di vendere la propria merce a costi competitivi battendo la concorrenza.

Il prodotto deve piacere e se viene esportato occorre risolvere tutte le problematiche fiscali e doganali del caso.

Inoltre se l’economia reale collassa sicuramente l’attività finirà inesorabilmente in crisi.
Per non parlare di danni eventuali dovuti a sommosse popolari che sarebbero risarciti dalle assicurazioni dopo anni ed anni e che inevitabilmente bloccherebbero la produzione per lungo tempo.

Certamente è un discorso altamente individualista.

Ma a differenza delle altre attività chi fa trading dipende al 100% solo da se stesso come individuo e basta.
Ed è una propria scelta personale, indipendente ed autonoma.
Scegliendo di fatto di vivere in un’altra dimensione rispetto alla realtà che quasi tutti gli altri sperimentano concretamente (esistono ben poche realtà professionali simili).

Inoltre, tralasciando i casi estremi dove le grandi banche d’affari manipolano i mercati utilizzando black box programmate con software di High Frequency Trading, sfugge a quasi tutti un principio basilare.
Nei mercati le variazioni di prezzo, le bolle ed i crolli sono sempre esistiti.
Si pensi alla bolla dei bulbi di tulipano ad Amsterdam nel XVII secolo.

Certo, all’inizio non occorrono solo disciplina e voglia di fare, ma soprattutto il capitale di partenza.
Ma questo è necessario all’apertura di ogni attività.



Conoscenza significa libertà

Conoscenza significa libertà
Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia : vero, Buddy ?

Voler conoscere ciò che accade intorno a noi, capirne le ragioni intrinseche è da sempre la chiave del progresso.

Assimilare passivamente, accettare senza porsi alcun domanda ciò che viene più o meno imposto da altri è invece la via più veloce verso il declino e la povertà.

La curiosità, la voglia di studiare, di emergere dalla mediocrità è da sempre il motore del progresso sociale, culturale e materiale.

Perchè conoscenza significa indipendenza e libertà.
Mentre ignoranza significa schiavitù ed indigenza.

Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia : vero, Buddy ?

Questo è il motivo principale per cui dopo più di venti anni sono ancora in piedi nel settore finanziario.
Non ho mai pensato principalmente al profitto finale.

Ma a capire tutto ciò che muove i mercati, l’economia.
In poche parole, la nostra civiltà, la nostra storia, i nostri usi e costumi.

Il più ricco 1% del paese possiede metà della ricchezza del paese, 5 trilioni di dollari.
Un terzo di questi viene dal duro lavoro, 2/3 dai beni ereditati, interessi sugli interessi accumulati da vedove e figli idioti, e dal mio lavoro, la speculazione mobiliare-immobiliare.

È una stronzata, c’è il 90% degli americani là fuori che è nullatenente o quasi.
Io non creo niente, io posseggo.

E naturalmente ben presto ho compreso come invece il cosiddetto “Club” voglia solo manipolare i mercati.
Non solo con tangenti, ma soprattutto con operazioni finanziarie al limite del lecito (se non proprio illegali) come cornering, insider trading, naked short selling.

D’altra parte, il “Club” è onnipotente.

Noi facciamo le regole : le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo.
Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto.

Nessuno è mai realmente perseguito.

Ecco perchè dobbiamo essere sempre noi stessi a capire sempre in anticipo tutto ciò che succede intorno a noi.

Sai perchè i gestori di fondi non superano mai l’indice S&P 500 ?
Perchè sono pecore.
E le pecore vengono scannate.

Lungo tutta le pellicola Gordon Gekko (Michael Douglas) snocciola “filosofia” a piene mani.
Un film (uno dei pochi) in cui i dialoghi sono davvero molto più importanti delle immagini.
Tuttora attualissimo, nonostante siano passati quasi 35 anni.



Un’eccessiva mitizzazione
Eccessiva mitizzazione
Non mitizzare eccessivamente…

Qualche mese fa mi è capitato di leggere “Storia di un ex-tifoso“.
Un libro che mi ha incuriosita per diversi motivi.

Prima di tutto, ho avuto modo di conoscere personalmente l’autore Massimo Camiciottoli durante gli ormai – ahimè ! – lontani anni in cui eravamo compagni di classe al Liceo.

Poi l’argomento : la sua ventennale esperienza di sfegatato tifoso.
Seguito da una lunga e profonda riflessione.

Il “tifo” non è che altro che è un legame fittizio ed artificioso con un qualcosa che ci è del tutto estraneo.
E soprattutto non dà alcuna soddisfazione personale.

Al contrario invece di una disciplina sportiva praticata in prima persona.

A mio avviso il medesimo concetto è fondamentale per tutti coloro che aspirano a diventare trader.
Soprattutto per chi desidera cimentarsi in questa disciplina in modo altamente professionale.

Tornando alla mia esperienza personale, nei miei primi anni di carriera ho sicuramente mitizzato i Market Wizards in generale.

Ma occorre avere un proprio stile.
Non scimmiottare metodi già utilizzati da altri.

Perchè – lo ripeto ancora una volta – il trading deve essere gratificante prima di tutto a livello emotivo.
Non focalizzarsi esclusivamente sul guadagno.
Il profitto non è altro che la conseguenza di una serie di azioni corrette.



Hic sunt leones !

All’epoca fui tacciata di superbia e di arroganza da diversi commentatori di questo post jurassico (2004 !)

Ma in modo ironico semplicemente raccontavo (ispirandomi ad un post semi-serio1 trovato su Internet poche settimane prima) la giornata tipica che non si deve mai affrontare quando ci si raffronta con il mercato :

Svegliarsi accendendo la radio o la TV. Oppure a letto consultare lo smartphone (allora però non esisteva ancora !)
Seguire qualsiasi tipo di notizia, anche la più improbabile

Consultare forum con l’intenzione di trovare un’idea brillante per guadagnare facilmente
Dare un’eccessiva importanza ai dati macroeconomici. Nella stragrande maggioranza sono solo rumore di fondo

Troppa informazione (concetto che non smetterò mai di reiterare continuamente) fa solo male.
Porta solo ad una confusione enorme.

E serve solo a “giustificare” i propri errori.
Con il risultato che ci si innervosirà sempre di più.

Inoltre mai, davvero mai, portare le difficoltà incontrate sul mercato nei rapporti con gli altri, soprattutto con il proprio/la propria partner.
Anche se in quel periodo le cose non vanno bene.
I soldi si riguadagnano con il tempo.

Cosa occorre ?
Un buon trading-system correlato con un money management adeguato.

In poche parole, distacco.


16 Ottobre, 2004


Hic sunt leones !
Il vero campionario di ciò che non si deve mai fare…

La radiosveglia sintonizzata su Radio 1 ti dà il buongiorno.
Sono le 7:35 e inizia “Questione di Soldi”.

Ancora mezzo addormentato tendi l’orecchio cercando di capire qualcosa.
“Buona la chiusura del Nikkei, con l’indice giapponese in rialzo dell’ xx%”.

Il giornalista con voce rassicurante ti comunica che i mercati asiatici hanno chiuso bene.
Ti alzi di buon umore e vai in bagno dove pronta ad accendersi ti aspetta un’altra radiolina.

Il “solito” esperto dal cognome anonimo ti ricorda che investire in un fondo azionario paga solo nel lungo periodo : 10-15 anni.
Il tuo infatti è sotto del 43.6% da quando lo hai acquistato a Marzo del Duemila2.

In un attimo ti vedi proiettato nel futuro.

2013-2015.
Finalmente stai guadagnando il 2.35%.

Prima di andare in cucina non puoi fare a meno di passare dal salotto ed accendere la televisione sintonizzata su Bloomberg TV.
E scopri che il Nikkei in realtà ha perso il 2.64% e tutti i futures USA sono negativi.

Ti arrabbi e ti chiedi perché quelli della Rai al mattino diano sistematicamente un valore del Nikkei sbagliato.
Forse prendono dal Televideo quello del giorno prima.

Esci di casa di corsa.
Il tuo obiettivo adesso è uno solo.
Arrivare in ufficio per le 9:00, accendere il computer e collegarti alla tua piattaforma in tempo per l’apertura.

Alla scrivania il lavoro non ti passa neanche per la testa.
Piazza Affari3 apre stranamente bene.

Controlli la tua agenda e scopri con soddisfazione che non hai impegni o riunioni particolari.
Sei libero di fare trading.

Eh sì, ormai hai capito la lezione.
Mai più azioni nel cassetto.
Ne hai già un bel po’ e stai perdendo mediamente il 70%.

Solo day-trading.
E’ così che si opera in borsa.

Ma non sai che cosa comprare.
Ed allora ti colleghi al forum nella speranza di qualche dritta.

Lì c’è gente davvero competente.
In qualche manciata di secondi si mettono long, short, di nuovo long e poi di nuovo short con un’abilità fantascientifica.

Un po’ li invidi e ti chiedi che piattaforma usino.
La tua infatti impiega più di due minuti solo per accedere alla login.
Per non parlare dell’esecuzione di un ordine.

Gira che ti gira alla fine compri il solito titolo.
Non fai tempo ad avere l’eseguito che suona il telefono.
E’ il tuo capo.

Lasci il Mibtel a +0.78%, la tua azione a +1.75% e sali.

Rimani intrappolato in una riunione di tre ore.
Quando torni alla scrivania il Mibtel sta perdendo l’ 1.07% ed il tuo titolo il 2.75%.

Cerchi di capire disperatamente cosa sia successo.
Alla fine scopri che una nota banca d’affari alle 11:00 ha downgradato un settore.

Proprio quello in cui è classificato il tuo titolo.
E così su tutte le piazze è partita inevitabilmente la lettera4.

Seconda arrabbiatura della giornata, mentre pensi che forse dovevi applicare lo stop loss.

Hic sunt leones !
E se poi Wall Street…

Ma ti assale il solito dubbio.
E se poi Wall Street

Decidi così di non applicare lo stop loss e aspettare le 15:30.
Ma Wall Street apre male e continua peggio.

Finalmente trovi il coraggio e alle 15:55 vendi.
Una perdita secca del 4.83%.

Ma sei un pirla.
Ti sei dimenticato che lì a poco sarebbe uscito il dato macroeconomico delle 16:00.

E’ un dato molto buono.
In pochi minuti tutti gli indici sono di nuovo in positivo.

Tenti allora di rientrare in fretta e furia.

Ma la tua piattaforma è lentissima.
Quando ti colleghi la tua azione è già a +2.27%.

Lasci perdere ed inizi a fare un sunto dall’inizio dell’anno.

37 operazioni in perdita e 4 in utile.
Queste ultime però sono le sole che contano.

Ti danno la convinzione che in borsa si può guadagnare.
Devi solo perfezionare il metodo.

Prima di uscire dall’ufficio ti ricolleghi al forum.
Hanno guadagnato quasi tutti e si sono divertiti.
Una giornata eccezionale grazie alla grande volatilità.

Tu invece sei incazzato nero.
Ti infili in qualche post, ne insulti qualcuno e te ne vai.

A casa tua moglie ti aspetta.
Ti vuole bene ed ormai non ti dice più niente.
Spera solo che il Nasdaq chiuda a +4% o che inizi un nuovo mercato toro.

Lo spera per riavere accanto quell’uomo dolce di cui è stata follemente innamorata.
E ti dà la buona notte mentre aspetti su BloombergTV la chiusura di New York.

Se ne va in silenzio.
Ed inizi a fare zapping sistematico in attesa delle 01:00, l’ora di apertura del Nikkei…


Note

1 Una giornata tipica, InvestireOggi.it.
2 Il momento clou della cosiddetta bolla delle dot.com. Su tutti i giornali non si faceva altro che parlare dei rialzi a doppia cifra delle società tecnologiche, di cui gli analisti fissavano target di prezzo astronomici. Ben presto però la bolla scoppiò…
3 Nome confidenziale della Borsa italiana, prende il nome dall’indirizzo della vecchia sede del mercato alle grida che si trovava a Palazzo Mezzanotte (oggi sede del mercato telematico) in Piazza degli Affari a Milano.
4 Lettera in gergo finanziario significa vendita.



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