Le braci di una unica stella : la Libertà

Pubblicato il 7 Gennaio 2022 da Veronica Baker

Posso rinunciare a tutto.
Tranne alla mia libertà.

Veronica Baker


Le braci di una unica stella : la Libertà

Le braci di una unica stella
Lo sport ha da sempre unito, e non diviso.

Mentre sto attendendo ancora il risultato del terzo set della sua partita contro il premier autraliano Scott Morrison, ricordo che Novak Djokovic (ribattezzato recentemente “Novax”) ha vissuto con suo nonno 9 mesi chiuso in una cantina durante la cosiddetta “guerra dimenticata” che si combattè in Serbia – quindi a due passi da noi – negli anni ’90.

Chiunque abbia affrontato una guerra (od abbia dovuto lottare per il riconoscimento dei propri diritti sociali) conosce meglio di chiunque altro le ragioni di questa falsa emergenza sanitaria : la creazione di un regime totalitario.

Se non viene fermato questo attacco (un vero furto con scasso) ai nostri diritti individuali più elementari come la libertà di movimento e la totale ed assoluta libertà di decidere quello che vogliamo fare del nostro corpo, non potremo mai più tornare indietro.

La tirannia sarà brutale, sempre più selvaggia e criminale.

Il rifiuto di Djokovic di non divulgare le sue informazioni personali mediche non è guidato da orgoglio od arroganza.

Nè ha bisogno di alcuna trovata pubblicitaria per diventare famoso, dato che è il numero 1 del mondo da anni.
Ma semplicemente sta difendendo i diritti umani.

Lo sport ha da sempre unito, e non diviso.

Un genocidio di massa

I testi di Fabrizio De André possono essere considerati poesia.
Non solo perchè è finito nelle antologie scolastiche, usa una elevata quantità di figure retoriche, suscita sentimenti.
Oltre a non svelare immediatamente il mistero che a volte sta dietro le sue parole.

Ma soprattutto perchè la sua produzione poetica è incentrata quasi esclusivamente su temi sociali.
Gli ultimi, i diseredati, i suicidi, i drogati, gli emarginati in genere.

Ad ormai più di 20 anni dalla sua scomparsa avvenuta l’11.1.1999 (altra numerologia interessante…) cosa è rimasto dei suoi sentimenti poetici nella società di oggi ?
Poco o nulla.

Le braci di una unica stella
Figli di questo mondo….

Il clima culturale è decisamente peggiorato.
Tutti si chiudono in loro stessi ed hanno paura.

La società ha escluso ancora di più gli emarginati.
I disperati sono aumentati ed il loro sconforto è cresciuto a dismisura.

Una guerra tra poveri.

Ed è proprio De Andrè che, con il suo marchio di speciale angoscia, consegna alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità.

Inoltre a distanza di tanti anni dalla sua dipartita fornisce un messaggio di riscatto sociale.

La cattiva strada percorsa durante tutto l’arco della sua carriera artistica come della sua vita privata.

Sulla cattiva strada, quella di “Bocca di Rosa”, di “Sally” o di “Prinçesa”, quella dei personaggi della “Città Vecchia”, quella dell’impiegato alienato in “Dolcenera” come quella del Cristo della “Buona Novella” non c’è altro che amore.

Perché anche se non sono bianchi e puri come un giglio, personaggi buoni, lindi e puliti, sono pur sempre persone umane.
Figli di questo mondo.

In molti casi addirittura vittime.

Oggi stiamo vivendo un attacco frontale nei confronti delle classi più umili e più disagiate.
Quelle che sono più colpite dalla “farsa del millennio”.

Non è certo un problema di salute della popolazione.
Nemmeno una emergenza sanitaria.

Ma di spopolamento ed eliminazione fisica di miliardi di persone considerate “inferiori” dalle elite e quindi “indegne di vivere”.

Questo è un genocidio di massa sotto le spoglie della salute pubblica.
Purtroppo non è nè un film, nè una fiction.

Tutti gli aspetti di questo gioco macabro sono atroci.
Non devono e non possono essere tollerati in alcun modo.

Menzogne alla luce del sole

Chi scrive queste righe non è certo contraria totalmente alla medicina tradizionale.
Prova ne è che nell’infanzia ho seguito tutte le vaccinazioni (solo quelle obbligatorie però) richieste all’epoca, per altro molto meno di quelle richieste ora.

Ma soprattutto ho una buona conoscenza del mondo farmaceutico per le mie vicende di vita.
In fondo in passato c’è stato chi mi ha pure testualmente definita “un risultato farmaceutico spettacolare dal punto di vista scientifico”.

Pur ovviamente non essendo (solo) così, in effetti (anche se per poco) sono stata pure “cliente” della “famigerata” Pfizer, visto che per qualche tempo ho assunto del medroprogesterone acetato.

Oltre che di Schering/Bayer (estradiolo valerato e ciproterone acetato), terapia di mantenimento che dovrò seguire per tutta la vita.

Ma proprio perchè anche io – in fondo, nonostante la mia carriera ed i miei successi nel mondo lavorativo – sono una come tante, come tutte le altre, non potrò mai dimenticare quello che è stato compiuto nei confronti delle comunità più umili in Africa ed in America Latina (quest’ultimo continente quello da dove storicamente provengono molte di noi) in seguito alla cosiddetta “vaccinazione” di massa contro il vaiolo effettuata nei primi anni ’80.

E’ stata creata artificialmente una epidemia di AIDS.

Curata come ?
Prescrivendo AZT.
L’unico rimedio allora indicato da Big Pharma, che per di più con una battente campagna mediatica convinse i cosiddetti sieropositivi (gente normalissima e sanissima) che la loro esistenza era di fatto finita.

Ma l’AZT non era altro che un farmaco distruttore del DNA (cosa ricorda questo ?) usato follemente già negli anni ’60 contro il cancro.

I risultati li conosciamo tutti.
Milioni di vite umane perse inutilmente.

Uno sterminio di poveri, di emarginati, di persone “impure”.
Che si concilia purtroppo con un modello di globalizzazione “razionale” basata sul mercato e sul profitto.
Chi non serve si elimina.
Come hanno insegnato Adolf Hitler e (soprattutto) Joseph Mengele.

Anche allora personaggi qualificati e di primo piano  – ma non collusi con la Casa Bianca, la CIA e soprattutto con le multinazionali di BigPharma – alzarono la loro voce.

Ma furono costantemente ignorati, se non proprio boicottati, a tutti i livelli.
Eccone alcune fra le più significative.

Basta sostituire la parola AIDS con il “virus killer” e le due vicende si sovrappongono.

Walter Gilbert, premio Nobel 1980 per la Chimica :

Nessuno al mondo ha dimostrato che la cosiddetta peste AIDS sia causata da un suo virus chiamato HIV.

Serge Lang, docente della Yale University :

Non esiste una singola definizione appropriata dell’AIDS sulla quale si possa verosimilmente basare un discorso scientifico coerente o persino una statistica valida.

Charles Thomas, professore di biochimica ad Harvard :

L’idea della gente, per cui il gruppo di malattie chiamato AIDS sia causato dal retrovirus chiamato HIV, è priva di ogni fondamento scientifico.
Chiediamo pertanto una approfondita ricostruzione di tutta la storia, condotta però da un gruppo di scienziati indipendenti.

Joseph Sonnabend, stimato microbiologo americano :

Non esiste alcun agente eziologico specifico dell’indebolimento AIDS, causato da esposizione a molteplici fattori tossicologici ed ambientali, ma non certo da contagio.

Albert Sabin del NIH (National Institute of Health), scopritore del vaccino antipolio :

L’attuale campagna di educazione e prevenzione si basa sull’asserto che ogni sieropositivo può essere considerato agente di contagio, ma di questo non esiste alcuna prova.

Robert Root-Bernstein, scienziato molecolare :

Ci hanno fatto credere, spaventandoci a morte, che un’epidemia eterosessuale fosse inevitabile.
Il tutto senza mai fornire una singola prova concreta della malattia e della sua trasmissibilità.

Llaila O. Afrika, autrice di African Holistic Health and Nutricide :

Un virus dell’AIDS non è altro che una particella della cellula umana.
Non può mangiare, riprodursi, crescere, muoversi, attaccare o essere attaccato.
Non è una pianta o un animale o un vivente, non è attivo un mese e addormentato il mese successivo.
Nemmeno dorme per 5 anni e si sveglia di soprassalto per attaccare una persona.

Harry Rubin, retro-virologo, membro della National Academy of Sciences :

Per una sindrome complessa come quella dell’AIDS vi sono verosimilmente cause multiple.
Chiamarlo dunque malattia unitaria, col nome di AIDS, è una facilona esemplificazione.

Robert Willner, medico, autore di Inganno Mortale :

La maggior parte delle morti AIDS controllate dai medici sono state del tutto o in parte provocate dal letale farmaco AZT.
In molti casi, tale insulto chimico, è stato dato a individui perfettamente sani e normali che erano solo terrorizzati dopo il test sulla sieropositività.

Dr. Rachel Baggaley, British Health advisor :

Nessuno in Zambia o in Africa muore mai di AIDS.
Tutti muoiono per malaria, febbre tifoide, tubercolosi.
E sulle loro salme viene poi appiccicata l’etichetta statistica di caso AIDS.

Neville Hodgkinson, redattore del London Sunday Times :

Il test sull’AIDS non ha alcun valore scientifico.
L’esplosione di AIDS in Africa è stata selvaggiamente e platealmente manomessa.

Kary B. Mullis, Nobel 1983 per la Chimica :

In Africa hanno etichettato come caso AIDS una gran massa di gente.
Prima di accorgersi che gli anticorpi della comunissima ed endemica malaria (che tutti hanno) si mostrano come positivi all’HIV.

Harles Geshekter, professore di storia alla California University di Chico :

Un rapporto 1994 del Journal of Infection Disease (rivista ufficiale delle malattie definite infettive), ha riconosciuto che i test HIV condotti in Africa sono inutili ed inaffidabili.
In quanto i microrganismi responsabili di tubercolosi, malaria e lebbra, sono così diffusi che hanno contribuito a dare oltre il 70% di falsi-sieropositivi in persone il cui sistema immunitario è compromesso per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’AIDS.

Elinor Burkett, autrice di The Greatest Show on Earth :

L’industria del’AIDS comprende un insieme di medici, politici, ricercatori governativi, assicuratori, leader di comunità gay, funzionari CDC, burocrati degli enti sanitari, burocrati delle assicurazioni funerarie, direttori e condirettori dei media.
Tutta gente avida ed egoista, cinica e venale, che ha intascato senza batter ciglio e senza mai essere punita, sciacallando sulle disgrazie e le tragedie altrui.
L’AIDS non è affatto una malattia esistente, ma è solo uno stomachevole programma di governo.

Gil Gutknecht, US House of Representatives, parlamentare e membro del Comitato sulle Scienze :

Vista la precarietà del legame tra AIDS e HIV, è forse etico prescrivere AZT (un farmaco distruttore del DNA usato follemente 30 anni fa contro il cancro, con risultati tragici) a 150 mila americani, tra cui donne incinte e neonati ?

Elliot Fox, giornalista, fondatore dell’Associazione per il Riesame dell’AIDS :

L’AIDS.
Waterloo delle industrie farmaceutiche, descritto come derivante da un virus, a dispetto della ultra-provata evidenza del contrario.
Ultima trincea della buffoneria medicale, scoperto da test che si sono rivelati grossolanamente inaccurati.
La maggiore truffa della storia, ordita da un collettivo di imbroglioni, curata con farmaci incredibilmente tossici e causanti essi stessi la malattia ipotizzata in partenza.

Jon Rappaport, commentatore televisivo e autore di AIDS Inc :

Un sacco di gente è oggi cosciente che l’HIV è una burla, una presa per il sedere, e che l’AZT uccide la gente.

La storia purtroppo si è ripetuta ancora.
Oggi in giro ci sono i medesimi personaggi, gli stessi di allora (mi riferisco in particolare ad Anthony Fauci e Klaus Schwab, Bill Gates in quel periodo era considerato solo uno “smanettone” informatico) che si permettono di parlare di “uguaglianza” e di “pari opportunità”.

Ovviamente mentono spudoratamente.

Il loro scopo non è altro che seminare zizzania e dividere ulteriormente tutte le persone più povere ed emarginate.
Naturalmente, chi veramente conosce un certo tipo di mondo, non solo segnala tutte queste menzogne.

Ma soprattutto combatterà fino alla morte questo attacco alla nostra libertà.
E soprattutto alla nostra vita.


Il mio testamento spirituale

Le braci di una unica stella
La libertà è un faro di luce che aiuta ad aprire i propri occhi e rischiara la mente…

Ormai da tantissimi anni ho scelto di essere una persona libera da tutti gli orpelli della bella società e da tutte le convenzioni più o meno scritte che esistono.

In questo modo sono sempre stata sicura che i miei orizzonti sarebbero stati sempre luminosi e che avrebbero irradiato un’intensa luce.
Perchè coerente verso me stessa.

La libertà è un faro di luce che aiuta ad aprire i propri occhi e rischiara la mente.

Certo, per me non è certo stato difficile.
La scelta di essere libera da ogni classica convenzione del nostro mondo è diretta conseguenza delle mie vicende di vita.

In questo modo ho avuto la possibilità di combattere il sistema dall’interno.
Continuando a segnalare le malefatte, a denunciare le inefficienze, a segnalare le truffe.

Ma senza però in alcun modo fare mai parte del cosiddetto “sistema”.
Di cui non ne sento certo la mancanza.

Ma soprattutto non ho certo mai avuto paura di finire dall’altare alla polvere.

Quanti però sarebbero stati in grado di pensare e agire allo­ stesso modo ?
Quanti rinuncerebbero alla propria fama ed al denaro ?

La libertà è come la poesia : non deve avere aggettivi, è libertà !

Enzo Biagi

Occorre voler opporsi per davvero al sistema.
Ma pochi poi per davvero lo fanno.
Per la paura di perdere quello che riesce ad­ ottenere e che magari gli dà da vivere, quel salario che­ gli passa il padrone, quel favore che gli­ passa l’amico.

Dei­ codardi, corrotti e corruttibili, spesso disonesti ed incuranti di ciò che li circonda nell’atto di­ arraffare quanto più possibile.

Per quanto mi riguarda da tempo ho smesso di sognare e di credere nelle favolette.
Soprattutto in quelli che affermano di lavorare per il bene degli altri e che appaiono sempre e comunque lindi, puri e senza macchia.

Costoro sono sempre invariabilmente i peggiori individui sulla faccia della terra.
Meglio le persone che appaiono brutte, sporche, cattive, avide e pieni di peccati.
Sono le uniche vere, sincere e soprattutto leali.

Coloro che lottano ogni giorno per una vita dignitosa senza chiedere nulla a nessuno.

Rimboccandosi le maniche e combattendo di persona ogni giorno i soprusi che subiscono, dovendo lottare per la sopravvivenza :  ragazze madri con figli a carico, famiglie semplici, persone disagiate ed al di fuori della società civile che non hanno certo il tempo di farsi seghe mentali in rete perchè devono occuparsi di bisogni più tangibili e primari come comprare beni di prima necessità.

Citando di nuovo il grande De Andrè  :

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

Non sono disposta in nessuna maniera a trattare con tutti questi malfattori che con l’uso esclusivo della forza stanno distruggendo il nostro mondo.

Non sono di proprietà di nessun governo del mondo.
Nè permettero mai la distruzione della mia vita da parte di questi psicopatici.

Infatti non ho mai chiesto nulla a nessuno.
Nè soprattutto ho mai venduto la mia anima.

Posso rinunciare a tutto.
Tranne alla mia libertà.

Perchè la (mia) vera libertà è essere sempre me stessa.
Coltivando e mostrando al mondo quella che sono davvero in ogni momento.


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