La tuta di Ernesto Thayaht

Pubblicato il 13 Agosto 2019 da Veronica Baker

Le invenzioni umane marciano dal complesso al semplice, e la semplicità è sempre la perfezione.

Alexandre Dumas


La tuta di Ernesto Thayaht
A forma di T, la tuta fu così battezzata perché valeva per tutta…

Nel 1919 l’artista fiorentino Ernesto Michahelles disegna la sua prima tuta (definita in seguito come “la tuta di Ernesto Thayaht”), “il più innovativo, futuristico abito mai prodotto nella storia della moda italiana”.
A forma di T perché valeva per tutta, “un indumento che veste tutta la persona con utilizzo di tutta la stoffa”.

La sua costruzione era semplice : un solo pezzo di cotone, un taglio dritto, numerose cuciture, sette bottoni e una cintura.
Ernesto Michahelles è ricordato come uno dei principali protagonisti del movimento futurista, maggiormente noto sotto il nome di Thayaht.

Un nome palindromo che rispecchiava le simmetrie utilizzate dall’artista, per lungo tempo collaboratore e illustratore per Mademoiselle Vionnet.

La tuta di Ernesto Thayaht

Progettata contro il serioso completo maschile, caratterizzato da colli alti, cravatte superflue e costruzione su misura, la tuta di Thayaht insisteva sul concetto di funzionalità assoluta.

Era economica, facilmente riproducibile e realizzata con materiali resistenti che la permeano di un alto potenziale democratico.
Anche il quotidiano fiorentino “La Nazione” ne promosse la diffusione, pubblicando nel 1920 un volantino in cui Thayaht aveva inserito gli schemi di taglio e la motivazione della sua genesi.

Fondendo funzionalità con l’innovazione formale, la tuta risultava fondamentalmente anti-borghese.

Egli realizzò invano anche una variante femminile, puntando espressamente sugli aspetti funzionali.
L’invenzione, tuttavia, non ebbe un particolare successo.

Fonte : trama-e-ordito.blogspot.it



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