La voce del Silenzio

Pubblicato il 24 Dicembre 2020 da Veronica Baker

Il vero amore è un legame che comporta una devozione molto più profonda di ogni altra.
È come una pianta che cresce lentamente sotto le cui fronde possiamo ripararci dalla pioggia.

Romano Battaglia


La voce del Silenzio

La frenesia dello shopping natalizio.
Regali e gadgets.
L’unico modo in cui viene inteso oggi il Natale.

Dimenticandosi il vero significato.
Pace.

Una parola troppo poco importante.
Una cosa troppo piccola per il mondo di oggi.



E’ una giornata umida, un po’ fredda.
Cammino vuota come un automa per le strade del paese, desidero solo essere sola.

Mi avvio per una strada irta di ciottoli aguzzi e di ghiaia.
Finalmente mi vedo vicina ad uno di quei tabernacoli di campagna, con dentro una Madonnina di sasso.

Il mio invece ha un Bambinello tutto riccioli, con il viso di rosa, liscio, quasi irreale, ed una manina tesa, come a chiamarmi.

Spinta da qualcosa più forte di me, mi avvicino e stringo fra le mie mani il cancelletto di legno che mi separa da Lui.
Devo stringerlo forte, perchè sento che il sottile ramoscello scricchiola sotto il peso.

M’inginocchio, ed allora sento la voce del Silenzio.
No, non dite che sono pazza.

E’ un sussurro impalpabile, che mi dice tante cose e niente, un sussurro continuo, che profuma di fiori e di erbe, che ha un lontano sapore di cose passate.
Ora il mio sguardo incontra un mandorlo tutto fiorito di stelline bianche, che si muovono lievi al vento.

Ad un tratto un petalo si stacca, vaga un po’ per l’aria, poi si posa su una manina di Gesù, che mi sorride : “Adesso la conosci, la Primavera !

E’ fatta di cose piccole : un petalo, un fiorellino od una lieve brezza, che si ricollega con elementi intimi, nel caso tuo l’insoddisfazione e l’attimo di estasi.
Hai capito, cara ?”

Il petalo si alza di nuovo e s’impiglia fra i miei capelli.
Allora rido felice, ma prima di andarmene, ringrazio il Bambinello che ha voluto parlare al mio cuore con una preghiera dolce e tanto, tanto bella :

“Padre nostro,
che sei nei cieli…”


La voce del Silenzio


Sera di Natale

Stasera un pioppo
ha intinto la sua chioma
nel rosso del mare
macchiando di piropo
una nuvoletta.

Un usignolo
è riuscito a prendere
le note che sfuggivano
da un lembo
di Paradiso.

Una campana
ritocca più lieta,
soave, leggera.

Ed un cherubino
gioca con un bambino
sorridendogli dolcemente.

In quell’istante
la sera diffonde
un poco di quiete…


Chiesetta campestre all’alba

Entrata in una chiesetta
solitaria e tranquilla,
mi sono guardata intorno
stupita di tutto e di nulla.

C’era la pila di acqua santa
in un angolo remoto,
e due statuette
di gesso colorato ;
poi due panche
di legno, corrose dai tarli.

Ed un altarino
carico di fiori campestri.
L’altare aveva
solo una croce
ai raggi del sole nascente.
Ed intorno un profumo
d’incenso e fiori.
Una vecchina sgranava
con lentezza
il suo rosario ;
ad ogni preghiera
piegava il capo.
Che silenzio profondo !
Lontano soltanto
un suono di campana
ed un belato…
Ad un tratto
– ma come  ? –
sentii una musica
dolcissima, lieve
e vidi un fil d’incenso
salire verso il cielo…

Ancora un istante
restai nella chiesetta
come estasiata.
Poi uscii
sorridendo a me stessa.
Spuntava il sole.


L’onda

L’onda si abbatte contro lo scoglio
giocando con i sassi che trova lì accanto.

Baldanzosa s’avanza, ma non sa
che contro quello scoglio
la sua corsa terminerà.

Non lo sa, e con fierezza,
continua il suo gioco.

Le piace vedere i bambini,
che tendon le piccole mani
ai freschi rubini del mare…


La voce del Silenzio


Malinconico sorriso

Il cielo, coperto di grosse nubi,
plumbeo, splendeva.

Il vecchio abete scosse
un poco le sue tintinnanti
foglie umide di pioggia,
stillanti di verde.

Ma mentre il cuore cupo
guardava la natura,
ratto uno squarcio di sole
illuminò un istante
quel vicolo sperduto.

Ed un bimbo sorrise,
un fiore sorrise,
un cuore sorrise.
Sorrido anche io…


Affetto

Mi sento sola
Abbandonata
Nessuno vicino
Accanto a me

Gli occhi di un bimbo
Mi guardano assorti
Un piccolo uomo
Così birichino

Sorriso abbozzato
Tenerezza infinita

Speranza sognata
Di essere amata


Morning Star

Dedico questa mia vecchia poesia a colui (di cui conosco esattamente il nome e cognome, nonostante pensi che sia anonimo) che mi ha spedito – credendo di intimidirmi – una svastica nazista (sopra una bandiera giallo-ocra) con il sole nascente ed una scritta che in lingua aborigena significa più o meno ” Il sole ben presto ti incenerirà”…


Ottobre 26, 2004


Un pensiero nella mente
Malinconico e struggente

Dicono che non ha diritto
Anche solo di sognare

Mostra a tutti la sua pelle
Come abiti d’estate
Dai suoi occhi fino al cuore

Colorando la sua vita
Sta nascendo lentamente

Come l’alba mattutina


Veronica


You cannot copy content of this page